Paolo Palmacci racconta Capit Mundi e No Capitulation: un attraversamento tra paludi mentali, tecnocrazia, follia, punk, fanzine e resistenza umanista. Un’intervista su immaginazione, tecnologia, controculture e sul rifiuto di arrendersi all’irrealtà del presente.
Non abbiamo importato l’America: ci è stata imposta insieme alla sua sceneggiatura. Tra vigilanti, polizia santificata, paure prefabbricate e opposizioni da laboratorio, l’Italia ha smesso di parlare con la propria voce. Riprendersela significa tornare a produrre conflitti, linguaggi e spazi che non arrivino già confezionati da Hollywood.