Brianza Malattia Mentale

Brianza Malattia Mentale
Il nostro intervento-azione alla Casa degli Artisti, siamo sotto cura per un grave caso di Brianza.

Ti svegli alla mattina, rompimento di coglioni, ti svegli alla mattina e non vorresti vedere la luce, così fioca tra il cemento e l’asfalto.

Tra gli uomini l’antrace, tra i fiori l’amianto.

Ti svegli e sei in Brianza, un vero e proprio isekai mentale sei completamente all’oscuro di cosa hai davanti.

E ti viene un po’ la sausade, perché non vivrai mai nella Brianza Mentale.

Ieri hai sentito un rapper ripetere le frasi istituzionali: la periferia è il male ma ti cresce.

Ti hanno detto, due demoni, uno di nome Comunione&Liberazione, l’altro il signor Brambilla:

Non campa manco un dì nela Briansa...

Poi sono ritornati nel Paradiso Fiscale e ti hanno lasciato la cenere di un microcosmo puramente nostro: la Brianza.

Il mio nome? Non lo so, so solo che faccio un orario di ventiquattro (24) ore ogni giorno della settimana (7 giorni) di Malattia Mentale.

  • Cin Cin Cin Cin, ricoprimi di baci! Cin Cin Cin Cin Assaggia e poi mi dici!
  • Saluteremo Roma ladrona per il male che c’ha fatto, per i soldi che c’ha rubato, ci prendiam la Libertà!

Quindi in che epoca viviamo, signor Fascismo? Viviamo nel Brianza-yuga.

Ogni terra cittadina è piena di illusi e di codardi, senza spina ne coscienza, senza appartenenza se non al consumo di illusioni di mondi cosmopoliti, europei e progressisti.

Poi fai dieci (10) minuti nella Brianza e ti accorgi che Forza Nuova prende più voti di +Europa.

Fai altri venti (20) minuti? Ti rendi conto di essere, risveglio della coscienza davanti un graffito vecchio trent’anni, qualcosa di similare a un graffito anti-serbo a Sarajevo, un graffito che esclama:

PADANIA INDIPENDENTE.

E tu ci credi ancora.

Quindi cosa vuol dire tutto questo? Chi sta parlando? Chi mi sta comunicando questo luogo, e cosa mi comunicano dieci (10) minuti nella Bassa Brianzola – d’altronde la Alta Brianzola sarà la prossima ad essere toccata dalla Malattia – dove tutto è amianto e le persone sono criptidi?

Ma cosa vuol dire Brianza?

Sembra quel genere di domanda a cui dovrei rispondere rompendo l’anonimato e dirvi chi sono e dove lavoro. Ma questo testo più che essere narrativa è puramente un estratto conto.

Di una ditta della Bassa. Di una falegnameria di Lissone. Con contadini del legno, laureati al Meroni, con due dita per mano, una tenaglia, zero soldi. Tutto speso in mutuo o una vacanza dove quella tenaglia tocca una minorenne in Thailandia.

Poi di certo, direte: eh ma si vede, va in Chiesa ma sotto-sotto è marcio, risata e uno Youtuber trasferito al Nord dalla Sicilia, ateo che afferma che questo è normale a Milano.

Non siamo a Milano però, non commettete questo sbaglio. Siamo nella Bassa Brianza.

Siamo nel Basso. Questo è l’Inferno e lo Youtuber Terrone n° 2030 che fa live su Twitch dalla sua casetta a Milano Bene non sa cosa succede se prende il treno sbagliato. E clamorosamente, si ritrova a Seregno.

Orario di punta. E un nero li porge la mano.

– Di bordo londano da gui, gabo, gente brutta bianga fa gose brudde a gente gome noi

Lui schifato lo spinge via, lui sparisce sotto i binari della stazione.

Ed ecco che entra in scene la Brianza.

Ed ecco che questo Influencer diventa magicamente il paziente più grave.

  • Sintomi? Attacchi di panico e poca voglia di futuro.
  • Diagnosi? Brianza Mentale.
  • Prognosi? Dite alla sua tipa alternativa che non torna per cena.

E quindi perché la Brianza Male? C’è già la Palermo, già sentita sta storia…

Vedete, noi brianzoli non siamo rappresentati. La Roma Ladrona è una canaglia cosciente, un corpo organico pieno di stereotipi.

Ma avete mai sentito uno stereotipo vero su noi brianzoli?

No, cazzo, perché non ne esistono. Siamo noi stessi parodia del Milanese. Noi stessi siamo, parlando in termini marxisti, puramente sotto-proletariato. Rendiamo ricca la Milano Bene. Ci basta, perché ogni domenica siamo lì a vedere le vetrine:

  • – Oh questo l’hanno fatto a Vimercate!
  • – Questo nel Monzese!
  • – Questo su verso Merate!

Ma sostanzialmente, vediamo i frutti del nostro lavoro e non sappiamo coglierne la specialità mediocre tutta nostra, Made in Brianza.

O andiamo nella copia fatta male della Milano Bene: Monza. E anche lì a vedere le vetrine.

– Osti! Quest’ mobil vien da Lissun, l’è minga bell?

E stiamo così, perché ci piace.

Ma di che parliamo? Ci vediamo al prossimo scritto, finché non dirò come Pavese che la tastiera è rotta, e il cuore ha un buco da .99 millimetri.

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