2 settimane

Caga sul tappeto

Per sparare alla TV non serve il porto d'armi

Caga sul tappeto
Lettura boomer
Tra indagini su come costruire una fungaia casalinga, canzoni New Jazz e Phonk, e una mezza puntata di “Affari a quattro ruote” con l’intramontabile Mike, ho buttato un’oretta nel post cena (più qualche ora pomeridiana)

Decido, non so per quale ragione, di indagare cosa propina la TV italiana al di fuori della bolla motoristica di MotorTrend in cui mi sono auto-isolato grosso modo da Novembre.

Mike Brewer visibilmente alterato dal tuo voto ai Verdi

Salto a piè pari la nostalgica TecheTecheTé, l’ennesima fiction rai su quanto le donne sia brave, forti e determinate, Paperissima Sprint (c’erano video di gattini, se ci fosse stata la Moreira mi sarei pure fermato) e qualche altra merdosissima programmazione che si può incrociare nei primi sei canali italiani.

Sono quindi passato alla merdosissima programmazione del settimo, dell’ottavo e del nono canale

No dai, dell’8 non posso parlar male: c’è 4 hotel con Bruno Barbieri che quando deve fare la prova del cliente dispettoso caga sul tappeto e chiama in reception chiedendo se qualcuno può andar su in camera a fargli il bidet.

Barbieri a parte, non è una novità che la programmazione italiana faccia pena, ma non è questo su cui verte questo articolo; articolo che voglio disbrigare alla svelta per occuparmi di altre cose ben più importanti.

Tipo al vin e la mona.

“A chi che no ghe piase al pan, al vin e la figa, al signor lo castiga.”

Papa Francesco

COMUNQUE

Mi fermo su La7, sono le 21.10 e c’è Otto e Mezzo. La Gruber, col suo faccione quadrato, sembra un monolite. Mieli, con la sua impassibilità borghese, sembra Giolitti. Elly Schlein è il nuovo argine alle Destre. I migranti vengono deportati in Albania, poveri.

Poveri albanesi s’intende.

Il buon Mieli invita la Gruber a fare distinzioni e di non far finire nel calderone dell’estrema destra tutte le destre. Insomma, si invita il monolite a distinguere tra la Meloni e Afd, tra la Le Pen e Zemmour, tra Mario Draghi e quelli del battaglione Azov.

A proposito, qualcuno ne ha più sentito parlare? Dopo il 2022 entrambi sono finiti nel dimenticatoio. 

Cacciari non ne può più di sentire la totty di LA7 sparare puttanate sulle destre (vi ricordo che io sono per l’anarchia feudale, che non si pensi che stia difendendo ‘sti neocon dei miei coglioni) e smatta in collegamento video: tutto sommato inizio a dimenticarmi della mala gestione comunale quand’era sindaco di Venezia e dei schei buttati per il ponte di Calatrava.

O forse no

“Di quelli che vanno per strada con la svastica e con le braccia alzate non me ne frega niente, non contano niente, non me ne frega niente.”

“Qui si parla dello spostamento del tutto democratico, atlantico, dell’asse politico europeo a destra. Questo è il problema. Lo capite!”

Cacciari

La Gruber è corrucciata, Cacciari si auto-interrompe: il sigma non discute, è lui ora il monolite. Mieli effettivamente non può dar contro all’ex sindaco di Venezia. La Gruber allora si incazza con lui, non può sopportare di perdere in un dibattito nel suo programma.

Fine della trasmissione

La toccata e fuga mi basta e penso di poterci tirar fuori uno sproloquio non richiesto da pubblicare. Francamente Cacciari mi ha un po’ gasato ma la scena in sè è stata inconsistente.

Mentre inizio a scrivere, in sottofondo c’è diMartedì, programma che tutto sommato è classificabile come la Striscia la Notizia di LA7. Certo, il format è diverso, ma è fin troppo chiaro che il prodotto è perfettamente confezionato per il boomer di sinistra.

“La Destra perde di più di quel che guadagna.”

Bersani il giorno dopo delle Elezioni che hanno consacrato PPE ed “estrema Destra”.

SPENGO

I boomer si meritano di meglio.

Siano essi di destra o di sinistra, si meritano sicuramente dei programmi migliori. La TV è morta, e con essa una bella fetta della cultura nazional-popolare. Per fortuna mi vien da dire, spero sinceramente di non vedere più Pippi Baudi e Mikes Buongiorni. Di più, noi giovani sottovalutiamo il problema, crediamo di essere superiori, di esserne fuori. Ma in fin dei conti non siamo poi tanto diversi: la TV dei boomer è lo specchio della caduta della cultura nazionalpopolare, ma i nostri social sono il cesso mediatico delle giovani menti.

In questa situazione puoi fare solo una cosa:

Sii Bruno Barbieri, caga sul tappeto.

Anche voi, manipolo di rivoluzionari che leggete Blast, dovete ammetterlo: siete bombardati da foto di fighe su instagram, da messaggi politici “esplicati” nel giro di 7 secondi e neanche voi siete immuni dal doom scrolling. Botte di adrenalina neanche foste dei cocainomani con le raglie sul touch del cellulare.

Sono sicuro che questa parte di articolo la leggerete sulla grafica instagram per cui mi sento un vero ipocrita che critica il mezzo di comunicazione che ci permette di avere un qualche seguito.

Se solo sapeste quanti dati vi fotte.

(No, Tanko non ha instagram)

Che senso ha fare i rivoluzionari se non cambiamo paradigma? Bersani è lì da più di trent’anni a sproloquiare sugli obiettivi della sinistra e l’unica cosa che è riuscito a combinare è stata una legge per non farti salassare quando paghi la tua prima assicurazione auto. Auto che non possiamo permetterci e che il suo partito vorrebbe sostanzialmente abolire.

Cambiamo influencer, prendiamo spunto dai drifter russi.

I berlinoni a trazione posteriore in fin dei conti sono come le nostre idee: un’accozzaglia di pezzi di ricambio che hanno snaturato la macchina originale, che hanno messo insieme la reazione e l’accelerazione, la chiesa e la trap, il venetismo e i napoletani; la macchina funziona, ma ci vuole un buon drifter per tenerla nel traffico, dato in mano a chi non sa usarlo il berlinone è ingestibile e finirebbe sbarato alla prima accelerazione. Il tutto è supportato da un sottofondo Phonk.



L’arditismo di Proiettili suscita l’invidia nel maranza come nel colletto bianco. Il primo ci pensa per un attimo, guarda la copertina, la grafica è accattivante ma le pagine sono troppe e in più non sa leggere; il secondo all’inizio lo snobba, “Proiettili. Mah, che nome del cazzo.” pensa, poi torna indietro, 15 euro li può buttare – non è lo studentello universitario o l’under 30 italiano (che, detto fra noi, sarebbero i “lettori forti” ai quali ambiamo )e la sera, nascondendolo alla moglie, lo legge avido perché capisce che è qualcosa di nuovo e per certi versi pericoloso. Questo potrete giudicarlo voi.



Siamo noi l’Avanguardia? O siamo dei matti dai sogni insensati? Forse siamo solo degli illusi.

Ma degli illusi con un prodotto editoriale che neanche il Gruppo GEDI coi suoi dollaroni poteva buttar fuori. E per fortuna. L’estrema destra e la Gruber, i drifter russi e Paolo Mieli, Motor Trend e Bersani, LA7 e gli Albanesi, gli Arditi e Juliana Moreira, Boomer o non Boomer…

Nel panorama italiano Proiettili è un ibrido tra Massimo Cacciari sotto funghetti e Bruno Barbieri con un attacco di diarrea: alla fine entrambi cagheranno sul tappeto del tuo salotto e se ne andranno senza che tu possa farci niente.

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