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COME ODIARE L'ANTICRISTO

COME ODIARE L'ANTICRISTO
Ingredienti: galline e castagne

Guida pseudopratica per poter odiare l’Anticristo in maniera efficace.

La campagna, la campagna Ma che cos’è, poi, in fondo, la campagna? “Ciò che sta fuori dalla città”, direbbe lo sprovveduto, l’homo modernus, quello che ha capito tutto perché vive nel vespaio di cemento spostandosi su veicoli eco e ordina cibo facendo pedalare il negro con il suo cellulare modernissimo. O ancora, un gaudentissimo pivello delle cosiddette movide potrebbe dire che la campagna è quel posto “dove non c’è un cazzo da fare”, parola di uno che vive per l’engagement dei social, tra ragazzine nude, vizi sfrenati autodistruttivi e serate a impiombarsi con alcol e qualche droga scadente (l’inflazione colpisce tutto, morale e vizi compresi). Che cos’è la campagna allora? Luogo metafisico. Locus ancestralis dove gran parte dell’umanità è nata e la quale porta il ricordo e la sensazione all’interno del proprio DNA anche se si sente un “cittadino” o peggio ancora un “cittadino del mondo” (quindi cittadino del nulla).

Ma la campagna è anche il luogo prediletto per la battaglia contro l’Anticristo (cioè la modernità olocratica), poiché essa offre gli strumenti e le condizioni (fisiche e spirituali) utili in questa titanica battaglia.Nel Manifesto Rurale è già stato esposto in maniera più o meno chiara cosa sia necessario fare per cercare un po’ di felicità in questo mondo metropolitano, ma non abbiamo parlato di uno dei più grandi alleati in questa lotta:

la gallina.

L’ Anticristo teme la gallina

Sì signore, la gallina, Gallus gallus domesticus o Gallus Sinae, letteralmente la femmina del gallo, che in giovine età si chiama pollastra. Esattamente lei, nulla di più e nulla di meno: Sua Maestà la Gallina. L’importanza della gallina è chiara e tonda come le uova che sforna quotidianamente, così chiara che addirittura la Madonna ha voluto porgere su di essa il suo manto misericordioso, facendosi venerare come Nostra Signora delle Galline… Sì, proprio così, Nostra Signora delle Galline, in Campania c’è addirittura una chiesa dedicata ad essa con succose e generose processioni cittadini in ricordo della festività. Ci hanno detto che “mangeremo insetti”? Benissimo, noi li offriremo alle galline.

Che sia il cittadino del mondo a mangiare gli insetti, noi, rimarremmo fedeli alle grosse e calde uova del nostro pollaio.

La gallina… Signori miei LA GALLINA. Lo strumento bipede nostro alleato è sempre stato sotto i nostri occhi e dentro i frighi dei supermercati all’ingrosso e noi non ce ne siamo mai accorti… Che scherzi gioca all’uomo la natura. In questi anni ce la menano (e lo faranno sempre di più quindi prepratevi) con l’economia circolare, la green economy e altre cose che diventeranno volta per volta il prossimo mantra internazionale… Beh, una gallina, effettivamente serve a tutto ciò: mangia gli scarti e gli avanzi alimentari, genera cibo e becca gli insetti cattivi per l’orto.

Nice try Anticristo.

Altra cosa… Diffidate da chi vi dice di non mangiare uova(solitamente è grasso e ha il fiato corto).
Ma un pollaio pieno di galline, purtroppo non basta, ci vuole ben altro per poter proseguire
nell’organizzazione della roccaforte contro l’inclemenza dei tempi.
Nel nord dell’Italia (in particolare) c’è un termine che si sentiva spesso e che ora, purtroppo, è in forte disuso e si può solo leggere su qualche articolo sparso qua e là sul web: la civiltà del castagno. Infatti si dice: “la civiltà del castagno”? Perché in particolare nel nord (tipo Piemonte) dove i castagneti si trovavano (e grazie a Dio si trovano ancora adesso) a iosa, spesso attorno a questi agglomerati silvestri si sviluppavano villaggi, borgate, contrade o comunque segni di civiltà contadina-rurale.

Ma perché?

Perché il castagno è un albero forte e robusto, utilissimo per costruire sia utensili che tetti e quant’altro, inoltre, il suo legno brucia benissimo nella stufa ed è ottimale per scaldarsi. Finito qua? Assolutamente no, in autunno è uno tra gli alberi dove i funghi edibili amano crescere ai suoi piedi e inoltre, sempre in autunno, si hanno le castagne! E voi direte, embhè!?

Non fate i cittadini del mondo, ascoltate qua: la castagna oltre ad essere un ottimo alimento è facilmente conservabile (sia congelata che essiccata), inoltre, in mancanza di frumento è un’ottima farina(senza glutine, tra l’altro) e può essere utilizzata per la preparazione sia di pasta che di dolci (leggasi castagnaccio). Infine, mai sentito parlare del miele di castagno? Il miele che viene appunto fatto dal fiore del castagno durante l’estate, un miele davvero particolare che oltre tutte le proprietà già risapute del miele è anche: antibatterico, lenitivo, antispasmodico e antifiammatorio. Pazzesco eh?
La Madonna, poteva forse volgere il suo sguardo anche su questo? Assolutamente no, per questo nel bergamasco si venera la Madonna delle Castagne.

Potremmo parlare di tantissime altre varianti che la Madre di Dio ha pensato per indicarci il cammino verso la resistenza(quindi salvezza) come la Madonna delle Fave o della Scodella ma bisognerebbe probabilmente scriverci un libro e il tempo adesso è fin troppo corto. L’Anticristo quindi… Come si sconfigge? Con i meme forse? In parte, fan pur sempre ridere, ma non cambiano la realtà fisica, bisogna ritornare ai vecchi metodi sepolti, ai libri impolverati sulle piante e su i funghi che il nonno o il padre tiene in un cassetto impolverati; lì c’è la salvezza alimentare e della quotidianità di vita.

Che Dio ci aiuti.

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