COME VEDI LA TERRA?

COME VEDI LA TERRA?
Lettura boomer
Schizopoesia per il Venerdì Santo

Si dice che la terra soffra. 

Io quando ho sofferto, 

ho sempre sofferto con gioia, 

si soffre sempre con gioia. 

Sono stato male invece quando ho peccato. 

Sono stato male quando non sono stato. 

La sofferenza non è peccato. 

Se devo immaginarla la terra, 

vedo una grande nube nera 

dove numeri bianchi appaiono e scompaiono come lampi. 

Il mondo è un macabro conto alla rovescia.

I laghi e i fiumi spariranno 

Il mare sarà presto avvelenato. 

Il sole verrà oscurato. 

La violenza straripa e sommerge ogni rapporto. 

Siamo nati in mezzo a tutto questo. 

Siamo nella zona dell’odio.

L’uomo non aiuta l’uomo.

Sento in me un’enorme diffidenza. 

Il mondo è un luogo spaventoso.

Odo una grande sete, 

vedo voci levarsi dalle profondità, 

ma inascoltate. 

All’appello bisognerebbe rispondere presente 

e con coraggio inoltrarsi a rischio della vita. 

Il mio regno, il mio regno per una catastrofe. 

Il guardiano della soglia non invita ad entrare, 

al contrario dissuade e spaventa. 

Vorrei sentire più spesso il rimbombo dei cuori, che mi appaiono invece solo di rado, 

di nascosto

in momenti inaspettati. 

Se il cuore si annerisce 

è perché troppe sono le colpe e troppi i peccati. 

Abbiamo colto la mela, dominato la terra, 

ma la felicità non è venuta. 

In verità vi dico 

che sulla terra non siamo mai stati in pace. 

Il cuore della terra si sta annerendo. 

Noi 

orfani errabondi 

giunti sul promontorio dei secoli, 

ci domandiamo se davvero nostro 

sia l’infausto privilegio della fine. 

Manie di protagonismo o protagonisti nostro malgrado? 

Bisognerebbe pregare, giungere le mani e mettersi in ginocchio

e domandare

quale appello giunge a noi oggi? 

Quale soglia ci si staglia davanti? 

Che farò senza Euridice? 

Dove andrò senza il mio bene?

Che farò?

Dove andrò?

Che farò senza il mio bene?

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