La Francia è spaccata dalla riforma delle pensioni, mentre la televisione italiana la confina in
secondo piano, rispetto al conflitto ucraino, oltralpe si lotta contro il governo.
Parigi brucia, mentre il governo francese, in mano all’esecutivo Macron e a certe – birbanti – compagnie come BlackRock, non fa altro che aggravare la situazione, approvando la riforma pensionistica rivolgendosi al clamoroso – quanto golpista – articolo 43.9 il quale permette al governo, in minoranza di voti, di passare senza voto una riforma. Gesto abbastanza draconico e despotico, quasi da rievocare scenari monarchici cari ai nostri amici di Lys Noir.
Se la Francia ha così a cuore la sua democrazia, passata di repubblica in repubblica dal 1789, com’è possibile per un partito, Renaissance (27,9% dei voti, in seguito al ballottaggio diventato, grazie all’afflusso dei voti dello sconfitto Melanchon, 58,5%), avere una fetta di governo così vasta, nonostante non rappresenti nessuna grande maggioranza elettiva?
A noi sinceramente, poco ci interessa questa domanda, bisogna riformularla, bisogna innalzarsi contro la infodemia, e domandarci:
Eppure arriviamo a fine mese e siam contenti, lavoreremo un giorno in più, dormiremo un giorno in meno, ma pallone → goal!
In questo momento particolare il mio pensiero va a chi ha votato, a chi si aggancia allo STATO DELLA REPUBBLICA ITALIANA per dare ancora un senso alla sua vitaccia.
Ma chi vogliamo scopare? Siamo un popolo meraviglioso.
In Francia si protesta da settimane ormai, dove non sembra migliorare né la situazione, né tanto meno la violenza: la quale scarseggia. Il vero problema della Francia è che è un paese frammentato, distrutto etnico-socialmente. Senza spina dorsale. Senza nessuna voglia di rialzarsi da un tetro giaciglio.
Gli studenti fuorisede in campeggio di fronte alle maggiori università italiane hanno avuto un merito indiscutibile: quello di aver portato all’attenzione mediatica nazionale il tema dell’infamia dei proprietari di case.
Fabrizio Corona eroe nazionale, di una nazione di ludopatici, stirati ma che non si danno per vinti. Lo sapete che il 90% dei ludopatici smette prima di vincere?
Ogni tanto rifletto sul ruolo che dovrebbe avere la fortuna, o per meglio dire le probabilità, in una società che pensa di essere al servizio del cittadino, di aiutare colui che è in difficoltà e affiancare chi produce.