1 anno

INSTADRAMA - ISTRUZIONI PER IL SUCCESSO

INSTADRAMA - ISTRUZIONI PER IL SUCCESSO
Lettura boomer
1) Drogati 2) Rapisci il figlio dei ̶F̶e̶r̶r̶a̶g̶n̶e̶z̶ 3) Scrivi il diario del rapimento e filma tutto 4) Consegnati alla polizia (e alla gloria)

I tempi sono cambiati, tutto si dissolve, tutto si dissipa, tutto si è distrutto nel capovolgimento totale. Il mondo è andato. FINITO. Devo tenere bene a mente una cosa sola: lo strano non sono io, strani sono tutti gli altri, che non si accorgono di quanto sia strano tutto.

La prima di una lunghissima serie di citazioni Blast che vorremmo estrapolare da questo romanzo e condividere con voi, ma che non possiamo mostrarvi. Dopo Labrancoteque ci hanno fatto il culo. Ma noi siamo tecnopirati, ce ne siamo sbattuti il cazzo, e abbiamo rubato lo stesso il pdf di questo libro. Ad oggi l’abbiamo letto solo noi, ma dopo questa recensione probabilmente si sarà già materializzato nella vostra libreria.

Scrittore anonimo, come noi. Protagonista schizo, come noi. Trama folle, come noi.

Questo entra senza fatica nell’Olimpo dei libri Blast. Non c’è limite al Blast

I social sono la cornice per parlare di tutto il marcio (MARCIA).

La vera libertà, il vero lusso, è appunto questo: ottenere la disconnessione totale in un mondo iperconnesso.

L’esposizione mediatica distrugge l’Uomo. Per essere virali bisogna fare due cose: trovare il proprio posto nell’algoritmo, dunque, divenire prevedibili, ed esporre la propria intimità. Siamo gli unici esseri che possono sfuggire all’istinto e invece abbiamo deciso di intrappolarci da soli.

“Chi si fa i cazzi suoi campa cent’anni”

-cit mia Nonna.

Ma se si vuole sopravvivere oggi bisogna far sì che gli altri si facciano i cazzi tuoi, a meno che… diventi un martire. L’Uomo non è cambiato, anche il nostro tempo ha bisogno di martiri e se non possiamo esserlo realmente perché non esiste più la pena di morte (e nessuno spara), possiamo diventarlo mediaticamente, come se fosse una finzione letteraria. Con ciò vogliamo dire che finché nessuno ha le palle di immolarsi, dobbiamo creare da soli i nostri simboli. Il nostro protagonista ha messo in pratica i precetti Blast, facendo ciò che tutti voi, tutti noi, vorremmo fare: rapire una fottuta babystar perché ci fa ROSICARE, mostrare al pianeta il suo stesso marciume e finire gloriosamente in gattabuia per dedicarci ai nostri hobby senza nemmeno dover lavorare. FANCULO.

Siamo dei frustrati, rosiconi, falliti, il mondo non ci capisce? CAZZI SUOI. La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo. Questo libro parla di riscatto sociale, psicofarmaci, Disturbi Ossessivi Compulsivi (DOC), guardie e letteratura. Se non ci avete capito un cazzo a cena latte e ZzQuil e poi a nanna. Al risveglio tutto sarà più chiaro.

Ma io non volevo scappare. Volevo solo rivedere gli alberi.”
[...]
Allo stesso tempo cerco di rendere chiaramente il sottotesto di questo diario trash: il mondo fa cagare.

Rapire un bambino disadattato e portarlo in Provincia… A due passi da Olmeneta… 

Ancora sta Provincianoi non la cerchiamo, è lei che viene da noi… Non sappiamo dove altro fuggire… il mondo in perenne astinenza da pornografia, dopamina e luci artificiali ci insegue. Non ci avrà mai!

Siamo banditi, col pandino, con gli scaffali pieni di libri ereditati dalla nonna, che scappano dalle responsabilità e fanno ponfate per affermare il loro posto.

Un’utopia per uscire da questa gabbia? No. Alla fine siamo tutti trippa. Il sogno del proletario è essere borghese. Questo libro è una denuncia sociale, ma non vuole insegnare ad essere paladini della giustizia, ma parassiti del sistema. Teppisti, solo per affermare la nostra diversità e per il gusto di farlo. Sembra facile, vero? Lo è. Eh ma si dovrebbe provare a cambiare dal di dentro il mondoO fare un gesto folle e tirarsi fuori dal ginepraio, fuori dalle logiche di mercato: usciamo dalla porta per rientrare dalla finestra, baby.

Cane Instadrama

Che il mondo dell’editoria fosse al collasso (CALASSO), già lo sapevamo. Ma un piano così stupido e geniale per assicurarsi il successo (SUL CESSO) non l’avevamo ancora pensato. Libro rivelazione (NUOVO TESTAMENTO), una denuncia sbarazzina di questo mondo (INFAME). Ecco. C’ha preso il DOC (EMMET BROWN). Stiamo diventando matti a scrivere sta recensione (TERZA PAGINA, QUINTA COLONNA)… C’è troppa roba (5$/GRAMMO) da dire, non abbiamo spazio (VITALE). Tutte le disamine sulla famiglia (MULINO BIANCO, PUTTANELL*), sull’editoria che affronta sto libro non ci va di farle. Siamo fritti (MERLUZZO), siamo due ventenni strafatti di cibo cinese (MEDICINA) in una città (AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA DELL’IMMENSITAAAAAAAAAAAA) che conta più immigrati (NEGROSSI) che autoctoni. Che merda. Ok basta, doppia dose di Xanax e vediamo di chiudere.

Ci siamo calmati.

Qualcosa su case editrici e lettori dobbiamo dirla. Anche se è già stato detto tutto: il nostro Anonimo ha preso e smontato, pezzo per pezzo, la retorica della lettura anestetizzante e passivizzante (PETALANTE), coccolosa, rabbonatrice, cuoriciosa e colorata che viene propinata. Un altro e sonoro FANCULO! Non siamo noi a dovervi spiegare che la lettura è distruttiva, lacerante, ma soprattutto guerrafondaia: GOG insegna che per i libri si combatte, si ammazza e si muore. Per questo motivo tutti i blàstidi ne hanno letti almeno due nella loro vita per fare meglio la guerra: la Bibbia e Geronimo Stilton – Viaggio nel Regno della Fantasia. Tiriamo giù il mondo a suon di mazzate, va rifatto, ricostruito da zero: solo quando il Cocito (COGITO, COITO) sarà pieno smetteremo di distruggere. Allora sarà il tempo di ricostruire.

Ogni carezza è uno schiaffo del passato, ogni schiaffo è una carezza del futuro… Aspetta un po’… Ogni carezza è uno schiaffo del futuro, ogni schiaffo è una carezza del passato. Sì, hanno senso tutte e due.

Fanculo la libertà. Se non è orientata al Bene non ha senso. Il domani che ci attende, nel quale possiamo fare TUTTO e senza saperne il perché (con l’unico obiettivo, in realtà, di fare solo e sempre DI PIU’) inizia dai dei genitori. Sì ai nostri capricci, ai vizi e ad ogni piagnisteo.  No, non è un discorso boomer: troppe libertà, concessioni immeritate fanno male.Ogni esperienza che fa bene fa male, al massimo può far bene mentre la si fa, ma fa malissimo quando si smette di farla. Essere umani significa anche sapersi assumere delle responsabilità e ai genitori spetta il compito di insegnarlo, anche se non è facile.

Quando sentite piangere un bambino non lamentatevi del rumore, ma ringraziate perché qualcuno ha avuto il coraggio di dire di no.

Vi abbiamo detto fin troppo e probabilmente manderanno qualcuno per farci tacere una volta per tutte. Perché questo è un romanzo che va letto più che spiegato. Racconta noi, la nostra generazione (quella prima sopratutt)o, la mancanza di prospettive, le ansie e la decadenza del secolo XXI. Alto e basso allora si mescolano. Il rapitore (ANONIMA SEQUESTRI) non fa differenza tra il trash e la grande letteratura e cita chiunque: tra Céline, Proust, Gomez Davila e i programmi spazzatura di Mediaset o internet nessuna distinzione. FANCULO anche alla laurea in lettere moderne, ci viene detto. A che serve un pantheon di ceroni intoccabili, di mostri sacri inarrivabili, se non si riesce a comunicare con nessuno. È la cultura che scende dalla montagna, ruina in basso loco, e arriva tra gli uomini per annunciare il suo messaggio: tutto è da rifare, si riparta. È tutto sbagliato. Si riparta, sì, dalle fondamenta.

C. Palis lo spiega bene in quello che è con ogni probabilità uno dei paragrafi meglio riusciti dell’intera opera, che riportiamo integralmente: 

CDJICVWJHF0IJFEI0JNCCINDNCDEDIJDIJFWOICJOIVNNCQWEIHEIJIJFEWI0QIJCJ9JD0JD09EWJ90JCWD90J90DJ90J90JD90CJ90JDQW0QJI0COWJI0WDJI0DQWJI0QCDJ0CWJ90DQJCI0WDOJCEI0CJECJI0CJDOI0JCDOIJCO0J0O9CAJO90CDJO90J90CJDO909OJCD0JCD0JCSDO0JOI0DJOIJODCJOD9OJFDO9EJFDO9EJO90EJO90E0JO90EWJO9EJWDMCMSWOQWDQEOKKJAIHJIJDIJDIJDIJDIWJDIWJDWIDJWIDJWDIJDIJWDIWNCUEHG40ITH49U9JDEIJSQOWKPDNMWKGLEFKNSDKOFONIDCQNOIJIOOIJOIDFOIWDFJOIWFOIOJVDIJNVIDNIKNVFNFIKENMEIKPNJFMNQWKFNG4JTOP3RJ3IJ4IHJ4IE9EFJEFJO9JFDEOFEJFOEJEWOJEWFOJVOPJFOFEJFOPJFOF

Nostro.

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