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Intervista ad Albano - Esclusiva Blast

Intervista ad Albano - Esclusiva Blast
L’Aleph, ovvero Albano Carrisi  “Ogni cosa [...] era infinite cose, perché io la vedevo distintamente da tutti i punti dell’universo. Vidi il popoloso mare, vidi l’alba e la sera […] vidi convessi deserti equatoriali e ciascuno dei loro granelli di sabbia,… vidi insieme il giorno e la notte di quel giorno, …incontrai Albano Carrisi per […]

L’Aleph, ovvero Albano Carrisi 

“Ogni cosa [...] era infinite cose, perché io la vedevo distintamente da tutti i punti dell’universo. Vidi il popoloso mare, vidi l’alba e la sera […] vidi convessi deserti equatoriali e ciascuno dei loro granelli di sabbia,… vidi insieme il giorno e la notte di quel giorno, …incontrai Albano Carrisi per caso, nelle strade di Milano e vidi [in lui] la terra e nella terra di nuovo Al Bano ed in Al Bano la terra, vidi il mio volto e le mie viscere, vidi il tuo volto, e provai vertigine e piansi, perché i miei occhi avevano visto l’oggetto segreto e supposto, il cui nome usurpano gli uomini, ma che nessun uomo ha contemplato: l’inconcepibile universo.”
J.L. Borges, Al(eph) Bano

Albano Carrisi, detto Al Bano, è esattamente poeta, in quanto restando unito e unico nello spazio e nel tempo, genera il molteplice, il variopinto caleidoscopio di idee e di suoni.

Probabilmente uno dei massimi esponenti della musica leggera e popolare italiana è espressione, hegelianamente, di un momento italiano, di un frammento italiano e dunque il suo pensiero non può che plasmare il reale, comprimere lo spazio dell’esperienza, dilatare il tempo dell’immaginazione, ricalcando inconsapevole gli snodi cruciali del pensiero occidentale, non certo con epistéme, ma con intelligenza alogica di poesia.

Ho incontrato Al Bano per le strade di Milano e con la scusa di una fotografia sono riuscito a strappargli un’intervista, anche se strappargli è probabilmente la parola sbagliata, perché a giudicare dal suo sguardo e dal tenore della sua stretta di mano è certo che sia stato lui a concedermela, premiando l’audacia della mia molestia. Ad ogni domanda Al Bano ha condotto il discorso verso un punto più alto, restituendoci il suo punto di vista sull’essere umano attraverso il suo immaginario, cioè una collezioni di immagini, che è un po’ una mistura di volti e di suoni, a metà tra questo e quell’altro, un po’ come qualsiasi cosa, unica.

“non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici”
secondo verso della quarta Bucolica di Virgilio

Mr. Al Bano, la sua poetica un po’ riprende l’idea antica della bellezza nella semplicità, e soprattutto della felicità che si nasconde in essa. Lei che ne pensa di tutti questi laureati che dopo essersi letti tutto continuano a non capire nulla?

L’importante non è sapere, ma conoscere. Ognuno di noi ha un destino, in parte sei tu a costruirlo, in parte è il destino stesso ad intervenire e ogni epoca lascia un’imprimato. L’essere umano da quando è nato, da quando è stato su questo mondo… quanta evoluzione c’è stata? E quanta involuzione? Qui il bene e il male si inseguono da sempre, un po’ come il Sole e la Luna. Se indaghi la semplicità della vita, ti accorgi che le risposte stanno tutte lì. È l’essere umano che molto spesso ha voglia di complicare l’esistenza. Quindi c’è questo errore di valutazione.

Mi trova molto d’accordo con lei

Dammi pure del tu!

Con piacere! Beh, allora, Al Bano, mi trovo molto d’accordo con te! Sai, mi ricordo delle chiacchiere che facevo con mia nonna, nata e vissuta tutta la vita in un paesino di appena un migliaio di abitanti…

Dove?

Non credo tu lo conosca, si chiama S********i

Mmmmh!

Beh comunque ti dicevo, in quelle parole ritrovavo una saggezza che mancava a tante persone che sentivo blaterare in televisione…

Ma certo! Perché la saggezza di quelle generazioni nasceva sul vissuto, sul tramando di sapere che si faceva di generazione in generazione, e che nel tempo non è mai cambiato.

La grande evoluzione c’è stata con le scuole della tecnica, con le scuole dei computer. Il fatto è che in dieci centimetri quadrati tu hai il mondo in mano e puoi sapere tutto in un secondo. Questo può distruggere la radice dell’essere umano. La distrugge, ma non la rinnova. Se oggi vuoi sapere qualcosa di ciò che sta succedendo in Ucraina, puoi sapere quante bombe cadono, quanti impicci, quanti intralci, quanta distruzione si viene a creare. Pensa a due secoli fa, ci volevano mesi per avere il sentore di una probabile guerra. Oggi in un minuto la notizia è già pronta e da mangiare. L’essere umano ha fatto dei passi giganti, ma l’importante è che questi non diventino pericolosi. Si è arrivati alla grande disgrazia della bomba atomica, che ha bloccato la seconda guerra mondiale. È un bene? È un male? Quanti morti ci sono stati? Scusami un attimo…

[saluta qualcuno con grande affetto]

Allora pronti! Eccoci, stavo salutando un amico.

Nessun problema. Riprendendo il discorso, mia personalissima opinione, forse sarebbe stato meglio continuare a combattere con le spade.

Beh però sempre di sangue si trattava.

Certo, però i morti erano molti meno!

Secondo me il problema è la voglia di distruzione dell’essere umano. Mi spiego meglio. Se si riuscisse, nel mondo, a trovare un antidoto alla guerra sarebbe una grande E-V-O-L-U-Z-I-O-N-E. Bisogna mettere in evidenza che con la pace si può costruire, si può edificare, si può migliorare! Molto spesso mi è stato detto che grazie alla guerra c’è stata l’evoluzione. Io non sono d’accordo su questo elemento, poi magari chissà, una verità c’è. Poi vogliamo parlare di quanti siamo su questa terra? Dobbiamo ringraziare Dio che ci sono state tante guerre che hanno distrutto un 50% dell’umanità. Ci sono tanti punti di vista da analizzare… e comunque ripeto. Se solo si riuscisse a trovare la capacità di distruggere non solo la parola Guerra, ma il termine Guerra con tutte le disgrazie che riesce a creare, sarebbe il più grande trionfo dell’essere umano.

Se la guerra è la prosecuzione della politica con altri mezzi, a proposito di politica, e di musica, i Maneskin sono una band che si presenta, perlomeno nella forma, come molto politicizzata. Qual’è il suo giudizio sulla loro musica?

Non ti piace darmi del tu vero?

Scusami Albano, deformazione “professionale”. Allora, che mi dici dei Maneskin?

I Maneskin non sono altro che la riproposta dei Rolling Stones young. Non hanno inventato niente di nuovo. È un fenomeno che è rinato cinquant’anni dopo. Io ho avuto la gioia di cantare con i Rolling Stones quando vennero in Italia. Io cantavo nella prima parte del loro show. Ho avuto modo di stare cinque giorni insieme a loro e quindi di capire il loro atteggiamento.

C’era molta musica, ma anche molta strumentalizzazione del loro modo di esistere, di essere, di essere antagonisti dei Beatles. Hanno creato la possibilità di fare di sé stessi dei grandi miti. I Maneskin sono la stessa cosa sul mercato italiano e che è diventato anche mondiale, perché rispondono ai canoni di un certo modo di fare spettacolo.

Leggevo in una tua intervista che hai preferito mille volte i concerti di Celentano a quelli dei Rolling Stones, come mai?

Celentano era il pane fatto in casa, i Rolling Stones il pane di panetteria. Vedere cinque spettacoli tutti uguali è assistere ad uno showbusiness fatto bene, impeccabile eccetera, mentre Celentano ogni sera ti creava un concerto diverso. Il suo copione era il pubblico, dal quale traeva lo spunto per qualcosa di nuovo. I Rolling Stones ogni sera lo stesso spettacolo, qualcosa più da computer direi, non so se mi spiego. Uno si aspetta da un’artista che sia sempre e comunque artista e invece… cioè sono bravi, hanno sempre fatto bene le cose, ma tra l’uno e gli altri c’è una differenza sostanziale nella maniera di presentare la loro arte. Celentano aveva l’arte di rinnovarsi quotidianamente, i Rolling Stones erano sempre gli stessi, la posa in quel punto, le luci che ci accendevano sempre nello stesso momento.

Dici che siano cambiate le logiche dietro il mercato della musica?

Secondo me il mercato non cambia. Questa torta alla menta è fatta di tante fette e ad ognuno la sua! Per fare il rocchettaro c’è spazio. Se uno riesce a sposare, volutamente o casualmente, quel tipo di concetto, la gente ti segue. I Maneskin sono stati un successo mondiale. Nel mondo oggi si parla di italian rock, il che è un assurdo. È qualcosa che non fa parte delle nostre radici, però siccome gli esseri umani prendono in prestito ciò che stanno vedendo in quel momento, questo accade. Perchè il rock è nato in Inghilterra? Perché il rock e i gospel vengono dal mondo nero? Perché hanno avuto vicissitudini che li hanno portati a quel tipo di creatività musicale. Hanno saputo sfogare la loro rabbia attraverso la musica. Sono musiche che nascono da emozioni prima individuali, poi espansive, per tutto ciò che hanno vissuto e come lo hanno vissuto. Poi sappiamo che la tristezza e la disperazione sono in grado di produrre i grandi romanzi e grandi pagine musicali. Se pensi alla musica di Beethoven, lo stesso Mozart… sono lo specchio delle epoche in cui vivevano.

Con un pizzico di fantasia, ascoltando, ti ritrovi quell’epoca come era fatta, che tipo di carrozze c’erano per le strade, che tipo di miseria c’era nelle case, e che tipo di ricchezza. Quella musica, tutto questo, te lo esprime alla grande. Oggi noi abbiamo una musica che è solo un bel prodotto… tecnico, e niente più. Tu ti rivolgi al computer e lui ti dà le risposte che tu vuoi, ma di musica ce n’è poca. Tu pensa a Garage Band. Hai un’orchestra a tua disposizione e ti basta schiacciare uno, due o tre tasti.

Figuriamoci poi con l’intelligenza artificiale…

È già in atto secondo me la cosa. Non a caso i primi robot, il loro studio… se ci pensi che basta premere un tasto per far sollevare un aeroplano che pesa migliaia di tonnellate, quello è già un miracolo. Ai tempi di Leonardo Da Vinci si poteva soltanto osservare il volo degli uccelli e tentare di copiarne la dinamica. È rimasta solo l’idea iniziale, una specie di… come possiamo definirla… non mi sta venendo la parola!

Vabbè non è importante, ho capito quello che intende. Senta, ricollegandoci invece al suo discorso sulla nascita del gospel, a proposito di musica nera, lei ha avuto un contenzioso con Micheal Jackson. Probabilmente io sono di parte ma…

Cosa vuol dire che sei di parte?

Che sto dalla parte sua!

Sua di chi?

Sua di lei, Al Bano!

Ti ho detto di darmi del tu!

Sì scusa, hai ragione! Dalla parte tua intendevo. Secondo me è perfettamente plausibile che Jackson ti abbia copiato, i pezzi sono identici.

Io sono convinto che lui non mi abbia copiato. Io sono più propenso a pensare che qualcuno abbia venduto venduto quel brano al signor Jackson, che lo ha comprato e lo ha fatto suo. Questa è per me la tesi più accettabile. Non immagino che Micheal Jackson si sia potuto mettere a copiare un brano, in questo caso il mio. Sicuramente qualcuno gliel’ha venduto, oppure come mi spieghi che le piramidi c’erano in Egitto quattromila anni fa, ma c’erano anche in Sud America. Gli Aztechi, i Maya, come mai? Con la punta verso l’alto, e la base solida e attrattiva nel basso, che poi, in realtà si trattava di tombe. 

Leggevo anche di articoli in cui si ipotizza che addirittura la mafia avrebbe fatto pressioni sui giudici italiani per spingerli ad una decisione più favorevole a Jackson…

La fantasia umana è illimitata. Uno inventa ciò che vuole inventare. La cosa che mi è dispiaciuta è che dovevamo fare un concerto all’arena di Verona per una raccolta fondi per bambini e invece lui è stato poi accusato di pedofilia eccetera e quindi non è stato possibile farlo.

Questo è davvero pazzesco. Comunque, Al, a proposito di mafia, mi ricollego in maniera indiretta alla prossima domanda. Che ne pensi del caso Cospito?

Io ritengo che possa chiamarsi Cospito, Bresci, può chiamarsi come vuole, ma se un essere umano ha già tentato di fare fuori tanti altri esseri umani, ma perché non deve pagare per questo misfatto?

Se non c’è una pena per le azioni sbagliate che fai, lo fanno tutti. Vai, ammazza! Tanto non succede niente! O si stabiliscono le regole, e quindi queste vanno o-n-o-r-a-t-e, oppure si va a finire nell’anarchia più totale e non trovo sia un traguardo augurabile per l’essere umano.

Se noi analizziamo il corpo umano:

Abbiamo delle braccia, fegato, cuore, tutto quello che abbiamo; è la mente che organizza tutto il nostro movimento, sia mentale che fisico, e vale lo stesso per la Società. C’è qualcuno che ha scritto un modello di comportamento, oggi. C’è Qualcuno, addirittura, che scrisse i famosi Dieci Comandamenti, che secondo me, se vuoi vivere umanamente e bene, seguili e non te ne pentirai mai. Perché i signori anarchici non capiscono questa grande e straordinaria Verità?

Un anarchico che mi viene a dire io ammazzo quell’essere umano perché non condivido le sue idee non lo trovo giusto. Un anarchico va a mettere bombe perché non capisce il Potere che per Storia si è creato. Se ci sono i Carabinieri, le Polizie e perché c’è stato il bisogno di crearle.

Io personalmente ritengo che Cospito abbia impiegato più tempo a dimagrire, con lo sciopero della fame, di quanto non ci ha messo il supremo Paolo Del Debbio con una dieta dimagrante

Bella questa! Beh magari può essere che Cospito abbia voluto fare di questa causa politica un’occasione da sfruttare per dimagrire, per una sana voglia di alleggerirsi, in senso positivo! Forse eh, non lo so.

Ahahahah, beh tutto può essere! Comunque senti Al, volevo farti una domanda. Spero possa non risultare fastidiosa, ma io leggevo che sei bandito sia dall’Azerbaigian che dall’Ucraina, ma perchè?

Io sono stato bandito per incomprensione loro, non mia. Sono andato da loro e l’Ambasciata dell’Azerbaigian e quella dell’Ucraina, a causa di una mia intervista hanno preso questa decisione. Io non posso essere accusato di ciò che non sono perché tu non condividi una mia risposta. Io ho il mio punto di vista che nasce semplicemente da un fattore e si chiama Libertà, la Libertà di dire quello che uno pensa, sapendo che non sta facendo del male a nessuno attraverso le sue parole. Se io ti dico che l’acqua che mi hai buttato addosso era gelata perché dentro c’era anche del ghiaccio ti sto dicendo una verità, o se è calda bollente perché era acqua bollente. Si deve combattere solo la voglia di distruzione e va combattuta eccome.

È vero che hai incontrato Putin?

Io ho cantato con Putin. Nel luglio del 1986 l’ho incontrato per la prima volta in quel di Leningrado, perché lì facemmo diciotto spettacoli. Lui è venuto e si è presentato, era capo del KGB allora. Poi ho avuto modo di cantare per lui e per Yeltsin nel Cremlino con la Sinfonica di Mosca. Lui poi era Presidente onorario dell’Associazione Mondiale del Judo e io ne sono Ambasciatore.

Ci siamo incontrati anche a Budapest, tre quattro volte a Mosca. Per me era una persona s-t-r-a-o-r-d-i-n-a-r-i-a. È stato provocato e questa provocazione secondo me è stato l’elemento che lo ha portato a fare quello che ha fatto.

Sia ben chiaro però, è una cosa che non condivido. Non si può entrare in una nazione con i carri armati e sparare. E lui pensava di poter risolvere il problema in tre giorni di avanzata in quella terra. Ha fatto dei calcoli che si sono rilevati deleteri per lui, per la sua immagine. Lui era stato proposto come leader e Nobel per la pace. Poi il Time gli diede la copertina di uomo dell’anno. Tutte queste verità c’erano. Poi gli americani hanno anche avuto la loro avanzata e lui ha reagito, male però eh, sia chiaro!

A proposito di ricordi, vuoi regalarcene qualcuno sul grande Costanzo, che da poco tempo è volato in cielo?

I ricordi sono tanti con Costanzo, ma proprio tanti, quarant’anni quasi. Eravamo rimasti d’accordo che bisognava fare di nuovo un altro show con lui, ma purtroppo se n’è andato prima. Ogni volta era una gioia con lui. In Italia lui con Pippo Baudo, Tortora, Bongiorno. Mi ricordo che Pippo era un po’incavolato con l’atteggiamento della stampa nei suoi confronti perché siccome lui era il Re della televisione, Pippo, era stato coniato il termine di baudismo e Pippo diceva: perché Baudismo e non Costanzismo?

Davvero un bel ricordo questo, grazie. Senti ti faccio l’ultima domanda poi ti lascio libero. Che ne pensi del Sanremo di quest’anno?

E-v-o-l-u-z-i-o-ne. Sanremo come ogni cosa nel mondo ha avuto i suoi momenti sì e i suoi momenti no. Questo nonostante qualche errore evidente che c’è stato. C’è stata evoluzione nel festival. Non solo, Amadeus è riuscito a creare interesse nel mondo dei giovani e lo ha fatto alla grande.

Sanremo da sempre è la fabbrica delle note e le canzoni più famose sono nate lì. La culla della musica leggera italiana è lì. Nel Blu dipinto di Blu è stata incisa da cinquecentodieci cantanti nel mondo, e questo fa riflettere.

Canzoni come Io non vivo è stata incisa da Elvis Presley, Nel blu dipinto di blu da Frank Sinatra, Dean Martin, Tony Bennett, tutti l’hanno cantata! Sono canzoni nate a Sanremo. In America hanno l’Oscar, qui abbiamo Sanremo. 

Bisogna cancellare Sanremo perché è l’oppio dei popoli… ma che cazzo state a di’!

La musica leggera è una volontà popolare che si manifesta e che si rispecchia anno dopo anno e si presenta per quel che riesce a produrre, ed è una gran bella verità.

Quindi VIVA SANREMO dal mio punto di vista.

Poi ci sono i Blanco che riescono a rovinare un prato di rose, ben costruito devo dire, poi c’è il bacio di quei due… fatti loro!

Non è forse la piattaforma più giusta per evidenziare le loro tendenze sessuali, ma alla fine Sanremo è anche questo.

G.S.
Al Bano

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