Intervista esclusiva: PADANIAN SHITPOSTER

Intervista esclusiva: PADANIAN SHITPOSTER
Blast x Padanian Shitposter. Intervista esclusiva!

Olmeneta. Sembra un’era fa, eppure è stata la carica e l’inizio col b8 di quest’anno.

Non stiamo qua a rimembrare tutto quello che è successo, ci interessa focalizzarci su un punto solo. Infatti, è stato nostro ospite, anche al pranzo, un personaggio mistico e leggendario, nella sua prima apparizione pubblica: PADANIAN SHITPOSTER. Pubblica per modo di dire, il nostro amico è letteralmente anonimo come noi. Dunque, bando alle ciance, tanto o lo conoscete o potete trovarlo sui social (seguitelo su Youtube, Twitter , Instagram e TikTok).

Che l’intervista cominci!

Padanian è un maestro, uno zoo(mer)n ieraticon. Quasi come il Vitelli. Ma lui non ha nome, solo meme.

Gli chiediamo: “Come ti sei avvicinato al mondo dei meme? È stato Trump con le ranocchie

P: “Guardate, in realtà no. Sono molto più zoomer e zostile di voi. Diciamo che i meme e la politica mi sono sempre interessati. Anche da bambino, alle medie, ero molto basato, pensate, volevo rifondare l’impero romano. E questo mia follia è rimasta anche ai tempi del liceo, lì mi divertivo con i compagni e i primi memini che ho fatto, in modo molto rudimentale, sono nati così. Situazione: sei nel grande Nord e in classe si parla della Lega di Pontida, della ribalta dei comuni contro Federico II. Quest’episodio mi ha sempre affascinato, tant’è che credo di aver realizzato il mio miglior video.

Fatto sta che era anche il 2018, anno del trionfo di Salvini, quindi feci gli Avengers della Lega, inizialmente disegnati alla lavagna e poi li ho fatti direttamente sul computer. Quindi sì, inziai nel 2018 con le immagini, ma, ad una certa ho deciso di fare il salto di qualità. Era il periodo di lockdown e la prof diede a me e al mio migliore amico di fare una presentazione sul fascismo o qualcosa di simile. Allora ho pensato: questo è perfetto per un video meme. Ho alzato la cornetta del telefono (espressione falsa aggiunta da me, visto che tanto ormai è tutto via whatsapp ma vabbè ndr) e ho chiamato il mio migliore amico, che attualmente mi aiuta a gestire i social, e gli ho chiesto un programma per montare. Così ho realizzato il primo video, caricato su un canale che ho chiamato, un po’ a caso Padianan Shitposter (certo, sono padano ma anche i miei primi meme erano legati alla Padania) e via. Mi ha divertito un sacco farlo e così ci ho preso la mano, ricordo quando feci il Sigma D’Annunzio, un altro fra i primi, che ebbe un discreto successo e spinse un bel po’ il canale.”

RF: “Quindi tu che programmi usi? Quali solo gli strumenti di un artigiano dei meme?

PS: “Allora, sul cellulare ho i classici Picsart e Capcut, ma li uso poco. La maggioranza li faccio con Paint e Camtasia.”

RF: “Paint? Ma siamo nel 2008? Fai video così professionali senza photoshop?”

PS: “Diciamo la verità, ormai photoshop è mainstream, lo craccano e lo usano tutti. Paint è per i veri pro, ormai l’ho masterato, praticamente lo uso da quando avevo 5 anni. Poi funziona bene, non ha nulla da invidiare agli altri. Oddio, forse ci metto più tempo a fare robe, mi ricordo che il video Italy all endings per fare le mappe ci sono volute due settimane, però ne vale la pena. Dopo i vari ritagli e scontorni prendo e mi metto al lavoro su Camtasia, mi è successo qualche volta di finire di renderizzare il video e accorgermi che ci sono delle figure scontornate male ma mi dico ‘vabbè, fa più ridere’ e come un ciarru lo posto lo stesso.”

RF: “Ci puoi raccontare un po’ l’evoluzione del tuo canale? Come sei arrivato a 40k iscritti
P: “Allora, all’inizio lo facevo più per me, senza crederci troppo. Ma col tempo ho visto che la qualità veniva pagata e su yt stavo iniziando ad entrare negli algoritmi. Il primo video che mi fece fare il salto fu Average Fan vs Average Enojoyer – History Version. Da lì con le schede a fine video anche altri iniziarono ad essere visti e feci un po’ di iscritti.”

RF: “E poi c’è stato Augustus…”

PS: “Ecco, quel video lo odio. Lo feci mentre stavo montando Italy all endings, perché era  già quasi un mese che non postavo, ci misi due ore e mezza. Poi entrò nelle playlist e divenne famoso… E lì commissi un grande errore. In due giorni arrivai a 800k visualizzazioni e dissi ai miei ‘guardate, sono famoso!’ ecco, hanno mandato il video a tutti i parenti e ora alle cene di famiglia e nel mio paesino sono quello che fa i video su internet. E poi lo odio perché sono ricordato per quello, mentre i video più belli, che fanno ridere anche a me sono altri. Inoltre mi ricordo quello come il periodo in cui facevo i video in inglese, ma a volte non erano genuini, più riempitivi che altro. Comunque sono Padanian Shitposter e, dopo aver fatto twitter ed essere entrato nei vari giri lì (si legga il mattone ndr), ho capito che il mio pubblico di riferimento era italiano. Alcuni video speciali…Mmmm…. quello sulla Lega lombarda (vedi sopra), in assoluto il mio preferito, ma poi andando avanti sto sempre alzando l’asticella per esempio quello sulla Crisi di Governo dove ho collaborato anche con i doppiattori è stato sofferto, ma è venuto molto bene. È la prima volta che collaboravo con qualcuno e la prima volta che ho messo un po’ delle mie idee politiche…”

RF: “Perché tu cosa ne pensi?”

PS: [questa parte è stata censurata per segreti di stato che potrebbero mettere a rischio la sicurezza di chi scrive e del nostro shitposter preferito]

RF: “Capisco come mai la politica possa essere un meme. L’abbiamo chiesto anche a Oznerol, ma lo ripetiamo anche a te indietro nel tempo… Perché ti piacciono? Cosa ci trovi anche connesso alla politica?”

PS: “L’avete detto anche voi a Olmeneta. I meme sono letteralmente me. E questa dovrebbe essere l’aspirazione della politica. Si sentono spesso quegli slogan ‘prima il popolo’ oppure ‘il cittadino protagonista’. Ecco, nel meme è letteralmente così. Perché sono annullate le mediazioni, il meme è l’immediato ironico come dato. (questa frase non l’ha mai detta, l’ho scritto io ora perché è il riassunto da un punto di vista filosofico ndr)

Il bello dei meme è che non c’è barriera e l’ironia provoca la catarsi massima. Perché quando guardo i meme che faccio, per cui mi diverto, non sto guardando un prodotto artistico o socioculturale da museo, sto guardando un realtà viva, guardo me stesso.

Come Berlusconi che fa i tiktok. Quello sono io.

E lo stesso nei miei meme, ora con le monetizzazioni ci guadagno qualcosa, ma il motivo principale per cui li faccio è che mi diverto, nella vita voglio fare altro. Servono a tutti i meme, per vedersi. Poi sul Tuider i meme annullano anche le differenze, vedo trentenni e quarantenni che usano l’ironia e mi ci interfaccio tranquillamente. Insomma, i meme ci uniscono tutti, soprattutto con la loro natura troll e sovversiva. Anche se non l’ho sentito in diretta mi unisco al messaggio di Oznerol.

Memate ed entrate nei meme, perché i meme siete voi ed è il momento di riprenderci la nostra ironia.

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