Non di sole TENNENT'S vivrà il suicida

Non di sole TENNENT'S vivrà il suicida
Era nudo, o meglio in mutande. Sotto di lui i bagliori dell'asfalto lucido, e lo scalpiccio tenue della pioggia. Dietro l'angolo le urla di un gruppo di ragazzi, forse una di quelle fottute gang. Ora giravano pure con la pioggia...

…Si guarda le dita dei piedi che stringono l’orlo del balcone, non lo mollano, non vogliono mollarlo. Era lì, in piedi, con in mano una Tennent’s che odorava di piscio di cane e l’acqua che colava giù dai capelli umidi. Era un cane bagnato.

La ragazza se n’era andata già da un pezzo, quasi di corsa. Probabilmente la aspettava un signore obeso sulla sessantina, con dei boxer decisamente stretti e con così tanto viagra in corpo da esplodere. Poveraccio, ci credeva avesse fretta.

Lultima scopata prima di morire.

Nel suo caso sarebbe successo dopo, aveva bisogno di tempo… per pensare. Le grida gutturali si avvicinavano, raschiando la strada, e probabilmente se erano in quella via chiusa anche per raschiare qualcos’altro. Meno male che la ragazza brasiliana era uscita prima, anche se l’umido della sua lingua bagnava ancora le sue labbra.

Oh Bro, cosa pensi di fare?-

Dodici paia di occhi lo fissavano come gatti.

Non avevano più di diciotto anni e si, erano decisamente quel tipo di ragazzi che imperversavano nei tediosi pomeriggi cittadini e che facevano piangere le giovani professoresse degli istituti tecnici. +

Anzi no, le professoresse degli istituti tecnici non erano giovani e probabilmente non erano neanche così sentimentali. Era del tutto ipotizzabile che dalle loro mani passassero invece proprio i giri di quei gruppi di studenti, e che tenessero la città, e il sindaco, sotto ricatto: o ci aumentate lo stipendio, oppure ordiniamo la guerriglia indiscriminata.

Donando un po’ di pace alle sedie e ai banchi delle aule scolastiche.

- A te che sembra? rispose.

Quelli si guardarono ridendo. Uno disse qualcosa in una lingua incomprensibile.

- Te ne stai in piedi su un balcone e pensi a quanto fa schifo quel piscio di cane che stai bevendo- lui osservò meglio l'etichetta aggrottando la fronte.

Ma che cazzo volevano quelli? Capiva lo sfondare le vetrine dei negozi in centro, però prendersi gioco così della birra più merdosa che si poteva trovare al supermercato lo trovava ai limiti del sopportabile. Nessuno dunque era disposto a difenderla? Eppure tutti la bevevano di nascosto, o sul ciglio di un balcone sotto la pioggia. Lui la trovava perfetta da bere prima di un suicidio. E poi quei ragazzini che cazzo volevano…

- Che cazzo avete da dire sulla mia birra? Che siete in questa via di merda solo per farvi un po' di quella merda che vi dà vostro zio Ahmed al parco fuori da scuola. Piovvero in moto contrario insulti.

– Ma vaffanculo boomer, tu mio zio Ahmed non lo devi neanche nominare, o salgo e ti taglio la gola infame, vecchio coglione.

Boomer, questa faceva male. Molto.

In confronto adagiarsi sulla strada sfruttando la forza di gravità era dolce come sfiorare con la mano il grano dei Campi Elisi.

Era dunque un boomer lui? Non ci aveva mai pensato, se non per scagliare quella maledizione su tutti quelli a cui spuntavano i primi capelli bianchi, eppure lui i capelli bianchi, qualcuno, c’è li aveva fin da quando aveva 16 anni. Lo era da sempre.

Era sempre stato un boomer. Fin da quando era entrato in quelle belle scuole private, o quando si sforzava di credersi un buon cittadino, un buon cittadino italiano. Era difficile ammettere a sé stessi di non avere alcuna di quelle virtù che facevano gli uomini rispettabili, che davano consistenza, spessore e profondità all’uomo. Ma se quella sera si trovava sul balcone era perchè aveva capito in fondo di essere inconsistente, inutile, peggio d’essere morto, perchè un morto non sente, non vede gli sguardi assorti dei partecipanti alla funzione.

Quegli sguardi velati di grave curiosità e infarciti di indifferenza. E forse il fatto che quei ragazzi lo fissavano con la voglia di tagliarli la gola era rassicurante.

- Scusa, non pensavo che tuo zio fosse ancora in libertà...

- Cazzo ma vuoi proprio essere croccato di botte!

- Forse sì ragazzi ... è solo che, anche ora, qua, sembra tutto così senza sostanza, persino stare in mutande a dieci metri da terra sembra uno scherzo, credete che riuscirò a gettarmi?

Quelli distolsero lo sguardo, alcuni si erano spostati sotto una tettoia cominciando a rollare di buona lena.

Non credo riusciresti, almeno … un boomer non lo farebbe.

Dannazione, era vero! Senza contare che lui era un boomer cristiano, o almeno pensava di esserlo. Però certo una cosa aveva capito, a maggior ragione ora che era lì, non gli importava di essere un buon fedele, perchè i buoni fedeli sono buoni assassini.

Dal canto suo il peccato era inevitabile qualunque parte si girasse e proprio per quello, molti anni prima, aveva constatato che tra peccato e perdono non ci fosse differenza.

Il peccato come unica dimensione reale, vera dell’uomo, l’unica in cui poter conoscere Dio.

Ma ora lì, guardando quei ragazzi si rese conto che era tutta una strategia di paraculaggine, per poter continuare a fare quel cazzo che voleva, che tanto il perdono sarebbe arrivato.

Da chi? Da Dio, e quindi da chiunque e da sé stesso.

Ma tutto ciò non c’entrava in fondo.

All’improvviso qualcuno mise il telegiornale serale: 

...dopo settimane di stallo il XVI governo della legislatura è infine caduto. 
In particolare fatale al governo Meloni III è stato, dopo settimane di discussioni, il ritiro dei ministri di Forza Italia e del Movimento5Stelle sulla proposta di legge che avrebbe equiparato i consumatori di Tennent's ad evasori morali... 

Ora dunque la partita si riapre con la coalizione del centro-sinistra che proverà a presentare un nuovo governo dalle larghe intese al Presidente della Repubblica che si è detto indisponibile a sciogliere anticipatamente le Camere dopo sei mesi dalle elezioni. 

Dunque si paventa il rischio per il centro-destra di essere tagliato fuori, mentre la grande Unione per l'Italia capeggiata da Marco Rizzo, Di Stefano e Mario Adinolfi avanza nei sondaggi e lo scenario internazionale è nel pieno del caos, con l'Unione Europea che è prossima, ancora una volta, al collasso, e che, ancora una volta, chiederà soccorso agli Stati Uniti contro l'aggressività della Russia che ha rinnovato le sanzioni all'industria della birra europea e che, da quanto sembra, sta mobilitando il comparto alcolico del paese insieme a quello bellico. 

In particolare pare che si stia discutendo in queste ore a Bruxelles di un accordo che preveda il completo comando in capo agli Stati Uniti della Difesa Comune, con un invio supplementare in Europa di trecentomila soldati che verranno inviati in Bosnia, dove da due mesi è scoppiata la guerra civile, in Moldavia, dove la Transnistria ha dichiarato da poco l'indipendenza, in Polonia, per le tensioni con l'Ungheria e per la vicinanza a Kaliningrad e in Italia, per contenere il riarmo tedesco e l'inquietudine e l'instabilità cronica del nostro Paese ormai sull'orlo di una crisi politica e sociale che rischia di tramutarsi in guerra civile, con il Movimento Sardo e quello Lombardo-Veneto che si sono coalizzati con gli Altoatesini per rovesciare l'ordine costituito e dis-fare l'Italia e gli Italiani e i tutti i consumatori di Tennent's.

Da Roma è tutto, ora linea a Sport Mediaset...

Chi stava guardando la tv tossì forte, bestemmiò e cambio canale.

- Ho letto che l'Inter forse riprenderà Lukaku, disse uno dei ragazzini sbuffando una nuvola di fumo. Già, anche lui lo aveva letto, ma non ci sperava più di tanto dopo la terza volta che se ne era andato.

- Allora che farai? gli disse un altro che si stava accendendo quello che sarà stata una canna di almeno 20 centimetri - ti butti?

Non è questo il punto ragazzi... Cazzo non è questo... Il punto dovrebbe essere che in questo fottuto Paese abbiamo un governo che dura al massimo 1 anno, che abbiamo le tasse più alte della Storia, che diamo la caccia ancora ai fascisti dopo 70 anni, che all'estero ci cagano in testa e che non ho un lavoro, ne idee.

E che starò qui in piedi ad osservare ogni sei mesi una crisi di governo, le solite persone fare le solite dichiarazioni, i soliti temi triti e ritriti, le solite promesse di riforme di un Paese irriformabile. Starò qui ad osservare la Rovina che piano piano prepara il suo tempo sotto i nostri occhi, starò qui ad osservare me stesso, che non ho famiglia, che non ho più niente e che non voglio avere più niente che dia valore, o significato.

Starò qui a vedere le puttane che vanno e vengono dal mio merdoso appartamento. Vaffanculo, sono irriformabile, irrimediabilmente votato all'irrilevanza, al non-senso in cui sguazzo, al non-luogo in cui abito, al non-calcio che guardo, alla non-birra che bevo. Al non-niente!

Starò qui a guardarvi fumare qualche grammo di hashish, poi girare l'angolo e molestare una ragazzina e non farò niente. Niente! Starò qui, in attesa di compiere l'unica cosa che valga la pena compiere, l'unica cosa che è mai valsa la pena compiere, se solo ci fosse il tempo, ed una coscienza, ed il perdono.

Se solo non vedessi altro che questi miei piedi stretti alla pietra, se solo non desiderassi le lacrime di qualcuno, e il compatimento, e il mio volo plastico, tragico, e le esequie, e i ricordi dei parenti, e i pianti...

Quindi non ti butti?

Erano tutti lì, con le torce accese sotto la tenue pioggia come ad assistere ad una cerimonia. Un fulmine illuminò le loro facce, e un tuono scosse gli stagni di quei loro sguardi acquosi, strafottenti. Erano anche loro curiosi in un modo innocente, brutale. Credevano, e gli invidiava, di essere un sol corpo, di marmo, coerenti, alieni dalle pippe mentali. E’ per questo credeva che quelle piccole gang avrebbero conquistato la città, la provincia, l’Italia, regnando sui boomer troppo coglioni per non piangersi addosso. Anche se tutti prima o poi diventavano boomer.

Quello che serviva era solo un po’ di sangue, la grazia di un dilemma senza uscite, di una fine irrevocabile, di brutalità prima che il tempo li imbalsamasse, facendone caricature patetiche. Attraversare un fiume di sangue, questa era l’unica cosa da fare per evitare di non-morire per sempre. Ma lui preferiva in fondo un fiume di Tennent’s, gli bastava non-vivere.

Gli bastava?

Avete ragione ragazzi. Sono un boomer, lo ero ancora prima di nascere, tutto il mondo lo era quando nacqui. E forse voi non lo sarete mai perchè non sapete cosa significa, non sapete com’è e non vi interessa…- Eppure non era vecchio. Fece un passettino, poi un altro fino ad avere le caviglie in equilibrio sul vuoto, grondava acqua e birra. Era un cane bagnato.

Guarda che stavamo scherzando, sei troppo giovane per essere un boomer. E dici cose che hanno una logica, non per noi almeno… non per qualcuno che sia nato in questo secolo. Il problema è che è solo logica, semplice logica, mentre il tuo corpo dice altro. Dice che vuoi comprare qualche grammo d’erba.

Erano uno scherzo, anche quello. Uno scherzo, uno stupido scherzo. Stava scherzando ancora, la Fine lo stava schernendo da lontano, ancora. Maledizione. 

Però in fondo lo sapeva, fin da quando si era messo lì in piedi a pregare che arrivasse un colpo di vento per spingerlo di sotto. Ma non voleva neanche quello in verità. Voleva solo ammirare la sua immagine negli occhi di quella non-morte che c’era di sotto, vedere com’era lì, nudo, con solo le mutande e una birra in mano, dopo essere stato a letto con una dolce ragazza brasiliana.

Si era solo schernito, si era messo abbastanza in ridicolo e gli bastava, gli bastava per avvicinarsi di più alla non-morte, per sentire da vicino le sue risa crudeli e per bagnarsi con esse. Anche se alla fine era in una via murata proprio come quella che guardava di sotto, perchè tutto iniziava e finiva lì, ogni dannata cosa, tutto, persino l’annientamento. Tutto iniziava e finiva in quello spazio compreso tra i suoi capelli fradici e le sue dita dei piedi, non c’era altra via, nemmeno quella che portava giù alla strada.

Ed era insopportabile e incredibilmente piacevole essere il dio di ogni via, di ogni gang, di ogni birrificio, di ogni accrocchio della vita. Perchè lui, solo lui, aveva, era, l’occhio umido in quella terra di curiosi oculisti.

Allora Bro, cosa pensi di fare?- Lui ci pensò, ascoltando il coro della pioggia, le sirene in lontananza e il rintocco di una campana. Era perfetto, tutto perfetto.

A te che sembra. Credo che starò qui ancora un po'... forse mi butterò tra qualche minuto, forse tra un'ora, tra due... o domani

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