4 settimane

PAGELLONE BLAST ITALIA-ALBANIA

Il Duce-Accelereazionario Spalletti ti osserva.

PAGELLONE BLAST ITALIA-ALBANIA
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Ciclicamente, ogni due anni, arriva quel momento sacro per noi Italiani in cui la Nazionale di calcio gioca o il Mondiale (sigh!!!) o l’Europeo.

È forse il momento più intimamente politico che ci è rimasto.

L’unico momento di sovranità accettabile, in antitesi a quel sovranismo di cartone dispensato in campagna elettorale. Attimi di rara unione patriottica: il tricolore a fare da mantello sulle nostre spalle (dopo aver accertato che nei dintorni non ci sia Calderoli e company), mano sul cuore, Peroni ghiacciata, un urlo squarcia il cielo:

«l’Italia chiamò»

Anche l’ateo più inossidabile diventa uno scrupoloso scaramantico quando si tratta della Nazionale di calcio: ho visto insospettabili materialisti storici pregare durante i rigori di Italia-Spagna tre anni fa. 

Sabato è iniziato il nostro Europeo: siamo campioni in carica e abbiamo un titolo da difendere dopo l’orgasmo simultaneo-collettivo della finale vinta con l’Inghilterra a Wembley nel 2021.

Sabato abbiamo giocato contro i nostri cugini albanesi.

Risultato: 2 a 1 per noi

Italia Albania non è una partita qualunque, ma non per motivi calcistici. La storia ci lega al popolo albanese dopo che re Zog venne scacciato dall’invasione fascista iniziata nell’aprile del 1939 e conclusasi nel 1944. Molto poco è stata studiata l’occupazione fascista dell’Albania, ma sembra che questa parte di storia interessi più a loro che a noi.

Abbiamo condiviso con il popolo albanese interi capitoli di storia. Il più importante fenomeno di immigrazione di massa che ha interessato il nostro paese è stato l’esodo albanese dei primi mesi del 1991, quando circa 40 mila persone approdarono sulle coste italiane dopo il collasso del socialismo in Albania.

Per molti di loro, il primo luogo italiano che hanno visto è stato lo stadio San Nicola di Bari, dove furono momentaneamente sistemati. Per gli albanesi la nostra nazione non è un modello, ma IL modello a cui tendere.

Così anche nel calcio.

Come ha detto Igli Tare, icona del calcio albanese: «per noi è come un derby: tutti sognano di giocare in Premier League, ma in Albania sognano solo la serie A». D’altro canto, noi speriamo che i cugini di mare riescano nel miracolo, in modo tale da passare insieme a noi il girone facendo fuori Spagna e Croazia, ovvero le favorite.

Sarebbe un altro momento di storia condivisa, perché il calcio è storia. 

Ora basta digressioni, andiamo al Pagellone Blast di Italia-Albania 2-1.

Luciano Spalletti, voto 10+: è il nostro duce-accelereazionario, il nostro allenatore, il suo credo è la nostra Chiesa:

«uomini forti, destini forti»

Lucianone Nazionale è lo spirito guida a cui ci siamo affidati per risalire la china. Coccia pelata, accento toscano, pizzetto da carabiniere. Ha due compiti difficili. Il primo: curare psicologicamente una nazione caduta nella post-depressione dopo la seconda non-qualificazione al mondiale. Il secondo: allenare una nazionale mediterranea in cui 8 titolari su 11 sono glabri.

Spalletti è un’accelerazionista nella filosofia calcistica: possesso palla, pressione, accelerate sulle fasce, ampiezza della manovra…il cosiddetto «bel giuoco»

Lo ha ampiamente dimostrato con la Roma prima e con il Napoli poi. Ma bilancia questa filosofia con la reazione fuori dal campo: «la notte si dorme, niente Fortnite e niente playstation».

Per tre settimane si pensa solo alla patria e a onorare la maglia

Che è quello che una nazione intera desidera, al di là del risultato. La notte si dorme, magari dopo una preghiera. Si dice che per abituare i giocatori ai tempi ciclici della natura, secondo cui si dorme quando il sole tramonta e ci si sveglia quando sorge, Spallettone ha ‘rinchiuso’ una nazionale di giovani gamer e ludopatici nella bucolica tenuta di Montaione in Toscana, insegnando loro a coltivare la vigna e a vivere tra gli asini.

Oh grande Duce-accelereazionario, guidaci in finale

Donnarumma, voto 7: 25 anni, portiere e capitano della nazionale. Urla talmente forte durante l’inno che gli cadono i pochi capelli rimasti dopo lo stress accumulato a Parigi.

Non fa un tubo per 90 minuti finché, non si sa come, all’ultimo secondo Manaj gli si presenta davanti pronto a biscottarci nel finale.

Gigio para con i peli dell’ascella che per sbaglio non ha rasato. Meno male.

Di Marco, voto 9,5: è grazie a quest’uomo con la testa a forma di torcia che non abbiamo assistito alla partita più noiosa dell’europeo.

È grazie a quest’uomo che siamo nella storia. È il calciatore che ha fornito l’assist più veloce della storia degli europei di calcio, ma al giocatore sbagliato. Bastano 30 secondi e il danno è fatto: Albania in vantaggio.

Dopo la partita di sabato, la P2 ha cominciato a interessarsi a lui. Gelliano.

Bastoni, voto 6: gol e faccia da bravo ragazzo. 

Calafiori, voto 6: Sembra il classico chitarrista veggy che suonerebbe in un gruppo cover dei Green Day. Anche lui faccia da bravo ragazzo. Per questo si trova bene in coppia con Bastoni dalle ore 21 in poi. 

Di Lorenzo, voto 8,5: un punto in meno di Di Marco solo perché non riesce a farci prendere il secondo gol dall’Albania.

Grande partita dei nostri terzini. In attacco preferisce passare la palla alla bandierina del calcio d’angolo piuttosto che ai compagni.

È anche grazie a lui che non abbiamo assistito a un revival di Germania-Scozia tanto-a-poco.

Jorginho, voto 6: basta che non calcia i rigori e tutto andrà bene.

Barella, voto 10: realizza il gol che ci fa vincere la partita, migliore in campo nel senso più assoluto.

Ma non è questo il punto. Sardo, scuola Gigi Riva, 27 anni e dieci giorni fa gli è nato il quarto figlio, abbassando l’età media in un paese di vecchi. Lo sperma di Barella andrebbe ibernato in ottica futura: ed è proprio quello che ha fatto Elon Musk, che ne conserva un campione in un bunker segreto costruito a largo del Pacifico con l’obiettivo di ripopolare la terra dopo il collasso climatico.

È grazie a lui se noi italiani non ci estingueremo.

È grazie a Barella che possiamo continuare a giocare i mondiali tra mezzo secolo. Continua così Niccolò: la patria ha bisogno di figli.

Frattesi, voto 5: Prende un altro palo dopo quello che gli ha piantato la cameriera dell’albergo.

Doppietta rimandata, tanto probabilmente la Nazionale cambierà alloggio. 

Chiesa, voto 6: Chiesa andrebbe fatto giocare soltanto per la goduria di sentire Fabio Caressa urlare «La Chiesa al centro del villagio! La Chiesa al centro del villaggio!» come tre anni fa.

E sappiamo tutti com’è andata a finire.

Pellegrini, voto 8: non sente il peso della maglia numero 10 che un tempo fu di Osvaldo e Thiago Motta, quindi gioca in scioltezza.

Speriamo in un suo gol su assist di Chiesa, così Caressa potrà sbizzarrirsi ancor di più.

Pellegrini nella Chiesa al centro del villaggio.

Scammacca, voto 9,5:

Avete presente quell’attaccante che fa il fantasma durante tutta la partita, ma al quale basta un solo pallone buono per segnare? Ecco, quello non è Scamacca.

Ha una bella occasione, ma decide di far fare bella figura a Strakosha. Per il resto non fa un cazzo, qualcuno potrebbe mettere in dubbio persino che abbia giocato, se non fosse per quella faccia criminale da capo rivoluzione maranza che puntualmente giganteggia sullo schermo della tv.

Fuori dal campo è l’italiano più temuto dagli albanesi. Respect.

Cristante, voto 6,5: ennesima reazione di Spalletti all’accelerazione.

Retegui e Floronusho, S.V.:

Poiché di Barella ce n’è uno, finite le energie dei titolari gli ‘oriundi’ timbrano il cartellino.

I capelli di Retegui sono la proiezione nel futuro del pubblico maschile di Top of the pop 2001. 

Nazionale Albanese, voto 6:

I nostri cugini-avversari di Tirana avevano preparato la partita per non farci gol, ma Di Marco decide di mandare Bajrami in porta dopo 30 secondi e nei sobborghi industriali italiani la birra scorre a fiumi.

Nemmeno i più accaniti ludopatici come Fagioli ci avrebbero puntato un euro, ma il gesto cospiratore e piduista di Di Marco ha il merito di rendere la partita per noi italici subito in salita, quindi più interessante.

Gli albanesi, allenati dal brasiliano Sylvinho, si chiudono a riccio scavando una trincea con linea difensiva a cinque che spesso diventa a sei:

Roba che prima guerra mondiale spostati proprio. Anche in questo caso, il modello siamo noi.

Tiferemo per loro contro Croazia e Spagna.

Chissà se Blast tornerà a interessarsi a questi europei…

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