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SINDACATO DEI MEMER

SINDACATO DEI MEMER
Lettura boomer
Memer di tutto il mondo unitevi!

Sono lontani i giorni in cui la vostra attività era relegata alla buia cameretta. Quei tempi in cui la massima espirazione era la pubblicazione sulla pagina di riferimento o la creazione di una propria. Oggi la vostra cultura, la vostra opera, il vostro ingegno sono sfruttate dall’industria pubblicitaria e presenti nei palinsesti della vetusta televisione.

Quel tempo in cui il meme era un mezzo dei pochi è ormai lontano. Il tempo del meme con lo scopo di mezzo di catarsi e d’opera d’arte sta tramontando. Questo mezzo vi è stato sottratto, non è più nella vostra disponibilità diretta, non nei modi che intendete voi perlomeno. Le campagne marketing sui social presentano ormai sempre più di frequente elementi del meme per usarli per i loro fini. Non solo i social, anche i mezzi offline, réclame, programmi tv, tutti ormai sfruttano le basi del vostro lavoro per trarne profitto.

Unitevi dunque, perché questi soprusi non sono più sopportabili. È necessario lottare per la dignità dell’arte e dell’artista. 

Quello che la società capitalista chiama rischio d’impresa, in questo caso viene ad esaltare l’oppressione economica che la categoria dei memer già sopporta. Certo infatti, se nelle imprese, diciamo così, ordinarie il lavoro del dipendente/operaio viene sfruttato per il suo plusvalore lasciando comunque all’imprenditore degli oneri dal punto di vista dei rischi dell’attività, nel vostro settore questo non avviene. La vostra condizione è la più precaria, pericolante e sfruttata nel panorama del lavoro.

Dapprima sono apparsi i freebooter, che viscidamente si sono arricchiti imprimendo il loro marchio su opere altrui; poi sono apparsi i falsari, che hanno aggiunto alla pratica del freebooter un’opera di dissimulazione del materiale copiato. Questi soggetti però finché sono rimasti in seno alle nostre fila, sono stati sopportati pur macchiati dalla loro infamità. Il problema è sorto quando le vostre opere sono entrate all’interno delle logiche della catena di montaggio della grande industria informativa e pubblicitaria.

Ecco i metodi che il mondo moderno ha regalato agli sfruttatori per marciare sul vostro lavoro, appropriandosene: la disponibilità delle risorse venne generalizzata con la canonizzazione dei mezzi e la categorizzazione delle stesse in cartelle di risorse. Il meme venne poi democratizzato anche per coloro non abituati all’uso del computer con la creazione di app per l’inserimento del TESTO SOPRA TESTO SOTTO. Ma questi non furono dannosi, in origine, per voi. L’arrivo dei template, quello sì che fu nefasto. Dapprima vennero e presero le nostre immagini, poi s’inventarono i template per il nuovo medium video in formato verticale. Avete visto con i vostri occhi questi barbari strapparvi le vostre opere amate e senza ricerca e ingegno prostituirle al mercato.

Memer di tutto il mondo unitevi!

Perché dai piani alti il sistema vi sta diventando avverso.
Ma è in voi il motore di questo mondo.

Da quando eravate motivo di risata, poi filosofi padri della catarsi, narratori della società, oggi carburante del mercato e della divulgazione.

Prendete coscienza della vostra importanza, imprescindibile.

Il vero nemico oggi però è chiaramente identificabile: le Linee Guida.

Gli avvoltoi descritti nei paragrafi precedenti sono nulla in confronto: emulano, svalutano ma mai e poi mai si sono azzardati di sopprimere, estinguere, annientare, rimuovere voi o le vostre opere.

Quotidianamente vedete invece caderne numerosi tra le vostre fila.

Strike, ban (nelle sue varianti di shadow- e perma-), limitazioni alle funzioni della piattaforma, questi sono solo la punta dell’iceberg dei soprusi. Come una punta sono i più taglienti e incisivi ma il lavoro di queste perfide linee guida silente è molto più profondo e infido.

Parliamo con cognizione di causa, noi per primi in quanto Blast abbiamo perso alcune delle nostre opere e altre ancora sono state censurate nelle kermesse.

Come una punta questi strumenti sono i più evidenti e massicci ma il lavoro silente di queste perfide linee guida è molto più velenoso e infido.

Entra nelle nostre teste.

Il solo pensare: “Questo potrebbe penalizzarmi agli occhi dell’algoritmo”, questo solo pensiero già è una sconfitta. Si è per caso aperta l’era del pensiero inscatolato nei confini delle logiche algoritmiche? Si.

Ma questo non ci ha mai fermato e mai dovrà fermarci.
Riusciamo ad evadere spostando i nostri contenuti in altri lidi o troviamo escamotage per eludere Zuck.
Ma non è la cosa più giusta, tantomeno la più efficiente.

La guerra dei meme

La nostra arte, i nostri meme, sono più di semplici immagini; sono espressioni di una cultura, di un momento storico, di un sentimento collettivo. Sono la voce di una generazione che comunica in modo diverso, che ride e riflette attraverso la satira e l’ironia. Non possiamo permettere che questa voce venga soffocata da chi ne comprende il valore (ai loro occhi sempre e solo economico) ma non ne riconosce la legittimità.

È tempo di organizzarci, di creare una rete di supporto che possa difendere i nostri diritti e la nostra arte. Dobbiamo educare e informare, mostrare al mondo che dietro ogni meme c’è un creatore, un artista che merita rispetto e riconoscimento.

Il sindacato dei memer non è solo un’idea, ma una necessità.

Un fronte unito che possa negoziare con le piattaforme, che possa stabilire strumenti per rispondere alle imposizioni e che protegga i nostri interessi.

Sfruttatori del mercato, linee guida di tutte le piattaforme, temete.

La nostra è una comunità internazionale, la nostra è una battaglia comune – con coordinazione e decisione riusciremo sicuramente a scardinare queste logiche che ci costringono in ferrei confini e che ci privano del valore che la nostra arte crea.

Memer di tutto il mondo, è il momento di unirsi e di lottare per ciò che è giusto. La nostra arte è potente, è viva, e non deve essere relegata all’ombra o sfruttata senza il giusto riconoscimento. Insieme, possiamo fare la differenza.

Firma ora e aderisci al sindacato.

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