Storia d'amore con Prince

Storia d'amore con Prince
Aperitivo con Prince, scatta l'intervista. Tra UFO e alieni, aristocrazia e i Tauro Boys.

Agosto

Apro gli occhi, fanno quaranta gradi.

Sento l’odore di salsedine, ma non abito al mare.

La voglia di vacanza è tanta.

Metto una cosa al volo e esco, imposto sulla bussola Il Piccolo, enoteca in via del governo vecchio.

– Passaggio al Piccolo, saluto al Nesta

Mi immergo nei vicoli di Roma, non sai mai cosa ti aspetta dietro l’angolo.

Dovrei essere arrivato, svolto a destra e appare: Arduino.

Con il/la Nastro Azzurro

Non siamo Battisti ma…

Mi siedo al tavolino dove lui ha già preso posto e l’ordinazione è semplice, se la scorsa volta ero stato accompagnato da Ranpo oggi sono partito da solo in spedizione e allora Due Nastro, grazie. L’identità TauroGang = Nastro Azzurro si conferma e riconferma.

– Comunque adesso ho un po’ paura 

Ora che quest’avventura 

Sta diventando una Love Storii-

Love Storii

Allora partiamo da qui.

Il nome, Love Storii, sembra essere un errore di battitura e invece è stata proprio questa sbavatura a convincere Prince che quello fosse il nome del suo primo album da solista.

Amore, amore e ancora amore

Questo è ciò che ci suggerisce il titolo, che riscontriamo nelle tracce e che suono dannatamente bene.

Ma le liriche di Prince non sono sempre potabili al primo ascolto. (Procedo quindi a elencargliene qualcuna per capire che rapporto hanno l’una con l’altra)

Prince: Capisco che a volte le farsi possano essere un po’ contorte ma questo credo sia dovuto al fatto che la mia canzone non segue una storia lineare. Mi spiego, in nessuna canzone ti racconto una sola storia. L’amore di cui parlo, le persone a cui mi riferisco non sono sempre le stesse per tutta la canzone. In un pezzo posso parlarti di amore, ma che è l’amore che ho provato 5 anni fa e quello che mi ha scaldato 10 minuti prima di sedermi qui; è l’amore che provo per una cosa, per un attimo, per una situazione.

Si rompe così la canonicità della canzone d’amore dedicata ad una donna. In queste canzoni ci sono letteralmente 10 ragazze.

L.Alderaan: È innegabile che questo album rispetto a quelli del passato, per quanto riguarda le sonorità, è stato un punto di rottura. Ci rivedo un qualche cosa che avevo già sentito in “Compasso”, ma il viaggio va ancora più nel profondo. Come siamo arrivati fino a qui?

Prince: Il disco è stato frutto di una grande ricerca, grandi meriti vanno dati anche a Ervie. Abbiamo passato mesi in studio, ci siamo scambiati centinaia di beats e altrettante melodie. Dal punto di vista del prodotto credo di aver fatto un grande passo avanti, ho dedicato ore e ore al sound design, non sono andato a pescare dalle varie librerie che trovi anche online ma ho speso veramente tanto tempo a costruire ogni singolo suono per arrivare al risultato finale.

In cosa quindi si differenzia questo album per averlo definito di rottura?

Questa nuova avventura di Prince si esprime con un prodotto che ha forti influenze hyperpop: i sintetizzatori, il ritmo a volte sconnesso, il pitch della voce e i rimandi ad una cultura pop, senza risultare banale. Oltre a questo e sempre originario di SoundCloud troviamo il rage, un sottogenere della trap del quale troviamo nomi noti come massimi esponenti, come ad esempio Trippie Redd e Lil Uzi Vert. Le sonorità quasi EDM, i synth graffianti e quasi provenienti da videogiochi, si sposano perfettamente con le cicliche citazioni a Star Wars e non solo contenute in questo disco.

Tauro o non Tauro? Questo è il dilemma

L.Alderaan: Ma quindi come pensi che abbia risposto il pubblico a questa uscita? Quali sono state le reazioni alla scelta di queste strade soliste?

Prince: Sai, in realtà la reazione ai dischi solisti è stata più brusca del previsto. A posteriori forse andavano riviste un po’ le parole del post (ride). Rileggendolo adesso in effetti potrebbe suonare più pesante di quanto volesse essere nelle nostre intenzioni. Però poi la situazione è stata chiarita, io, Max e Gio rimaniamo grandi amici, ci conosciamo da una vita, questo non cambierà mai. Anzi a proposito, tra poco ci raggiunge Max.

L.Alderaan: E sul disco invece che riscontri hai avuto?

Prince: Il disco è piaciuto, la scrittura è sempre la mia, è un progetto su cui ho lavorato molto e credo si senta che mi sono sentito libero di sperimentare e di lasciare spazio a questi sound che avevo in mente da un po’.

– Tauro Gang è per sempre, ce l’ho sulla coscienza

Prince – tra Pioggia Viola e Aristocrazia

L.Alderaan: Ho visto che hai fatto uscire il disco con un nuovo profilo su Spotify, questa cosa dev’essere sempre complicata visto che si ricomincia da zero per quanto riguarda le logiche algoritmiche. Poi immagino che con questo nome impegnativo ci sarà stata anche confusione.

Prince: Beh si, c’è sempre bisogno di un po’ di tempo affinché il profilo recuperi la posizione di quello precedente. Ho creduto fin da subito che però la scelta giusta fosse quella di staccarmi dall’identità e quindi dal profilo dei Tauro Boys e ricominciare da zero. L’algoritmo come prevedibile ha avuto qualche difficoltà all’inizio, proprio riguardo al nome il primo singolo è stato inserito erroneamente nel canale tematico di Prince (il cantautore e polistrumentista popolare soprattutto negli anni ottanta e novanta). Per il resto la scelta del nome non ha creato altri problemi, credo di avere un pubblico diverso e che sia immediatamente riconoscibile che siano generi e canzoni diverse dalle opere del cantante statunitense.

UFO, Atlantide, Statue e 

Il resto dell’aperitivo, allietato con dei gustosi grissini, si è un po’ distaccato dalla musica come argomento.

Seguono estratti fulminanti delle parole di Prince sui più disparati argomenti:

“È una cosa rivoluzionaria! È la prima volta da quando si parla degli UFO che alle persone viene fatto giurare sulla Bibbia e sulla Costituzione a processo”

“… e praticamente si pensa quindi che Atlantide sia sprofondata perche, nonostante fossero una civiltà avanzatissima, qualcosa è andato storto nel controllo delle forze telluriche”

“Un libro che mi è piaciuto molto è Il pendolo di Foucault di Umberto Eco, l’ho letto recentemente ma mi ha molto intrigato.”

“Ora ho una nuova fissa, passo un sacco di tempo sulle aste online. Voglio far diventare casa mia un museo. Ecco guarda (procede a mostrare lo schermo del telefono) questa scade tra 3 ore, io tra un po’ piazzo la mia offerta.”

Una grande giornata, una piacevole chiacchierata, tanti nuovi spunti – di cui magari scriveremo in seguito.

Grazie Arduino, ci sentiamo presto.

“Spock teletrasporto. Energia!”

Contatto – Disclaimer

Non credevo che sarebbe mai stato necessario fare questa cosa, ma sentite le reazioni di alcuni lettori mi trovo costretto a chiarire questa cosa.

Sì, noi di Blast siamo decisamente skizzo, di tanto in tanto abbiamo delle visioni ma le interviste che pubblichiamo sono interviste realmente avvenute.

Incredibile ma vero.

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