TAURO BOYS

TAURO BOYS
La Tauro è nostra. Sì, sono dei romantici reazionari come piace a noi e sono loro tra le punte della musica contemporanea nell'italiosfera.

Tauro Gang – Settiamo i Trend

La Tauro nasce sulla scia della rivoluzione DPG che colpisce la scena italiana, e in particolar modo romana, nel 2016. Anche loro dunque si portano appresso un forte patrimonio dark sin dalle loro arcaiche mine sotterranee disponibili solo su SoundCloud e YouTube.

Eppure anche con quel germe dark dentro di loro riescono col tempo a formare un nuovo filone, di cui loro saranno i capostipiti e che oggi prolifera nella amatoriale ma vastissima produzione SoundCloud rap/post-trap dei giovanissimi zostili romani, un filone che paradossalmente è invece dominato da suoni decisamente luminescenti, sulla scia dei Tauro stellari della loro terza fatica Alpha Centauri, mischiati alla brutalità industrial di derivazione Tauro Tape 1.

Forse i Tauro Boys non saranno ricordati come i grandi artisti che hanno smosso folle e collezionato dischi di platino, ma non è da escludere che un giorno i critici musicali li sottolineeranno come esempi seminali di un genere di grande successo, un genere che ancora non conosciamo bene ma che tra qualche anno farà impazzire i ragazzini che oggi stanno alle scuole medie se non alle elementari. 

I loro live raffazzonatissimi di qualche anno fa, nei club più misconosciuti della capitale, se rivisti in dei video danno quelle stesse vibes pionieristiche ed elitarie che fanno pensare con i dovuti distinguo alle prime serate dedicate alla musica psichedelica nei posti più strani e più cool della Londra nei ’60s o ai primi esperimenti proto-punk newyorkesi, non ancora di successo ma folgoranti per i pochi che ebbero la fortuna di assistervi.

Questa è la Tauro: mai tra le artificiali luci della ribalta del trend, sempre tra quelle naturali del trendsetting. Vediamo dal principio una rapida carrellata della loro produzione:

Mine sotteranee: definiamo così le tracce presenti solo su Youtube e su Soundcloud. Consigliamo l’ascolto? Assolutamente sì! Andate a spulciarvi un po’ le perle sul loro canale Youtube o nei vari repost su SC.

Tauro Tape 1: oscuro, pieno zeppo di citazionismo, per pochi. Si vede che i ragazzi devono ancora giungere a piena maturazione dal punto di vista tecnico, ma le idee ci sono e sono di alto livello. Mi raccomando sentitelo su SoundCloud che Spotify gli ha cancellato metà delle tracce, quelle con basi non originali, e vi perderete tanto perché come coverizza la Tauro coverizzano ben pochi nello scenario rap & figli del rap.

Tauro Tape 2: il loro grande classico. Un album di transizione tra le due anime della Tauro, ma che non manca di carattere, anzi, risulta davvero completo, bilanciato, solido. In quasi ogni traccia troverete qualche barra rimasta storica.

Alpha Centauri: a molti fan della prima ora non è piaciuto, in quanto troppo pop. Ed è vero, è pop ma un pop davvero ben fatto, che non si può dire non sia la vera Tauro; ne è la loro altra faccia. Mai come qui inoltre i tre sono amalgamati alla perfezione e si consacrano come vera boy-band più che come collettivo di tre singoli.

Tauro Tape 3: c’è un motivo se sono tornati ad intitolarlo come la trilogia. Questo ultimo album cerca infatti di recuperare e fondere un po’ tutti i momenti musicali del gruppo, ma aggiungendoci quella consapevolezza di essere ormai nella post-trap che rende il tutto più saporito.

Trap Reazionaria

La trap è morta. Viva la trap.

O almeno quel che ne resta. Stravagante, così si sarebbe definito lo stile della Tauro un tempo; oggi siamo certi di poterlo definire reazionario!

Perché i valori e l’immaginario sono nostri. Perché la Tauro esprime la reazione al mondo, reazione comprensibile e condivisibile, ma soprattutto il sentire che viene vissuto ogni giorno.

Io non rispetto neanche i semafori

Tauro Gang, mi sembra che siamo anarchici

Napoli, Tauro Tape 2

Non c’è nulla di convenzionale, nulla di passato nostalgico e piagnone. La Tauro è perfettamente attuale, e quello che una volta ascolti e percepisci come tale lo è per sempre.

Viene attualizzato quel che è tipico della musica italiana: il cantautorato. Come Rino Gaetano in Schiava di Roma, ma per apprezzare serve essere nella lista dei Tauro Gang Members Only. Canzoni per tutti e per nessuno. Taglienti come le lame che segnalano che il beat è prodotto da Prince.

Io non lo so cosa vorrei,

ma se potessi tornerei indietro…

2004/2005, Tauro Tape 2

E chi non lo farebbe? Siamo tutti stanchi, basta, non ce la facciamo più. Siamo confusi. I versi della tauro sono nostri. Qualcosa si vuole, ma non si può. Questa è la contraddizione esistenziale che viviamo tutti e, probabilmente, che tutti hanno vissuto in un determinato momento della vita. Tornare all’innocenza dell’infanzia, quando si era ancora puri. Detto con il gergo politicamente scorretto di Tutti Fenomeni:

Quand’eravamo froci ed era tutto oggettivo

Profeti e criptocristiani. Anche questo bisogna ricordare quando si tratta della Tauro.

Mannaggia a me, ma sono ready for war

E baby sta scrivendo messaggi lunghissimi

Ma so che non risponderò (no, no)

Tu conta fino a tre, dopo ti compro l’eclissi, ok (eh)

eady for War, Alpha Centauri

Inevitabilmente così: pronti a tutto, ma non a perder tempo. Tauro Lady, ti amo, ma questo messaggio è troppo – se ti devo dimostrare il mio amore ti compro più della luna. Un’eclissi.

Ma basta smancerie (abbiamo l’ultimo paragrafo dedicato a quello), sono un ragazzo del ‘99 e devo andare a combattere al fronte. La guerra non ci spaventa.

Trust me, baby

Internet non rende felici

Xelisa/Xelisa 2, Tauro Tape (3)

Ecco perché post-trap. Perché le cose stanno così, la contraddizione è sempre crescente. Si vorrebbe quell’annullamento e quella condizione che non si può avere. Internet non rende felici. Questo è autoevidente. Non ci resta che ritrovare quelle cartoline, che ci eravamo lasciati in Tauro Tape 1 e sposarci in Chiesa. Anche se “sono italiano, ma non credo” l’anima mia si getta verso quei lidi. Unico appiglio per quella Speranza che si ricerca, di cui abbiamo bisogno per andare avanti.

Questi alcuni riferimenti, ma ovviamente ogni canzone è a suo modo reazionaria, e questo si vede anche dalla particolare ermeneutica della loro produzione musicale: spiragli aperti che mano a mano si chiudono. Già con Tauro Tape 3, in cui tutto cambia affinché nulla cambi.

E non ci interessa se c’è la coca che arriva al porto di Goia Tauro, qua quello che importa è lo stile, che tra collane giganti e bitch non manca ai nostri tori (veri ehy).

Ultimi ROMAntici

I Tauro Boys sembrano volerci dimostrare in ogni momento che anche chi è nato e cresciuto nella fluidità post-moderna, senza radici troppo forti, e con la testa più tra le stelle di alpha centauri che nelle strade di Roma o Milano, può provare sentimenti veri.

Se ne fregano di quel romanticismo vecchio stile da stornello romano che tanto va di moda nella loro scena, ma cantano sentimenti astrali, persi tra le basi allucinogene che gli serve il loro produttore di fiducia Close Listen (o più di recente Machweo), in un universo vastissimo di citazioni che si muovono dai riferimenti biblici di Mela serpente al recupero di Battisti in Dieci ragazze.

Recuperare roba vecchia ed imbottirla di acidità, riuscendo con qualche strana formula a generare versi zuccherosi e proiettati nel futuro. Per questo più che ultimi romantici, forse, i ragazzi tori sono i primi dei nuovi romantici.

Ti conosco, eppure morirei per te

Red Wine, Tauro Tape 2 

Bitch, anche se sei così ti amo <3

1
PRIMA SERATA STRAGOG, vista e diretta da ilBlast
2
TERZA SERATA STRAGOG, scritto e diretto da ilBlast
3
SECONDA SERATA STRAGOG, vista e diretta da ilBlast
4
La copertina sul nasino, risposta a La Repubblica, e a Francesco Piccolo
5
Intervista esclusiva: PADANIAN SHITPOSTER

Gruppo MAGOG