TAYLOR SWIFT – Dea Ariana?

TAYLOR SWIFT – Dea Ariana?
Taylor Swift è la paladina della razza bianca?

Taylor swift: analisi di un fenomeno.

Tra musica, meraviglia e mistero rivoluzionario.

Donna da quadrante giallo?

Continuano a dirmi Swift a casa, creandomi un certo disagio, perché disponendo di 20 case non saprei in quale andare semicit.

Un biondo porcospino o un serpente a sonagli da non calpestare, questi sono  gli animali guida che dalla figura di Taylor Swift emergono guardando il suo carattere, le sue origini, la sua visione, il suo approccio pratico. Sembrerebbe delinearsi come una figura che non stonerebbe tra le fila, o a capo, di un generico partito X di quel centro-sinistra (o centro-sinestra, come preferite) che si contende l’America e che governa con i più disparati nomi in Europa. Taylor, per fare paragoni, mi ricorda una personalità che proprio nel nostro paese ha avuto i natali ed ha prosperato. Dei nomi grossi… lo dico: Taylor Swift è la Silvio Berlusconi d’America.

Sia Berlusconi che Swift sono stati in grado di costruire imperi economici partendo da zero. Silvio ha la sua Mediaset, mentre Taylor Swift si è creata una casa discografica, la Big Machine Label Group. La citazione incrociata iniziale ci sottolinea un’altra somiglianza, la sterminata proprietà immobiliare dei due. Certo la giovane cantautrice a stelle e strisce non può contare storie leggendarie sullo stile di Arcore ma di certo in quanto a stile e imponenza non è seconda al Cavaliere. 150 millioni di case farebbero piacere un po’ a tutti.

MUSICA: Un’Elegia Americana

Sono oramai quindici anni che l’opera Swiftiana persegue la sua ascesa nelle orecchie e nelle menti, senza mai stancare. Alla faccia di chi dice che parla solo dei suoi ex fidanzati e di vendetta.

Bah. Se ci hanno aperto un corso di laurea (NYU) non è (solo) grazie ai pezzi che conoscete, come Shake it off, 22, Blank Space o I Knew You Were Trouble.

Parte dal country (Beautiful Eyes, EP; Taylor Swift), spacca – si forma a Nashville, patria del genere – e vi aggiunge il pop (Fearless, Speak Now, Red, 1989). Sue le string band e le tematiche d’amore: l’infatuazione, l’innamoramento, il tradimento, il senso di colpa, il coraggio.

Umanità distillata nella musica.

E comunque rimane fissa nella percezione di molti l’immagine di una cantante commerciale – che pur è (prima artista nella storia a trovarsi nell’intera top ten della Billboard Hot 100) – e frivola. Nonostante la sua attenta analisi del geist, reso possibile da una progressiva sensibilità poetica. E allora i picchi: Folklore, Evermore, con cui giungiamo alla definitiva melopoetica.

Miss Americana, guerra e provocazione – PATRIA

Lei, una dea, bellezza leggiadra. Impalpabile, eterea, irraggiungibile. Icona inimitabile e rappresentativa.

Questo è come T-Swift è stata rappresentata e ciò che ha rappresentato. Miss Americana non è solo un brano della sua discografia o il titolo del documentario su di lei, è soprattutto ciò che incarna. 

Nel brano omonimo (Miss Americana & The Heartbreaker Prince) si sviluppa una critica per lo stato della politica statunitense, potrebbe sembrare la solita criticuccia al decadimento culturale della politica ma è impensabile per il Blast citare con questa sufficienza questa prospettiva senza scendere in un’overanalisi della canzone e più in generale della figura e del pensiero della Miss.

Ci arriveremo…

Ora ancora parliamo ancora un po’ di musica.

Reputation (album, 2017) è un grido di guerra e di emancipazione dal pregiudizio (ascoltare Ready For It, Look What You Made Me Do) Provoca (I Did Something Bad, Don’t Blame Me) e accetta l’ineluttabilità di una reputazione pregiudizievole, in cui il solo conforto è l’amore: Delicate, New Year’s Day. 

Segue Lover, album che risente dell’indagine sociale affrontata in Reputation, abbinandosi a tematiche più romantiche. Ma il picco definitivo viene toccato in pandemia con gli album Folklore ed Evermore, in cui la parola si sviluppa in versi intimi ed elegiaci. Questi due album sono separati, eppure possono essere considerati uno il naturale sviluppo dell’altro. Si dice che Folklore sia the hurting, e Evermore the healing, laddove in effetti le tracce sono molto più sommesse e drammatiche nel primo, e venate di un aureo ottimismo nel secondo. Siamo lontani dal pop, e immersi nel folk e nelle sue varie sfumature. 

Richiamo alla natura costante, non ci sembra che queste due fotografie si discostino tanto per il loro immaginario vero?

Taylor Swift
Taylor Swift

Una è una foto tra le tante scattate nello shooting per il suo album evermore, l’altra… continuate a leggere che la parte interessante arriva.   ARRIVAAA

(scorri fino a VN AVTRICE, ARTISTA, POETA e VATE se vuoi uscire dal flusso musicale swiftiano e entrare nella tana del bianconiglio dei meme alternativi)

Ma la parola non sussiste da sola, perché la poesia è poesia, una canzone è poesia e musica: ed ecco che entriamo in una piena melopoetisch

Si pensi ad August (Folkore), che rientra nel triangolo di Folklore costituito da tre canzoni, e cioè Cardigan, August e Betty – e che parlano di un amore tradito, ma riconciliato. August in particolare assume il punto di vista di quella che di solito viene tacciata come l’altra, colei con cui l’uomo tradisce, Augustine, che rievoca dolorosamente l’amore adolescenziale per James – I remember thinkin’ I had you.

In lei la forza pulsante è la convinzione di essersi lasciata scappare l’amore; eppure ella apprende la sofferenza, che accetta come un difficile insegnamento di vita, immortalato in un agosto che però finisce nel rullo del tempo e che viene trascinato via da lei, insieme a James:

Perciò avvertiva bene la labilità del suo rapporto con James, in cui volere, desiderare, è sempre stato abbastanza: non è mai davvero aspettata alcunché di più, eppure ci ha sperato:

for the hope of it all. 

Marjorie, l’io lirico – FAMIGLIA

Osserviamo infine Marjorie, ritratto del lutto e del tesoro del ricordo. In questa canzone, Taylor Swift rievoca la nonna – la cantante lirica Marjorie Finlay attraverso i suoi insegnamenti e il rimorso per non aver appreso tutto ciò che invece avrebbe potuto. In un certo senso, tuttavia, Marjorie prosegue nell’io lirico, perpetuandosi in ciò che lei ora è, e in ciò che possiede, come una presenza spiritica. 

Raccomandiamo in particolare l’ascolto del bridge, ossia quel momento della canzone che traghetta verso la conclusione del brano, e in cui la Swift dà sempre libero sfogo alla propria vena più poetica, alzando di livello anche canzoni che normalmente verrebbero reputate solo come carine. Non è naturalmente il caso di Marjorie, che è un capolavoro dell’introspezione a prescindere, espressione dell’eredità che la nonna le ha lasciato.

L’ascolto di questi album è meglio della terapia. Cosa non lo è?

In ogni brano è infatti facile rinvenire situazioni a noi comuni, e molto spesso ci vengono proposte delle personali ragioni che possano spiegarle e alleviare il dolore, il lutto, la rabbia, ma anche rafforzare in noi l’amore, il desiderio, l’entusiasmo, ancorché breve. Non sono delle favolette amorose, o delle frivolezze pEr dONnE, ma dei veri e vividi affreschi della realtà, emblemi di verità poetica, opere di pensiero che offrono una propria spiegazione del mondo che non rimane meramente personale e soggettiva.

Contrasti e confusione – DIO

Per completare la trittica di Dio, Patria e Famiglia era necessario un paragrafo sull’Altissimo. Va detto che su questo rapporto c’è poco di cui scrivere, la relazione tra la Swift e la Fede non è mai stato al centro dei riflettori. La cantante si è espressa a favore dell’aborto, pur definendosi una cristiana praticante. Molta confusione nella sua testa.

Ma noi non abbiamo dubbi e la iscriviamo all’albo degli artisti criptocristiani. Le sue dichiarazioni potrebbero essere stato un escamotage per camuffarsi nelle fila nemiche (chiariremo in seguito)

VN AVTRICE, ARTISTA, POETA e VATE

Incredibili successi portano ad un incredibile flusso di cassa che porta a folli spese che al mercato mio padre comprò. Ma come brucia i suoi soldi la nostra T-Swizzle? Letteralmente li fa bruciare sotto forma di kerosene nel motore del suo jet. Solo nella prima metà del 2022 ha volato 170 volte, per un totale di quasi 16 giorni in aria. Le emissioni totali di volo dell’aereo erano 8.293,54 tonnellate di carbonio, che è 1.818,8 volte di più delle emissioni annuali totali della persona media.

Certo l’ascesa di una stella, anche se con un jet, non può essere lineare. Il pregiudizio le si abbatte contro ancora oggi, e molto più ai tempi in cui la sua caterva di ex fidanzati era la principale ragione per cui si parlava di lei. Si raggiunge un apice nel momento in cui Kanye West, sul palco dei Grammy, le ruba il microfono dicendo che Beyonce had one of the best videos of all time – ergo: Taylor Swift non si merita il premio.

Certo i due hanno in comune qualcosa: l’alt-right.

Kanye West in questo senso non ha bisogno di presentazioni: elezioni 2020, tweet talmente estremi da portare Musk alla decisione di sospendergli l’account, la sua vicinanza a Donald Trump. Ye: un tipetto tranquillo.

Ma Taylor, questa allegra ragazza campagnola come può essere accostata a questi temi? Ma poi non si è politicamente esposta? Non è una sostenitrice di #MeToo?

Taylor è una dea ma non quella che pensate

In primo luogo, Taylor Swift è una pura dea ariana, come qualcosa della poesia greca classica. Atena rinasce. Questa è la cosa più importante, spiega Andre Anglin, lo scrittore del blog Daily Stormer. È anche un fatto accertato che Taylor Swift è segretamente una nazista e sta semplicemente aspettando il momento in cui Donald Trump le rende sicuro di uscire e annunciare la sua agenda ariana al mondo. Probabilmente, sarà fidanzata con il figlio di Trump e saranno incoronati reali americani

e se questo virgolettato lo riporta anche V1CE come possiamo non credergli.

Insomma la nostra biondina preferita sarebbe un’infiltrata…

Questo culto è poi cresciuto in seno alla cultura memetica degli ultimi anni. Lei e Pepe sono rispettivamente regina e re del mondo dell’alt-right.

Chi per primo ci ha illuminato? Chi si è preso carico di rivelarci la verità e di propagandarla ai più?

Emily Pattinson è il profeta, o chiunque si celi dietro a questo nickname. Già nel 2013 ha iniziato a postare citazioni di Hitler attribuendole alla Swift senza che nessuno si insospettisse. E come nel ‘33 il suo amichetto, anche lei con queste quotes raccoglie consensi: BuzzFeed ha aggregato i suoi post e il tutto è diventato virale.

Ma chi siamo noi per giudicare? Vi abbiamo preparato allora un gioco (rigorosamente piratato, come piace a voi e questa non è da pavaculo. altra semicit.) per mettervi alla prova: queste citazioni appartengono ad Adolf o alla Führerin Taylor Adelheid Ethelde Swift ?

  1. Non confrontarti con gli altri. Se lo fai ti stai insultando.
  1. L’odio è più duraturo dell’antipatia.
  1. Conosco i miei difetti prima che gli altri me li facciano notare.
  1. Sono una persona di successo e voglio essere conosciuto/a per le cose belle della mia vita.
  1. Sono intimidito/a dalla paura di essere nella media.
  1. I grandi bugiardi sono anche grandi maghi.
  1. Tutto ciò che devi fare per essere mio amico è piacermi.
  1. Lunga vita ai muri che abbiamo sfondato.
  1. Le parole costruiscono ponti verso regioni inesplorate.
  1. Uso l’emozione per i molti e riservo la ragione per i pochi.

SOLUZIONI CLICCANDO SU OGNI SINGOLA AFFERMAZIONE!

Dentro di noi ci sono due Taylor Swift: una è stata lasciata dal fidanzato e ora canta canzoni d'amore, l'altra canta canzoni d'amore alla patria e desidera la supremazia della razza bianca.

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