4 anni

Una serata al BAR

Una serata al BAR
Lettura boomer
Bisogna sostituire il vecchio barista, ormai fa dei drink orrendi: sanno di muffa e di passato.

Anche questo dì mi siedo come al solito al bancone. Oggi c’è meno confusione. Appoggio il braccio sul bancone, un gesto per prendere spazio nel mondo e sentirmi più comodo. L’attenzione che vorrei ricevere è soltanto quella necessaria a poter fare la mia ordinazione. Contraddistinto dalla mia abitudinarietà, è facile per il barista: una bella pinta di birra Stout, e un liquore che bevo soltanto per lo slogan che lo ha accompagnato durante la sua commercializzazione: contro il logorio della vita moderna

Il problema: il barista riserva per me più cortesia di quella sufficiente. Il tipo è sempre stato un chiacchierone, molti anni fa fu anche questo un motivo che mi fece scegliere questo Bar per passare le mie serate. Negli anni ho sentito raccontare all’anziano signore avventure di ogni natura. Quando era più giovane pare fosse uno dei migliori nel destreggiarsi tra i pericoli e le situazioni spinose,  spesso davanti alle inimicizie delle persone non raccomandabili che aveva però sempre affrontato a viso aperto senza temere nulla. Ora…

I suoi racconti non sono più molto entusiasmanti, o meglio, le storie sono sempre quelle ma la tigre è sdentata. Faccio fatica a ricordarlo come un tempo.

I giovani hanno bisogni di fonti d’ispirazione, i giovani hanno bisogno di sognare e di ricevere slanci d’azione, in questa città il barista era sempre stato uno dei pochi che realmente poteva esercitare questo tipo di influenza. Questa città è ricolma di persone che spalleggiando gli uni con gli altri rovinano i ragazzi, soltanto per raggiungere i loro sporchi fini.

Bisogna sostituirlo.

Al giorno d’oggi chi frequenta un bar è gente che non dorme e non può stare dietro ai ritmi di un vecchio, è gente che non ha tutte le rotelle funzionanti, ma insomma di questi tempi chi è che si può definire realmente sano.

Io perché no, sarei perfetto per questo ruolo. So parlare come loro, sono uno di loro in fondo. 

Certo, non sono mai stato una marionetta nelle mani di quei vili della città ma… loro hanno bisogno di sentire le mie storie, hanno un’esagerata necessità di correre nel mondo e di farlo proprio.

Niente liquore. Stanotte prenderò il BAR, lo farò mio.

Un nuovo barista! E quel barista di chiama BLAST!

Serata al bar
1
Che fine ha fatto la Padania?
2
Peter Thiel ha votato no al Referendum sulla giustizia
3
Tutti Fenomeni - Una lettera da Blast
4
Fedeli alla linea
5
Jeffrey Epstein: un compagno di merende

Gruppo MAGOG

Quel video di Prigozhin
Gurogog

Quel video di Prigozhin

Un curioso filo nero sembra collegare il mondo dell’editoria europea alla guerra in Ucraina, in particolare a Bakhmut.
3 anni
LIMONOV: THE BALLAD
Colapelle

LIMONOV: THE BALLAD

Può un solo film su Limonov sintetizzare a pieno la sua figura e coglierne le sue sfaccettature? Ecco la nostra analisi.
2 anni
Arabian: Memorie al MAME
Psicopolitica

Arabian: Memorie al MAME

Articolo recensione di Arabian, il nostro ManMachine vi mostrerà Mille e una BLAST.
3 anni
Tutta l'arte è propaganda
Gurogog

Tutta l'arte è propaganda

Posso scrivere una recensione oppure posso scrivere una non recensione. E visto che siamo tutti un po’ Blast, tutto quello che scriverò in merito potrebbe essere come potrebbe non essere.
4 anni
Noi e Voi, Storia e Tribalismo Mediatico
Mattualità

Noi e Voi, Storia e Tribalismo Mediatico

Nell’Agosto di quest’anno mi capitò di leggere che una blogger californiana, di origine indiana, accusava gli occidentali di abusare della parola curry utilizzandola come equivalente semantico universale per qualsiasi salsa della cucina indiana.
4 anni