5 anni

Una serata al BAR

Una serata al BAR
Lettura boomer
Bisogna sostituire il vecchio barista, ormai fa dei drink orrendi: sanno di muffa e di passato.

Anche questo dì mi siedo come al solito al bancone. Oggi c’è meno confusione. Appoggio il braccio sul bancone, un gesto per prendere spazio nel mondo e sentirmi più comodo. L’attenzione che vorrei ricevere è soltanto quella necessaria a poter fare la mia ordinazione. Contraddistinto dalla mia abitudinarietà, è facile per il barista: una bella pinta di birra Stout, e un liquore che bevo soltanto per lo slogan che lo ha accompagnato durante la sua commercializzazione: contro il logorio della vita moderna

Il problema: il barista riserva per me più cortesia di quella sufficiente. Il tipo è sempre stato un chiacchierone, molti anni fa fu anche questo un motivo che mi fece scegliere questo Bar per passare le mie serate. Negli anni ho sentito raccontare all’anziano signore avventure di ogni natura. Quando era più giovane pare fosse uno dei migliori nel destreggiarsi tra i pericoli e le situazioni spinose,  spesso davanti alle inimicizie delle persone non raccomandabili che aveva però sempre affrontato a viso aperto senza temere nulla. Ora…

I suoi racconti non sono più molto entusiasmanti, o meglio, le storie sono sempre quelle ma la tigre è sdentata. Faccio fatica a ricordarlo come un tempo.

I giovani hanno bisogni di fonti d’ispirazione, i giovani hanno bisogno di sognare e di ricevere slanci d’azione, in questa città il barista era sempre stato uno dei pochi che realmente poteva esercitare questo tipo di influenza. Questa città è ricolma di persone che spalleggiando gli uni con gli altri rovinano i ragazzi, soltanto per raggiungere i loro sporchi fini.

Bisogna sostituirlo.

Al giorno d’oggi chi frequenta un bar è gente che non dorme e non può stare dietro ai ritmi di un vecchio, è gente che non ha tutte le rotelle funzionanti, ma insomma di questi tempi chi è che si può definire realmente sano.

Io perché no, sarei perfetto per questo ruolo. So parlare come loro, sono uno di loro in fondo. 

Certo, non sono mai stato una marionetta nelle mani di quei vili della città ma… loro hanno bisogno di sentire le mie storie, hanno un’esagerata necessità di correre nel mondo e di farlo proprio.

Niente liquore. Stanotte prenderò il BAR, lo farò mio.

Un nuovo barista! E quel barista di chiama BLAST!

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