V.Majakovskij ALLA GUERRA (Quarto Atto)

V.Majakovskij ALLA GUERRA (Quarto Atto)
4°ATTO - Kiev - 17 Aprile 2022

Un ragazzo senza occhi e orecchie

Viandante, despota del fondo polveroso della strada, ti scaglierai tu
contro il pietoso ostello? Nessuno seguirà la tua ombra, ma piuttosto agiteranno le spade verso il loro re.

Viandante

Ah… infine mi abbandonate, sulle vette del secolo, voi sciancati commedianti dell’esistenza.

10 Prostitute

Il tuo sacrificio salverà la marea poiché solo in fondo all’abisso si rovescia il creato per
risalire di su, di su… dove già il Sommo tra i Poeti trovò la strada.

Un uomo vestito da donna

Re-Re-Re. Chi è costui? Usurpatore, dove è l’alloro? Portateglielo!
Poneteglielo! Che il Re si avvii sul suo trono! Salute al Re-al Re-al Re!

Viandante

Solo. Esalate le spose, rinnegato dai paria. Solo all’inizio del giorno, lungo la soglia
dell’ultimo Tempio io, Uomo tra gli uomini, staglierò il cranio verso le stelle.

Donna con in braccio la sua testa

Re-Re-Re. Chi è costui? Si mostri! Che salvi sé stesso, se salvezza è
contemplata nel chiaro mondo che già giunge.

Vladimir Majakovkij

Sono Io
Majakovskij:
Ultimo occhio!

Faro straziante
Rovistato dagli astri
Di fiati carovane
sbiascicate su labbra di sale,
Per cosa indugia ancora il primo soffio?

Vivo alla soglia
Dell’Avvenire sepolto
In un cuore a carbone
In un petto di ami
Nelle fauci di falangi
Spezzate

Dove è la strada per l’Alba,
Inghiottita nel putrido palato di stagni-città!
Ha vinto il borghese
Mentre Pekov crepava e crepava
Per il giubilo sbeffeggiante
Di colli accravattati.

Russia!

L'Aquila bifronte è tornata
sulle spoglie dei poeti!

Perché scusi
Ciò che odiavi?
Perché indugi
Su ciò che è morto?
Ancora

E ancora…
Morirà
Io
Dio!
Ancora!

Deridetemi nubi
dalle ridotte del cielo
Nessuna trincea servirà a un morto
Salgo!
Salgo alla spada!

San Michele

Poeta
Tu sfidi la magnifica Pietà!

Sfrontato dalla grazia eterna,
affronterai il guardiano dei cieli!

Non comprendi,
Amato dagli uomini come un rinnegato
Porti le stimmati di secoli dispersi
Su cui infuri ignaro.

La Rivoluzione ha disertato
Il cuore di Russia
E tu rimani
come occhio ossessivo
di un fante che avanza
nella sua buia ritirata.

Russia! Ucraina!
Il destino è Uno!
Divampante tra lingue di fuoco
Accoglieranno il Cuore dell’Agnello
Epicentro di mille rivoluzioni
In ogni spazio dell’esistenza!

Vladimir Majakovskij

Spada di catechismi
Arcangelo combattente!

Sulla mia fronte lignea
s’infrange ogni onda del tuo creato.

Sono Io l’Agnello
Sopravvisuto al Secolo-Mattatoio
E mi spingerò fin oltre la perdizione
Fin oltre il perdono mi spingerò

Perchè solo nel peccato
Il Poeta si santifica
E la Felicità

E il Perdono
Chi le desidera in fondo?
Se non per Violentarle
E d’affanno avvitarsi
Al proprio spoglio sudario.

Per ribaltare ogni tavolo di risa
E guerreggiare nei bassifondi
Dei lucenti mondi:
Parlamenti di fronti imperlate,
Vette aguzze di nuche
Gettate sugli scogli
A frantumarsi in quiete caduta.

Che valore hanno i miei anni,
Se non possono essere persi
Elargiti in un sospiro,
Sperperati in cenere
Sulla ruota di fronti benedette.

L’unica salvezza è essere dannati
Nel Creato dei santi.

Ma tu Arcangelo,
Angioletto mio,
Riporti le catene vuote
Dei caratteri d’oro incisi
in prigioni d’incenso
Tra i sipari di floscie tuniche.
Non Rivoluzione

Guerra!
Guerra!
Guerra sola.

Guardiano del cielo,
Camminerà ancora il tuo gaio cranio
Tra le spighe di sangue
Degli amati fratelli!

Ma il Poeta
Sarà come il grano
Di ferro freddo alla fine del campo
Davanti alle nuvole nere
Dei cavalloni-macchine in tempeste di corse
Guidati da sua Maestà:

Progresso!
Ah-ah!
È la Fine

Soggiogatore di Satana
La fine del tuo eterno moto
E dell’origine di ogni Velocità!

Vladimir Majakovskij e Arcangelo Michele

San Michele

Non della pace delle cose vivrà l’uomo
Ma di spada affronterà il mondo!

È l’eco di milioni di rivoluzioni
E di Una sola:
Immolarsi per chi ci ha amato…

Tu gioisci ad esalare la vita
Ma essa non sarà persa fino alla fine
Tu esulti del peccato
Ma esso non sarà alla fine
Se non salvezza!

Poeta tu più di ogni uomo!
Tu che già per mano docile moristi,
Tu Poeta!
Sbagliando,
Capisti!

Al vento ogni immagine
Al vento!
Al vento il mondo
Al vento!
Al vento le cose tutte
Al vento disperse!

Se essere amati è così terribile
E grande
Al vento tutto!
Se essere perdonati
Da un perdono cocente
È così sconfinato
Al vento tutto!

Che si ribalti il ventre stellato
Perché niente sarà al suo posto

Mai-Mai!

Ma di nuovi astri sarà striata l’anima
Di fontane zampillanti sangue
Dalla medesima fonte
E dalla medesima carne

Sarà segnato l’Uomo.


Vladimir Majakovskij

Arcangelo,
Non piegherò il capo
All’aureoletta dorata
Ma getterò le mie ossa
Di slancio agli scogli lamentosi dell’umano.

Perché a nulla valgono i salmi
Di fronte ai cittadini delle repubbliche
Al poeta della rivoluzione
Valgono forse qualcosa?

Ogni sacra reliquia è annientata
Sulla lingua-catena di montaggio

Ogni benedizione sciacquata
Sul capo elettrico
Nello scolo melmoso dell’intestino-fornace
Giù
Bruciano foglie di precetti.

Ah che creazione terribile!
Basterà l’attimo di un vuoto occhio
Del primo uomo delle schiere

Angelo

Per far precipitare il coro
Dei tuoi fratelli.

Che non sanno precipitare
Sul fondo merdoso di risacca del Tempo!
Ma assaltano lo scoglio abbandonato,
Bastiglia pulsante e gonfia
di assenza.

È disperazione Angelo?
È il ricatto di un Amore di soli echi

Che spira in disegni d’aria
E pieghe di gomiti
Sudati.

Ma il tempo è fuggito
E Io

Vladimir Majakovskij

Mi avvento sulla spada
Primo e ultimo
Vergognoso figlio
Del Secolo

Ah!
Una

Due

Tre

Quattro volte

Sanguino

Tac
Tic
Tac

Scroscia,
Cascata di cielo
Sulle nuche danzanti
Del popolo in festa.

Sapete stavolta per cosa gioire?
E per chi piangere?

Vuota è ormai la base della croce
E i dadi abbandonati
Sulla tunica
Disertato il sacrificio.

Su
Su
Su

Santi!
Perché baciate l’Anatema?
L’Onnipossente non conosce il suo cuore?
Voi tutti lo conoscete
E mandate al rogo le icone.

Tu-che-puoi-tutto
Perché dileggi? Non ignorare!
Non ammiccare!
Non celarti fino in fondo
Ai resti del naufrago.

Su
Su
Su

Angelo!
Trascini le spoglie
Del vinto?
Esso così è abbandonato
Alla merce
Di ogni padre
Di ogni madre.

Madre!
Dannami! Flagellami!
Di più
Di più
Di una parola!

E salverai ogni verbo,

Questo mio verbo.

Non ignorare,
Non passare ancora!
Attendi alla soglia
il loro ritorno,

Non passare ancora
Attendi! Attendi!
Ma prendi infine me,

Vladimir Majakovskij


prendimi infine… tutto!

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