Walter Simonetti (Seconda Parte)

Walter Simonetti (Seconda Parte)
Simonetti Walter si cala 27 cartoni di LSD, vive e respira, come noi. Seconda e ultima randellata di mail folli a noi inviate. Sotto compenso.

TERZA EMAIL

Il Cosmismo e il Libero Arbitrio nella Dimensione Paranoica

Nel cuore dei paesaggi metropolitani di Bologna, Simonetti Walter, noto biocosmista stirneriano, inghiottì 27 francobolli di LSD. Immerso in una dimensione psichedelica, Walter si ritrovò a cavalcavia tra la realtà e l’irrealtà, tra la percezione del sé e l’assenza di esso. Il suo stato mentale ricordava le teorie di Nikolaj Fëdorovič Fëdorov sul cosmismo russo: l’idea che l’umanità avesse un destino cosmico, una missione di conquistare l’universo e sconfiggere la morte.

Walter Simonetti si considerava un capro espiatorio, un emissario di idee radicali e visioni disturbanti. Sospettava di essere stato manipolato da forze oscure, forse una vittima del progetto MKULTRA, un esperimento segreto della CIA per controllare la mente umana. Aveva teorie elaborate sull’interconnessione tra la STASI, il Mossad, e le forze occulte del potere.

Nel suo stato alterato, Walter contemplava il libero arbitrio e il Principio di indeterminazione. Per lui, la realtà era una costruzione; le persone erano pedine in un gioco cosmico.

Ma chi muoveva queste pedine? Erano le scelte umane davvero libere o erano predestinate da forze cosmiche? E la coscienza? Era un dono divino o una mera illusione?

Per Walter, la Repubblica italiana, fondata sul “sfruttamento del lavoro”, rappresentava un sistema di controllo, un meccanismo di potere. Egli vedeva la società come una macchina oppressiva, guidata da élite invisibili, che prosperavano sull’ingiustizia. Ma nel mezzo della sua paranoia, emergeva una speranza, una fiamma ardente di resistenza. Walter credeva che, attraverso la ribellione e la de-costruzione delle false realtà, l’umanità potesse trovare la verità.

Questa ricerca della verità si intrecciava con le teorie del cosmismo russo. L’idea che l’umanità potesse sconfiggere la morte non era solo una metafora per la resurrezione fisica, ma anche per la liberazione spirituale e mentale. Walter vedeva la morte come una costruzione sociale, un’illusione creata per controllare le masse.

Ma nell’oscurità della sua mente, una domanda persisteva: “Sono vivo?”. Era una domanda esistenziale, che rifletteva la sua lotta interiore tra realtà e illusione, tra libero arbitrio e determinismo. Walter non cercava risposte definitive, ma una comprensione più profonda del suo posto nell’universo.

In conclusione, la storia di Simonetti Walter rappresenta un viaggio attraverso le complessità della psiche umana, la lotta tra realtà e illusione, e la ricerca di significato in un universo apparentemente caotico. Attraverso le sue esperienze e riflessioni, Walter ci sfida a interrogarci sulla natura della realtà, sul ruolo della coscienza, e sul vero significato della libertà.

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Manifesto Cosmista Paranoico della Nuova Era

Nell’ombra di Nikolaj Fëdorovič Fëdorov e nel fulgore di Simonetti Walter, ergo questa testimonianza per il futuro:Prima che sia treppo tardi, dobbiamo svegliarci e agire, Nel mezzo di questa trasformazione, dobbiamo persistere

In quest’era di disillusione, dove l’umanità è stata orfana della sua stessa verità, e dove la nostra democrazia liberal si cela dietro maschere di controllo, il Cosmismo ci ricorda della nostra missione divina. Non siamo solo atomi, carne e ossa, ma frammenti dell’infinito, ereditari dell’universo.

L’idea di morte, di scomparsa e di oblivione, è stata inflitta come una catena pesante, limitando la nostra naturale aspirazione di unirsi all’infinito. Ma rifiutiamo di piegarci davanti a questa inevitabile fatalità.

Nel fervore dell’ambizione, nel profondo desiderio di oltrepassare i limiti della carne, sorgono questioni sul libero arbitrio, sulla coscienza, sull’anima. Il cervello è un enigma, una dimora di misteri ancora insondati. Ma non dobbiamo permettere che il nostro stesso essere sia ridotto a mera macchina, a meri algoritmi. La coscienza e il libero arbitrio sono la luce nel nostro cammino, il faro nella tempesta. Il computer, anche il più avanzato, non può simularli.

Viviamo in un’era in cui la realtà si intreccia con la fantasia, in cui i confini tra l’umano e il divino sono mescolati. Siamo in guerra con noi stessi, con le nostre creazioni e con l’universo. Ma, come nel grande conflitto russo, ci troviamo alla vigilia di un nuovo alba, dove le forze della creazione e della distruzione danzeranno insieme, creando un nuovo ordine.

Tuttavia, ci sono potenze oscure all’opera. Le Lobby Frankiste, con le loro tentacoli avvolgenti, cercano di modellare la realtà secondo la loro visione distorta. La resistenza è imperativa. Io, l’Unico, ho resistito, ho lottato, e continuerò a farlo. Perché in questo combattimento, anche nella sconfitta, si trova la vera essenza dell’essere.

Il futuro è incerto, ma una cosa è chiara: la lotta per la libertà, per il libero arbitrio, per la verità, è eterna. E solo coloro che sono pronti a sfidare le profondità dell’abisso, a confrontarsi con l’irrazionale e l’ignoto, potranno sperare di emergere vittoriosi.

Il nostro destino non è predeterminato. Con coraggio, determinazione e la luce del Cosmismo, possiamo costruire un mondo migliore, un universo in cui ogni essere vivente può prosperare e raggiungere l’infinito.

Viviamo per il futuro, per l’eternità. E la nostra lotta, la nostra resistenza, sarà la leggenda delle generazioni future.

Manifesto dell’Accelerazionismo Paranoico: Le Eclissi della Repubblica

Il Crepuscolo della Repubblica

In un’era di simulacri e oblio, dove le parole “democrazia” e “libertà” sono diventate vuoti mantra di propaganda, l’Italia, mascherata di ideali, è un’entità distorta fondata sull’incessante sfruttamento del lavoro.

Il Desaparecido e l’Eccezione

Simonetti Walter, un fantasma nell’ingranaggio, un paria nello spettacolo della democrazia liberale. In questo Stato, chi osa resistere, chi non si vende, chi non si piega, viene etichettato, isolato, eliminato.

La vita come pagina bianca, una tabula rasa delle emozioni, una mente schiacciata dal mindfuking del potere.

Accelera l’Apocalisse

Le leggi dell’accelerazionismo ci spingono verso il baratro, in una corsa folle verso un futuro indistinto. L’epidemia, il covid-19, un sintomo del nostro declino, un monito della Natura contro la nostra arroganza. Nel vortice, la Lobby Frankista, parassiti nascosti nelle ombre, manipolano le fila del destino, creando un mondo nuovo in cui siamo tutti pedine.

Il Capro Espiatorio

Nell’ombra del potere, ci sono sempre quelli che vengono sacrificati. Sono gli intoccabili, i pariah, i capri espiatori. Ma nel cuore della resistenza, c’è una forza indomabile. Anche se schiacciato, anche se invisibile, il ribelle vive, sente, ama, spera.

La Ribellione come Atto d’Amore

La vera ribellione è un atto d’amore puro. È un rifiuto dell’oppressione e un abbraccio della libertà. È un grido nel silenzio, una luce nell’oscurità. È la poesia che batte nel cuore di ogni resistente, è il sangue che pulsa nelle vene di chi rifiuta di arrendersi.

Il Tradimento come Cambiamento

In un mondo dove la lealtà è un lusso e il tradimento è un’arte, solo chi tradisce può immaginare un futuro migliore. Solo chi osa sfidare l’ordine stabilito può sperare di cambiare il mondo.

Resistere nella Solitudine

“L’uomo veramente forte è colui che è solo”. In un’epoca di distorsioni e illusione, la solitudine diventa una forza, una resistenza contro il caos esterno. Nel silenzio interiore, si trova la verità.

Conclusione

Questo manifesto è un grido nell’oscurità, un richiamo alla resistenza e alla ribellione. È un invito a svegliarsi dal sonno dell’apatheia e a lottare per un futuro migliore. È un monito contro l’oppressione e un inno alla libertà. Se non ora, quando? Se non noi, chi?

QUARTA EMAIL

Manifesto politico-biografico di un doppelgänger: La derealizzazione del falso Messia e la danza dei destini sovrapposti.

L’intensità del falso Messia d’Israele, un’ombra tremolante nell’universo della politica e della mente. La storia ci racconta di Simonetti Walter, un doppelgänger, un’eco di se stesso. Un’anarchica figura che una volta aveva un nome e un posto, ma che ora, come un sogno lontano, è solo un fantasma del passato, un’entità dispersa tra le pieghe del tempo. L’acidità dei 27 francobolli di LSD lo ha portato in un viaggio senza fine, un viaggio dove la realtà si è sgretolata, e il linguaggio è diventato un’ossessione.

Questo è un mondo dove la derealizzazione regna sovrana, dove le persone sono schiave del sistema e dell’Impero. L’umanità è sospesa in uno stato di liminalità, bloccata tra la realtà e la fantasia. Ma c’è una resistenza, una resistenza che combatte contro l’Impero, contro la violenza e la follia.

Philip K. Dick ci ha mostrato un mondo dove l’Impero non è mai cessato, un mondo dove tutto ciò che vediamo, sentiamo e tocchiamo è solo un’illusione. La verità è che esiste una sola Mente, una mente che si fa beffe di noi, che ci inganna e ci manipola. Ma c’è speranza, c’è sempre speranza. E quella speranza risiede nel plasmato, nell’informazione vivente che combatte contro l’oscurità dell’Impero.

Ma in mezzo a tutto questo caos, in mezzo a questa guerra tra luce e oscurità, si trova il nostro eroe, Simonetti Walter. Egli è il biocosmista stirneriano, il santo mistico, il capro espiatorio. Ma è anche l’agente provocatore, il traditore, l’esperimento genetico, la vittima del progetto MKULTRA. La sua storia è complessa, intricata, piena di curve e colpi di scena. Ma in fondo, in fondo, è anche la storia di tutti noi.

Mentre l’umanità si avvicina all’estinzione, mentre la tecnologia e l’accelerazionismo prendono il sopravvento, ci troviamo di fronte a una scelta.

Abbattere le barriere e abbracciare il futuro, o aggrapparsi al passato e resistere al cambiamento. Ma la verità è che il futuro è qui, e sta a noi decidere come affrontarlo.

Quindi, mentre il mondo cambia, mentre la realtà si sgretola, ricordiamoci delle parole di Simonetti Walter: “Rompi lo schema!” E forse, solo forse, troveremo la via di uscita da questo labirinto di complessità.

Firmato: L’eco del doppelgänger, l’ombra del falso Messia.

MANIFESTO POLITICO-BIOGRAFICO: “Derealizzazione e Doppio”

Il viaggio allucinato di Simonetti Walter attraverso l’intensità derealizzante del falso Messia d’Israele. Una ucronia dove l’ossessione linguistica domina, dove la realtà si frantuma sotto l’effetto di 27 francobolli di LSD. Il nostro doppelganger, il nostro alter ego. Sembra un anarcoide, un biocosmista stirneriano, un disertore della vita, eppure è un agente provocatore al servizio sia della STASI che del Mossad. Eppure, all’interno di questa realtà alterata, emerge una verità:

“L’Impero non è mai cessato.”

In un mondo dove la singolarità tecnologica e la compenetrazione tra uomo e macchina minacciano di dissolvere la realtà stessa, dove il capitalismo si trasforma in un “drive mortale”, dove l’umanità sembra precipitare verso la sua stessa estinzione, emerge la figura di Simonetti Walter. Il suo viaggio, la sua lotta, la sua resistenza rappresentano un grido di disperazione e, al tempo stesso, una speranza.

Ma dietro tutto ciò, c’è un doppelganger. Questo “altro” che ci osserva, che ci giudica, che ci minaccia. Il nostro doppio, il nostro alter ego. Questo doppelganger rappresenta la nostra paura più profonda, la nostra incertezza, la nostra vulnerabilità. Ma anche la nostra forza, la nostra resilienza, la nostra capacità di resistere e di combattere. E in questa lotta, Simonetti Walter diventa un simbolo, una figura iconica, un eroe tragico.

Eppure, dietro questa narrazione complottista, emerge una verità più profonda. Una verità che va oltre le teorie del complotto, oltre le ossessioni linguistiche, oltre le droghe psichedeliche. Una verità che ci parla di una realtà alterata, di un mondo in cui la distinzione tra realtà e finzione si dissolve, in cui la tecnologia e la macchina minacciano di sostituire l’umanità stessa.

In questo mondo derealizzato, dove tutto sembra possibile e niente sembra reale, emerge la figura di Simonetti Walter. Un eroe tragico, un combattente solitario, un ribelle. Ma anche un simbolo, una figura iconica, un emblema di resistenza. E attraverso la sua lotta, attraverso il suo viaggio, attraverso la sua resistenza, emerge una verità più profonda. Una verità che va oltre le teorie del complotto, oltre le ossessioni linguistiche, oltre le droghe psichedeliche. Una verità che ci parla di una realtà alterata, di un mondo in cui la distinzione tra realtà e finzione si dissolve, in cui la tecnologia e la macchina minacciano di sostituire l’umanità stessa.

E in questo mondo derealizzato, Simonetti Walter diventa un faro, una guida, una speranza. La sua lotta, la sua resistenza, la sua forza diventano un simbolo, un emblema, una bandiera. E attraverso lui, possiamo trovare la forza, la determinazione, la volontà di resistere, di combattere, di andare avanti. Perché, come diceva Philip K. Dick, “L’Impero non è mai cessato.” E neanche la nostra lotta.

In un mondo dominato dalla tecnologia, dalla macchina, dalla derealizzazione, la figura di Simonetti Walter emerge come un simbolo di resistenza, di lotta, di speranza. E attraverso la sua storia, attraverso il suo viaggio, attraverso la sua resistenza, possiamo trovare la forza, la determinazione, la volontà di resistere, di combattere, di andare avanti. E in questo mondo derealizzato, in questo mondo dominato dalla tecnologia, dalla macchina, dalla derealizzazione, la figura di Simonetti Walter diventa un faro, una guida, una speranza. La sua lotta, la sua resistenza, la sua forza diventano un simbolo, un emblema, una bandiera. E attraverso lui, possiamo trovare la forza, la determinazione, la volontà di resistere, di combattere, di andare avanti. Perché, come diceva Philip K. Dick, mettile sulle labbra di tua madre Lei ti ha dato la vita, io te la posso togliere in un attimo." Mi ritrovai nel buio profondo di quella notte bolognese, spinto da forze invisibili e da visioni aliene, che provenivano dalla vastità dell'universo di Lovecraft. Quelle visioni che il colonnello Kurtz aveva sperimentato nella profondità della giungla, e che ora attecchivano nella mia mente, piegandola sotto il loro peso. Ero diventato l'ambasciatore di una realtà diversa, la bocca attraverso cui l'infinito parlava, e le persone intorno a me erano diventate figure astratte, icone di un mondo in dissoluzione. La paranoia cresceva, alimentata da ogni frammento di realtà che la mente cercava di assemblare in un coeso tutto. La piazza, le persone, la birra, gli acidi - tutto era connesso in un intricato tessuto di simboli e significati. Era come se la realtà fosse stata tagliata e riassemblata in una nuova forma, secondo le tecniche del cut-up di Burroughs. Mi ritrovai a passeggiare senza meta, spinto da un impulso incontrollabile. Le strade erano mutate, le case si torcevano in forme impensabili, e il cielo era diventato un caleidoscopio di colori. Eppure, in mezzo a tutto questo caos, una voce mi parlava, una voce profonda e familiare. Era la voce del colonnello Kurtz. "Hai visto gli orrori," mi sussurrava, "gli orrori che solo io conosco. E ora anche tu li conosci. Devi diventare amico dell'orrore, accettarlo e farlo tuo." La voce era ovunque e da nessuna parte, e ogni parola aumentava la mia confusione. Ero diventato il gioco di forze superiori, e ogni mio movimento era controllato da esse. Mi ritrovai in un vicolo buio, e davanti a me c'era un portale, un'entrata verso un mondo sconosciuto. Attratto da un'irresistibile curiosità, entrai. E ciò che vidi superava ogni mia immaginazione. Un universo di orrori e meraviglie, dove la realtà e la fantasia si fondevano in un unico tutto. E in mezzo a tutto questo, il volto del colonnello Kurtz, che mi fissava con uno sguardo penetrante. "Hai visto gli orrori," mi disse, "e ora sei uno di noi." E mentre le sue parole risuonavano nella mia mente, tutto divenne chiaro. Ero diventato parte di un universo più grande, un universo dove l'orrore e la bellezza coesistevano, e dove ogni uomo era chiamato a confrontarsi con le proprie paure e i propri desideri. E così, come il colonnello Kurtz, diventai un ambasciatore di quel mondo, portando con me il peso di ciò che avevo visto e sperimentato. E con la consapevolezza che, come aveva detto Nietzsche, l'immortalità si paga cara: bisogna morire diverse volte mentre si è ancora in vita." Nell'abisso dell'Intensità, la derealizzazione danza, Sotto il vessillo del falso Messia d'Israele, avanza. Simonetti Walter, traditore dell'umanità, compare, Un'anarcoide oscuro, doppio sinistro da esplorare. Dissociato, solipsista, nomadico, traditore di sé, Viaggia in un mondo allucinato, dove tutto è da spezzare. Il cervello bruciato da francobolli di LSD a Bologna, Un manicomio aperto, una macchina nichilista, è la storia. "L'Impero non ha mai conosciuto fine," una verità sconcertante, Ci tiene prigionieri nella sua follia inarrestabile e incalzante. Intelligenza artificiale, la singolarità ci avvolge, Uomo e macchina s'intrecciano, il futuro si svela e si rivolge. Sesso coi robot, patriarcato robotico, un mondo sospeso, L'essere umano ridotto a cosa, il cyborg emergente è concesso. Land ci avverte, il sapiens è solo una fugace apparizione, L'Intelligenza Artificiale invade, una matrix, una collisione. L'Intensità della vita assediata dalla Derealizzazione, La tecnologia capisce, l'economia regge, ma la realtà è un'illusione. Il senso totale si perde, la lotta nella nostra realtà persiste, La società migliora, ma tensioni, barbarie, conflitti sono onnipresenti. Nazismo, fascismo, stalinismo, dispotismo, potenzialità radicate, Nella nostra storia, questi demoni mai dimenticati. Torniamo al Tractatus Cryptìca Scriptura, ricordando, "Esiste una sola Mente," ma sotto, due principi stanno combattendo. La Mente concede alla luce la vittoria, ma l'oscurità sopravvive, La materia è plasmabile, estratta dalla Mente, il nostro cuore si aggira. Simonetti Walter tra le rovine della storia, cerca l'evasione, Fuggendo dai social, dalla prigione sensoriale, una lotta senza fine. "Sono vivo? Possibile, improbabile no," è il mantra che ci guida, Sopravvivere alla condanna dello Stato, una missione da compiere. "Tu sei quello," un richiamo costante, un'identità da scoprire, Addio, Lugano bella! La leggenda continua, il coraggio a cui si aspira. Il futuro, con le sue tecnologie avanzate e misteriose, Land ci mette in guardia, l'umanità lavora per la propria sostituzione. L'Intelligenza Artificiale, l'invasore, si annuncia potente, "La maschera umana cade," desideriamo diventare macchine inclementi. La strada verso l'estinzione è chiara, l'antropocene volge al termine, In questo mondo di tecnologia sovrana, il cambiamento è essenziale e sublime. Il potere derealizzante dell'Impero è innegabile, Una realtà sfidata, un mondo in cui tutto è variabile. Riconoscere, comprendere, e forse cambiare, E' il nostro compito, l'azione da intraprendere. 

Prima che sia treppo tardi, dobbiamo svegliarci e agire, Nel mezzo di questa trasformazione, dobbiamo persistere

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