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Jeffrey Epstein: un compagno di merende

Ma senti questa infame, ora gli va a dire della merenda! Questa DIAVOLA!

Jeffrey Epstein: un compagno di merende
Lettura boomer
Una disamina sulla routine gastronomica del nostro finanziere preferito...

Sono le 3 del mattino. Hai appena chiuso l’ultimaBattle Royale su Fortnite pushando fortissimo contro un gruppo di venezuelani, anche se ti manca la modalità “Sopravvivi alla Tempesta”. Guardi la sveglia. L’idea di guardare l’ultimate FNAF timeline debunked di MatPat è forte ma alle 7 hai in programma una colazione con amici. Ti viene un languorino al pensiero, ti sale la voglia di beef jerky… Vai in cucina, apri il frigo.

Dietro una montagna di yogurt con probiotici, sono giorni che non caghi, trovi quello che cercavi.

E mentre torni a letto masticando pensi che sì, hai fatto proprio bene a macellare la McCann.

Si dice che siamo quello che mangiamo. Ed è vero: l’alimentazione che decidiamo di seguire determina la nostra salute, il nostro aspetto esteriore e, in alcuni casi, come pensiamo. Non c’è da sorprendersi che il governo USA abbia deciso di capottare la piramide alimentare (South Park aveva previsto tutto) mettendo in cima le carni rosse: il consumo di carni rosse, specialmente bistecche e cacciagione, è da sempre associato a comportamenti più aggressivi. Il governo americano sta cercando di trasformare la popolazione da un branco di obesi mollicci, creati dall’uso sproporzionato dello sciroppo di mais in ogni alimento per ordine del governo stesso, in forti patrioti possibilmente meno obesi.

C’è anche da dire che recentemente il popolo americano ha connesso due neuroni e ha cominciato a notare come il cibo kosher contenga meno merda rispetto allo slob goyim che il loro stesso governo gli riserva: le persone che hanno già fatto il cambio dieta non solo pagano a volte meno rispetto alla loro spesa tradizionale, ma notano miglioramenti di salute riconducibili ai minuziosi controlli HCCP performati personalmente dai rabbini e spendendo i loro soldi in questo modo stanno diventando migliori partner per la grande unica Democrazia del Medio Oriente™.

Ma un ricco, che può permettersi di mangiare tutto ciò che vuole non dovendo dipendere dagli alimenti meno costosi contaminati da innumerevoli sostanze autorizzate dall’FDA, che cosa deciderà mai di mangiare?
Abbiamo visto chi frequentava, chi pagava, dove abitava (e stuprava)… ora, grazie ai nuovi files rilasciati, sappiamo anche cosa mangiasse il buon Epstein.

Iniziamo col dire l’ovvio: il bro non cagava. Basta leggere le mail dei suoi assistenti riguardanti la lista della spesa per scoprire che la stitichezza era una frequentatrice più assidua di Clinton e Trump di Casa Epstein.

È possibile capirlo anche dalla ricetta dei muffin preferiti di Big E, che consumava religiosamente ad ogni colazione e durante la giornata: crusca, semi di lino, uvetta, germe del grano guarniti con frutta secca.

Una ricetta che paventa di durare ben 30gg cruda in frigo, Cristo santo.

Chi mangerebbe volontariamente dei muffin del genere? Chi non caga da giorni, ecco chi. D’altro canto una dieta con troppe proteine umane provoca stitichezza. Sappiamo che non era l’unico in quanto nell’EFTA00904642 un anonimo stocazzo, chiaramente suo ospite, ha mandato una mail con una poesia per ringraziare il buon Jeff di avergli liberato le budella con uno di questi fantomatici muffin (seguita da altre mail in cui si paventa una “voglia matta di muffin”. Sperando si parli ancora di muffin). Solo una persona disperata sul punto di esplodere sarebbe così felice di mangiare un muffin lassativo.

Sorprendono alcune delle scelte alimentari di Big E. Stando alle mail dei suoi assistenti e al manuale delle istruzioni della sua colazione, si faceva fuori uno spray intero di I can’t believe it’s not butter (perché chiamarla margarina era troppo complicato) al giorno per anni, decidendo solo nel 2014 di voler passare al burro irlandese di lusso a temperatura ambiente. Lo stesso uomo che mangiava, potendoselo permettere, solo prodotti BIO di lusso e ricchi piatti vegetariani aveva le coronarie più simili a quelle di un redneck dell’Ohio. Inoltre, pare avesse sviluppato un’ossessione per il BioK+ alla fragola (tipo Activia, ma senza figa bionda) che si scolava a litri ogni giorno (sempre probabilmente causa mancato cacco check).

Come un vero uomo bianco™ odiava le spezie: sull’isola a malapena si trovano sale e pepe, odiava il cibo messicano e una foto in compagnia di Mick Jagger (alterata, a detta dei poteri forti) mostra piatti di carne il più scondita possibile.

Da riccone non si faceva mancare avocado toast, salmone e caviale, bevande di zenzero BIO fatte a mano, Fuji water e Voss rigorosamente in bottiglie di vetro. Alla lista della spesa non mancano gelati, biscotti e dolciumi che, stando al manuale di housekeeping, dovevano essere posizionati in giro per la casa e disponibili a tutte le ore del giorno. Probabilmente per tutti gli “ospiti” più giovani che venivano ospitati in casa sua.

Le liste della spesa e le procedure di housekeeping, infatti, rivelano uno spaccato significativo della vita del buon Jeff. Mangiava frequentemente fuori, i suoi collaboratori si pagavano il pranzo in ufficio con la sua carta, spaziando da steakhouse a ristoranti giapponesi di lusso ma passando anche per Subway. In casa dovevano essere presenti specifiche marche e gusti di dolci, non dovevano mai mancare i sopra citati muffin, e le regole di preparazione dei rituali alimentari di Epstein dovevano essere seguite alla perfezione: la tazza di caffè preriscaldata, il vassoio con le posate posizionate al millimetro, il numero di giri e durata temporale in secondi per preparare correttamente il caffè per il boss. American Psycho ma per una cup of Jee.

Particolarmente peculiare è l’ossessione per il beef jerky che sembra avere Epstein. Il ritratto di un uomo che mangia principalmente sano, vegetariano e biologico cozza con le mail degli assistenti che chiedono di fargliene recapitare un po’ il prima possibile. Ci sono mail che parlano di buste enormi in freezer nello scantinato, altre in cui viene chiesto tra quanto è possibile consegnarne un po’ a casa di Jeff. Proprio in questa mail troviamo un passaggio interessante: ce n’è un po’ pronta da consegnare, ma insistono nel volerne fare altra.

Da quando gli assistenti personali di un milionario preparano della carne essiccata personalmente a mano? È un processo che può impiegare più di una giornata tra marinatura ed essiccazione, senza contare il dover tagliare la carne prima. Jeff può benissimo permettersi di comprare la migliore disponibile sul mercato, proveniente da allevamenti etici BIO a basso impatto ecologico. Perché farla a casa? E perché questa ossessione con questo tipo di carne essiccata specificatamente e non ricorrere a quella comprata al supermercato se proprio è una voglia improvvisa?

Perché sappiamo tutti che tipo di carne è. Inutile che la CBS dica che non è avvenuto cannibalismo su quell’isola. Gli schizzati avevano ragione e le prove ci sono, proprio sotto i nostri occhi. Un intestino di neonato alla volta. Altro che comunisti mangiabambini,

the final evil boss was (((capitalism))) all along.

Se davvero siamo ciò che mangiamo, che razza di uomo era uno che mangiava carne umana?

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