Tour architettonico dell’Epstein Island

Tour architettonico dell’Epstein Island
Lettura boomer
Se siete appena andati a vivere da soli e non sapete come arredare il buco sovraprezzato che chiamerete "Casa", tranquilli. Questo articolo vi insegnerà come NON farlo.

Bisogna dire che è proprio vero, più si è ricchi più si è automaticamente incapaci di decorare casa propria, figurarsi un’intera isola per orge con minorenni.

È la dura realtà: avere i soldoni, i denari, gli sghei, i dobloni tintinnanti non significa avere buon gusto.

C’è più stile e dignità nei salotti delle nonne italiane accumulatrici seriali create dal trauma delle privazioni vissute durante la Seconda Guerra Mondiale. Hanno uno stile coerente e distintivo che ispira fiducia in tutti noi riportando alla mente felici ricordi d’infanzia.

Recentemente sono usciti gli Epstein Files e possiamo dire con assoluta certezza che non ci dicono, perdonatemi il francesismo, un cazzo (non solo per l’uso smodato del bianchetto nero). Perché si riesce a comprendere una persona, la sua mentalità e il suo vissuto, solo da due cose: dal testamento e da come decide di arredare casa. Basta guardare il lascito della famiglia Barberini a Roma per farsi un'idea su che razza di tafani erano.

Dato che il testamento di Epstein era probabilmente in una di quelle schermate nere e non possiamo quindi analizzarlo noi stessi, non ci rimane altro che prendere per il culo analizzare l’isola delle orge in sé (ottima location per lo snorkeling). Sarò la vostra umile guida priva di alcuna qualifica in questo tour architettonico.

Saliamo quindi a bordo del vascello Blast e dirigiamoci verso acque più calme.

Ignoriamo la veduta aerea dell’isola, che sfortunatamente è lo stereotipo dell’isoletta privata americana identica a quelle delle fanfictions degli One Direction in cui l’alpha CEO mafia boss™ s’innamora della ragazza acqua-e-sapone con le zinne di massa pari a Saturno e la vita più stretta di quella di D’Annunzio dopo la rimozione della costola™. Non possiamo, infatti, giudicare un paesaggio naturale non sapendo quanto è stato pianificato e quanto è stato lasciato allo stato brado. Inoltre non siamo agronomi quindi le palme sono palme, questa sabbia è fatta di sabbia e i sassi fatti di sassi sono finalmente scappati dalle tasche di Jovanotti.

Concentriamoci sulle cose importanti.

Ad esempio, questo edificio è chiaramente un tempio. Notasi lo schema colori che richiama la bandiera dell‘Unica Democrazia d’Oriente™. L’occhio è attirato dalla cupola dorata, richiamante lo stile della terra giudea e le connessioni con un passato nella finanza medievale, sinonimo del vero Old Money. Lecito ipotizzare la presenza di un vitello d’oro con le fattezze del sogno americano capitalistico che influenza con la sua magia le sorti di Wall Street all’interno di questo edificio, che risulta distaccato dal resto della struttura (forse per preservare l’aspetto sacro del luogo dall’influenza karmica delle orge). Oppure si potrebbe pensare che sotto di esso si trovi il fantomatico passaggio diretto per Agartha, ma è un’ipotesi che lasciamo agli ignoranti. Tutti i Blastidi sanno che quello vero è sotto tua madre.

Passiamo ad una delle numerose camere da letto presenti nella villa (sta alle nuove generazioni abolire il preconcetto che le orge debbano per forza essere fatte in camere da letto, un po’ di inventiva anche a costo del benessere delle ginocchia e della schiena in Italia sarebbe considerata la vera rivoluzione sessuale).

Ecco, questa camera è la cosa più noiosa del mondo.

Si è voluto fare (o per meglio dire tentare, inutilmente) un look Total White come gli Airbnb sovraprezzati dei Caraibi, lo stile più basico e semplice del mondo, fallendo. Passino i cesti di vimini che fanno molto suburban mum love-live-laugh americana, ma quel tappeto non ha motivo di essere lì. Per quanto delle dimensioni giuste, il posizionamento lascia a desiderare. La nota di colore quirky se la potevano risparmiare, soprattutto essendo un tappeto principalmente color merd con sangue e striscia color bandiera giamaicana che supponiamo sia un modo per comunicare l’aspetto più casual e laid back della location.

Osserviamo il soffitto: stupidamente inutilmente alto e non utilizzato.

“Ma così il locale appare più arieggiato e meno opprimente”: sì, ma solo quando viene fatto bene. Inoltre, quella funzione non era già coperta dal Total White? La trave che passa sopra il letto? Solo decorativa in maniera maldestra, troppo piccola per avere alcuna funzione e troppo in alto.

Non è possibile appenderci una sex swing per Trump lì sopra, quindi dobbiamo supporre che The Donald si sia fatto inculare da Putin sul maledettissimo baule in vimini straight from Ikea. EW.

Il finto baldacchino risulta ugualmente inutile anche da un punto di vista estetico, dato che si perde contro le pareti ugualmente bianche e non possiede la componente strutturale per renderlo utilizzabile in ambito edonistico.

Sorvoliamo sull’illuminazione, peggiore di quella della tua prima casa su Minecraft quando hai solo torce e allora le metti ovunque perché hai paura che spawnino i mob. Troppi punti luce sparsi per la stanza, pare quasi di entrare in un negozio di lampade (con la differenza che in un negozio l’effetto è voluto e ha anche il suo perché).

Assolutamente terribile.

Andiamo avanti con uno dei peggiori spazi liminali possibili: le backrooms di Action, ma arredate di merda. Incredibile come si sia riusciti a rovinare così una libreria (con scaffale goy) in legno massiccio intagliato di dimensioni importanti perfetta da mettere in una casa di un certo rilievo: con una moquette bianca assolutamente non igienica per un'orgia sotto e mettendo le luci della seconda venuta di Gesù Cristo sopra. L’effetto liminale è totalmente rovinato da due tipi di bianchi diversi.

Le poltrone? Buon Dio. Fossero state dello stesso colore della libreria ma figurarsi, abbiamo già capito che è chiedere troppo… Il modello di base sarebbe anche ottimo per l’ambiente, tuttavia la razza dell’animale rappresentato sulla tappezzeria risulta più oscura di una rappresentazione presa da un murale medievale. Un lama grasso? Un leone medievale? Una chimera? Inutile dirlo, ma anche in questo caso non c'è coerenza nel pattern cromatico di questa stanza tra la mobilia presente.

Spero vivamente che le vittime si siano rifiutate di entrare qui per quanto è brutta questa stanza.

Da perseguire a livello federale chi ha fatto l’effetto finto legno vecchio sulla libreria. Terribile spreco di quello che poteva essere il centerpiece della stanza, forse della villa. Pare quasi acquistata da Maison du Monde. Sorvoliamo sulla lavagna concettuale, che ricorda quella di un locale di mixology per la classe dirigente sorto al posto del baretto di paese dopo un’acquisizione coatta. Accessori comprati ad un mercatino delle pulci in centro Milano, probabilmente posseduti dagli spiriti dei precedenti padroni ormai traumatizzati da ciò che hanno visto accadere in quella stanza (l’installazione della moquette).

Lungi da me voler spiegare ad un predatore sessuale come arredare casa, ma neanche i bagni si salvano. Il che è un peccato perché strutturalmente la stanza da bagno è la migliore vista finora. Cosa ci fanno dei mobili da giardino/esterno bar di una località turistica sovraprezzata in un bagno? Cosa significa il lenzuolo bianco sopra il tappeto?

Se si vuole fare robe sconce ma poi si mette sotto il lenzuolo per paura di sporcare il tappeto come fanno le zie col divano buono mi dispiace, ma non sei un ricco stupratore a quel punto. Sei uno stupratore povero.

Questi dovrebbero essere i bagni dell’uomo più ricco e potente del mondo? Su TikTok si trovano case del Sud Italia con sale da bagno Versace e marmo di Carrara, create col reddito di cittadinanza e la pensione d’invalidità del giovane Ciro (3/10 dita rimaste dopo capodanno 2002), che risultano mille volte meglio di questa.

Esploriamo il mobiletto del bagno. Un Gillette Fusion5 Gel da barba ultra idratante per uomo che posso comprare anch’io ad Acqua e Sapone a pochi dobloni. Un flacone di La Roche-Posay, uno dei brand skincare più mainstream e sopravvalutati del mondo che di lusso ha solo il prezzo quando non è in offerta in farmacia perché non lo compra nessuno. Per ultimo del baby oil: incredibilmente non di Diddy, che non è mai andato ad una festa di Epstein dato che era occupato con i suoi freak off. Che dire gentili lettori, anche voi potete passare per milionari se avete le stesse cose in bagno. Il costo complessivo degli articoli di toelettatura di Jeffrey è meno di quelli che uso io.

Momento uomo I guess.

Questo magazzino improvvisato dovrebbe essere il bagno turco low cost in cui Clinton ha fatto cose innominabili. Opinabile l’idea di conservare dei cuscini in questo luogo specificatamente, considerando che percepisco l’umidità dalla foto. Comincia a sorgere il dubbio che Epstein non fosse davvero il proprietario di ciò che per ora risulta meno interessante di una frat house o della più bella ed interessante Mojo Dojo Casa Villa di Ken.

Questa dovrebbe essere la villa multimilionaria dei festini con minorenni? Sul serio?

Il soffitto, sempre inutilmente alto, di un blu scelto palesemente a caso che non si collega a nulla a livello di palette cromatica nella stanza, neppure al deumidificatore in basso a destra né al poggia piedi davanti al letto poiché entrambi sono di una sfumatura di blu diversa. Certo, dovevamo aspettarcelo considerando ciò che abbiamo visto fino a questo punto, gentili lettori.

Per non parlare del fatto che è scientificamente provato che gli uomini sono incapaci di distinguere numerose sfumature cromatiche (skill issue).

Sorvoliamo su come la fascia colorata sia proprio a filo con le porte e ridicolmente grande, col solo effetto di rendere otticamente la stanza più bassa e opprimente. L’uso smodato delle portefinestre rende la stanza meno aperta rispetto all’intento iniziale.

Comodini direttamente presi dagli anni ‘60, o meglio, dalla cucina di mia nonna, perché giuro che lei ha dei cassetti identici a quelli. E mia nonna durante la Seconda Guerra Mondiale s’è dovuta mangiare un cane lupo investito due giorni prima da un tram, mica ha i soldi che aveva Epstein.

Pavimento in… oddio, non è parquette vero. È di laminato. IL LAMINATO. JEFFREY AVEVA I SOLDI, COSA SIGNIFICA STA POVERATA?

Manca un tappeto decorativo, che qui sarebbe stato perfetto, soprattutto se un ospite coperto di baby oil decide di passare di qui: il rischio di scivolare e rompersi un femore è alto. Sorvoliamo sulle lampade-globiterraacqui uscite direttamente dal negozio dell’usato. Non quello di Milano Centro dove è possibile trovare pezzi di design interessanti, bensì un negozio più a livello del mercato delle pulci di un paesino della bassa comasca la domenica mattina.

Scrivania affacciata sul nulla, lo stesso nulla che era nel cervello di chi ha ammobiliato questo posto.

Anche qui manca una coerenza stilistica, un filo rosso metaforico che colleghi tutti gli spazi di living del complesso.

Finalmente, un pezzo interessante. Qui non posso essere arrabbiata, è il genere di roba assurda che ci si aspetta da una villa di orge illegali di uomini di potere. Il medical kink dentistico è molto sottovalutato, nonostante le grandi potenzialità di differenti play, in quanto normalmente và il più mainstream ginecologico (banale). Apprezzo l’inventiva anche se la poltrona per massaggi e i cosi tondi dietro ammazzano il setting e distruggono la suspension of disbelief, ma analizziamo la stanza.

Mi sarei aspettata più tematizzazione da chi ha i soldi per permettersi di farlo. La poltrona e i mobili bianchi a lato sono perfetti, richiamano appieno i pomeriggi passati a farsi stringere l’apparecchio. L’atmosfera non è resa al massimo, causa mancanza di stampe a tema dentale e della luce stile sala operatoria. Le facce sui muri, maschere da Notte del Giudizio, mi lasciano perplessa, ma degustibus. Visualizzare dei nefasti crimini a sfondo sessuale contro minori trafficate da paesi dell'Est non è difficile qua dentro. Illuminazione carente, anche se qui più calda, in linea col resto della proprietà. Chi agisce col favore delle tenebre non se ne intende di lampadine.

Incredibilmente, strutturalmente e mobiliarmente parlando, il ripostiglio è la stanza più convincente di tutta la villa nonostante la presenza di ciarpame a caso in giro che, sorprendentemente, è quasi del tutto negli stessi colori della palette cromatica della stanza. Beh vabbè adoro le valigie-comò che richiamano l’esterno del flagship store di Louis Vuitton. Bella la scaffalatura sullo sfondo: riempie senza soffocare la parte finale della stanza, con un legno cromaticamente abbinato al soffitto (ancora inutilmente alto). Le lampade conchiglia sono il piece modern art tipicamente associato alla classe privilegiata e nonostante la loro importanza strutturale non risultano fuori posto nella stanza. L’intero ambiente richiama l'atmosfera di un casale di campagna della piccola nobiltà inglese. 10/10, nonostante anche qui l’illuminazione non abbia assolutamente senso ma suppongo sia un tratto distintivo dell’intera proprietà.

Il nostro tour termina qui. Eviteremo di parlare della piscina esterna, inutile in un ambiente di mare così bello, nonostante presenti una scultura in legno grezzo battuto di ciò che possiamo assumere sia la rappresentazione di uno schiavo di colore che fa surf.

Possiamo dedurre, in base a tutto ciò che abbiamo visto, che Epstein non ne sapeva niente di architettura e decorazione e (come anticipato all’inizio) che avere i soldi non significa automaticamente avere buon gusto. Perché? Semplice: la sua casa a Manhattan palesemente è stata arredata da un interior designer competente (infatti è un capolavoro che vi invito a visionare) mentre l’isola degli stupri, dovendo rimanere segreta, l’ha decorata Jeffrey in persona. Il quale, a differenza di altri grandi della storia con ville importanti come il poeta vate D'Annunzio, non ha un vero gusto personale.

Ed era un cazzo d’inetto.

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