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INTERVISTA AL GENERALISSIMO D’ITALIA, ANTONIO PAPPALARDO 

INTERVISTA AL GENERALISSIMO D’ITALIA, ANTONIO PAPPALARDO 
Generale di Brigata dei Carabinieri, oggi in congedo, anche se il grado hanno provato a toglierglielo, senza riuscirci. Secondo alcuni soloni del Ministero della Difesa, infatti, l’attività politica presso movimenti populisti e di contestazione non è un passatempo per ex ufficiali della Benemerita. Eh sì perché il Generale Antonio Pappalardo preferisce le piazze urlanti, ai campi da bocce; i verbali d’arresto in forza dell’Art.383 del Codice di Procedura Penale, alle carte da briscola; il destreggiarsi tra gli sgambetti che il potere fa ai ribelli, al fare la coda allo sportello delle poste.

Ripassiamo l’art 383 del C.P.P. (…) Quindi io posso presentarmi da un parlamentare o da un presidente della Repubblica abusivo e dichiararlo in arresto per Usurpazione di potere politico (art. 287 C.P., che suona meglio come Regio Decreto 19 ottobre 1930, n. 1398)

Prima domanda al Generale Antonio Pappalardo

SÍ.

Forse lo conoscerete come capo carismatico del movimento dei Gilet Arancioni, prima ancora del Movimento dei Forconi. Tutti nomi democristiani, insomma. O forse l’avrete sentito in uno dei numerosi interventi alla Zanzara; e già questo basterebbe per promettervi un’intervista avvincente. Ma noi siamo andati oltre, ci siamo discostati dallo stile che ha fatto la fortuna di Giuseppe Cruciani e abbiamo deciso di non buttarla subito in caciara, come dicono a Napoli(?), con il Generale.

Siamo voluti partire invece da una domanda sulla musica sacra, che è ben più interessante della capziosa domanda sui vaccini da professionista dell’informazione. 

Non ho mai creduto in Dio, ma Pappalardo non può aver fatto tutto da solo

Generale, per seguire un ordine gerarchico, ci parli della sua più grande passione: la musica sacra. Come è nata?

Il mio amico che frequentava una parrocchia (io giocavo a pallone, non gradivo tanto andare in parrocchia) ma lui con la scusa che aveva la fidanzatina mi portò in parrocchia. E andando lì, girando fra le sale della parrocchia, vidi un ragazzo che suonava la chitarra. Rimasi un po’ fulminato e tornando a casa dissi:

Papà se mi vuoi regalare qualcosa, regalami la chitarra

Lui mi regalò la chitarra e da quel momento cominciai a suonare; ma la cosa più prodigiosa è che dopo tre mesi di chitarra mi vede il primo violino del Teatro Massimo di Palermo che mi disse:

Ma questo che stai suonando che cos'è?

Rispondo: una musica che ho composto io.

Mi disse: è un consiglio: non imparare a suonare bene la chitarra, tanto la suonerai sempre malissimo perché non è roba tua. Invece componi e io ti darò le istruzioni e i rudimenti della composizione.

Così sono cresciuto e ho cominciato a comporre; ma come al solito prendevo le mie carte musicali e le andavo a seppellire fra le tante cose che facevo: dipingevo, facevo un po’ di scultura, scrivevo romanzi.

Quando un giorno, finita la mia esperienza politica (sono stato per due anni e mezzo in Parlamento) il comando generale dell’Arma mi mandò a Chieti. Ero senza famiglia e vivevo da solo in un grande appartamento. E cosa fa una persona quando è sola? Riordina le sue cose. Così ho cominciato a ordinare le mie opere e, mettendole nella scaffalatura, uno spartito musicale mi cadde a terra. Lo presi in mano e vidi che c’era una decina di battute di un credo che chissà quando avevo fatto. Mi misi al pianoforte ed ecco, questo credo mi piacque molto e lo terminai. Dopo un po’ l’ho proposto al vescovo di Chieti.

E lui mi disse:

Ma guardi che a Chieti non c’è nessuno capace di farla. Invece attraverso il mio buon maestro di musica, Don Donato, lei potrà capire cosa fare.

Don Donato mi guardo la partitura e sentenziò: Ma questa non è roba da Chieti.

Allora questo mascalzone di Don Donato mi mandò nientepopodimeno che dal maestro Sergio Rendine, che è uno dei più grandi compositori viventi. Io lo andai a trovare nella sua villetta lui mi aspettò alla porta con la pipa in bocca e fece: Anche i colonnelli adesso compongono musica. Non è che io abbia molto tempo da dedicarle. Mi ha portato nel suo studio e mi ha detto: Ecco il pianoforte. Suoni e mi faccia sentire questo credo.  Io ho suonato, ho fatto un po’ la parte del tenore, per quello che riuscivo a fare. Alla fine mi sono voltato verso di lui e ho pensato: Questo come minimo mi prende e mi caccia via in malo modo. E invece no, questo toglie la pipa dalla bocca e dice: Lei è un folle! Lei è un folle perché è una musica così in Italia e in Europa non la fa nessuno.

Chi gliel’ha insegnato?

Risposi: Sono da me: compongo da me. Ho avuto dei rudimenti di composizione, ma…

Quindi lei non ha studiato in Conservatorio?

 No

Meno male. Perché tutti quelli che mi vengono dal Conservatorio sono tutti schematizzati. La sua musica è bella perché non è schematizzata. Lei esce fuori da tutte le regole, lei esce fuori tra tutti gli schemi. Bravo! Mentre suonava il pianoforte, mi sono sentito trasportato in uno studio di un pittore: sono entrato in questo studio e ho guardato le tele, ma le tele erano tutte bianche. Lei, caro maestro, ha dipinto sulle pareti, sul soffitto. Ma che pennellate: molto belle, originali. Io adesso le affiancò due miei assistenti musicali, perché insieme a loro mi dovrà fare una messa completa.

Ma non penso di essere capace. Dissi.

Lei è capace. Vada, vada, vada; non mi faccia perdere tempo; torni fra tre mesi. Però stia attento! Perché questi due assistenti musicali hanno studiato al Conservatorio e cercheranno di schematizzare sua musica. Resista con tutte le sue forze!

Così ho cominciato a comporre e le mie opere che sono andate dappertutto. Certo, la più grande soddisfazione è quando nel 2004 mi chiama il cardinale Marchisano e mi dice:

Maestro, venga a trovarmi in Vaticano perché la stiamo aspettando.

In quel momento io ero colonnello dei carabinieri in servizio ancora capo di Stato maggiore della divisione unità specializzate dell’Arma. Vado da lui e mi dice:

Caro maestro, lei deve sapere che che il 18 Aprile 1506 Papa Giulio II ha posto la prima pietra per costruire la basilica di San Pietro. Se la sentirebbe di fare un oratorio per celebrare i 500 anni della basilica di San Pietro? Lei dovrebbe rifare in note ciò che Michelangelo Buonarroti ha fatto in pietra 500 anni fa.

Io sono rimasto… ho detto: Ma mi scusi Eminenza, con tanti compositori a livello mondiale…

Ma noi è da vent’anni che la stiamo seguendo. Lei è uno dei più grandi compositori viventi.

Questa è del Generalissimo

L’opera io l’ho scritta, l’ho fatta ed è stata eseguita il 9 luglio del 2006 dentro la basilica di San Pietro. Prima di me ci sono entrati solamente Mozart con il Requiem e Beethoven con la Messa Solenne. Nemmeno Verdi ha avuto questo grande onore. Nessun compositore italiano è entrato dentro la basilica di San Pietro. Però nessuno ne parla perché io sono contro il sistema, contro il regime in tutti i sensi. Sono un’artista, uno spirito libero. Io non sono come Benigni: venduto al potere, quindi gli fanno di tutto. Io sono contro il sistema e mi ignorano, mi annullano, mi mettono da parte.

Adesso ho composto Russian-Ukrainian Symphony, che quanto prima sarà seguito da qualche parte.

Che sia per portare la pace fra Russi e Ucraini. Perché io sono contrario a mandare le armi in Ucraina, perché io sono discepolo affettuoso sincero di Gesù Cristo, che diceva che chi di spada ferisce, di spada perisce. Io sono contrario nettamente alle armi; tanto è vero che quando ero ufficiale dei Carabinieri non portavo mai la pistola addosso.

Se la polis di Platone è stata la prima a essere governata dai filosofi e la Fiume di d’Annunzio la prima a essere governata da un poeta, ci chiediamo se l’Italia potrà essere la prima governata da un compositore.

Vede, l’Italia purtroppo si affida agli sprovveduti, agli incapaci, agli incompetenti. Perché posso capire, un tempo Presidente della Repubblica diventava Giuseppe Saragat, Sandro Pertini, Alcide De Gasperi. Erano uomini di altissimo livello.

Oggi va a governare il paese gente che non ha mai studiato, che non ha mai lavorato. Salvini che non ha mai lavorato diventa ministro; uno come Di Maio diventa ministro.

Questo ovviamente mi sconforta parecchio. Uno come me, che ha queste esperienze notevolissime: ufficiale dei Carabinieri con il grado di generale; mi sono messo in politica con i Socialdemocratici e addirittura sono diventato sottosegretario; di musica non ne parliamo. Ebbene uno come me fa paura perché sono uno spirito libero. Non mi faccio condizionare da alcunché. Per esempio quando io ero presidente del COCER, mi disse il comandante generale dell’Arma che se io me ne stavo buono, mi avrebbe mandato a comandare Milano. Ovviamente sarei diventato comandante generale dell’Arma, a comandare Milano.

Oppure Scalfaro che mi disse Inghiotti questo rospo, seguimi… e io sarei stato ministro. Io li ho mandati a tutti a farsi benedire, perché io sono fatto così. Sono fatto così perché non sarei capace di fare questa musica. Quando il maestro che mi ha eseguito nella sala Nervi del Vaticano, Gianluigi Gelmetti, grande direttore d’orchestra, mi chiede: Da dove ha tirato fuori lei tutte queste melodie? Io non dormo la notte con tutte queste melodie che lei ha nell'opera.

Eh sì, perché, fateci caso, le melodie che danno sostanza alla composizione, in tutte le opere, anche dei più grandi musicisti, sono poche. Poi alla fine i musicisti giocano sulle variazioni, mentre io preferisco cambiare tema. Eh ma ci vuole grande inventiva per fare una cosa di questo genere, perché è molto più semplice variare solo le quattro note iniziali. Invece faccio un tema, lo abbandono e ne prendo un altro. Ecco perché alla fine, quando lei sente la mia opera, mi dice: Ma è finita?” Dopo un'ora e mezza che sentiamo musica è già finita…

Come ha detto una signora che ha sentito la mia opera, Petros eni, grande critica musicale: Se un essere umano è capace di comporre cose così straordinarie, allora vuol dire che Dio esiste. Non ho mai creduto in Dio, ma Pappalardo non può aver fatto tutto da solo. Ora due sono le cose: o è matta lei, o sono matto io. Non si sfugge, cari amici. 

In una telefonata che mi è arrivata qualche anno fa: Pronto, sono Massimo Ranieri, sono un suo ammiratore. Perché io sono solito, quando finisco i miei spettacoli, tornare a casa buttarmi sul divano, accendere la televisione e dopo tre minuti dormo. L’altra sera - adopero le parole che lui ha detto - ho acceso la televisione e stavano facendo il Vita Nova … ma chi cazzo è lei che mi ha tenuto sveglio per un'ora e mezzo? nemmeno Verdi e Puccini! Come mai lei, uno dei più grandi compositori di tutti i tempi non è conosciuto in tutto il mondo?

Dico: Però io sono in buona compagnia, perché il grande Bach è stato scoperto settant’anni dopo la sua morte. L’importante è che sia noto fra 100 anni; di lei non parlerà nessuno, di me parleranno.

Ci ha parlato di grandi Presidenti della Repubblica prima. Sull’attuale inquilino del Quirinale, però, non ha sempre espresso commenti lusinghieri. Addirittura una volta aveva provato a raggiungere il Colle per consegnare un verbale d’arresto a carico di Mattarella. Ci spieghi questa storia.

È molto semplice. Io ho fatto la mia esperienza come carabiniere e a me l’Arma ha insegnato che bisogna osservare e fare osservare la legge a tutti. Quando nel 2016 sono venuti da me degli avvocati costituzionalisti e professori universitari e mi hanno detto che Mattarella è stato eletto irregolarmente perché nel 2015 i parlamentari che lo hanno eletto non si erano ancora convalidati… c’è l’articolo 66 della Costituzione, che dice che i parlamentari prima di fare un atto così straordinario si dovevano convalidare.

Perché i Padri Costituenti hanno messo l’articolo del ‘66? Per far vincere la democrazia, perché se uno come Matteo Messina Denaro punta la pistola alla testa delle persone e si fa eleggere deputato, questo non vuol dire che è deputato. Deve essere convalidato dall’assemblea. Bene i parlamentari si sono convalidati 5 mesi dopo (l’elezione del Capo dello Stato ndr) il 1 luglio. Quello non è il capo dello Stato. Io ho fatto la denuncia, insieme al Movimento Liberazione Italia, alla Procura della Repubblica di Roma. Il Procuratore della Repubblica Pignatone non ha fatto assolutamente nulla e quando quelli del Movimento Liberazione Italia, di cui non facevo parte, si sono presentati da me e hanno chiesto che facciamo. Dico:

Ve la sentite voi? Andiamo insieme con un verbale di arresto nei suoi confronti. Perché non essendo il Capo dello Stato…

Perché se fosse stato il Capo dello Stato non avresti potuto farlo, ma siccome non è stato eletto regolarmente non lo è. Bene noi ci siamo presentati, pensando, che se per caso siamo in torto ci arrestano, perché non si può arrestare il Capo dello Stato; ma se non ci arrestano vuol dire che abbiamo ragione. Ebbene non ci hanno arrestato. Anzi hanno cercato di oscurare tutto in maniera vergognosa. Quando io personalmente ho parlato con Feltri di Libero e gli ho detto: Ma come? Io vado ad arrestare il Capo dello Stato con un verbale… (e lei non lo pubblica ndr)

Ma lei si metta nei miei panni, generale, questa notizia non la possiamo dare.”

Ma allora cambi titolo al suo giornale: lo chiami Schiavo non lo chiami Libero. Noi siamo in una situazione di questo genere: di totale illegalità ai sommi vertici dello Stato. Quando invece di perseguire lui cercano di perseguire me per vilipendio… e il mio avvocato dice: Ma il Generale non ha offeso nessuno: ha solamente denunciato un fatto reato. E se i cittadini non possono più denunciare un fatto reato, allora a questo punto è finita la democrazia.

Attenzione, hanno rinviato a giudizio solo a me. Gli altri li hanno messi da parte. La solita tecnica dell’isolamento. Come hanno fatto con Falcone e Borsellino: isolarli per la poterli ammazzare meglio.

Ma quando io mi sono presentato davanti alla al GIP che doveva decidere se rinviarmi, il mio avvocato ha detto che io volevo essere rinviato a giudizio, perché adesso ci sarà un tribunale che dovrà decidere se lui è stato eletto regolarmente. Stanno rinviando alle calende greche questo processo! Sono già passati la bellezza di 7 anni.

Si può andare avanti con una simile giustizia? Oppure bisogna veramente cambiare governo, cambiare le regole in Italia perché non c’è più democrazia. E fino a quando il torto lo fanno a me che sono un generale dell’Arma e musicista, sai io non li guardo in faccia… ma lei si metta nei panni della povera gente che viene ogni giorno oppressa e umiliata, schiaffeggiata; gliene fanno di tutti i colori: obbligazione del vaccino. Scusa ma chi se lo fa, se lo faccia (il vaccino ndr). Ma che gli rompete le scatole alla povera gente? Lasciateli stare! Addirittura imponete ai carabinieri, ai poliziotti che se non ti vaccini ti tolgo la pistola, lo stipendio? Lei lo sa che ci sono segnalazioni di 10.000 casi fra poliziotti e carabinieri e militari che stanno male dopo la vaccinazione? Però nessuno di questi cialtroni che stanno nei telegiornali ne parla. La signora Meloni, che era entrata lì per fare chiarezza, si è allineata. Ma dove vogliamo andare? Io sono un musicista, un’artista, io quando questi signori pensano di opprimermi me ne vado al più al pianoforte, credetemi, li dimentico, me li metto dietro le spalle, non me ne frega niente, faccio musica.

Da Carabiniere le hanno insegnato a obbedire. Lei oggi non pensa di chiedere ai cittadini di disobbedire?

No. Di obbedire alla Costituzione e alle leggi. Quello è il punto principale. E di chi disobbedisce, bisogna avere il coraggio di dirlo, I parlamentari debbono essere convalidati prima di fare qualsiasi atto, soprattutto quello di eleggere il Capo dello Stato. Quindi io sto obbedendo la legge. Sono loro che stanno disobbedendo, che la stanno calpestando, la stanno violentando. Però stiano attenti, perché i poliziotti, i carabinieri e i militari che per ora stanno obbedendo a loro… Ricordo a loro che i carabinieri e i poliziotti si stanno rompendo le scatole, vedendo che vengono massacrati con i vaccini, eccetera. E vorrei ricordare loro che in Portogallo i militari, quando il dittatore ordinò di sparare addosso alla gente, misero i garofani nelle canne dei loro fucili. Siano attenti, perché potrebbe arrivare il momento in cui i militari, i poliziotti, eccetera, metteranno i garofani nei loro fucili! 

Ci ha preceduti, perché la domanda successiva era proprio questa. A volte anche i militari scelgono di non rispettare le regole, o forse scelgono di farle rispettare a coloro che sono al potere, quindi fanno un colpo di Stato. Cosa pensa della presunta stagione golpista degli Anni di Piombo? Cosa ci dice del Piano Solo?

Per quanto riguarda il Piano Solo è stata fatta un’invenzione da parte dei comunisti, perché ahimè i Carabinieri, se gli fanno le barzellette, fanno bene, perché i Carabinieri sono così. In quel momento i Comunisti dialogavano con l’Unione Sovietica, i nemici del paese, e noi li controllavamo. È giusto che li controllavamo, anzi nemmeno li arruolavamo nell’Arma. Potevamo arruolare un comunista, che poi se fossero entrati i carri armati sovietici si mettevano con loro? E questi signori si sono vendicati, perché avevano dalla loro parte la stampa, il cinema e hanno inventato le barzellette contro i Carabinieri: li facevano apparire ridicoli.

E hanno inventato il Piano Solo. Il Piano è stata un’invenzione del Presidente Segni, il quale era preoccupato che se fosse successo un fatto di questo genere (invasione sovietica o sommossa ndr), questi signori comunisti si sarebbero alleati… e chiese al Comandante Generale De Lorenzo di preparare un piano per neutralizzare tutti i nemici della Patria, nel caso in cui la Patria si fosse trovata in difficoltà. De Lorenzo lo fece il piano e fu chiamato Solo, perché questo piano lo potevano fare solo i Carabinieri, perché le altre forze erano infiltrate da socialisti e comunisti. All’epoca i Carabinieri non furono così intelligenti da  dire al Presidente della Repubblica: Tu non ce lo chiedi fra le segrete stanze. Tu fai un intervento alla Camera: dici che sei preoccupato di questo (del fatto che nel ’64 tutto era veramente pericoloso per i paesi del patto della NATO ndr) e a questo punto ti rivolgi ai Carabinieri.

Invece i Carabinieri come al solito vanno a testa bassa, obbediscono sempre:

Usi obbedir tacendo e tacendo morir.

Fanno male, perché tacendo altri invece gli buttano addosso tutto il fango, come è successo per le trattative fra Stato e mafia. Ma voi pensate che il generale e del ROS e gli altri avrebbero trattato con la mafia per far concedere i benefici e per far cessare le gli atti terroristici, se il capo dello Stato, il capo del governo, il ministro dell’Interno non li avessero autorizzati? Voi pensate che i Carabinieri facciano queste cose? I Carabinieri sono sempre obbedienti, ma alla fine si trovano scoperti.

Si trovano scoperti, come è successo al comandante della nave di Catania che aveva portato in porto 300 migranti, era ferma lì da 7 giorni con i migranti a bordo e Salvini che tuonava dal Ministero dell’Interno… Mi chiamarono i marinai: Generale noi siamo qui fermi, ci vuole venire a dare una mano? Il Ministro della Difesa tace, il Ministro dell’Interno urla come se la colpa fosse nostra.

Io li raggiungo, il comandante mi riceve e gli dico: Mi scusi ma lei con quello che urla come un ossesso (Salvini ndr) che non vuole i migranti, lei che prende 300 persone e le porta in porto, ma gli ordini?

Gli ordini sono quelli del nostro comando generale, che se noi troviamo qualcuno in mare lo prendiamo e lo portiamo, non lo facciamo morire in mare.

Quindi lei ha ordini per iscritto che non li deve portare in porto?

No, no, io ho ordine di portarli in porto. 

E come mai questo si lamenta? Allora comandante le do un consiglio veramente di cuore. Stia attento, che i migranti sono qui da 7 giorni chiusi nella sua nave e la nostra Costituzione parla chiaro: dopo 48 ore il fermo deve essere convalidato dalla magistratura. Lei se ne va in galera, mentre loro si salveranno sempre il posteriore. Faccia un bel fonogramma (ho da 7 giorni 300 persone a bordo ditemi che cosa ne debbo fare)

Hai capito i Carabinieri, che obbediscono sempre ciecamente. Bene io esco (dalla nave ndr), ero a Catania, e non raggiungo nemmeno Messina che mi arriva la telefonata del comandante: Ho appena fatto il fonogramma; mi hanno detto di liberare subito i 300 emigranti. Allora i Carabinieri, i miei colleghi, dovrebbero essere un pochettino più furbi e non cadere nella trappola del Piano Solo; non cadere nella trappola nelle trattative Stato-mafia. D’ora in poi dovete dire che noi non facciamo più una cosa ai limiti della regolarità. Ci dovete autorizzare per iscritto. Perché sennò noi non ci mettiamo nelle mani di questa classe dirigente politica che è una cosa squallida. 

Ma è vero che lei una volta aveva alluso al golpe e aveva subito la rimozione da un incarico nell’Arma?

Per quanto riguarda il golpe: il golpe lo fa chi si mette contro la Costituzione e le leggi. Si sono messi loro! Perché quando mi hanno denunciato e i magistrati mi hanno restituito il grado, mi hanno restituito tutto, reintegrato in tutto, e io sto chiedendo tre milioni di euro di danni perché mi hanno tolto il grado: il colpo l’hanno fatto loro. Loro sono i golpisti. Mi hanno denunciato perché ho detto ai Carabinieri. Arrestate questi parlamentari che sono abusivi. Mi hanno denunciato, ma il GIP del Tribunale di Roma mi ha assolto perché lo potevo fare, lo potevo dire. Sono un leader politico: lo posso dire. Bene quando loro hanno toppato in questa maniera, sono loro che debbono andare a finire in galera. E ho detto al comandante generale: Stai attento tu, perché tu sei stato nominato comandante generale con un DPR firmato da Mattarella, che non è il Capo dello Stato. Sei tu che sei irregolare; sei tu che sei contro la legge; sei tu che sei un golpista, insieme a tutti gli altri.

Io sono un uomo che rispetta continuamente la legge; tant’è vero che a Catania, dove io mi sto presentando, mi sto apparentano con il Partito Socialista Democratico Italiano, ispirandomi a Giuseppe Saragat: un mostro sacro della nostra democrazia. Il mio vero punto di riferimento è Saragat. Tant’è vero che nel 1992 quando mi sono candidato, non me ne sono andato mica con i comunisti o con i fascisti. Mi sono candidato e se sono stato eletto deputato del PSDI, si possono tranquillamente, come si suol dire, attaccare al tram.

Tra le proposte dei Gilet Arancioni c’è il federalismo. Ci può spiegare questa idea di Italia?

Benissimo, io constato che, finita la seconda guerra mondiale, il Codice Rocco fascista è ancora in vigore, che il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza fascista è ancora in vigore, che nel 1976, trent’anni dopo la Costituzione, il regolamento di disciplina militare era fascista, tant’è vero che furono costretti i militari a scendere in piazza in uniforme a reclamare un regolamento di disciplina militare democratico.

Bene, davanti a una situazione di questo genere ho fatto un paragone: sia l’Italia che la Germania uscivano da due guerre disastrose. Una aveva avuto la dittatura nazista, l’altra fascista. Ma i tedeschi, molto intelligentemente, per non far sopravvivere tutti quei dirigenti dello stato ancora nazisti, si sono inventati lo stato federale su 12 lander, così si è squassato il sistema nazista.

Bene, io dico che a distanza di anni noi dobbiamo ripetere l’esperienza dei tedeschi. L’Italia deve diventare un paese federale, per uscire dal fascismo. Perché è veramente indegno, che finiscono i 5 partiti che hanno costruito l’Italia (DC, PSI, PSDI, PRI, PLI) e adesso comandano gli ex comunisti e gli ex fascisti.

Coloro che invece non volevano questa democrazia, perché i primi volevano imitare l’Unione Sovietica, i secondi volevano imitare il fascismo passato. Lei capisce che questa è una cosa obbrobriosa: non è possibile. Ed ecco qual è il progetto più ampio dei Gilet Arancioni: restituiamo di potere a quelli che sono veramente democratici e gli ex comunisti e gli ex fascisti si accomodino fuori. In più c’è il problema della moneta. Io adesso che sono a Catania e che mi sto candidando (Sindaco ndr) a Catania ho detto: Bisogna ripartire. Questa macchina democratica bisogna farla ripartire da Catania.

Come? Facendo una valutazione sugli Euro. Queste sono 50 € (mostrandoci la banconota ndr). Va bene, non c’è scritto da nessuna parte pagabile a vista al portatore. Questa moneta non è commutabile in oro e non vale niente. È carta straccia. La prendiamo perché lo stato ci ha imposto, ci ha detto: prendila.

Se io, dato che ci sono molte persone, soprattutto a Catania, che vivono con 250 € al mese e non arrivano alla fine del mese. Se io restituisco a loro i soldi che gli abbiamo rubato dimezzando stipendi e pensioni (con l’ingresso nell’Euro ndr) e stampo il Sicano (mostra una banconota da 50 sicani) e lo do a coloro che stanno murenn ‘e fame, come dicono a Roma. Qualcuno mi disse: Ma questa operazione la può fare, Generale?

Eh ma io sono un uomo fortunato, perché quattro anni fa ho avuto la fortuna di incontrare Mario Draghi, che passeggiava per Città della Pieve e mi sono avvicinato.

Presidente buonasera.

Generale buonasera.

La tiro fuori (agita ancora la banconota autoprodotta) e gli dico: la posso stampa’?

Questo la prese in mano e fece: Certo che la può stampare, però non deve mettere da parte l'Euro. Eh ma io mica mi chiamo Di Maio, o Salvini, che prima dell’elezione erano no Euro e poi questi due emeriti cialtroni non hanno fatto niente. L’euro non si tocca, può stare al suo posto. Io faccio una moneta complementare: la affianco. Però se dico ai cittadini catanesi che se io vengo eletto ve li do e i cittadini catanesi sono così intelligenti – non pecoroni – e mi eleggono sindaco… Lei capisce che questa moneta (agitando i cinquanta sicani) è più importante di questo (mostrando una banconota da cinquanta euro) perché questa è stata approvata dal popolo!

Dal popolo catanese. E siccome le circolari della Banca Centrale Europea dicono che si possono fare anche a livello locale e regionale -  io c'ho la circolare! Che la sbatterò in faccia a tutti - questa moneta diventa più potente dell'Euro. L’Euro non l’ha votata nessuno, questa sì. E io vengo incontro alla povera gente perché io nasco in un quartiere povero di Palermo.

Io non sono nato Generale. Io non sono nato un uomo fortunato. Sono nato in un quartiere poverissimo di Palermo. 

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