
Chi non lavora oggi, ATTUALMENTE, fa l’amore!
Sfondare la parete dell’eterno presente, e consentire al futuro di esistere, almeno come prospettiva, ci è ormai concesso solo dall’unemploymaxxing.
Cos’è la quotidianità se non una ordinata configurazione del tempo? Una costruzione arcaica che poteva avere una sua logica nel defunto mondo del lavoro.
Oggi non c’è più ordine possibile da imporre al tempo, né tantomeno possibilità di scandirlo o pianificarlo.
Tuttavia ci troviamo ancora a copare e seethare non più con la forma reale, bensì con il simulacro della vita quotidiana.
Cosa produce il “lavoro” odierno? La propria illusione: asili nido per esseri umani.
Più è immateriale il prodotto finale, tanto più il processo di im-produzione necessita di chiacchiere, terminologie specifiche, signaling tra gli addetti ai non-lavori.
Lo schiavo salariato è sempre più condannato all’improduttività della propria produttività lavorativa.
Il lavoro sta scomparendo (evviva!), resta però il buco nero aperto dal collasso di un mito MASSIVO.
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