PSYOP MUSIC

PSYOP MUSIC
Lettura boomer
Tel Aviv, London, Paris, Munich Everybody talk about psyop music

Stai ascoltando musica — magari in streaming o alla radio — oppure stai facendo doomscrolling su Instagram tra un video di gatti e uno su un certo pittore austriaco, quando senti una canzone. Prima dell’AI slop, andavi a scoprire che brano fosse: se ti piaceva, benissimo; se ti faceva schifo, lo prendevi in giro con gli amici o con qualche persona online fissata con la musica "pura e dura", quella che ascolti tu e altri milioni di persone.

Ma ora invece?

Si sta parlando ancora di più della musica fatta dall’IA, ma non da scoppiati al tramonto come Timbaland, Dr. Dre o Diplo, bensì dall’ascoltatore che non accetta il goyslop artificiale.

Nelle ultime settimane abbiamo avuto il caso di Rubberz del rapper losangelino Fenix Flexin, la prima canzone completamente realizzata con l’IA ad entrare nella classifica di Billboard. Poi la svolta R&B anni ’80 del rapper Tyga con l’alias $tarface, il cui primo album del progetto (fatto sempre con l'IA) è stato accolto con un 0.0 da Pitchfork e un "Not Music" dal critico Anthony Fantano. Poi ci sono le radio italiane che bannano la canzone della misteriosa Giselè, che in realtà non esiste.

E infine, come in ogni rabbit hole che si rispetti, arriviamo a (((loro))).

Un altro caso particolare, forse adiacente a tutto il discourse sull’IA, è la canzone Self Aware dei Temper City. È una band che, con una sola canzone pubblicata il 15 febbraio 2026, conta circa 31 milioni di ascoltatori mensili su Spotify. Il brano segue i canoni dell’indie pop degli anni 2010 ed è orecchiabile, ma già a un primo ascolto più attento si nota che — più che su un pianoforte — è stata composta su una calcolatrice da quanto è studiata a tavolino. Potrebbe essere tranquillamente la figlia di un prompt con i nomi di artisti come The Neighbourhood, Steve Lacy, Cage the Elephant o Everything Everything. Anzi, persino il nome sembra “finto”, visto che è facilmente confondibile con i The Temper Trap.

Dopo la viralità del pezzo, molti si sono incuriositi su questo gruppo, soprattutto nell’ambito del discourse online sulla musica popolare, che ha come hobby preferito quello di additare ogni band o artista come industry plant o, recentemente, come psyop, segnando l’ennesimo punto d’incontro tra il mainstream e lo schizoposting.

Questi Temper City non solo sono una band israelo-americana, ma da quel poco che sappiamo hanno lavorato in passato per artisti che hanno partecipato (e addirittura vinto) l’Eurovision per Israele, e girano voci di un passato nell’IDF per i membri del gruppo.

Ovviamente la mente di molti sta già correndo a varie teorie sul grande successo di questo pezzo, soprattutto su TikTok, ma fa riflettere la scarsa discussione tra gli appassionati. Gli stessi che hanno passato la prima metà del 2026 a disconoscere la band art-rock Geese perché si è scoperto che usava tecniche di marketing moderne per promuoversi, tacciandoli di psyop, mentre la canzone di questa band uscita dal nulla non sta smuovendo quasi nulla… tranne visualizzazioni e condivisioni.

Il problema è che l’attuale idea dell’industria musicale (come di ogni industria creativa all’alba dell’IA) è capire come sfruttare tutto questo e magari tagliare i costi. Ovviamente questo mi fa già schifo, ma voglio tirare in ballo una parola che nella critica musicale viene usata dai tempi di Lester Bangs: autenticità.

Ma non quella del punk, dei puristi dell’hip hop o dell’hipster, bensì l’autenticità dell’essere umano.

Quanto sarebbe bello se Fenix Flexin, dal nulla, avesse deciso di diventare il Morrissey del 2026? O se un rapper come Tyga — famoso per Rack City e per aver avuto una relazione con l’allora sedicenne Kylie Jenner — avesse deciso di punto in bianco di diventare Rick James? All’appassionato queste svolte, anche se retromaniache, affascinano. E invece vai a vedere e scopri che sono solo operazioni psicologiche fatte unicamente per attingere all’oro di questi anni ’20: la tua attenzione.

Il termine psyop (o guerra psicologica) ha una storia recente nel gergo della musica pop, ma al contempo un passato e un presente molto ingombranti.

Quindi, cos’è questa Psyop Music?

L’ennesimo slop con cui l’industria ci sta nutrendo? Possibile, ma visto come sono state percepite queste svolte, si può dire che l’orecchio sia ancora ben allenato.

I Temper City hanno pubblicato un secondo singolo venerdì 28 agosto, che inizia con una chitarra rubata ai Tame Impala: è comunque un pezzo orecchiabile come la già citata Rubberz, e se sei nostalgico di quella new wave può essere un esperimento divertente. Ma alla fine, tutto questo importa davvero? Il nostro problema è forse aver paura di perdere l'ultima cosa davvero umana?

L’ascoltatore moderno l’ultima cosa che vuole è essere preso in giro. Noi ci fidiamo dell’artista: che siano le confessioni depresse di Phoebe Bridgers, la lore che farebbe invidia a Dark Souls di Taylor Swift o la storia di una band che dal nulla diventa conosciuta in tutto il mondo. Ovviamente l’utilizzo dell’IA, ma anche di tecniche di marketing social come il clipping (ovvero pagare gli utenti per creare video sui social con la canzone dell’artista promosso), può far sembrare l’artista inautentico, una psyop, un industry plant, o farci accusare la traccia di essere "Tel Aviv music". Ma questo dice più su di noi che sull’industria musicale.

Se il tuo rapper o gruppo preferito non è vero, allora non sei vero nemmeno tu? Ma se tutto il mondo è finto, alla fine cos’è la verità stessa?

Cosa c’è di vero in quel play su Spotify, nel comprare il vinile solo per collezione o nel tornare indietro di vent’anni e vivere solo di CD e vinili sperando nella morte di internet — anche se è grazie a questo accumulo di dati che hai scoperto il tuo artista preferito?

Quindi perché lamentarci dell’autotune nell’ultimo album degli Strokes o di qualsiasi altra cosa ascoltiamo nel poco tempo libero rimasto? Per sentirci veri, anche se in fondo sai che è tutto finto. Forse non c’è niente di più autentico che di tutto questo.

It’s Only Psyop (But I Like It).

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