Mutande in pizzo capezzoli duri

Mutande in pizzo capezzoli duri
Lettura boomer
CONnessioni con il collettivo Veneto d’Acciaio: No Label, Joaquim Merdavic, Yaneez, sickMatteo665½, La Serte

Il Veneto è una delle zone da cui c’è più esodo di giovani verso l’estero. Abbiamo ceduto alla propaganda dell’università e dopo la laurea qui, oltre alla fabbrichetta del Paron Fatturoni non si trova molto; più a sud non ne parliamo e Milano tendenzialmente ci sta sul cazzo. Eppure, nonostante i veneti all’estero siano tanti, spesso ci troviamo comunque incastrati nello stereotipo dell’italiano “internazionale”, focoso, cresciuto in un borgo arroccato del centro sud, abile panzerottatore con la camicia sbottonata e l’aria da protagonista di una serata Erasmus a Barcellona. (Niente contro i fratelli mediterranei, ma io cosa sia un panzerotto l’ho scoperto a 23 anni e contro la mia volontà)

Non abbiamo nemmeno il lusso di avere uno stereotipo internazionalmente riconosciuto, Roma ci ha rubato pure quello.

Un giorno, a Berlino qualche anno fa, un amico padovano, già abbastanza in confidenza da commuoversi con me guardando i video di Gentilini, mi mostra una canzone di un certo Yaneez, un basato che gli avevo fatto venire in mente dopo un rant anarcovenetista che avevo appena fatto ebbro di lager insipide.

Da lì scopro anche gli altri e mi appassiono alla cricca di Tosi padovani che, finalmente e molto prima dell’ottimo “città di pianura”, stavano riuscendo a raccontare VERAMENTE senza larpare gangsta americani la realtà quotidiana della nostra gioventù in provincia, in Veneto, nel far west cyberpunk che racconta Tanko.

Era tanto che volevamo intervistarli e, colta anche l’occasione di un loro debutto a Treviso, la colonna veneta di Blast si è mossa per tirare su qualche domanda per No Label, Joaquim Merdavic, Yaneez, sickMatteo665½ e La Serte, usciti recentemente con il mixtape Veneto d’Acciaio, ma che in realtà da anni raccontano la Cyberpadania con uno stile che, per citare Zeb89, non bacia i culi.

DOMANDE DI TANKO, PINGUINO e MATAZÌN:

Come vi è venuta l’idea del nome del gruppo?

No Label: in modo totalmente casuale da me e Yanez. Stavamo preparando la cover del suo disco del 2023 A. Vespucci e un amico grafico ci mandò una cover stramba con una foto e letteralmente il perimetro del veneto fatto in 3d in acciaio. Non mi piacque molto quel veneto d’acciaio, e da lì io dissi “niente veneti d’acciaio”. Yanez rispose “veneto d’acciaio out soon” e io dissi “next tape”. Allego screen per provare il tutto. Comunque non ci definirei un gruppo, siamo artisti singoli e prima di quello amici che si divertono a fare musica assieme.

Yaneez: Cercando ispirazione per una copertina dell’album A. Vespucci abbiamo buttato giù un po’ di idee e bozze, una di queste aveva il Veneto stilizzato con un grigio stilizzato, da lì è nata l’idea… fortificata da uno dei tanti appellativi dati a Sick Matteo durante le nostre serate al bar, ovvero “Acciaio”.

Joaquim Merdavic: Suona giusto, non è troppo evoluto, va dritto al punto. Ci rappresenta.

Non fottete con la viola, che droghe usate o abusate?

No Label: personalmente non mi drogo, non mi piace l’idea. Più che altro provo ribrezzo per come tante persone che ho conosciuto si sono ridotte per la droga… quello mi ha sempre tenuto lontano dalla voglia di provare. Uniche droghe che potrei considerare sono forse in un futuro gli psichedelici, ma in un contesto sciamanico: mi piacerebbe entrare a contatto con sciamani di una qualche tribù e farmi guidare, conoscere il loro modo di relazionarsi al mondo spirituale tramite anche l’assunzione di determinate sostanze. Però, sa,i è diverso, si parla di cultura, di conoscenze millenarie: non c’entra nulla con il pigliarsi una pasta del cazzo in serata. Credo sia anche sbagliato chiamare entrambe le cose “droga”. Detto questo per me ognuno è libero di fare quello che vuole.

La Serte: Modafinil, Noopept, Phenibut. Solo merda che fa produrre come un vero paron’.

sickMatteo665½:

Joaquim Merdavic: Esagerare con l’alcol è stato divertente a volte, altre molto meno, comunque mi sento di dire che è una cosa del passato, ora bevo il giusto, non mi va di fare schifo. L’erba è troppo buona per smettere per sempre, sighe a manico, occasionale energy drink. No robe pesanti.

Yaneez: Penso che l’alcol sia quella che, anche come imposizione sociale, ci ha rubato più soldi.

La Serte, è vera la storia del vicino di casa poliziotto che smerciava coca? Alla fine l’hanno preso o l’ha fatta franca?

La Serte: Sì. Faceva lo sbirro e trafficava droga con l’auto della pula, finché non l’hanno beccato. La voce dice che si sia comprato il Ferrari tramite quei soldi lì, e soprattutto l’auto fu guidata da Michelle Hunziker.

Ritenete giusto pagare la TARI? Come valutate l’evasione fiscale? Furto nei confronti dello Stato o mezzo di resistenza non violento?

No Label: Guarda lo stato italiano non funziona e si sa, sarebbe anche ora di riprendere a dirlo (in modi che vadano oltre il qualunquismo puro) tramite la musica. Noi ci stiamo provando. Credo che sia ora che in Italia si vada oltre al non pagare le tasse come massimo mezzo di protesta contro uno stato che fa schifo, servono misure molto più pesanti da parte della gente.

La Serte: È giusto sì pagare la TARI. L’evasione fiscale fa parte del nostro DNA dal nord al sud, ma innegabilmente è una bella merda. Probabilmente fottere eccita l’italiano…. E farsi fottere…. da grandi sodomiti che siamo.

Joaquim Merdavic: Sono cresciuto in una casa di gente che ha sofferto in prima persona i danni dell’evasione e i metodi che lo stato deve applicare sulle persone IMPOSSIBILITATE a evadere. Già mettere un dentista (categoria a caso, non vogliatemene) che può fare il cazzo che vuole e non emettere fattura (visto coi miei occhi) vs i miei genitori dipendenti con busta paga prima e mio padre poi quando ha aperto una società (altre “vittime” di tasse, costi burocratici e tempi infiniti ma vabbè) e SORPRESA un socio ha fatto loscate per evadere ha intascato il possibile ed è fuggito a Dubai.

Le tasse esistono da prima di Gesù, da prima del concetto di Stato come è oggi, e la stragrande maggioranza delle persone le paga per avere in cambio benefici “gratuiti”. Neanche io ho fiducia nello stato, sono stato in scuole che crollano e mille altri esempi che conosciamo tutti, MA il principio è che sono per il bene comune. Per quanto suona banale, pagare meno pagare tutti.

È un caso che Fleximan sia Veneto? Che giudizio avete sul personaggio? C’è un’affinità col vostro lavoro e il suo, diciamo un file-rouge di malessere da provincia nordestina? Avete mai pensato di dedicargli una canzone?

No Label: hmm forse c’è affinità dato che ti dico che la copertina dell’album “A.Vespucci” di Yaneez del 2023 era letteralmente un autovelox rotto in mezzo alla nebbia. Ma non era stato rotto da Fleximan. Vabbè non posso dire altro…

La Serte: No, non è un caso. Il veneto produce personaggi alquanto caratteristici e quasi mai davvero pericolosi. C’è rispetto da parte mia perché non sopporto che m’inculino perché corro, però il tipo è di estrema destra… però è anche vero che bisogna dividere l’artista dalla politica. Con me c’è della correlazione, per gli altri non lo so. Magari in futuro gli dedicherò una citazione come ho donato al pazzo del mio paese (daghene Samuele).

Joaquim Merdavic: Non è un caso che sia del Nord Italia. Ci sono Friulani o certi Lombardi che sono sicuro hanno la sua stessa luce negli occhi. Personalmente lo appoggio, gli sono vicino, capisco da dove viene quella rabbia. Non so se ci faremo una canzone intera, ma una citazione se la merita tutta.

Yaneez: Il Veneto è tra le prime regioni italiane per autovelox, Padova da sola genera 5 milioni di euro l’anno in multe. Sicuramente Fleximan esprime in forma di flessibile e vita notturna quello che noi facciamo artisticamente. Non penso ci faremo una canzone: non siamo fenomeni da baraccone o gente che segue l’hype.

Siete quindi a favore della statua in Bronzo che vogliamo proporre per Fleximen? Firmereste la petizione?

No Label: volentieri.

La Serte: Certo, Subito la firmerei.

Joaquim Merdavic: Firmerei, ma non mi sbatterei troppo.

Yaneez: Solo se poi qualcuno la butta giù con un flessibile.

In “Papi” c’è un influsso degli Offlaga Disco Pax? L’attacco mi suona familiare a quello di Robespierre.

Yaneez: Non so chi sia, ma sicuramente la testa ha fatto la stessa fine di quella di Robespierre.

La Serte: Non ne ho idea. Non so un cazzo.

Joaquim Merdavic: Yanez non credo la conosca e quel pezzo di merda di NoL si rifiuta di ascoltarli dopo che glieli ho nominati mille volte, mi fermo qui.

Qual è il vostro background familiare?

No Label: Non vengo dal disagio personalmente. Non vengo nemmeno da una famiglia di imprenditori plurimilionari. Le famiglie di mio padre e mia madre sono due famiglie medio borghesi standard: persone che hanno sempre studiato tanto e lavorato tanto di conseguenza. Abbiamo comunque troppi pochi schei per non riuscire a non schifare l’imprenditore veneto tipo con il Ferrari, che passa tutti i weekend a fare Après ski a Cortina. Quella roba mi dà il vomito e non è manco divertente.

La Serte: Una normalissima famiglia veneta proveniente da altrettante famiglie normali (per modo di dire, non voglio raccontare i cazzi peso) ma estremamente più povere.

sickMatteo665½: bello.

Joaquim Merdavic: Un po’ c’è nella domanda sulle tasse,comunque in tutta onestà direi che sono un piccolo borghesino, non ho vissuto situazioni “peso” in casa mia/nella mia vita, parlo di reati gravi & relativo carcere, povertà estrema, droghe, cose così. Gli altri problemi da famiglia “normale” li abbiamo avuti praticamente tutti. It is what it is, ci sono stati tempi duri e tempi più distesi, siamo ancora qui per raccontarlo quindi tutto bene.

Suonate nei centri sociali perché è dove trovate da suonare o è il vostro habitat naturale ?

No Label: Mah guarda, in realtà prima dell’ultima data al CSO Django ci hanno chiamato a suonare una festa aziendale di un’azienda di post-produzione video di Milano un tot importante (s/o Ezee) perché i capi erano fan nostri. E ha funzionato tanto quanto la data al centro sociale. Poi per sti prossimi mesi ci hanno proposto anche date in festival molto belli. Siamo aperti a tutto, a noi basta avere il fomento sotto il palco. Però bella per i centri sociali.

La Serte: A me piacciono le girls dei centri sociali, e se ci suono tanto meglio (Birkenstock e borsa in tela <3).

Joaquim Merdavic: Per me tutte e due. Ammiro gli sforzi che fanno per tenere in piedi ormai delle oasi nel deserto, che cerco io in primis come persona. Se poi ci fanno suonare ancora meglio.

Il panorama musicale nordestino è asfittico o c’è movimento? Collaborate con altri gruppi?

No Label: Ho un po’ perso di vista il panorama del Nord Est perché in realtà non vivo più a Padova dal 2022. Ora vivo a Torino fai conto. Però quando torno vedo cose molto belle che non vedevo ai tempi. Penso banalmente alla scene tipo quella del Fungo a Padova: un mio amico è coinvolto nell’organizzazione e mi ha mostrato dei video che mi hanno molto colpito. Personalmente non è nemmeno la mia roba a livello di gusto musicale, ma vedere gente che ha voglia di creare aggregazione è bello.

È quello che serve alla città, dato che per quanto se ne dica la scena padovana è sempre stata totalmente disunita in mini piccole scene, che alla fine hanno sempre avuto molta poca voglia di supportarsi a vicenda. E questo ha tolto molto alla città. Se non ci fosse stato questo atteggiamento forse Padova avrebbe potuto fare il percorso di altre città “minori” come Genova, dove è nata una scena culto seguita da tutta Italia proprio grazie al fatto che potevi identificare vari gruppi, ma tutti sotto l’ombrello di una scena unitaria cittadina che aveva voglia di aiutarsi. Speriamo nel futuro.

Però ecco, a me è risultato molto più semplice creare legami con artisti in altre città d’Italia: gente a Roma, Torino, Toscana, Caserta, Milano, Puglia… ho riscontrato meno chiusura e più voglia genuina di fare musica prendendosi anche bene umanamente. E ho semplicemente deciso di creare con le persone con cui mi vedete creare, a prescindere dal luogo di origine. Poi oh, se sbucheranno nuovi legami con nuove persone di Padova bella, sarò solo che contento.

Joaquim Merdavic: C’è vita sicuramente, anche se di base collaboriamo tra noi stessi, abbiamo il nostro linguaggio, la nostra estetica e anche la nostra storia ormai, per quanto sia avvolta nel mistero.

La vostra musica esprime appieno il disagio e lo spaesamento giovanile, oserei dire, più in generale, lo spaesamento del nordest e del piccolo imprenditore veneto (Veneto Stato Dc!). Tirando le somme degli ultimi trent’anni, cos’è andato storto? È tutto da buttare? Personalmente credo che l’Europa come continente abbia inchiodato anziché accelerare: a livello culturale e a livello economico, agli Zoomerini marsi toccherà ricostruire tutto. Condividete questa analisi? Nonostante lo spaesamento, avete fiducia nella nostra generazione o è tutto perduto?

No Label: Mah allora, per il cosa è andato storto non saprei manco da dove cominciare. Devo dirne un po’.

Sono un grande appassionato di storia, leggo molto a riguardo. E ho letto tanto sull’Italia del novecento. Vabbè, in questo momento sto leggendo questo librone di Giovanni Fasanella, autore che consiglio che scrive inchieste basandosi tanto su archivi ormai desecretati di servizi segreti come quello inglese. Il libro (si chiama “Il libro nero della Repubblica Italiana” scritto in varie sezioni col magistrato Rosario Priore, che si è occupato delle inchieste su vari dei casi in questione: Moro, strage di Ustica ecc.) intreccia vari casi irrisolti dell’Italia del secolo scorso.

Ecco, leggendo un minimo le parole di queste persone autorevoli, che citano sentenze e dichiarazioni reali – non congetture o ipotesi – capisci che i problemi dell’Italia di oggi nascono in gran parte dopo la seconda guerra mondiale. Siamo un paese sconfitto che ha avuto, al massimo, la libertà di potersi redigere una propria costituzione e che sin dall’inizio è stato volutamente messo nelle condizioni di vivere nel caos politico, tra bombe che hanno messo paura alla gente e fatto saltare in aria coloro che hanno provato a creare coesione per poter prendere realmente in mano il timone del paese, gente come appunto Moro e Berlinguer, uno ucciso prima di fare l’accordo storico col PCI e l’altro che era già scampato un attentato in Bulgaria organizzato – secondo molti – dall’URSS stessa. Perché pure all’URSS faceva scomodo una sinistra italiana fuori dalla traiettoria ideologica di Mosca e che aveva a cuore la democrazia e il dialogo con le proprie controparti. Insomma, non finire nella melma era impossibile per forze maggiori ma le possibilità e le persone giuste nella nostra storia ci sono state eccome. Poi certo non è solo colpa degli altri: il nostro paese ha sempre avuto dei grossi problemi, che però sono stati volutamente aggravati da quei paesi (anche nostri alleati) a cui appunto faceva scomodo un’Italia autonoma e prospera e hanno fatto sempre di tutto per aumentarli.

Quindi cos’è andato storto? Direi perdere la guerra per prima cosa. Per seconda cosa, il fatto di essere diventati un popolo con poco orgoglio nazionale. Quest’ultima forse è una ferita aperta post fascismo, che ha reso un tabù lo spirito nazionale risorgimentale che c’era tanto anche durante la prima guerra mondiale. Ormai infatti fascismo e orgoglio nazionale sono praticamente due cose inscindibili. Ma nella maggior parte delle nazioni non è così. Un orgoglio nazionale sano ci farebbe molto bene. È la cosa che tiene assieme tante nazioni come banalmente la Francia, al di là delle fazioni politiche.

Berlusconi è stata la terza cosa andata storta, secondo me. Ha dato la mazzata finale alla coscienza dell’italiano medio, privandolo pure del senso etico e legittimando la logica del “metterlo nel culo al prossimo”. Insomma: ora ci troviamo senza etica, senza orgoglio nazionale – e quindi senza un senso di coesione reciproca, e il nostro paese è ancora ingovernabile e sta nella piena instabilità politica. E, soprattutto, abbiamo zero consapevolezza di tutto questo.

Ecco, finchè non prenderemo consapevolezza di tutto questo non ci libereremo dal pantano in cui siamo. Credo che all’italiano medio serva conoscere molto di più le radici dei problemi del proprio paese, e di conseguenza aver voglia di sistemare le cose per creare un futuro migliore. E sta voglia ti viene anche incazzandoti. Noi zoomerini marsi avremo gli handicap psicologici di tutti gli italiani medi, ma a conti fatti siamo anche la generazione che sta più con le pezze al culo dal boom economico in avanti. E ste pezze al culo ci rendono più propensi ad incazzarci: questo mi fa sperare che si potrà iniziare a sistemare qualcosa. Dobbiamo sperarlo e soprattutto svegliarci. E noi musicisti dobbiamo aiutare in questo…

La Serte: Non ne ho proprio idea cosa sia andato storto. Anche se ho capito che in Italia non si ama minimamente affrontare i problemi… si preferisce distribuire bonus, sussidi e cazzate varie per tenersi buona una parte di elettorato, e da ciò cadiamo sempre più a fondo. Tanto che spererei che arrivasse uno come Milei qui in Italia con le motoseghe. Basta con le cazzate. Chissà che vada tutto a troie così mi posso comportare da bestia in strada.

Joaquim Merdavic: Allora. inizierei a rispondere a questa domanda con un gigantesco NON LO SO. Che la storia d’Italia sia stata manipolata pesantemente dalle mafie e da una potenza straniera in particolare è un fatto a questo punto. Ora scopriamo che la suddetta potenza internazionale è vittima dei suoi stessi meccanismi e nella sua intelligenza si è autotrapiantata un dittatore fantoccio altamente instabile. C’è uno scandalo al giorno, la mia generazione dice basta e niente si ferma, vuoi perché nessuno ci ha dato soldi e potere, vuoi perché non ce li siamo presi. Gli zoomerini marsi (o chi dopo di loro) dovranno distruggere tutto prima di ricostruire, e farà malissimo.

Yaneez: Non ho capito un cazzo, non ci sentiamo rappresentati e dentro di noi fanno a botte il pensiero da conservatori leghisti dei nostri nonni o del vecchio che gioca a briscola al bar con l’essere nati come cittadini europei.

Vi scopereste Giorgia Meloni?

No Label: Beh onesto da giovane ci stava un tot esteticamente. Ma a parlare di fronte a uno spritz con lei non credo si creerebbe un’atmosfera spicy, ne dubito molto: andati oltre lo small talk saremmo troppo in disaccordo su tutto. No, non credo che si arriverebbe a trombare.

La Serte: Si, why not. Però le tipe di destra non me la danno.

sickMatteo665½:

Joaquim Merdavic: Dovrei almeno vederla dal vivo.

Yaneez: Platonicamente.

Chi vi ascolta da un po’ di tempo si ricorda della multipla di Giovi, diteci di più

No Label: minchia che cultura. Beh Giovi è un grande amico di tutti noi da tantissimo, anzi ti direi che senza di lui metà di noi non si sarebbe conosciuta. Lui aveva una Fiat Multipla. La storia però la sa bene La Serte, io non l’ho vissuta.

Joaquim Merdavic: Non c’ero

Yaneez: La Serte, racconta da dove nasce la barra sulla multipla di Giovi

La Serte: È un pezzo nato da un’esperienza fatta da me e i miei amici dentro di Multipla. Quella sera un mio amico rischiò di perdere la verginità con una nigeriana, fortunatamente lo dissuasi.

TOP 3 personaggi Veneti della storia?

No Label: Roberto Baggio, Marco Polo e l’inventore dello spritz… chiunque esso sia. Tre persone che ci hanno insegnato a sognare ed esplorare territori sempre nuovi. Sia fisici, che interiori, che extracorporei.

La Serte: Michele Boldrin, Giampaolo Manca, Paolo Capovilla (il pittore delle mie zone).

Joaquim Merdavic: Cancaroman e Mosconi, il resto sono meme e noia.

Yaneez: Marco Polo, No Label e NPD50

Bossi è morto e con lui l’ideale della Padania, ma teniamo il “Pugno duro come il senatur”. La cyberpadania e il futuro?

No Label: Ti spiego “Cyberpadania” essendo che ho inventato io il termine, poi fate quel che volete. L’idea dietro alla parola è che un futuro migliore si può creare solo prendendo consapevolezza di quello che si è veramente, parte becera-negativa inclusa: da qui, tirando in mezzo l’habitat in cui sono cresciuto, Cyber (parte futuristica)Padania (parte becera). Ho poi usato la parola per dare il nome al mio disco solista, Cyberpadania per l’appunto. Tenderei a dire quindi che se in tutto questo ci vorrete trovare una strada per il futuro, fate pure e spero solo che sia un futuro, appunto, più consapevole.

La Serte: Nel futuro vedo un Veneto ancor più impaurito e con meno soldi.

Joaquim Merdavic: Cyberpadania per come la vedo io definisce un presente distopico.

Spritz Campari, Select o Cynar?

No Label: ultimamente Select. Ma vanno bene tutti e tre.

La Serte: Campari + Cynar.

Joaquim Merdavic: Campari.

Yaneez: Campari, con un goccio di Cynar quando iniziano ad essere tanti.

Chi è (se c’è) il principale nemico della nostra generazione? Come si combatte?

No Label: Sono i nostri coetanei che ragionano come le generazioni prima della nostra. Questa cosa si combatte, appunto, facendo ragionare un minimo ste teste spente e facendoli un minimo incazzare. Parlo dei tizi random che hanno come obiettivo diventare lo zio ricco che si fa i giri a New York. Come specie umana credo che sia nostro dovere andare oltre a certi obiettivi di vita, sono autodistruttivi per i singoli e per la società.

La Serte: I vecchi senza dubbio. Ci stanno rubando il futuro con le loro pensioni, tanto che non ho mai capito perché diavolo io debba pagarla a persone di cui non me ne frega nulla. Solamente a chi detiene il mio sangue avrei il desiderio di pagarla. Si combatte diventando cinici e votando il partito giusto. Non ho mai capito tutta sta empatia da parte di certe persone per chi è venuto prima. Fanculo. Questi hanno vissuto gli anni d’oro in cui facevi i schei se eri un minimo sveglio e con un pò di coglioni, mentre ora davvero non capisco come diavolo si possano fare. Anche perché voglio comprarmi un bel suv e pagare la chirurgia alla mia amata di turno.

Joaquim Merdavic: “Se li prendi tutti assieme non ne salvi neanche uno”.

Figa bocconiana, figa trap o figa comunista?

No Label: Riesco a entrare in sintonia solo con le ultime due, l’ideale sarebbe unire la scioltezza della tipa trap alla cazzimma della tipa comunista. Le fighe bocconiane mi piacevano più che altro da ragazzino, le classiche tipe di Padova centro figlie di imprenditori plurimilionari. Ma ormai mi sono distaccato totalmente da quel mondo…

La Serte: Mi ci sono frequentato con le ultime due. La prima mi manca o forse l’ho sfiorata… però quelle che più amo sono le radical, femministe aggressive come la cocaina. Le baddie invece sono insopportabili.. che andassero in America a comportarsi da….

sickMatteo665½: Bocconi.

Joaquim Merdavic: La zingara di Mare Fuori

Yaneez: Dipende dal momento e dalla fase di vita, ognuna di questa porta pregi, perdizione e problemi. Tutte e tre nei loro estremi sono soffocanti, tenderei comunque verso quella comunista per quanto ti puoi divertire.

Il vostro immaginario è più campi o capannoni?

No Label: Entrambi.

La Serte: Capannoni.

Joaquim Merdavic: Ultimamente capannoni.

Yaneez: Campi.

C’è mai stato un momento in cui avete pensato “ok ora siamo andati troppo oltre”?

No Label: Sì. Ma per il materiale che è stato reso pubblico non l’ho mai pensato.

La Serte: Bah mai. Andrei ancor più pesante, ma c’è la paura di sporcare il nucleo famigliare e di tagliarmi le gambe in un futuro.

Joaquim Merdavic: ⁠Si, infatti nel disco ci sono più momenti di autocensura. Non sono lampanti, ma se uno ci fa caso li trova. A volte andiamo oggettivamente troppo oltre.

Yaneez: Ogni volta che sento quei tre geni del EXJM (ndr: nome utilizzato tra il 2022 e il 2023 da Joaquim Merdavic), Sick Matteo e La Serte.

C’è qualcosa che non vi abbiamo chiesto che avreste voluto che vi chiedessimo?

No Label: Ci stava un approfondimento su Patrizia Artengo Edizioni, l’etichetta che ha pubblicato il disco. L’ho fondata e la gestisco io, prendendo però i finanziamenti da questa anziana ricca ereditiera di nome Patrizia Artengo. È un’amica di famiglia di Yaneez, una mecenate vera e disinteressata cresciuta col mito di Lorenzo De Medici, e ha preso a cuore la mia visione artistica. Ma guardate, essendo che mi ha chiesto di non dare dettagli su di lei, è forse meglio non averne parlato. La saluto affettuosamente, comunque: merçi as always, signora Patrizia!

La Serte: Parlare di piedi femminili.

Joaquim Merdavic: ⁠Qualcosa che mi permettesse di fare uno shoutout al Sunset Club. Non esiste Veneto d’Acciaio senza di loro.

Yaneez: “Ti candideresti alle prossime regionali?”.

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