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ATTACCO A MEMISSIMA: IL RITORNO DI CAVALLO PAZZO

ATTACCO A MEMISSIMA: IL RITORNO DI CAVALLO PAZZO
Lettura boomer
Memissima è una farsa, i meme sono e devono essere liberi! Banditi dal festival torinese per motivi politici, lo assaltiamo a suon di meme e maschere equine. Solo su ilblast.it!

Memissima è una farsa, i meme sono e devono essere liberi!

Clicca qui per vedere il video (sul nostro Instagram)

Il festival è truccato, perché non tutti i meme possono partecipare. Memissima si propone come Festival della Cultura Memetica in Italia, ma non lo è.

Con la speranza che Memissima fosse un festival aperto a tutti i mematori, abbiamo presentato anche noi, in qualità di amatori del medium, due nostre proposte. Il primo meme consisteva nella semplice sostituzione della sigla di “Questo mondo non mi renderà cattivo” di ZeroCalcare, con una canzone degli Zetazeroalfa, noto gruppo musicale di destra. Questo per insistere sul meme secondo cui “ZeroCalcare è un fascio”, ben spiegato da un articolo su ilblast.it

Ebbene, il primo dei due meme è stato RIFIUTATO, dopo una iniziale approvazione.

Troppo irriverente?! Ironizzava su un loro compagno, un intoccabile, mancandogli di rispetto in maniera a loro dire inaccettabile.

Abbiamo avuto modo di parlare ieri sera, prima delle premiazioni, con uno dei giudici che ci ha detto di aver impedito personalmente la partecipazione del nostro meme al contest e di averci volutamente ostacolato. Motivo? Avrebbe dato fastidio agli organizzatori del Festival. Gli occhi di Fanpage sono puntati qui, non volevano che avrebbe si creasse un caso mediatico. Ci hanno detto che dietro di noi c’è un’operazione di sovvertimento culturale, che non possono permettersi di aprire degli spiragli. Secondo loro siamo su parti opposte della barricata, che cerchiamo di insinuare l’ultimo terreno in cui resiste (a cosa?) una certa egemonia dei progressisti e della “sinistra” in questo paese: la cultura. Presentare un meme, anche se ironico e provocatorio, in un ambiente come questo avrebbe con ogni evidenza messo in crisi la bolla in cui vivono. Ci ha accusato di stare trollando, ma non è questa parte legittima (ed essenziale?) del memare?

In una parola aveva paura di noi, ci teme, perché anche solo la candidatura di un nostro meme sarebbe in grado di sovvertire lo status quo.

Fa bene, perché è così; finché continuerà a crederci sarà così. Ci teme perché abbiamo gli strumenti, le armi, per combattere questa battaglia. E noi siamo qui, a presentare il nostro paradigma, mostrando come sia il migliore possibile.
Sei venuto qui solo per provocare?” ha chiesto. “Sì.” è stata la pronta risposta. “Ti contrasterò.Ovviamente non c’è riuscito, perché nessuno si aspettava un assalto così mirato.

Ci si è resa chiara una verità che abbiamo provato a testare candidandoci a memissima.

È ora di finirla con tutto questo, è ora di chiudere ogni festival, soprattutto questo dei meme. I meme NON sono cultura ufficiale, tutta la cultura ufficiale è morta e ora vuole uccidere anche il meme. Noi ci ribelliamo, perché vogliamo vivere. Il meme è eversione, la comicità è eversione. Il meme è costituito per ricomprendere, per catalizzare, per mischiare le carte in gioco. Cringissima NON rappresenta la cultura memetica italiana. I meme viaggiano ad altre velocità, i meme sono nel cuore dell’uomo, i meme rappresentano uno spiraglio di libertà in un mondo di algoritmi. Rivendichiamo il meme, rivendichiamo il diritto alla cazzata. Cavallo Pazzo è il disturbatore delle vostre coscienze borghesi. Il suo intervento a Memissima è stato salvifico, è stato da esempio per un vero meme.
Fuori dalle etichette, inaspettato, caotico, profetico. Anche Ugo Tognazzi è il capo dei meme. Chiaramente.

Se siete mematori, memate sempre più forte, perché tutti sappiano cos’è veramente un meme. Il meme dei salotti torinesi non ci rappresenta, non è questa l’Italia dei meme in cui viviamo.

NO ALLA LOBBY DEI MEME!

“La storia si ripete sempre due volte, diceva Marx, in realtà la storia non si ripete mai. La storia è come un meme: ha la capacità di reinventarsi ogni volta.”

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