Siamo malati di freedom and democracy.
Sul letto dell’ospedale giace Europa. Ha il volto emaciato, pallido, pieno di rughe.
–Dottore, sia onesto, è grave?
La voce è appena un sibilo.
Sul letto affianco tossisce America. Versa in condizioni peggiori, ma a differenza della madre crede ancora di essere in salute. A volte urla nella notte “Sono la migliore! La numero uno!” e si contorce esagitata in preda a risate isteriche.
–Sì, è grave.
-Quali sono i sintomi?
-Ecco. Sono stati stilati in primis per sua figlia, ma sono applicabili a tutti quelli che siano stati in contatto con essa, inclusa lei signora.
Le porgo la cartellina. Allunga la mano e la prende, poi corruccia la fronte e inizia a leggere.
L’ossessione per la finanza
L’Individualismo sfrenato
Il ‘pop’ al posto della storia
L’inganno MAGA
Quando, in quel fatidico 16 giugno 2015, Donald Trump annunciò la sua candidatura alle elezioni presidenziali, la politica mainstream cambiò per sempre. Sull’onda del successo delle elezioni presidenziali del 2016 unito al referendum sulla Brexit nel Regno Unito dello stesso anno, tutta una serie di partiti populisti iniziarono a spuntare come funghi in Europa. Questi partiti sbobbulisti, hanno adottato lo stesso stile trumpiano in retorica ed estetica portando, come nel caso americano, a 0 riforme strutturali del sistema che dicevano di voler rovesciare.
Ciò che qui si vuole sottolineare, però, è l’abbaglio di parecchi in Europa e in Italia nel credere che la base elettorale che ha portato Trump alla Casa Bianca voglia il meglio per l’Europa.
Mi porge la cartellina e sospira.
-Dottore… esiste un rimedio?
-Sì, ma per lei e sua figlia il trattamento sarà diverso…
Scopri l'analisi nel dettaglio e i rimedi sono nell'ultimo numero di Proiettili - per la guerriglia culturale: Controcrazia. Disponibile qui.
Di questo ed altro parleremo alla presentazione di Proiettili a Matera alla Libreria dell’Arco il 5 Novembre!
