GAZAJEVO

Un grande sì alla sostituzione etnica

GAZAJEVO
Lettura boomer
L'unico futuro realistico per la Palestina.

Allaaaaaah u-Akbar!

L’aria vibra delle 10, 100 voci di Muezzin che richiamano alla preghiera. “Dio è grande, Dio è grande, la preghiera è meglio del sonno”. Quando cantano i minareti, le strade cambiano: il tempo si impasta come la melassa e tutti si ricordano, per un breve momento, che ci sono cose piu’ importanti dell’ora e dell’oggi. 

L’ora e l’oggi qui però corrispondono al sacro, alla guerra sacra, dove ogni ragazzo diventa un mujaheddin.

Muja-heeddiiiiiiiin

Volevate dicessi le solite 4 cazzate su Gaza ehhhhhh

Poveri coglioni indottrinati

Immersi nell’ectoplasma mediatico 

Ostaggi cocomeri sette ottobre guerra fame pattern america mandare SMS nazioni unite terra promessa 

DI SIN FOR MA TI

Qui si parla di Sarajevo, Bosnia ed Erzegovina, l’unica capitale europea esplicitamente musulmana. 

Mentre Friends friggeva le menti e Silvio salvava le nostre anime, circa 1994, 

BRR BRR PATAPIM 

L’unica igiene del mondo abbatteva ed assassinava, senza scopo o logica.

A Sarajevo si scatenò la prima guerra civile televizzata nella storia. Sarajevo non era solo un obiettivo poiché città più grande della Bosnia. Sarajevo non era maomettana come lo intendiamo noi: era la capitale tollerante d’avanguardia artistica e cosmopolita della Jugoslavia → dopo anni di massacri da parte di quegli scimmioni dei serbi la musica cambiò.

Oggi a Sarajevo le donne anziane girano in jeans e maglietta, e le zoomer portano il velo. 

Questo grazie ad una simpatica Jihad che ha rilanciato l’Islam. 

Il sarajevese si identifica come:

  • Vittima (passata e potenziale) di genocidio
  • Connotato islamicamente

E vai a vedere che Sarajevo è la capitale pro-Pal d’Europa. 

“”””accidentally“”””

In citta’ manifestano sul serio e tutte le strade sono ricoperte di slogan e scritte. Nessuno le cancella, perche’ sono tutti d’accordo (o perlomeno non sembrano contrari). C’e’ un interessantissimo passaggio narrativo da Srebenica alla sessione di gaming in corso a Gaza.

https://www.business-humanrights.org/en/latest-news/palantir-response-to-the-allegations-over-its-complicity-in-war-crimes-amid-israels-war-in-gaza

https://www.rollingstone.com/culture/culture-features/israel-defense-force-idf-tiktok-thirst-trap-1174211

Diffidate delle Samira parigine dei Markus berlinesi delle Sofia bolognesi

Misto fritto di 

  • 70enni annoiati e pensionati da un decennio
  • Figli di professori universitari postcoloniali segretamente omofobi
  • Arabi che vogliono farsi le bianche

Gli unici veri pro-Pal sono Vuko e Aysha, anni 22, generazione postbellica bosniaca. 

Detto cio’,

Visto che a costoro importa così tanto del popolo più chiacchierato del mondo, invochiamo i potenti della terra a trasferire la popolazione di Gaza a Sarajevo, l’unica città che davvero li possa capire ed accogliere. 

Gazajevo, inshallah!

Ha molto senso se pensate al pattern. 

Il piano dell’intervento biancoazzurro è sempre stato chiaro: vediamo di finiamola. Non si sa bene come, ma finiamola. Sì gli ostaggi ed Hamas e le cose blabla tutte carte verbali e dialettiche, il punto era (è) finiamola con gli Hezbollah, gli iraniani e anche con la Striscia. Israele, purtroppo, non si fermerà. Bisogna prepararsi al peggio e pensare a una soluzione umanitaria.

È chiaro che Israele non vorrà ospitare i rifugiati che scappano dalla Striscia. Dobbiamo iniziare a pensare a un’alternativa

Ipotesi 1: quei cuck degli europei raccolgono i cocci dell’ennesimo pasticcio altrui in Mesopotamia (questa storia va avanti già da Crasso che si fa arare dai Parti). Germania, Svezia, Empoli, preparatevi all’ondata! Promettete di accoglierli con i pacchi ed i peluches come nel 2015? Siamo stati preparati mediaticamente a questo risultato in molti modi. All’infuori dell’internet redpillato e di piattaforme baubau e niente sostanza, lo scetticismo nei confronti delle migrazioni anni ‘00 e ‘10 è nascosto e soppresso.  

Non solo: i nostri vecchi (gli unici che contano, siamo una gerontocrazia televisiva) sono stati emotivamente cooptati dal GENOCIDIO. Un trucco mediatico da maestri. “I poverini del mondo li dobbiamo tutti salvare noi in quanto eeemmmmmm uuuuurrr la shoah ed il fascismo un debito storico, avete visto ieri sera Gramellini, sentito cosa hanno detto Mattarella ed il defunto Papa?”. I media tradizionali hanno tastato il terreno con gran classe. E non solo… coma mai molti stati europei si sono svegliati ora con il riconoscimento della Palestina? Perché così possiamo accoglierne i rifugiati, esatto. La penultima fase del solito piano Kalergi

https://www.euronews.com/2025/08/02/voluntary-migration-or-displacement-gazans-clinging-to-the-land-face-a-catastrophic-realit

https://www.washingtoninstitute.org/policy-analysis/voluntary-refugee-resettlement-possible-solution-clashing-visions-gaza

Ipotesi 2: forse (speriamo) i governi occidentali non hanno voglia di portarsi in casa gente la cui storia politica è solo l’intifada, che odia l’Occidente ed il cui pane piove dal cielo (qui si dimenticano comodamente che senza beneficienza occidentale e araba non esisterebbero proprio). Non è mica andata male con i siriani! Israele negozia l’espulsione dei gazawi con paesi islamici del terzo mondo. Ma non ci caschiamo facilmente: gli israeliani sono troppo razzisti per negoziare a faccia a faccia con questi paesi. 

Vedi a non mandare i succhetti in Madagascar cosa è successo?

Ma perché non mandare i Gazawi in un posto che è Europa ma non lo è? Logistica facile e 0 problemi! 

E’ cosi’ che nasce la proposta di Gazajevo!

Il sogno Gazajevo si basa (e’ indubbiamente basato) su una serie di osservazioni pratiche, 6 di preciso. Ricordatevi che “il musulmano prega 5 volte al giorno, e la sesta preghiera viene il giorno della sua morte!

Gazajevo, inshallah! La Bosnia sta per tracollare demograficamente, dopo il disastro della guerra civile i ragazzi sono scappati tutti. Quando si parla di quanto sia bella l’immigrazione, si omette sempre come l’apertura delle frontiere abbia desertificato due terzi di Europa. Nessuno vuole un collasso economico in Bosnia. Perché non sottoporla all’esperimento multikulti all’occidentale? Jugoslavia 2, ma al posto di Tito e i comunisti, Francesca Albanese ed i cocomerari.

Gazajevo, inshallah! La Bosnia in pratica non ha un governo. La sua costituzione l’hanno scritta gli occidentali quando la guerra finì. È un casino di 645 presidenti comitati ed unità federali. Il risultato è che nel paese comandano la presenza militare NATO e i denari dei fondi di investimento arabi. Vi ricorda un certo grande paese in Europa dell’Est? Paracadutare lì i palestinesi è un affare sicuro. 

Gazajevo, inshallah! La Bosnia non ha propri porti, quindi se i saragazesi volessero riorganizzare una specie di Hamas o OLP e combinare qualcosa, tutto dovrebbe passare (e sarebbe filtrato) per la vicina Croazia (NATO + UE). Del resto, come tutti sappiamo, i principali finanziatori dei mujaheddin sono sempre stati gli ameriggani…

Gazajevo, inshallah! La Bosnia ha una cucina della madonna, e all’arabo per campare e starsi buono bastano caffè turco e hamburger halal. È ben più grigliatore e meno guerrigliero di quanto non ce lo facciano passare. Senza più una guerra santa, religiosamente ed etnicamente libero, il palestinese si accontenterà della buona pappa ottomana. 

Gazajevo, inshallah! La Bosnia è piena di mine. Se i gazavesi provano a uscire di là, kaboom!

Gazajevo, inshallah! La Bosnia, soprattutto, sa memare. E se si fa Gazajevo, diventerà memabile x 100!

Save Europe* = 

Sostituiamo etnicamente la Bosnia

Risolviamo il pasticcio palestinese una volta per tutte senza troppo sangue. 

E c’è un livello ulteriore. Una volta che l’esperimento Gazajevo avrà avuto successo, i personaggi che ora sbrattano in mezzo ai binari di Francoforte Centrale o driftano in BMW placcata oro per Bruxelles se ne andranno AUTONOMAMENTE a vivere nel paradiso bosniaco. 

*Sostituzione etnica sì, ma solo a casa degli altri!

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