7 mesi

STANNO FACENDO LA GUERRA AL MEME

STANNO FACENDO LA GUERRA AL MEME
Lettura boomer
E noi siamo qui a difenderlo!

Post come questo di @_booksandmemes_ dimostrano che c’è chi vorrebbe rinunciare alla memetica: ”Gne gne il meme è usato dalle élite, il meme veicola messaggi cattivi 😭” always has been, carissim*. Alla fin fine è chiaro che sia il meme, secondo loro, il problema. Finalmente lo hanno detto.

Sulla genealogia del meme non ha senso dilungarsi: tutti sanno perfettamente che la fonte principale di meme è stata (ed è ancora) 4chan, controcultura popolare e underground, certo, ma antagonista e anarchica non nel senso comunemente inteso.

Questa riscrittura della storia dei meme ci sembra funzionale al dato che sta emergendo con chiarezza in queste ore: lo sciopero DEI meme è stato uno sciopero CONTRO i meme.

Gli organizzatori hanno invitato a “innovare i linguaggi”: insomma, a cambiare i meme. Ovvero: a superare i meme, inadatti ad agire su una realtà che nasce “già memata”.

In che modo non è chiaro: con la scusa di voler accendere la riflessione non hanno detto niente e si sono fatti pubblicità. Quel che è evidente dalle argomentazioni è che il meme sia fondamentalmente ingiusto, si sia corrotto irrimediabilmente una volta toccato dai potenti (n.b. i potenti che non piacciono a loro).

Incapaci di rispondere sul piano memetico, organizzatori e “scioperanti” più convinti, rinunciano al meme. In controluce, si legge il tentativo di cercare (nel caso in cui proprio non se ne possa fare a meno) di anestetizzare il meme, di renderlo puccioso e petaloso.

Sappiamo che molti hanno partecipato in buona fede allo sciopero (non indetto eh, sia mai volersi ergere sopra la community, ma proposto. La differenza a quanto pare è totale e sicuramente non funzionale a ridimensionare la sconfitta ideologica dell‘iniziativa, negando la natura pseudosindacale che aveva chiaramente assunto), ma questo non dimostra la sua correttezza.

L’esigenza di reagire ad una realtà che non ci piace è sincera, profonda, e noi la condividiamo. Il problema sono gli strumenti con cui si vuole continuare a combattere sul terreno delle idee: il meme non è solo importante, ma è lo strumento fondamentale con cui si può dare il proprio contributo nella guerriglia culturale.

Dire che in questo periodo storico “è stata la realtà ad invadere in continuazione lo spazio dei meme” vuol dire disconoscere che i meme hanno SEMPRE parlato della realtà e c’è sempre stato un rapporto non monodirezionale tra meme e realtà.

Un commento di risposta a @memissimafestival sotto il nostro post recita: “Non avete proposto, voi vi siete arresi”. È così, Memissima ha rinnegato il meme e ha rinunciato ad agire sulla realtà attraverso i meme, ora stanno provando a capire cosa fare.

Vale ancora la pena chiamarsi Memissima?

Questa iniziativa pubblicitaria è andata a buon fine, grazie ai meme, ma se cercate altro forse è più coerente rinunciare. Perché un festival con una così profonda crisi d’identità non ha senso, a maggior ragione se viene negata la rilevanza dello strumento culturale in analisi.

Ci permettiamo un’ultima correzione: “Se tutti i VOSTRI meme scomparissero nessuno si accorgerebbe della differenza”. Se vi rendete conto che i vostri meme non hanno più effetto sulla realtà, forse il problema sono proprio i vostri meme. Non i meme in generale, non la realtà, ma ciò che fate.

I nostri meme sono Proiettili sul fronte della guerriglia culturale, mentre voi vi arrendete e vi consegnate al nemico, sappiate che c’è ancora qualcuno che resiste strenuamente.

I meme continueranno a vivere.

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