Inutile dire che è solo grazie ai maxxer, veri avanguardisti di ogni epoca, che la società ha sempre potuto funzionare e innovarsi: che saremmo senza la loro innata pulsione a guardare OLTRE ogni ostacolo imposto dalle piccole menti dei comuni mortali?
Ma tra questi, un ruolo fondamentale dobbiamo riconoscerlo agli appassionati di trasporti, logistica e mezzi pubblici.
Il transportmaxxer non è affatto il classico viaggettista trentenne.
Il viaggio, inteso nella sua forma più pura (l’atto di stare su un mezzo in movimento, il fatto fisico di starsi spostando nello spazio), per il transportmaxxer è l’unica cosa che conta: la destinazione è totalmente irrilevante.
Aerei o navi particolari, treni ormai fuori produzione, ma anche autobus nuovissimi e tram di ultima generazione: tutto ciò che unisce un punto A a un punto B manda in visibilio il nostro transportmaxxatore.
In Italia abbiamo dei transportmaxxer di rilievo: da Ivan Maggini, “il 2007 che viaggia da solo”, a @davelegenda, connaisseur del decadentismo sovietico e nerd geografico.
Sono i trasporti le vere reti che connettono il mondo, non i social network:
non sono i dati ad accorciare davvero le distanze, ma i motori, le ferrovie e le petroliere.