È ormai chiaro. Siamo entrati nella UFO Wave, Proiettili – Schizoteorie si realizza sotto i nostri occhi. Mentre in Europa l’attenzione politica è concentrata su temi distrattivi come la REMIGRAZIONE, l’élite cospirazionista mondiale ha dato il via a un piano per prepararci a qualcosa che potrebbe sconvolgerci come niente fino a ora.
Si tratta di attività propedeutiche a una eclatante rivelazione, ovvero la conferma dell’esistenza di una civiltà aliena.
La strategia è molto subdola, ma potenzialmente efficace. E tale processo è più semplice di quanto crediamo, basta produrre costanti input.
Cerchiamo di chiarire.
Una persona durante lo scrolling quotidiano si imbatte almeno una volta su contenuti in stile Voyager, come i misteri dello spazio, l’evoluzione della specie umana, teorie scientifiche stravaganti, ma anche banalmente Donald Trump, in quel momento viene immediatamente individuata dall’algoritmo come destinataria di input funzionali al processo in questione. La vittima dell’algoritmo vedrà il proprio feed infestato dai numerosi video (generati al 99.9% dall’IA, dove lo 0,1% è sano beneficio del dubbio) che mostrano il presidente degli Stati Uniti incontrarsi con alcuni Pleiadiani. È vero, da quando esiste Internet c’è qualsiasi roba sull’argomento, compresa ovviamente quella miriade di video di discutibili avvistamenti UFO (nel nuovo gergo spingo dal Pentagono UAP) e altri oggetti non identificati. Quindi, è legittimo chiedersi quale sia la reale novità dato che queste teorie e congetture sono oggetto del dibattito pubblico da decenni: la novità sta nell'istituzionalizzazione di tale dibattito.
Lo scorso febbraio Trump ha dichiarato che alcune informazioni relative al tema sarebbero state rese pubbliche dal governo americano, e la promessa è stata mantenuta.
Recentemente, durante una puntata del podcast di Brian Tyler Cohen di cui era ospite, Obama ha affermato di credere nell’esistenza di alieni, ma che è altamente improbabile che quest’ultimi abbiano visitato il nostro sistema solare, considerandole siderali distanze tra i diversi sistemi solari nell’universo. Sempre l’ex-presidente statunitense ha affermato che nell’Area 51 non si trova nessun velivolo extraterrestre, e che se qualche base segreta contenente le prove dell’esistenza di altre forme di vita nell’universo, beh, allora il Presidente degli Stati Uniti ne sarebbe all’oscuro.
Infatti, spesso tra le teorie cospirazioniste ci sono quelle che sostengono l’esistenza di enti segreti transnazionali, diversi dai singoli governi, che agiscono nell’ombra per realizzare i loro piani all’insaputa del resto del mondo.
Fin qui non c’è nulla di nuovo. Vi starete chiedendo dov’è la cospirazione schizo.
La cospirazione sta nel processo comunicativo, perché prima della grande rivelazione l’umanità va informata, ma nelle modalità volute e approvate dall’élite: è necessario adottare un tono istituzionale. Istituzionalizzare il dibattito significa prima di tutto demistificare le questioni che lo riguardano, ed è ciò che sta facendo il governo americano. La diffusione di certi documenti fino a questo momento classificati come segreti (e non parliamo degli Epstein Files) contenenti comunicazioni, materiale fotografico, presunti avvistamenti, testimonianze, di per sé non conferma (ma nemmeno nega) l’esistenza di civiltà extraterrestri. La pubblicazione di tale documentazione serve a dire – Qualcosa sappiamo, ma al momento non possiamo sbilanciarci. E mentre Trump parla di necessità di trasparenza sull’argomento, sul sito ufficiale del dipartimento di guerra statunitense si parla di “GOVERNMENT’S UNDERSTANDING OF UNIDENTIFIED ANOMALOUS PHENOMENA”, ovvero che il governo ha raccolto, conservato e analizzato i relativi documenti, ma per il momento senza pronunciarsi pubblicamente sulla materia.
Che servisse un presidente pazzoide per fare più luce su queste questioni non c’erano dubbi, ma allo stesso non dimentichiamoci che tale operazione è anche strettamente funzionale alle nuove politiche di contrasto all’immigrazione clandestina, specialmente dopo il lancio di Aliens.gov.
ALIENO = IMMIGRATO IRREGOLARE
Ecco come sembra facile scovare un diversivo, in questo caso un’operazione di pura propaganda, specchietto per le allodole per un elettorato pigro che va convinto prima che con argomentazioni politiche, con l’estetica. Dunque, come in ogni operazione propagandistica che si rispetti arriva in soccorso al governo di turno la cara vecchia Hollywood. Serve un vecchio lupo, uno del settore di cui ci si possa fidare. Ecco che Spielberg viene assoldato per sputare fuori un nuovo blockbuster, Disclosure Day. Un film-calderone in cui vengono intenzionalmente buttati dentro tutti i classici cliché sugli alieni, dalla rappresentazione degli extraterrestri bassi con con testoni e occhioni (i Grigi), a incidenti UFO, esperimenti sui sopravvissuti, cerchi nel grano, e così via. Il film non fa altro che seguire il flusso descritto sopra, segreti, enti para-governativi, rivelazione. Nella realtà però le cose non stanno andando proprio in questo modo, e qualche vecchia scartoffia è stata rispolverata e data in pasto al pubblico per i secondi fini di Trump.
Ma noi menti affamate di verità matte non dobbiamo demordere.
Dobbiamo scavare nella nebbia della banalità, nella normalità: la mattualità. E proprio gli input costanti che riceviamo potrebbero essere la via per la verità, per la vera rivelazione. Qualcuno, anche se non sappiamo chi, sta provando a comunicarcelo ogni giorno. Mentre gli enti governativi attuano subdole mosse di propaganda per il loro tornaconto elettorale, l’élite che vi sta sopra potrebbe a sua volta strumentalizzare i giochini politici per nasconderci la verità. Nascondere il tesoro nel posto più banale ma sicuro, in modo che i pirati non lo trovino mai, perché mai penserebbero si trovi proprio lì, davanti ai loro occhi.
Gli alieni sono tra noi – dice Trump – riferendosi agli immigrati irregolari. Gli alieni sono tra noi – ne è convinto Teddy Gatz, il protagonista di Bugonia, pellicola diretta da un altro ormai pezzo grosso di Hollywood, Yorgos Lanthimos. Il film è una reinterpretazione di un altro film coreano del 2003 Jigureul jikyeora! La trama è abbastanza semplice. Il giovane complottista Teddy rapisce una dirigente di un’azienda farmaceutica, Michelle Fuller, ritenendola appartenente a una specie aliena, gli Andromediani, che si sono infiltrati nella Terra per compiere i loro esperimenti sugli umani.
Beh, arriva lo spoiler.
SPOILER SPOILER SPOILER
Gli alieni esistono davvero, il povero Teddy fa una brutta fine, Michelle riesce a fuggire, e sul finale del film lo spettatore capisce che tutte le teorie strampalate del protagonista si sono dimostrate completamente vere, persino quella che la terra è piatta. In sostanza, Bugonia ci insegna a dubitare fino alla morte di ciò che ci viene raccontato, della narrazione quotidiana. Bugonia ci vuole dire che anche certe teorie cospirazioniste, come quelle della terra piatta, potrebbero nascondere dietro la loro banalità le verità che non conosciamo.
Tutto potrebbe essere falso.
Tutto potrebbe essere vero.
Tutte le banalissime assurdità che ci vengono spiaccicate in faccia ogni giorno potrebbero contenere un fondo di verità. Fateci caso, la miriade di contenuti creati con l’IA ci stanno rendendo creature estremamente diffidenti. Non esiste più nessuna bussola con cui possiamo orientarci. E non è un caso che i contenuti generati da un’intelligenza non-umana stiano prendendo il sopravvento in questo capitolo della storia umana. Nessuno è in grado di escludere con certezza che i grandi esponenti della tecnocrazia come Sam Altman (Open AI), Dario e Daniela Amodei (Anthropic) siano a tutti gli effetti degli Andromediani, come Michelle Fuller in Bugonia, e noi blastidi, dei poveri Teddy Gatz. La stessa IA potrebbe essere un’invenzione che si basa su tecnologia aliena, utilizzata da e contro la civiltà umana per prepararla alla grande rivelazione, la verità che sconvolgerebbe definitivamente la visione che un’intera civiltà ha del mondo, e perciò dell’universo in cui abita. Un’invenzione il cui scopo di supporto all’attività umana potrebbe mascherare il suo vero scopo, che è quello di creare contenuti, ovvero input, generati per distrarci, confonderci, e quindi comunicarci qualcosa.
@monocromatico4 #pleyadianos #UFO #ovnis #aliens
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Vedere sui nostri schermi presidenti di potenze mondiali passeggiare con figure aliene alte più di due metri non ci lascia alcun dubbio: è palesemente fake. Ma nel mentre alcune immagini precise entrano nella nostra testa, diventano abitudine, e quel giorno che essere alti più di due metri dalla pelle pallida si riveleranno ai nostri occhi, ecco, quel giorno il nostro cervello sarà inconsciamente pronto per la grande rivelazione. Ma fino a quel giorno, chiunque tentasse di scoprire e divulgare la verità verrebbe messo a tacere, o farebbe la fine del povero Teddy, perché è soltanto l’élite che decide come e quando rivelare le verità che ci tiene nascoste.
Signori, siamo nella Ufo Wave. I carri armati che sfilavano a Bergamo durante la pandemia potrebbero essere stati finti, mentre i video di Trump che incontra i Pleiadiani potrebbero essere reali.