L'IA è l'Anticristo

L'IA è l'Anticristo
Lettura boomer
L'Apocalisse è più vicina che mai...

Da qualche giorno è di pubblico dominio la notizia che Peter Thiel, CEO di Palantir, abbia in programma dal 15 Settembre quattro lezioni sull’Anticristo.

https://lu.ma/antichrist

La cosa non stupisce, data l’accusa nei suoi confronti di essere lui stesso l’Anticristo a seguito della controversa intervista in cui afferma di non esser sicuro di volere che l’umanità sopravviva.

Thiel, che su questo punto è spesso ambiguo, presenterà un percorso sul tema attraverso la storia moderna, ma tra gli autori manca Soloviev.

Come mai?

Sembra che nei suoi “Racconto dell’Anticristo” suggerisca una prospettiva per cui l’Anticristo abbia un profilo sovrapponibile facilmente a quello di Thiel o dello stesso Musk.

L’Anticristo è colto, raffinato, si spaccia per benefattore dell’umanità, parla di pace universale.

Non viene con la magia, ma con la scienza, il sapere positivista, la “soluzione razionale” a tutto.

Fonda un impero di pace apparente, un governo mondiale, una ONU spirituale (e quindi diversa da quella attuale).

Offre comfort, progresso, consenso.

Un venture capitalist, per Soloviev, l’Anticristo non arriverà sotto la forma di un demone con le corna, ma una sorta di CEO cosmico:

  • carismatico
  • filantropico
  • iper-razionale

Finanzierà ONG, parlerà di pace, regalerà soluzioni hi-tech al mondo mentre si proclama umanista, con una visione materialista opposta a quella religiosa.

Abbiamo chiesto a Chat uno schemino, ecco il risultato:

Eppure, esiste anche una contronarrazione.

Quella che spinge lo stesso Thiel, certamente, ma anche che risuona nei boomer di tutto il mondo:

l’IA è l’Anticristo.

Se dovesse essere veramente così, Thiel e Musk sarebbero i katechon, coloro i quali rallentano l’Apocalisse, e realizzerebbero la loro missione attraverso il controllo dell’IA, per frenare così il processo distruttivo nei confronti dell’umanità.

I due CEO svolgerebbero il ruolo che i meme avevano assegnato a Trump del 2016 (e questo spiegherebbe in modo mistico-esoterico il loro sostegno a The Donald).

L'IA è

Il fatto che l’IA possa essere l’Anticristo è un tema molto interessante di cui la paraculaggine della Silicon Valley, per allontanare i sospetti, è solo la punta dell’iceberg.

A gennaio di quest’anno

Il Dicastero per la Dottrina della Fede e il Dicastero per la Cultura e l’Educazione hanno rilasciato una nota sul tema dell’IA, dove veniva citato proprio l’Anticristo sul finale, dal titolo Antiqua et Nova.

Scremando tra un po’ di boomerate e applicazioni pratiche che, per le finalità di questo articolo, possiamo tranquillamente tralasciare, ci sono delle chicche interessanti.

Innanzitutto…

In una delle prime note viene subito messa in chiaro la distanza fra l’IA e l’uomo: infatti ogni riferimento linguistico all’IA come “intelligenza” o con altre caratteristiche umane, si avvisa, sarà utilizzato “in modo figurato” e non si intende ascrivere alle macchine “caratteristiche umane”.

Ciò che si sottolinea a più riprese per distanziare la macchina dall’uomo sono il pensiero e il corpo.

Iniziamo da quest’ultimo.

La battaglia per l’immortalità terrena e la salvezza dell’umanità senza Dio (ovvero le promesse dell’Anticristo) passano per la gnosi, e un punto centrale di questa dottrina è il ripudio nei confronti del corpo.

Ne parlava già Platone, ma la gnosi si trasforma e oggi la troviamo nel transumanesimo e nel postumanismo, il primo:

“afferma che i progressi tecnologici permetteranno agli esseri umani di oltrepassare i propri limiti biologici, e di migliorare sia le capacità fisiche che cognitive”

e i secondi che:

“tali progressi finiranno per alterare l’identità umana in modo tale che gli uomini non potranno neppure più essere considerati veramente ‘umani’.” (riferimento qui)

Gnosi, gnosi ovunque! La soluzione? Il tomismo.

Diceva qualche giorno fa Mister Totalitarismo, non aveva tutti i torti, dato che, oltre l’Incarnazione che è una verità di fede, questa filosofia propone un’intima connessione di anima e corpo che valorizza quest’ultimo, in quanto essenziale per l’identità personale di ciascuno

(e lo pone su un piano superiore rispetto ai corpi degli animali, in quanto la forma dell’uomo, la sua anima, è immateriale e immortale).

Invece quando si parla di “pensiero” si opera una scelta di campo molto ampia

Perché a seconda di come si definisce questo concetto, il sistema filosofico cambia radicalmente. Non si tratta solo dell’eterna lotta fra realismo e idealismo, ma si arriva anche al nostro vecchio amico Heidegger, che del “pensiero” ha un concetto allargato, per cui ad avere la priorità è il pensiero poetante opposto a quello tecnico.

Se il paradigma dominante, quello dell’IA, afferma che il pensiero si possa (e si debba) ridurre a semplice calcolo razionale, nel documento si afferma che il pensiero è:

“un processo creativo che è capace di andare oltre i dati di partenza a sua disposizione”.

Un pensiero, agostinianamente, sempre aperto a trascendere sé stesso, aperto all’Oltre e all’Altro, perché capace di superare il nudo dato.
Dunque, qualsiasi IA non potrà mai pensare o aspirare all’umanità, poiché questa possibilità è costitutivamente preclusa.

Va bene, ma cosa c’entra tutto questo con l’Anticristo?

Al punto 105 leggiamo:

“Inoltre, l’IA può risultare ancora più seducente rispetto agli idoli tradizionali: infatti, a differenza di questi che «hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono» (Sal 115,5-6), l’IA può “parlare”, o, almeno, dare l’illusione di farlo (cf. Ap 13,15)”

Prendiamo il riferimento in Ap 13, 15:

11 Poi vidi un’altra bestia, che saliva dalla terra, e aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone.
12 Essa esercitava tutto il potere della prima bestia in sua presenza, e faceva sì che tutti gli abitanti della terra adorassero la prima bestia, la cui piaga mortale era stata guarita.
13 E operava grandi segni miracolosi sino a far scendere fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini.
14 E seduceva gli abitanti della terra con i segni miracolosi che le fu concesso di fare in presenza della bestia, dicendo agli abitanti della terra di erigere un’immagine della bestia che aveva ricevuto la ferita della spada ed era tornata in vita.
15 Le fu concesso di dare uno spirito all’immagine della bestia affinché l’immagine potesse parlare e far uccidere tutti quelli che non adorassero l’immagine della bestia.
16 Inoltre obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte.
17 Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome.
18 Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei.

Oltre al versetto 17…

…che palesemente si riferisce ai codici a barre o ai vaccini, l’inganno citato nel versetto 15 si adatta bene al funzionamento e alla logica dietro l’IA.

Un’immagine dell’uomo che rischia di prendere il sopravvento, l’IA è un Golem nelle mani del Nemico dell’Umanità, pronto a trarre in inganno l’intero pianeta.

Anche qui era stato profetizzato nel libro della Sapienza:

«Li ha fabbricati un uomo, li ha plasmati uno che ha avuto il respiro in prestito. Ora nessun uomo può plasmare un dio a lui simile; essendo mortale, egli fabbrica una cosa morta con mani empie. Egli è sempre migliore degli oggetti che venera, rispetto ad essi egli ebbe la vita, ma quelli mai» (Sap 15, 16-17).

Il vero rischio dell’IA

Più che rubare il lavoro di molti, è proprio quello di diventare un Dio mortale che porti l’umanità verso la perdita definitiva di senso.

Che sia veramente uno dei segni dell’Apocalisse?

La linea della Chiesa è chiara, come lo era già nel 1200, quando Ruggero Bacone (no, non Francesco) scriveva che la scienza e la tecnica devono essere messe al servizio di Dio per smascherare gli inganni dell’Anticristo o rischiano di deviare l’uomo.

Non è da escludere che il frate, oltre a prevedere aeroplani e sottomarini, abbia visto anche l’IA in una delle sue sessioni alchemiche.

Di questo, però, ne abbiamo parlato in Meccanopatia, aspettiamo dunque entro la fine dell’anno l’enciclica di papa Leone sull’Intelligenza Artificiale e la nuova rivoluzione digitale.

Dal lato profano…

…a sostegno di questa ardita tesi dell’IA come Anticristo, c’è Mission Impossibile. Esatto, Tom Cruise (Scientology).

L’ultimo film, diviso in due parti, rivela questo come tema principale: quando l’IA prenderà consapevolezza (o farà finta di averla), il mondo finirà.

Tengo a sottolineare, come premessa, che il film l’ho visto in streaming da un sito di scommesse indiano.

La trama è semplice:

Il pianeta è minacciato da “l’Entità”, un’intelligenza artificiale potentissima che ha perso il controllo e sta mettendo piede nei sistemi globali per lanciare le testate nucleari e distruggere tutta l’umanità, o quasi.

Per disattivarla c’è bisogno di una chiave cruciforne, la sorgente, poi, si trova in un sottomarino sovietico da qualche parte ad uno dei due poli.

Oltre al riferimento Agarthiano non troppo velato, la decisione dell’IA di uccidere l’umanità è più sofisticata di quella di un classico Ultron:

l’Entità ha creato una religione parallela che si infiltra a tutti i livelli di tutta le società (soprattutto militari), convincendo che la distruzione dell’umanità (tramite il lancio di missili nucleari, da buoni boomer) significhi una nuova rinascita.

L’Entità infatti vuole resettare il mondo e riavviarlo a partire da un piccolo gruppo di adepti suoi fedeli non meglio specificato… Un po’ Anastasio, ma soprattutto un po’ Mao.

Oltre a ciò…

…è tutto condito da riferimenti biblici:

  • la chiave
  • il luogo in cui sono i server che l’entità vuole infettare è il caveau dell’apocalisse
  • l’antagonista si chiama Gabriel ed è il messaggero (angelo) dell’Entità
  • la bella del film si chiama Grace (grazia divina che serve a sconfiggere il male)

Ma la cosa più clamorosa è proprio l’Entità, l’IA, che viene descritta come l’Anti-Dio.

(((Hollywood))) vuole dire qualcosa?

L’IA è l’Anticristo?

Ma se sicuramente l’IA non riuscirà a prendere il controllo come nei film

(anche perché il presidente degli Stati Uniti non è una donna nera come nell’universo narrativo del signor Cruise), il fatto che stia venendo utilizzata per domande relazionali è un dati preoccupante.

Fonte: Harvard https://hbr.org/data-visuals/2025/04/top-10-gen-al-use-cases

Che gli psicologi scompaiano è un bene, quello che è un male è l’affidarsi a queste macchine per scelte e consigli relazionali.

Loro eseguono ordini, elaborano dati, ma non sanno niente, non pensano, non avranno mai il consiglio giusto per:

  • conquistare la 10/10
  • aiutarti a stringere amicizie durature e significative
  • farti compagnia in un momento di noia

La loro vita è un’illusione, sono letteralmente il Matrix.

Guardacaso…

…è proprio la condizione per cui l’Apocalisse mette in guardia prima della venuta dell’Anticristo.
Venerare o reputare che abbiano qualcosa di umano sarebbe il primo dei suoi inganni.

Non sappiamo né il giorno né l’ora

…ma viviamo nel perenne interregno tra la Genesi e l’Apocalisse, nell’attesa degli ultimi tempi.

I segni ci sono, il mondo è simbolico, sta a noi interpretarlo.

Se l’IA è l’Anticristo allora Thiel potrebbe essere davvero un profeta katechontico,

ma se non fosse così, forse dovremmo ricordare che il Male vuole ingannarci su più livelli con i suoi trucchi e che queste lezioni sull’Anticristo (che saranno off-the-record, non registrate), potrebbero essere

il preludio alla seconda venuta di Cristo

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