La fine del giornalismo tradizionale è segnata.
Articoli, campagne di sensibilizzazione, pubblicità ovunque, persino nella tv della metro: non funziona più nulla. Più ci si spende contro le fake news, più queste si diffondono. Tutti i mezzi sembrano inefficaci.
I grandi network dell’informazione pretendono di poter stabilire ancora la linea che distingue il vero dal falso, ma hanno perso la loro credibilità. A causa dalla loro stessa propaganda (sempre più folle) e dal risveglio delle coscienze dei singoli dovuto ad Internet, i vecchi centri del potere informativo sono impazziti. Arrancano, inseguono la rete e i social.
La rivoluzione digitale ha creato un flusso decentralizzato, continuo, incontrollabile, che si trova nelle mani di ognuno. È letteralmente il dispositivo da cui stai leggendo questo post.
Si chiama anarchia informativa.
E ormai vive aggratis, senza nessun fastidioso paywall o adv a scomparsa, senza pagare l’affitto, nelle menti dei benpensanti che vedono le istituzioni scalzate.
Lo diciamo da anni e ce lo rivendichiamo:
tutte le news sono fake news!
Il monopolio dei mezzi di informazione, che ci costringe alla guerriglia, non è legittimo e l’illusione dell’imparzialità è finita. Chi distingue una notizia vera da una falsa non ha nulla a cui appigliarsi per dichiararsi “fonte verificata”. Tutte le fonti lo sono, anzi, più ci si accredita come ufficiali o imparziali, meno si è affidabili. Questa è la verità.
Vi hanno raccontato che le piramidi le hanno costruite gli alieni, non è così: sono i cappelli giganti degli gnomi giganti che ci vivono sotto. Sarete voi, saranno la vostra esperienza e il vostro pensiero critico a stabilire se abbiamo ragione.
Il momento di alzarsi in piedi per rivendicare la parzialità di un mondo di imparziali è giunto, smascherare chi parla di neutralità in un mondo in cui non c’è mai stata.
Nel momento della verità universale mentire è un atto rivoluzionario.
Questa volta il monito per te, guerrigliero culturale, è uno: