DA ASCOLTARE PRIMA DELLA LETTURA
La nostra Connessione comincia a Cosenza, nella taverna di Porcopo’ dove Amine (detto Mimo) non mangia quasi nulla essendo islamico. Lui è un nuovo volto della scuola calabrese, più specificamente di Cosenza. L’avevamo conosciuto già tempo fa come guardia del corpo di FlexTony, ma dopo che quest’ultimo è salito al nord per sparigliare le carte del game, Amine ha deciso di uscire dalla sua tana e di inziare a cantare. All’Età di Album è stato un trip mistico, ora è uscito anche “Questo non sono io” e, se prima avevamo viaggiato nel tempo, stavolta abbiamo viaggiato nella sua testa. Siamo a Milano, al Parco della Guastalla e siamo sintonizzati con Amine.
Arriva accompagnata dalle sue guardie, altri amici della scena che si sta formando, HighFlavio, Icy, Miss Vivs, Plokho e poi ci raggiunge anche Riko Velasca. A dominare è sempre Cosenza, ma senza perdere tempo, diciamo che possiamo iniziare subito.
Il Blast: l'album non si apre con il remix di cavallini e volevo chiederti: la trap del 2016 come ti ha segnato? Ti consideri un loro erede?
Amine: Quando ero piccolo sono cresciuto con quelle canzoni là, ascoltavo troppo Sfera, Shiva, ero molto influenzato. Milano in generale mi faceva uscire pazzo e poi sono passati dieci anni, praticamente giusti, e penso che nessuno ha mai fatto Cavallini remix. Quindi ho detto: “perchè non faccio ripetere la storia?” Perché la storia si deve ripetere.
Il Blast: La storia, anche nel tuo album, si ripete e non va mai dritta. Come funziona per te il tempo? La storia ha un inizio? Ha una fine? Qual è la linea temporale?
Amine: Il tempo per me non esiste. C’è un piccolo paese vicino alla Norvegia dove vivono senza tempo: escono pure alle sei di mattina a giocare a pallone; non sai quando la gente va a lavorare, magari alle quattro di mattina, alle tre di mattina. Per loro è come se fosse giorno; la notte e il giorno per loro non esistono, esiste un tempo, non c’è un limite. E questa cosa fa vivere la gente meglio perché, se tu pensi al tempo, soffri perché non riesci mai a fare niente, perché dici: “Minchia, sono legato con quella data, io devo fare quello”. Invece, tu devi prendere tutto con il tempo che è necessario. Io do un consiglio a tutti: non seguite il tempo, ma prendete il tempo necessario per voi per capire come cavalcare il tempo.
Il Blast: A proposito, se il tempo non esiste, quindi neanche la storia esiste, come facciamo a sapere cosa è vero e cosa è falso?
Amine: L’avrà scritta qualcuno la storia e di sicuro sarò stato io, perché ricordate sempre: chi viene da tanto dolore ha più responsabilità rispetto agli altri, quindi deve fare sempre di più degli altri.
Il Blast: Perchè la tua storia è fra la Tunisia e la Calabria.
Amine: Sono metà tunisino e metà calabrese, credo che nel rap game non esista uno così.
Il Blast: Hai vissuto anche prima dieci anni in Tunisia e poi sei venuto in Calabria, giusto?
Amine: Sì, io non sono italiano al 100%, a volte parlo anche male l’italiano, raga non prendete niente sul serio, prendetela nel culo piuttosto!
Il Blast: Quali criteri hai per le collaborazioni, sia per i feat che per le produzioni, come hai lavorato?
Amine: C’è Dexter che è un mio produttore insieme ad Aastroboi, Greslash, Nicodemi della WopMob. Ci sono dei ragazzi davvero in gamba che lavorano con me e, quando ascolto la loro roba, mi viene di fare quello che faccio. È il sound che ti dice: “Fai quello”. Tu vai in studio e la testa ti dice: “No, tu devi fare quella canzone là”. Magari io voglio fare una canzone d’amore, però mi viene di fare quella canzone lì, pazza, come sono io.
Flavio: Conoscendolo bene, il suo produttore gli fa delle produzioni belle, studiate apposta per farlo andare fuori di testa sulle canzoni.
Amine: Noi studiamo tutto: ogni mossa, ogni beat va calcolato al millisecondo; ogni cosa va calcolata perfettamente come dovrebbe uscire. Voi avete sentito le tracce, avete visto quando una traccia va lavorata 3-4 volte per arrivare alla versione finale. Dobbiamo capire, perché dobbiamo dare delle cose che alla gente possono far piacere. Ovviamente quello che dico non fa piacere a nessuno, però ‘ntu culu! Prendetelo nel culo, ok?
Il Blast: Lavori meglio quando scrivi le canzoni in sobrietà oppure quando non sei lucido e ti senti trasportato?
Amine: Io fumo e scrivo le canzoni oppure non fumo e scrivo le canzoni, però il problema è che io le scrivo nella mia testa. Tutto il mio album è stato fatto in freestyle, barra su barra, mattone su mattone.
Il Blast: l'album si intitola “Questo non sono io”, perché non sei tu? Chi c'è allora nell'album? C'è un tuo clone?
Amine: No, io cloni io non ne ho, però io voglio dire una cosa: “Questo non sono io” perché la gente non sa la verità su di me, ha sempre sentito Amine17 shittalker ma non sa quello che voglio, non sa quello che io posso fare, non sanno che io so cantare, non sanno un cazzo.
Il Blast: Lo sapranno mai?
Amine: Mi viene quella paura di quando tu vuoi esprimerti davvero, vuoi dire le cose come stanno, ma non puoi, perché verrai sicuramente criticato. Perché poi dicono: “Minchia, guarda quello! Faceva il pazzo, diceva quelle cose…”. Poi magari fa una canzone che ascolta anche gente grande, o può essere una canzone che non verrà ascoltata dai miei fan; magari disprezzeranno quella roba che io voglio portare. Ma per il momento continuerò a fare shittalk; presto, però, lo scopriranno il vero potere.
Flavio: Come per esempio in “Tranquillamente”: c’è una barra dove lui dice che le persone non possono morire in pace perché sono senza soldi. Lui magari ti fa tutto un elenco di barre no-sense, eccetera, ma poi dice anche una cosa vera, e che magari lo fa soffrire; però lo dice con un’ironia tagliente, tale che tu poi ti metti lì a rifletterci e dici: “Boh, questa è la somma di quello che voglio sentire in un artista”. Perché comunque, se tu sei già colpito dall’ironia… Magari adesso che mettono del budget su artisti molto ironici — tipo Tony Pitoni che adesso sta facendo milioni di ascolti — potrebbe scoppiare, capito? Lui ti parla della sua sofferenza in amore, però tramite l’ironia.
Amine: La gente non capisce l’ironia. Mia mamma, non riesce a capire proprio quello che dico. Dice che io dico cose schifose, ma c’è un messaggio dietro ogni canzone. Nel mio album precedente, “All’età di un album”, è stato fatto perché noi non abbiamo età. Prima cosa, voglio spiegare: che sentirsi piccoli a volte aiuta, perché più diventi grande e più ti senti chiuso, non vai più in discoteca, esci meno con gli amici, senti il peso delle responsabilità. Quando sei piccolo, tu fai cazzate: non sai quello che dici, non sai quello che fai. E il mio album parla di questo: ti fa sentire piccolo, ti fa sentire giovane. Se tu vuoi essere giovane per sempre, devi ascoltare “All’’età di un album”. Vaffanculo a chi te murt se non l’ascolti!
Il Blast: Tu dici anche che Dio ti ha dato un dono che te l'ha dato Dio questo potere. Qual è il tuo rapporto con Dio e con la religione islamica?
Amine: Io sono musulmano, vengo da una famiglia musulmana molto credente. Amiamo la nostra religione; anche se ne parlano male della nostra religione, noi la continuiamo ad amare. Penso che non facciamo del male a nessuno: vogliamo bene a tutti, ci aiutiamo tra di noi, aiutiamo pure gli altri. Rispetto tutte le altre religioni, non manco di rispetto a nessuno. Chi fa del male riceverà del male, e a chi fa del bene avrà solo bene. Questo mondo è piccolo e ci vediamo in faccia, persona per persona, un giorno saremo tutti davanti a Dio.
Il Blast: Tutti gli artisti della tua generazione sono molto più religiosi rispetto al passato e mettono molto più Dio, secondo te perché?
Amine: Allora, io penso che non devi mettere Dio nei testi, perché Dio non va raccontato tramite la musica; Dio va raccontato tra te e lui, quando sei da solo. La spiritualità è diversa dalla religione. Cioè, magari non sono quel musulmano al 100% che fa tutte le cose, però sono musulmano dentro. Se io sto male, parlo con Dio. Io, prima di mangiare, prego sempre.
Il Blast: Ma quindi, come mai i ragazzi brutti sono fidanzati con le ragazze belle e come mai le ragazze brutte sono fidanzate con i ragazzi belli?
Amine: Non lo so, però vi giuro questo mondo è un figlio di puttana. Io vedo tante coppie: lei bellissima, lui un cefalo o lei una cefala lui tutto fatto bene, tutto messo bene, ma come cazzo fai? L’amore è cieco? Non è vero, l’amore non è cieco, io ci vedo buono: se uno è brutto è brutto c’è poco da fare.
Il Blast: è uno degli album in cui si parla più di figa che abbiamo mai ascoltato, è più una cosa per esorcizzare? Perché si parla così tanto di figa? Sei a favore della poligamia?
Amine: Io amo la figa, parlo solo di figa perché mi piace assaggiare, mi piace proprio toccare, mi piacciono le tette, sono pazzo, cazzo amo le tette.
Il Blast: A un certo punto, oltre alla figa si parla anche di armi, qual è la tua posizione? Recentemente Rondo ha fatto una dichiarazione a favore della liberalizzazione delle armi, anche tu saresti a favore? Qual è il tuo rapporto con le armi?
Amine: mi piacciono le armi in plastica, quelle con le palline e Rondo potrebbe averne una al massimo.
Il Blast: Qual è la tua arma preferita?
Amine: Ti dico la verità, la 44 magnum, non ne capisco di armi, mi piacciono solo 44 magnum e la Glock 17. Non ho mai colpito nessuno, però se mi gira il cazzo…
Il Blast: Prima abbiamo parlato anche del metodo Signorini, qual è il tuo metodo? Come nasce questa canzone?
Amine: Io guardo troppo Fabrizio Corona, sono un fan: gli voglio troppo bene anche se non lo conosco. Quando dice qualcosa, quando prova a raccontare qualcosa, è molto filosofico; riesce a convincerti. È molto figlio di puttana, Fabrizio. Io con questa gente voglio fottere, perché io sono molto figlio di puttana e la mia testa ha una mente brillante.
Quindi, voglio fottere con queste persone che hanno la mente “oltre”, che hanno una una bella mente che riesce a raccontare le cose e colpirti soltanto col parlare. Dentro la mia canzone dico che Dio ci ha dato un dono: è il parlare. Dio ci ha dato una lingua. Noi con la lingua possiamo fare tante cose: possiamo raccontare bugie alle persone e le persone ci credono; loro non sanno se noi diciamo la verità o meno, solo tu puoi sapere se dici la verità o meno. Puoi dire un sacco di cose: è un dono. Il parlare è un dono, quindi chi lo sa usare ha un’arma potentissima. Fa più male delle pistole.
Il Blast: A proposito, le parole vengono dette oggi sempre di più sui mezzi di informazione su internet e tu sei virale su tiktok. Qual è il tuo rapporto con tiktok?
Amine: Io odio TikTok perché mi ha shadowbannato per cazzate. Quindi io non sto andando più virale per colpa di TikTok che mi ha shadowbannato; sennò potevo fare il panico. Però non fa niente: finché continuo a mandare virali le cose, speriamo che tornerà a darmi dei segnali buoni, sennò sono costretto ad aprirne un altro. Quindi, se non mi vedete virale, non è colpa mia: mi hanno segnalato.L’odio delle persone è molto profondo nei miei confronti perché, quando vedono una persona che sta lavorando, la gente non ti lascia mai guadagnare. Vogliono guadagnare loro al posto tuo, vogliono sconcentrarti dal tuo lavoro. Però vaffanculo: devi nascere tre volte per fottermi!
Il Blast: Ti hanno mai rotto il cazzo con sta roba dei maranza?
Amine: Io non sono maranza, non mi definisco maranza; però, quando un italiano medio vede un nordafricano, gli dà del maranza. Allora io ho un messaggio per voi italiani, perché io vi voglio bene: rispetto tanto l’Italia, amo l’Italia e penso di portare solo il bene a questo paese, non il male. Cercate di capire che le persone non sono uguali e non leggete mai il libro dalla copertina. Non rubo, grazie a Dio. Ho una mamma brava che mi ha insegnato davvero come comportarmi; sia mamma che mio padre sono stati ottimi genitori.
Da piccolo i miei genitori non avevano abbastanza soldi, c’erano problemi. Mio padre era in Italia, mia mamma in Tunisia ma da un’altra parte; io stavo con mia nonna da un’altra parte ancora, perché magari con i soldi della spesa non ce la facevamo se vivevamo in tre. Quindi dovevo andare a vivere con i genitori di mia mamma, così era più equilibrata la cosa. Dico la verità: da piccolo ho avuto pure delle difficoltà, ma la vita è bella. Adesso stiamo bene, facciamo soldi sia io sia la mia famiglia, stiamo bene grazie a Dio. Siamo in Calabria: amo la Calabria, è una parte di me che porterò sempre avanti. Niente, io amo la Calabria e voglio portare la Calabria avanti anche se sono tunisino, perché alla fine io vivo in Calabria. Amo la Calabria, è casa mia.
Il Blast: Io ti ho conosciuto come amico di FlexTony prima che anche tu iniziassi a fare musica. Adesso che sei venuto qui a fare questa intervista, ti sei portato dietro molti amici e questa è una cosa molto bella. Ci sembra che fra i tuoi valori quello dell'amicizia sia tra i più importanti, cos'è per te l'amicizia?
Amine: Flavio non lo conoscevo, però senti quella cosa… senti che quella persona è uguale a te, senti che quella persona ha bisogno di essere capita pure lui. Quindi abbiamo trovato quella canzone giusta, ci siamo capiti, è andata bene. Ringrazio tutti, sono felicissimo per questo. Sono felicissimo di aver conosciuto Flavio, Icy, Miss Vivs, Plokho; tutti i ragazzi che ci sono qua. Sono molto felice di creare un’amicizia vera. Perché alla fine i rapporti si perdono sempre con le persone, ma se può nascere un’amicizia vera, perché non ottenerla? È questo.
E in più raga, vi posso dare un consiglio: dovete sempre avere qualcuno vicino, un amico, una persona a cui, quando vi sentite male o qualcosa, potete raccontare i vostri cazzi. Ma un amico vero! Non raccontate i vostri cazzi ad amici falsi, ma a un amico vero che vi possa aiutare. Io ho conosciuto gente che è arrivata fino al suicidio perché non aveva nessuno con cui parlare. Voi cercate sempre di fare amicizia, di parlare con le persone per stare bene. Big love. Amine 17, molto bene.
Il Blast: Un'interpretazione del tuo album "Questo non sono io" è anche per mettere in guardia dalle manipolazioni che avvengono continuamente?
Amine: È giusto: “Questo non sono io” parla pure del fatto che sono stato criticato molto dagli altri. Io prima magari cantavo, non facevo shittalk, e magari non volevano che io cantassi; mi dicevano: “Tu dovresti fare questo, questo e quell’altro”. Però ho ascoltato i consigli, ho fatto quello che gli altri mi hanno detto e mi sono trovato che sono forte, ma in fondo in fondo sento che non mi appartiene; a me mi appartiene altro. Io voglio cantare e presto ne sentirete delle belle!
Il Blast: Ma invece, nella storia, le manipolazioni... come si fa a essere messi in guardia e a non cadere nelle manipolazioni dei potenti?
Amine: Te ne devi fregare dei potenti, te ne devi fregare! Guarda quelli che hanno i poteri, quelli che ci sono arrivati: tu non devi mai leccare il culo a nessuno. Devi essere un duro. Quando sei duro con te stesso, vivi la vita da un duro: non te ne frega un cazzo di nessuno, riesci a cavalcare da solo e là capisci che non hai bisogno degli altri. Hai bisogno di un team vero, ma non di persone che ti possono usare. Quindi: trovate un team vero e non persone che ti possono usare!
Il Blast: Mustafa è stato liberato o è ancora tuo schiavo?
Amine: Nel “Metodo Signorini”, Mustafa ha preso due schiaffi. Ora vi racconto perché. Allora, nel “Metodo Signorini” sono stato arrestato e Mustafa lavorava per me: vendeva il fumo. Mentre io ero dentro, Mustafa è stato uno scostumato: ha rubato i miei soldi ed è scappato in Francia. Dopo, io, con i miei poteri e con la mia forza, sono riuscito a trovare la sua posizione; è stato pullappato da me ha preso tanti schiaffi, quel malandrino di Mustafa.
Il Blast: Qual è la tua traccia preferita dell'album?
Amine: Cavallini remix.
Il Blast: Sfera Ebbasta ha rubato un po' di swag dei trapper francesi nordafricani?
Amine: Lui fotte con quella roba, anche se lui non so se l’ha mai detto. Lui è sempre stato amante della musica francese. Conosceva Booba con il suo team, conosco un suo amico che è in carcere a Parigi con un mio amico. Sfera quando ha iniziato a fare la sua carriera, non è andato a fare i feat con gli americani, è andato a fare i feat con Lacrim, con i francesi, con Kalash Criminel; è andato a fottere con la gente. Lui ha capito con che gente si deve fottere.
Il Blast: Abbiamo fatto 2016 e 2026. Cosa ci sarà nel 2036?
Amine: Io vi dico una cosa: il futuro non lo sa nessuno, solo Dio potrà rispondere a questa domanda. Io ogni giorno quando mi sveglio la mattina e respiro dico: “minchia, ce l’ho fatta oggi!”. State attenti alla vostra salute, non seguite gente che vi porta alla rovina, drogatevi di meno o almeno fatevi solo le canne e lasciate stare tutta l’altra droga che non serve a un cazzo!