Dove vai se la liaison non ce l'hai?

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Dove vai se la liaison non ce l'hai?
Lettura zostile
Connessioni con Andrea Motta, in arte Andrew Liaison. Estratto da Proiettili - Looskmaxxing

Il Looksmaxxing, come abbiamo già ricordato, è nato per aiutare i sub7 a migliorarsi e ad avere successo con le ragazze. Ma se rifarsi il setto nasale non fosse l’unico modo per rimediare a una vita sociale sterile? E se il successo con le foid passasse invece dal meme?

Ecco perché, in vista di questo volume di Proiettili – per la guerriglia culturale, abbiamo organizzato un appuntamento galante con l’unico e inimitabile Andrea Motta, conosciuto ai più come Andrew Liaison (@futurmotta su Instagram), per fargli qualche domanda.

Andrea non è un coach di seduzione che vende corsi per insegnare l’approccio perfetto, ma è la prova vivente che si può far colpo con l’ironia, utilizzando al momento giusto inglesismi e francesismi di difficile comprensione e cultura di internet.

Abbiamo deciso di intervistarlo per provare a carpire i suoi segreti, tra un rooftop tranchant e l’altro, e a inquadrare il fenomeno che lo ha reso l’artista del rimorchio più virale d’Italia. Dopo qualche drinks, il nostro si è sciolto e ci ha confessato tutto.

Qual è il vero fine della tua attività di content creator? Vuoi solo prendere in giro i Pick Up Artist o c’è dell’altro?

Andrea Motta:

Allora, il vero fine è il divertirsi, altrimenti non avrei mai iniziato.

Mi faceva ridere la situazione in sé per sé. Poi, effettivamente, esplorando l’Internet, ho notato che c’era già chi lo faceva, (e chi lo fa ancora) con la convinzione di scopare e di mostrare delle tecniche impressionanti da mettere in atto. Di conseguenza, ho voluto fare una cosa molto simile, ma, di pari passo, abbastanza paradossale e stravagante. All'inizio andavo vestito anche un po' alla buona: con magliette da calcio o con cose un po' bizzarre e i miei approcci non avevano mai l'intenzione seria di dover concludere. Il fine si può dire parodistico, ma in realtà è sempre stata una cosa spontanea, che facesse ridere me in primis.

La fama ha cambiato la tua vita? La tua agenda era già piena o si è affollata di dates solo recentemente?

Andrea Motta: La fama sicuramente qualcosa ha cambiato. Ci sono state delle agevolazioni. L’agenda è cambiata principalmente a causa del lavoro, ma anche perché hanno iniziato a chiedermi suggerimenti di consulenza e cose simili. Adesso nell’immaginario collettivo sono visto diversamente da prima, quando non ero così conosciuto. Anche se probabilmente, ero già famoso pure prima, ma semplicemente nessuno lo sapeva (ride ndr): io mi sono sempre ritenuto tale, allora come adesso, quindi non credo di essere cambiato così tanto.

L’agevolazione di cui sto parlando ha un bizzarro risvolto anche politico: mi son fatto, tramite i social, delle amicizie che non mi sarei mai aspettato di fare.

Adesso, ad esempio, può capitare la classica cosa che, se ho bisogno di un favore, mi arriva nel minor tempo possibile. Oppure, addirittura, le ragazze sono molto più ben disposte ad uscire con me, visto che Andrew Liaison pare venga visto molto bene (e questa cosa non può che farmi molto piacere). Non penso di essere un antifemminista o un misogino, quindi che il femminismo riparta con Andrew Liaison.

Possiamo dire che la tua figura è entrata a pieno titolo nell’immaginario collettivo dei meme italiani. Ti senti un meme vivente? Quanto è importante, per te, la dimensione memetica in quello che fai?

Andrea Motta:

No, non mi credo un meme vivente, altrimenti non lo sarei per gli altri, però riconosco che sarò sempre riconosciuto per determinate frasi o per alcuni modi di dire specifici.

Al tempo stesso, alle volte, non capisco se la gente si aspetti che io dica in continuazione qualcosa di divertente o effettivamente tutto quello che dico fa ridere. Questo è il mio flagello nell’ultimo periodo, perché non capisco se la gente ride per convenienza oppure perché faccio ridere davvero.

Aspetto, soldi e status (look, money, status): i tre pilastri della teoria redpill. Tu pensi che siano questi i segreti per conquistarle tutte? O sono solo baggianate?

Andrea Motta: Sono baggianate, ma quando arrivi ai trenta è vero: a un certo punto, la maggior parte delle ragazze vuole solo quello e non conta più quanto tu possa amare o quanto tu possa essere una persona buona. Poi, purtroppo, la vita ti si presenta in svariati modi e in svariate sfaccettature e avere un lavoro, ricoprire una posizione rilevante nella società, o fare una determinata cosa, è importante e quindi le donne non potranno fare a meno di notarlo. In realtà, la donna si innamora di un uomo soprattutto se lo vede realizzato nel campo lavorativo, per come si comporta in quell’ambito e tutto avviene poi da sé, di conseguenza.

Sicuramente avrei potuto scopare di più nel periodo prime di Andrew Liaison (perché tutti hanno visto, nel nel bene o nel male, che ero conosciuto), ma non l’ho mai fatto: oltre al fatto che sia fidanzato, non ho mai voluto sfruttare questa cosa perché, di base, non me n’è mai fregato un cazzo di scopare.

Perlomeno, con tutte le ragazze che ho conosciuto, con cui sono stato, per mia fortuna, non hanno mai voluto solo quella cosa lì. Però, per mia esperienza, mi sono ritrovato a stare sempre con gente che faceva cose diverse da me e, crescendo, ci siamo allontanati anche a causa dei differenti stili di vita: anche quello, semplicemente, implica di prendere una piccola redpill che ti faccia capire meglio i rapporti.Capita anche che la figura del content creator, per quanto possa essere simpatico, agli occhi di alcuni non venga riconosciuta come un lavoro vero al 100%. Anche questa cosa ha un suo peso, secondo me. Probabilmente, se non fossi stato un content creator e se avessi concluso la mia carriera da ingegnere, in questo momento sarei sposato: non so se questa esperienza su Internet mi abbia portato via la possibilità di farmi una famiglia o meno, però sono contento lo stesso. Questa è una piccola redpill che ho preso frequentando alcune delle persone che mi sono state affianco in questi anni.

La teoria redpill nell’ultimo periodo ha avuto un’evoluzione e si è trasformata. Personaggi americani, come Clavicular, si riprendono mentre moggano o framemoggano (far sfigurare qualcuno che è meno palestrato o meno in forma di te ndr) i rivali in discoteca e mostrano le loro mascelle definite: sono i looksmaxxer, convinti che solo portando il proprio aspetto fisico alla sua versione migliore (anche con la chirurgia estetica) si possa raccattare una quantità infinita di hoes. È mai venuta voglia di looksmaxxare anche a te? Cosa ne pensi?

Andrea Motta: Spingo a looksmaxxare i miei coinquilini, che sono dei gymbro. Sono abbastanza informato su questo trend di Clavicular, del mogging e del framemogging. È un tema insidioso, a mio parere molto attuale, ma non dimentichiamo che lo era già da prima che si chiamasse looksmaxxare. Secondo me, è un po’ un problema dei maschi odierni: penso che mio padre non si facesse le pare che si fanno i ragazzi adesso per apparire meglio di come fosse. I ragazzi di oggi hanno un po’ la figa, perché se stanno dietro a queste cazzate a mio avviso sono pari alle donne.

È un discorso che viene fuori spesso quello del potersi migliorare con la chirurgia estetica: è una questione che mi hanno posto anche dei miei amici, molti dei quali vorrebbero, che ne so, rifarsi il naso, o darsi una sistemata a delle orecchie troppo grandi o troppo attaccate alla testa (detto così sembra strano però c’è chi le ha).

Io, da quel punto di vista, non vorrei cambiare nulla di me stesso. Questa non è la solita frase fatta: magari non sarò un bel ragazzo, ne sono molto consapevole, ma ogni caratteristica che ho nel corpo (dal micro pene, all'occhio più orientale o al capello troppo scuro, eccetera) verrà notata da qualcuno e, perché no, potrebbe pure fare breccia, oltre ad essere quello che mi rappresenta. Non dico sul web, ma proprio in giro. Se uno va a cercare o immaginare Andrea Motta è così: cioè ha gli occhiali, i capelli lunghi ed è un po’ goffo. L’unica cosa che cambierei, lo dico sempre, sono i capelli: li vorrei più mossi. Semplicemente quello, ma ogni altro punto del viso non lo cambierei per nessun altro al mondo.

Credi che le ragazze che approcci nei tuoi video si comporterebbero diversamente se non fossero riprese? Se sì come?

Andrea Motta: La telecamera forse dà quella sicurezza che fa pensare non stia succedendo nulla di strano. Però, al tempo stesso, è un’arma a doppio taglio perché è facile che una dica: “perché stai riprendendo?”. È una cosà un po’ weird, strana, quindi diventi il weirdo della situazione. Altre, invece, ti rispondono molto carinamente, in maniera più gentile, proprio perché c’è una telecamera e capiscono che quindi non è nulla di serio, è tutto scherzoso.

Anche se, quando facevo live streaming, mi era successo pure che questa signora mi strappasse il telefono e me lo prendesse, perché avevo esordito dicendo: “ma lei è un agente segreto?”.

Lo ha fatto perché lo era veramente?

Andrea Motta: No, è diventata una barbona. Poi è diventata una mia amica, ma è stato strano il nostro rapporto perché quando la beccavo in giro e mi faceva vedere il seno… Non so che cosa volesse da me, forse che la ripulissi dalla strada… Comunque di persone strane se ne incontrano quando uno prova a fare video in giro. In ogni caso, a partire dall'avvento dei social, la telecamera aiuta, perché la gente ti vede e pensa “questo è il classico TikToker di turno che vuole rompere solamente il cazzo e quindi possiamo stare tranquilli”.

Sappiamo che vieni da Civitanova, nelle Marche. Hai riscontrato una differenza nella mentalità nelle ragazze di provincia e di città (anche nelle fuorisede che vivono a Roma)?

Andrea Motta: La differenza è grandissima. Le fuorisede vivono in un mare ampio, quelle di provincia vivono in uno stagno. Le fuorisede sanno che potrai incontrare, che ne so, uno sgombro oppure uno squalo, un pesce pagliaccio, vedono più varietà e si lasciano un pochino più andare per quello. Anche perché, poi, diciamocelo, sono più indipendenti e non vivono sotto la spada di Damocle delle convenzioni sociali del proprio paesino in provincia.

Esplorano altri lidi: se tu rimani totalmente ancorato alla provincia, avrai sempre una forma mentis molto più radicale e magari anche la paura di scoprire o di approcciare con, non dico il gentil sesso, ma anche con una persona estranea.

Se non mi fossi trasferito a Milano nel lontano 2021, oggi sarei una persona diversa. Ero sciolto già all'epoca, ma sicuramente mi ha aiutato perché nella grande città tu riscrivi chi sei, quindi ti dai un altro tono e hai la possibilità di cambiare anche a livello di prospettive, di carattere, eccetera.

Nei tuoi video ogni tanto approcci anche delle turiste e, nei commenti, c’è chi evidenzia una differenza con le italiane (che se la tirerebbero). È veramente così o è un cliché?

Andrea Motta: Secondo me è un grande cliché da incel, che vedo ogni volta che leggo commenti nei miei reel o TikTok… È il classico commento da maschio beta: dico così perché mi sono looksmaxxato nel corso di questa intervista (ride ndr). Paradossalmente è vero che le turiste sono più disponibili, ma è semplicemente perché vengono in vacanza.

Se una turista venisse in vacanza e ti facesse pure il broncio, sarebbe potuta starsene tranquillamente nel suo paese: invece, mentre sta qua, vuole viversi la realtà italiana (che poi, si sa, gli stranieri amano l’Italia e quando vengono si vogliono solamente divertire).

Inoltre, avere un confronto con degli italiani per loro è magnifico: tanto poi non ne avranno più, ma almeno in quel momento possono interagire con te.Soprattutto se ti mostri simpatico, disponibile a far festa, loro saranno a loro volta più aperti.Le italiane, invece, vivono comunque una quotidianità vera, con tutti gli sbatti del caso: si svegliano presto, vanno al lavoro, vanno a scuola. I turisti stanno qua in festa ed è questo che va capito: non è che le italiane sono stronze e le turiste sono meglio, semplicemente è la vita che va così.

Credi che alla radice del fenomeno della denatalità in Italia ci sia anche la crisi della capacità di approcciare le ragazze da parte dei maschi? Come risolveresti questo annoso problema?

Andrea Motta: Allora sicuramente è un tema che si lega, nel bene o nel male, ai tempi moderni e ad Internet. Siamo più schiavi di quanto lo fossero i nostri antenati con questa tecnologia. Purtroppo, le nuove tecnologie implicano anche l’isolamento: ci si aliena e non ce ne si rende conto. Anche per quello, secondo me, il mio contenuto online viene riconosciuto come una piccola fuga, capace di far vivere un’emozione a qualcuno che non potrebbe mai viverla.

Questo sicuramente si lega al problema della natalità: se nessuno esce, non dico per “procacciarsi una preda”, ma anche semplicemente per crearsi delle relazioni (che siano amicizie o magari qualcosa di più amorevole), c’è il rischio di perdersi e rimanere “incastrati” da soli e far sì che non ci sia una prole che verrà.

Una soluzione all’isolamento potrebbe essere a portata di mano: fare più attività fisica, uscire, provare a fare qualcosa o semplicemente, banalmente, anche lavorare. Ho conosciuto tante persone tramite il lavoro. Ci sarebbero tante attività da fare, anche se non so quale sia effettivamente la risposta a questa a questa domanda sul problema della della natalità. Questo problema, credo, sia anche influenzato dall’alimentazione o da come approcciamo la nostra piramide alimentare, perché quello poi ci limita ad avere una natalità di un certo tipo. Quindi, più fattori ci impediscono in questo momento di avere un tasso di natalità forte, non solo in Italia, ma nel mondo occidentale in generale. È un po’ tosta rispondere a questa domanda comunque… Per quest’ultima cosa o ci mettiamo tutti nelle farm e cresciamo lì i nostri figli, con il classico discorso di quei bambini saranno allevati fuori dalla città, oppure… In ogni caso non è un mio problema al momento.

Una domanda che non possiamo non farti: è vero che porti a termine la liason con OGNI singola ragazza che appare nei tuoi video? O non hai abbastanza tempo per tutte?

Andrea Motta: Allora, nessuno sa che nel mio prime, quindi nei video più famosi tutti hanno visto, io sono stato fidanzato, fidanzato con un medico. Andrew Liaison, per quanto sia un grande provolone (o comunque abbia un grande savoir-faire), è un uomo di grande caratura morale e non ha mai portato a termine nessuna liaison di quelle che avete visto. Però, negli ultimi tempi, rispolverando dei contatti e riproponendo un format delle seconde chance, diciamo che ci sono delle liaison in corso. Adesso non le sto mettendo pubblicamente su Instagram, ma penso che qualcosa sia trapelato, sia dal mio tour con radio KissKiss, con un reel e altre stories, insomma.

Posso solo dirvi che è una ragazza apparsa di recente, che mi sta seguendo un po’ in tutta Italia… Potrebbe essere la Liaison con la L maiuscola.

Il tuo charme e savoir-faire sono invidiabili: ma dove hai imparato? Sei andato a scuola di seduzione da qualcuno?

Andrea Motta: La mia piccola convinzione è che chi ci vende questi corsi sia più vergine di quelli che li comprano. Io semplicemente ho avuto una buona educazione da mia madre – sebbene non avessi un buon rapporto con lei – che mi ha educato come signorotto, quando ero bambino. Quindi, è una cosa che mi porto avanti da sempre e che tutti mi riconoscono, che mi ha contraddistinto da bambino e adesso da ometto, insomma, da adulto.

Forse è colpa di mia madre se è nato Andrew Liaison.

Dacci il tuo consiglio definitivo per avere successo con le ragazze!

Andrea Motta: Provarci con le tipe è come una partita a poker: o azzardi oppure rimani con il pallino in testa. Non c’è una vera formula: purtroppo non è matematica applicata, non è geometria analitica, non è una di queste stronzate che si studiano. Quindi uno deve sapersi buttare e poi c’è una piccola regola… In realtà, la donna, o le ragazze in generale, hanno sempre quei cinque secondi per capire se sei adatto a loro no, quindi l’esordio con una goliardata, come faccio io, secondo me è una svolta. Se in 5 secondi la ragazza ti accetta, oppure ti dà adito ancora per dire qualcosa, sei già avanti. Poi, ovviamente, ti puoi ancora bruciare in un battibaleno, perché è puro azzardo lì, eh.

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