AUTOCONTROLLO
Manca ancora qualche giorno. Relax. I manifesti riempiono ancora, muti, i muri e le fiancate dei bus. Il silenzio elettorale in realtà è permanente. Ti hanno detto che il rito del voto è l’ultimo rimasto in questo continente, che nella cabina elettorale nessun altro umano ti vede.
E tu sei solo davanti alla tua coscienza.
Ma fare un passo per uscire di casa, verso dove? Lì fuori c’è la guerra! E purtroppo non sei tu a deciderne le sorti. Gli eventi si limitano a passarti sopra la testa. A passarti attraverso la testa.
Fuori dal tuo controllo.
“Voglio tornare agli anni ‘90,
Le disco in bolla e la gente che salta”
La vecchia trappola della nostalgia. Non farti fottere. Tornare indietro è impossibile, stacce.
Ti hanno regalato un sogno concluso e che nemmeno in passato si è mai realizzato. Ripeti stancamente il rituale: inforchi la matita e fai la tua X. Ma non ha più senso, non ha più significato.
Forse non l’ha mai avuto.
Questo è il momento guardare avanti. E nessuna scheda ti aiuterà a riprendere il futuro. Sei in guerra, nell’uniforme che vedi però non c’è nessuno. Perché quel soldato sei tu! Manca poco e sarai tu a vestire quei panni. Ah no, giusto, già ci sei dentro.
Ormai lo sai.
Ti stavi dimenticando di una cosa: in trincea non si vota.
È il momento di prenderne coscienza, di riprendere possesso della tua vita. Che gli eventi abbiano luogo nel tuo cervello, che scorrano lungo il corpo, che raggiungano le estremità delle tue mani. Tutto sta qua. Passa dai tuoi polpastrelli, dallo schermo che stai scrollando. Nella capacità che hai di dominare i flussi che rimbalzano tra i tuoi emisferi, destra-sinistra, sinistra-destra. Quando avrai capito come combattere lì dentro avrai in mano il mondo. Se la guerra, la storia, passa per la tua mente, allora sei tu il protagonista. Sei tu il padrone del tuo destino.
Serve solo Autocontrollo.