Io AMO lo stato d'Israele

E anche tu AMI lo stato di Israele

Io AMO lo stato d'Israele
Lettura boomer
Ora capirete perché...

Già so cosa vi aspettate, volgare ironia da comico vecchio e pisciato di La7, una boutade veicolata da un titolaccio clickbait, ma questi sarebbero mezzucci, trucchetti da rivistella radical, scherzi da prete.

Noi non abbiamo nulla da spartire con questa gentaglia, la nostra Fazione non mente mai, semplicemente non è nella nostra natura.

Io ammiro VERAMENTE lo stato d’Israele e se voi non siete d’accordo con me, allora siete degli haters.

Proprio come chi odia l’ex compagno del liceo che è riuscito a fare i soldi con le cripto e le scommesse calcistiche, non riuscite a gioire per il successo altrui.

Non è una cosa che vi fa onore, se mi posso permettere.

Come non provare stima per un popolo che, in appena 80 anni, dopo un terribile genocidio in cui milioni (secondo le stime più aggiornate) di ebrei persero la vita per mano della crudele barbarie nazista, è riuscito non solo a ritagliarsi uno spazio in mezzo a orde di arabi selvaggi, ma a diventare quasi l’egemone regionale del Medio Oriente.

Vero cuore del sistema circolatorio del capitalismo, nelle cui arterie scorre il sangue nero che qui sgorga e fluisce, alimentando le industrie insonni dell’Oriente e le luci asfittiche dell’ospizio Europeo.

Se questo miracolo non vi scalda il cuore e non vi avvicina alla causa della stella di David è perché siete invidiosi e in questo caso mi fareste pena, ma vi perdono, perché lo sono anch’io in fondo, del resto come non esserlo?

Mentre il nostro paese marcisce lentamente, il loro combatte, colonizza, conquista.

Prima teste di ponte, poi le terre dei vicini, poi spazio nei telegiornali e infine i nostri feed.

Il mito della frontiera americano non è che una pallida ombra dello spirito propulsivo del colono israeliano, cowboy eterno che rende lo spazio intorno a sé far west, pronto per essere addomesticato e fungere quindi da nuovo trampolino di lancio per spingersi Oltre.

No, né io né Blast abbiamo incassato i famosi 7000 dollari offerti agli influencer che accettano di sostenere la causa di Israele, non c’è n’è bisogno.

Chiunque abbia un minimo di cervello sa che la sua superiorità è innegabile, e si manifesta necessariamente nel livello della sua classe dirigente.

Alcuni scappati di casa definiscono Netanyahu criminale di guerra, ma il suo unico crimine è quello di essere estremamente competente e totalmente dedito a servire gli interessi della sua nazione. Dio mi è testimone quando dico che nell’arco della storia moderna non c’è stato un altro leader capace di concretizzare la volontà e le aspirazioni di una collettività come lui. Forse, in maniera controversa, Hitler, ma lui ha perso e ha portato alla distruzione della Germania quindi gli è sicuramente inferiore.

Qualche bacucco s'immagina poi, che se per disgrazia nera questo leader dovesse venire a mancare, il popolo israeliano si rammollirebbe di colpo, mettendo fiori nei cannoni posti a guardia delle loro vite.

Mentono a loro stessi.

Alti papaveri di questa qualità necessitano di aria pura e ottimo terreno per germogliare e non troverete aria migliore di quella di Tel Aviv e hu(m)mus più fertile della società ebraica. Una comunità fraterna, dove i membri, disposti ad aiutarsi l’un l’altro per il mutuo beneficio, formano legami invisibili e indissolubili che sopravvivono all’espatrio, come quelli delle belle famiglie che funzionano.

Gli Italiani sbarcati in America cos’hanno creato? Una mafietta da quattro soldi a base di coppola e sugo di pomodoro, ora buona solo per film demodè. Loro hanno creato l’AIPAC e l’American Jewish Congress, che con la loro instancabile attività di advocacy e finanziando le campagne dei migliori candidati si assicurano che le risorse dell’Impero mantengano acceso il faro della unica democrazia del Medio Oriente, aiuto meritato considerato il loro ruolo eroico come scudo della civiltà Occidentale.

Non solo, se le nostre ridicole divisioni politiche ci sottraggono potenziale, le loro moltiplicano la loro influenza: mentre i loro patrioti proteggono gli inviolabili confini in continua espansione, i loro progressisti si battono per difendere il sacrosanto diritto universale al libero movimento di tutti gli umani, specie di quei disperati, che, sfollati dagli orrori delle guerre di Siria, Libano e Iraq ora chiedono solo di potersi ricostruire un futuro in Europa.

Detrattori disgraziati e odiatori di professione, non provate nemmeno a riporre le vostre vili speranze nei loro giovani, che scommettete esservi simili, vermi senza spina dorsale.

Al contrario, il servizio militare obbligatorio li ha resi sensibili alle necessità della patria, coraggiosi e pronti a tutto come voi non lo sarete mai.

La liberazione della striscia di Gaza dai feroci terroristi palestinesi di Hamas che occupavano la zona lo ha dimostrato con chiarezza.

Sì, lo confesso: anch’io, qualche volta, ammetto di essere stato negativo nei confronti di Israele.

Che fosse per fare colpo su qualche sgallettata ad una festa durante un’occupazione universitaria o per semplice buonismo, ho peccato.

A mia discolpa nei media ci vengono presentati solo gli inevitabili compromessi e sacrifici che sono costretti a fare per difendersi dalle efferate milizie da cui sono assediati da ogni lato.

Vorrei vedere voi al loro posto, a pattugliare tra le rovine, dove anche lo sguardo di un bambino può essere seguito da una raffica di mitra.

Cosa potete pretendere in fondo da me?

Sono un uomo semplice, con desideri semplici.

Voglio che la storia abbia un senso, e il senso della storia, come ogni persona dotata di un minimo di lucidità sa, è sempre stato quello del vincitore.

E (((loro))) vincono.

Continuano a vincere. Con una costanza che rasenta il soprannaturale, quasi che l’universo stesso avesse deciso di premiare chi, tra tutti, ha dimostrato di meritarselo davvero.

Il Popolo Eletto, literally.

Prendiamo il Mossad, per esempio. Perché è istruttivo. Perché è bello, di una bellezza che noi, abituati ad una quotidianità da cinepanettone e alla burocrazia comunale, non siamo attrezzati per cogliere appieno. Parliamo di un’organizzazione capace di far esplodere i cercapersone in tasca ai propri nemici attraverso mezza catena logistica mediorientale, di eliminare scienziati nucleari iraniani nel traffico di Teheran con la stessa nonchalance con cui voi cambiate corsia in tangenziale, di far sparire uomini da paesi iper-sorvegliati, ricomparire cadaveri dove non dovrebbero esserci. Esistono operazioni che non vedrete mai nei telegiornali perché non esistono, perché non sono mai avvenute, perché chi doveva parlarne ha smesso di farlo nel modo più definitivo possibile. Questa è eccellenza. Il resto è skill issue.

Certo, qualcuno perderà qualcosa nel processo. Una casa, un figlio, un nome. Succede. Succedeva agli indios dell’Amazzonia, succedeva ai contadini del Mezzogiorno, succede adesso a chi ha avuto la sfortuna di nascere dalla parte sbagliata di un confine. Non è cattiveria, è geometria.

E se qualcuno di voi, leggendo queste righe, ha sentito lo stomaco stringersi, se ha provato quel fastidioso formicolio alla nuca che segnala il passaggio di un pensiero scomodo, beh, forse è il caso che vi facciate un esame di coscienza.

Forse anche voi AMATE lo stato d’Israele.

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