La copertina sul nasino, risposta a Francesco Piccolo

La copertina sul nasino, risposta a Francesco Piccolo
Lettura boomer
Ciao. Sono Anonimo Milanese. Oggi mi sono deliziato leggendo un articolo della Repubblica, scelta sbagliata lo so, ma non ho avuto voglia di andare oltre al titolo e sottotitolo

(anche perché non darò mai soldi a un giornale)

Eccoti lì, ti immagino già:

Con la coperta su, fino al naso, con davanti un’ennesima serie di Netflix che ti fa vedere quanto è disgustoso il Sudamerica, tra narcotrafficanti e coca. Eccoti, sei lì e ti muovi nella tua coperta, mentre aspetti i 90 anni minimo pre-pensionamento. Eccoti, sei lì, nessuno ti può giudicare, mangi, ridi e ami.

Non vuoi cucinare la pasta, perché hai lo stomaco pieno di pesce crudo e riso, comunemente detto All You Can Eat, tra un cinese deportato e un cameriere bangladese, ma a te piace perché è multietnico, eccoti quindi lì tra le coperte, mentre un attore spagnolo fa una rapina al tuo piccolo, e vuoto, cuoricino vendi-giornali.

Lavorerei di più quest’anno e sarai felice, già ti immagino. Arrivare lentamente alla pensione, quando finalmente sarai in libertà. Arrivare lentamente alla data del tuo decesso, che un po’ tutti vorrebbero così possono sostituirti con un economista appena uscito dalla Bocconi, o forse una scrittrice delle Holden.

Chi lo sa…

Eccoti, diamoci del tu, ti chiamerai di certo Sofia, indipendente, forte e centinaia di bandierine su una mappa europea, avendo visitato Praga, Berlino e altre cittadine saprai bene dove ti trovi ora.

Sei in Italia, a Milano sicuramente, nella Bene ovviamente, mica quella brutta.

O forse ti chiami Francesco Piccolo, e sei così. Piccolo e indifeso sotto la copertina, povero giornalista mio, finito a lavorare per quei brutti musi delle grandi compagnie di regime.

E sei lì, mio piccolo Fra. Sei lì e vorresti scrivere un pezzo dove smascheri tutto.

Ma tu sai, in cuor tuo, che non sarà mai così.

Per questo non ti dirò che hai sbagliato, certo, fa parte de ilBlast non avere pietà, siamo tutti piccoli grandi mostri. O’ Francesco, povero mio…

Francesco Piccolo
Ancora scrivi per loro…

Ora sei qui e stai spulciando l’articolo, in cerca della risposta, che sai benissimo non ti arriverà mai.

Cerchi la frase che ti fa provare quella strana nostalgia per un ventennio dove esisteva la stampa di regime, e vorresti essere almeno il giornalista di una testata simile. Che nomi poi… grandi firme, vero?

Ma posso darti di meglio.

Posso renderti un giornalista focoso, appariscente, farti venire con noi nella Matrice e perdonarti, con un abbraccio fraterno, una pacca sulla spalla e dirti.

Se hai un articolo che merita la nostra visione inviacelo!

Saremo più che disponibili a pubblicarti.

Dopotutto: la fine dell’infodemia è la fine dei giornali.

E quale miglior modo che rubando loro le firme?

Un bacio e forse, sarai un po’ più felice a scrivere per noi…

A.M.

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