Monopattino invertito

Monopattino invertito
Lettura zostile
Gnnnnnnn *batteria scarica* "Uff, proprio ora che ero quasi arrivato, sarà meglio procedere adagio(ミ ̄ー ̄ミ)"

Oggi voglio fare coming out. È deciso. È inutile girarci intorno. SONO GAY!!!!! G-a-y. Gaio. Frocio. Finocchio. O almeno credo. Voglio gridarlo a tutto il mondo. Devo dirlo ai miei. Sicuramente se la prenderanno a male, dato che viviamo in un Paese così retrogrado, pieno di pregiudizi. Se solo ci fosse il Nazismo, durante il Nazismo eravamo tutti finocchi, tutti nudisti, e si stava meglio. Ma in fondo, a pensarci bene, e ci ho pensato a lungo, la colpa è di mio padre. È stato lui a regalarmi quel cazzo di monopattino. Io neanche lo volevo. Stavo una bomba con il mio Scarabeo, 2 tempi, cinquantino da etero classico, con la vita sistemata, rispettabilissima. Avevo la ragazza, giocavo a calcetto, ci davamo le punte con gli amici dietro al Mallia per fare le pinne e farci le pippe in macchinetta. Poi a 22 anni mi regalano il monopattino, ed è stato un attimo.

Sarà la postura che si assume, l’ergonomia del mezzo, sarà che a forza di andare a 25 km/ora senza sentire lo scoppio della benzina ti viene voglia di cazzo, o comunque ti passa la voglia di fica. Hai voglia di qualcosa di eretto, di duro, di distruttivo, giusto per compensare. Non lo so cos’è esattamente, ma a forza di utilizzarlo ho cambiato modo di vedere le cose. Sono diventato più gentile, mi fermo sulle strisce per far attraversare i pedoni, mi ha invaso un senso civico, cosa a cui prima ero del tutto estraneo, ho cominciato a fare dei sit-in per manifestare contro la violenza sugli animali.

O muori da coglione investito da un bus, o vivi tanto a lungo da diventare finocchio.

Questa è la dura legge del monopattino.

Se i genitori a 14 anni ti fanno il booster Spirit, o lo Zx, è chiaro che alla fine ti fai il doppiotaglio e diventi un criminalotto di borgata, cominci a spacciare, ti metti con la figa della classe che ha preferito lavorare al bar invece di studiare e per una serie di sfortunati eventi finirà a fare la netturbina, ma tu l’amerai ancora perché il booster ti ha insegnato ad amare. Se ti fanno il Kymco probabilmente verrai bullizzato durante tutto il liceo e ti iscriverai a ingegneria informatica. Se ti fanno il Liberty hai il 50% di probabilità di diventare gay e l’altro 50% di studiare architettura. Se a vent’anni ti fanno il monopattino non scappi, puoi diventare solo gay, metrosessuale al massimo. Zainetto in spalla, borraccia d’alluminio, Internazionale nella tasca del tuo Montgomery preso a Porta Portese e hai fatto, eccola lì.
Quello che ho capito è che gli oggetti che possediamo ci indicano anche un modo d’essere. Non siamo noi a leggere il libretto di istruzioni sono loro a istruirci. Ci addestrano.

Ma non solo le cose. Anche i servizi, anche le app e tutte queste stronzate anodine e insospettabili, contengono una modalità d’uso. Se vogliamo usarle dobbiamo diventare come loro.

Usi deliveroo? Non ti migliorerà la vita, manco per il cazzo. Ti ridurrà a mangiare merda da solo davanti ad una serie TV a mezzanotte passata. Poi ti farai una pippa e vorrai morire. Perché? Perché Deliveroo ti dà la possibilità di farlo e quindi tu lo farai, perché sei un debole. Perché se non esci di casa per fare la spesa e non porti 3 casse d’acqua fino al terzo piano nel tuo misero monolocale da fuorisede fallito e non ti smazzi per cucinare almeno due spaghetti, sei un debole e Deliveroo lo sa. L’algoritmo ti guarda, lo sa che sei pigro, domani nel tuo feed di Instagram ti consiglierà solo plaid e pantofole.
Le madri un tempo ti mettevano la cena davanti alle 20.00 in punto, ti facevano lavare i piatti e se non volevi andare a dormire eri costretto a vedere uno sceneggiato Rai del cazzo accanto a lei. È chiaro che il giorno dopo sei pronto a invadere la Polonia. Oggi no. Oggi sei stanco. Vuoi solo salire sul monopattino, dopotutto è elettrico, va da solo.

Non sai come, non sai perché. Non inquina, non fa rumore, non puzzi di combustibile e di marmitta. Sei pulito, carino, pigro di testa ma ben vestito.

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