Virtual Bug

Virtual Bug
Un'infestazione di Bed Bugs, che cosa sono? Qual è il futuro possibile? Che cazz

Tutto cominciò dopo quel mega raduno di concertari techno durato più di un mese. Nato come protesta alla reclusione post-post pandemia, cambiò il mondo per sempre. Fu lì, infatti, che nacque la più grande infestazione di bed bugs mai vista. 

Di questi diabolici insettini se ne sentiva parlare nei libri o film di primo Novecento, soprattutto da soldati e carcerati. Si replicavano a velocità spaventose, nutrendosi di sangue umano durante il suo sonno. Durante il giorno sapevano nascondersi perfettamente nelle toghe, nei battiscopa e materassi.. lasciavano traccia di sè solo con punture pruriginose sulla pelle e con schifose macchie nere lasciate lungo il loro percorso (sangue digerito). Eliminate negli anni ’60 grazie al DDT, iniziarono a ricomparire evolute e resistenti all’insetticida nella prima metà del XXI secolo. Insediate tra le poltrone dei treni e degli aerei low cost si divertivano a girare il mondo e colonizzare nuovi letti, soprattutto quelli di ostelli fatiscenti. Ma fu, appunto, dopo il no stop di musica e eventi e festa che la situazione esplose e fu impossibile un ritorno. 

Il sonno divenne incubo, ogni notte sentirsi divorati dagli insetti era una condanna che nessuno riusciva più a sopportare. Ormai le cimici spuntavano da ogni insenatura. Occupavano ogni piccolo spazio, colmo delle loro uova, esuvie ed escrementi. La gente iniziò a provare ribrezzo per se stessa. Per la propria pelle piena di morsi, per il proprio sangue, per il mondo organico/vivo. 

La soluzione arrivò dopo molti decenni. L’imperativo fu: eliminare mondo organico. Vennero costruiti edifici giganteschi, al loro interno migliaia di celle perfettamente isolate ed ermetiche. Nessun contatto con nessun materiale vivo. Ogni cittadino veniva inserito solo in una di queste piccole e sterili celle. Prima però doveva sottoporsi al trattamento eliminazione mondo organico. Rasatura dei capelli, dei peli, lavaggio rapido ma efficace a 100 gradi della pelle, rimozione delle unghie. Poi veniva consegnata una tuta fatta di materiali sintetici completamente isolante, aderente e traspirante. Le ghiandole del corpo venivano inibite tramite trattamento farmacologico per ridurre al minimo le secrezioni. Anche l’apparato urinario e intestinale venivano quasi addormentati grazie a una innovatissima dieta composta da compresse che riducevano al minimo gli scarti, dando il nutrimento strettamente necessario alla sopravvivenza.

D’altronde la vita si era spostata altrove, e al corpo umano ormai serviva pochissima energia. In parte la vita si era risvegliata rigogliosa e minacciosa al di fuori delle celle. La natura, flore e fauna, avevano ripreso a governare il mondo esterno. Solo nel cielo volavano insieme agli uccelli i droni trasportatori. Per le persone, invece, la vita si era spostata nella rete. Nel VirtualWorld.

Che meravigliosa salvezza era stata per tutti. Finalmente un mondo asettico, pulito, perfetto. Ad ognuno veniva assegnata la propria VirtualIdentity e il proprio Avatar. Con quello, nel VirtualWorld, potevi andare al VirtualWork, al VirtualCinema, al VirtualSupermarket eccecc. Insomma la vita era rimasta la stessa di prima, solo che era VirtualLife. Perfetta e sterile, impossibile da contaminare. Lì potevi ancora mangiare la VirtualPizza, la VirtualPasta e le tradizioni si mantenevano intatte. L’Avatar di Sara, per esempio, proprio ora stava facendo soffriggere il v.aglio prima di aggiungere i v.pelati. Intanto il suo v.marito grattuggiava il v.grana. Non aveva importanza se in realtà erano seduti davanti a un computer nella loro cella. Si trattatava solo di realtà diverse: la realtà e la v.realtà. Stadi e luoghi diversi dell’esistenza. Modi diversi di percepire e concepire. Ma sempre i soliti usi e disusi (Natale, vacanze estive, domenica dai nonni, bollette da pagare, fila alle poste, SanRemo). L’importante era essere puliti, sterili, asettici. I dettagli della VirtualLife sarebbero infiniti da descrivere.. fatto sta che procedevano e progredivano ormai da più di tre secoli. L’obiettivo era stato raggiunto, non si vedevano bed bugs da due secoli. Eppure nel VirtualWorld si continuava a tramandare la storia di quel terribile periodo, a ringraziare la VirtualLife di non dover più convivere con simili fastidi e angosce come quelle legate al mondo organico. 

Anche nel VirtualWorld si discuteva di v.temi politici e anche lì gli Avatar creavano v.alleanze e v.idee. Si sapeva, infatti, che i v.progressisti e alcuni v.imprenditori spingevano per accellerare la v.life e renderla ancora più totalizzante. Cambiare v.età in un secondo, cambiare v.sesso, v.luogo, v.casa..ora sei a V.Roma, subito dopo a V.Hong kong senza prendere un v.areo. Insomma perché restare legati ai costumi e alle tradizioni del mondo organico quando si potevano sfruttare le infinite opportunità del Virtual al 100%?

I v.conservatori, invece, sostenevano fosse necessario rimanere ancorati alla vita organica per avere delle v.radici, un v.passato, per non perdersi nel v.caos.

Di questo parere era anche un piccola v.cellula anarcoide. Da sempre contraria alla VirtualLife, era composta da alcuni v.visionari pazzi inseriti di forza nelle celle. Per loro la VirtualLife era blasfemia. Inizialmente cercarono di resistere senza connettersi, ma la loro vita divenne presto una durissima prigionia. Piuttosto che impazzire, accettarono la VirtualLife e cominciarono a incontrarsi clandestinamente in certi v.bar poco raccomandabili. La loro missione era una sola: la distruzione del v.World. Metodo drastico e violento per riappacificare la popolazione con se stessa. 

Sara stava discutendo agitata proprio di questo con il suo v.marito. Entrambi erano tra i fondatori della v.cellula anarcoide e sapevano di essere finalmente vicini all’inizio della distruzione. Il v.marito, infatti, si era svegliato alcune v.mattine prima con una strana v.bolla rossa sul v.braccio. Ottima notizia per loro. Quel giorno avevano inoltre notato delle v.macchie nere sul loro v.letto. Fantastico. Il v.esperimento durato anni stava ora dando i suoi primi v.risultati, la loro v.camera era a tutti gli effetti un v.laboratorio… Sara e il marito erano riusciti a formulare la giusta programmazione: finalmente nel loro v.materasso esistevano e si nascondevano delle minuscole e affamatissime VirtualBedBugs

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