Permacrisi, stagflazione, inverno demografico, decrescita felice, le accise, ecc.
“Vi piace un mondo così? A me fa cagare un mondo così.”
(M. Adinolfi).
Prima del mondo, gli italiani. L’Italia ha bisogno di uomini nuovi.
Gli uomini nuovi non sono gli uomini vecchi, e gli uomini vecchi, i più vecchi in assoluto, sono gli universitari italiani.
Anziani, senescenti, escono dagli atenei ripetendo vecchie formulette.
Piccoli Benigni (come i tumori?), parlano del mondo come se un fosse un libro di testo. Non sono in grado di osservare la realtà senza un filtro teorico pre-compilato (es. vedranno e interpreteranno un crimine prima tramite la lente delle ragioni socioeconomiche, poi come fatto reale).
Tutti i fatti possibili sono già pre-avvenuti a livello teorico nella loro mente. Il loro compito, da vecchi saggi, si limita a trovare un modo di confermare una loro tesi leggendo (male) i fatti. Incasellano e commentano bene, ma l’azione o il pensiero del giovane universitario o post-universitario si manifesta solo sotto forma di velleità.
L’università forma ogni giovane italiano per diventare idealmente Edoardo Prati. Un mestiere che possono fare in pochi. A meno che Fazio non si trasformi in un “Diprè per l’Universitario” e vaghi per gli atenei con un microfono chiedendo: “Ecco ci dica cosa avrebbe votato De Andrè al referendum?” A noi blastidi suona ridicolo, lo so, ma verrebbe preso molto seriamente.
Un altro mestiere particolarmente compatibile sono le giovanili di partito. Avete notato che sono tutte piene di frocetti e di catechiste mancate? A ruota ogni altro mestiere, dall’assistente di studio notarile al dipendente McDonald’s.
La prima regola che viene impressa nella mente dell’universitario italiano è che non è possibile pensare altrimenti.
Non è possibile pensare altrimenti al lecchinaggio, al viscidume, alla pedestre memorizzazione e all’ossequio. O Edoardo Prati, o quest’ultima opzione. O entrambe, contemporaneamente.
Cos’è allora l’università italiana?
Leccare il culo ai professori (a cui è universalmente concesso un prestigio Mega-Galattico), essere intrappolati nello schema truffa del fuoricorso, la stigmatizzazione continua, il sistema delle sessioni (che all’estero non esiste) la cui supposta flessibilità non libera, ma genera ansia suicida, le modalità d’esame che non prevedono l’utilizzo del pensiero critico, ma l’allineamento quasi dottrinale agli assiomi del docente, le tesi, da far pre-approvare in ogni passaggio, nei tempi e nei contenuti, a un professore che successivamente, in sede di laurea, procederà a stroncarla.
Questo ciclo di estorsione, umiliazione, castrazione, scam, ricatto e inibizione continua, crea catene che abituano i cani a non correre, a fermentare schiacciati e appiccicaticci in aule studio anguste.
Nelle biblioteche universitarie, scene da mensa di Oliver Twist, da allevamento intensivo, mentre la nostra futura classe dirigente impara a essere schiava.
Come oche da foie gras, abituate a inghiottire e vomitare a comando, gli universitari italiani escono da quelle fabbriche del disagio con un collo lungo, alto abbastanza da percepirsi autorevoli, altrettanto facile da torcere e strozzare.
Quello che le università italiane si devono ficcare bene in testa è che sono dei fornitori di servizi. E che forniscono un servizio di merda. Il fatto che detengano un monopolio normato e approvato dallo stato non deve sottrarli al fallimento e dalla rovina.
Hanno venduto merda e stanno rendendo vecchi e impotenti i ragazzU.
La merda ci fa schifo e i nostri figli sono in pericolo.
Questi “giovani” uomini vecchi, questi universitari, sono resi inabili, mutilati, e costituiscono un peso per la classe ignorante, che deve (loro sì) tollerarli.
Persino la lotta per le cause popolari è tormentata dal brusio di quell’inutile zavorra.
I nostri professori intanto ingrassano indisturbati, figli di carriere immeritate, privilegi, amichettismi, circolini, affiliazioni politiche o peggio ancora collusi, se professionisti attivi del settore.
I megadirettori puntano a rendere le città “universitarie”, ampliando gli atenei all’inverosimile e timbrando convenzioni di studentati coi peggiori speculatori edilizi. Agendo come capi mafiosi, puntano ormai al controllo e all’alimentazione del degrado urbanistico e sociale. Alla tv, sulla stampa, tutti gli diciamo bravi, compriamo il libro del professore, andiamo alla lectio magistralis, al festival della letteratura, guardiamo il video su youtube, ci facciamo dire cosa votare.
Quel professore è una merda, ficcatevelo bene in testa.
Deve campare, anche lui fa il suo mestiere, ma è un omertoso bastardo. E tutti tacciono.
Nessuno parla di quanto sia una merda l’università italiana.
L’unica soluzione è organizzarci e piazzare delle bombe in tutte le sedi universitarie italiane esistenti.
Al silenzio si risponde solo col rumore!
MANUALE OPERATIVO DI DEMOLIZIONE
MATERIALI:
Per lavori di demolizione autorizzata, senza contare il metodo Torri Gemelle, un esplosivo comunemente usato è SEICAR (composto da VENTISETTECARATTERIUUUUUUU) è un esplosivo abbastanza facile da realizzare. Non saremo noi a dirti come fare, ma esiste documentazione consultabile. Agli utilizzi consentiti si accende grazie a 34caratteriuuuuuuuuuuuuuuuuuu, tipo sedicicaratterii.
FASE 1:
Ricordati di mappare ventottocaratteriaaaaaaaa. Osserva il aaaaaaaaaaaaaaa e trova le zone cieche e definisci wallahcimettonodentro. Porte chediocelamandibuona telecamere sono tutti aspetti da considerare.
FASE 2:
Il team si ritrova verso le 24 e si divide in tre gruppi: aaaaaaaaaaa, aaaaaa e aaaaaaaaaaaaaaa. Si può posizionare Aaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaaa e cospargere di bezz zzz zzzzzzzzz. Se dovesse esserci un’esplosione, respawnate prontamente.
FASE 3:
Qualche giorno dopo verrai arrestato, ma che ne sarà invece dei Professoroni?
Poiché l’infrastruttura fisica del sapere (Aule, Biblioteche, Dipartimenti) è stata rimossa, il Professore diventa un Oggetto di Esubero.
Il ricollocamento fisico non sarà un trasferimento, ma un declassamento funzionale. Il Professore verrà privato del titolo accademico e reintegrato nella società civile come manovale o come entità dal basso prestigio.
DESTINAZIONI PER AMBITO DISCIPLINARE
FACOLTÀ UMANISTICHE
Destinazione: Centri di smistamento rifiuti urbani.
Mansione: Separazione manuale dei rifiuti, con predilezione per quelli taglienti, tossici o pesanti. Ogni processo verrà modificato per massimizzarne l’inefficenza, es. sminuzzamento delle bottiglie in plastica con forbici dalla punta arrotondata.
FACOLTÀ SCIENTIFICHE
Destinazione: Macelli.
Mansione: Pulizia degli intestini e degli stomaci degli animali macellati. Rimozione di grasso, tumori e residui solidi dalle pareti interne. La loro alimentazione consisterà in una selezione a loro scelta degli scarti di lavorazione.
FACOLTÀ ECONOMICO-GIURIDICHE
Destinazione: Allevamenti suini intensivi.
Mansione: Rimozione manuale delle deiezioni fresche dalle stalle, raschiatura delle superfici, pulizia delle canaline di scarico e recupero manuale del letame incastrato tra gli zoccoli dei maiali. Il mestiere è da svolgere nudi, con la possibilità di costruirsi indumenti di fortuna col fieno o con tessuti di scarto industriale.
Con questo piano, l’università ritroverà finalmente il suo senso.