L'IRA DI SAN PATRIZIO

L'IRA DI SAN PATRIZIO
Lettura zostile
Oggi è il 17 marzo.

In principio era un’isola. Verde, celtica, libera. La legislazione italiana la definirebbe invero “comune sparso”: un comune diffuso sul territorio senza un vero centro di potere. Ma più in grande. Noi che ci siamo formati su Asterix & Obelix sappiamo che Uderzo e Goscinny hanno volutamente sbagliato la collocazione geografica “dell’irriducibile villaggio gallico” – abbassando di quel che basta le latitudini – solo per la tradizionale abitudine francese di credersi stocazzo.

Poi venne lui: San Patrizio. Oggi lo festeggiamo, ieri sera l’abbiamo onorato.

La birra è scorsa a fiumi al Pub Crawl di Roma. Chi vi scrive ancora non si è del tutto ripreso.

San Patrizio cristianizzò sapientemente l’Irlanda, senza stravolgerne i costumi. Le chiese coprirono i prati, ma non per questo l’essenza indomita degli irlandesi si assopì. Si può dire che da allora in Irlanda non sia cambiato moltissimo. Chiunque sbarcò dopo il Santo fu preso a calci. Ma i monaci che dall’Irlanda partirono furono maestri per le popolazioni che incontrano sul continente. Lo spirito irlandese non si spezzò nemmeno di fronte al più grande impero, quello britannico. Definitivamente annessa al Regno Unito nel 1800, l’Isola iniziò una lotta di liberazione che non è ancora finita, alla quale non si può guardare che con ammirazione.

Oggi l’impero è globale e il suo potere si è fatto capillare. La lotta s’è spostata su un piano psicosociale, il controllo si è fatto individuale, il soldato inglese ha dismesso le armi ed è diventato una Karen.

L’Irlanda col suo esempio secolare ci insegna che resistere alla pervasività dello Stato moderno, alle sue grinfie, non solo è possibile, ma è necessario.

Un tempo l’Irlanda fu la più grande spina nel fianco per gli inglesi, una minaccia, un coltello puntato a qualche km da Londra. Colpire forte, dove fa male. L’Impero non si è reso conto oggi che si è avvicinato troppo a noi, che ora è vulnerabile. Anche gli inglesi non lo capirono. Vogliono entrare nella nostra testa. Non glielo permetteremo.

Faremo come gli Irlandesi.

L’IRA di San Patrizio si riverserà su di loro.

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