Il 2026 inizia con il freddo,
quello vero, quello di quando eravamo piccoli.
Nel 2026 i nostri bersagli hanno vent’anni, e si dice che a vent’anni si abbia il fuoco dentro.Vedremo se lo hanno realmente.
Oggi Bardo di Piave e F!X!T intervistano i Vaeva.

Facciamo subito una doverosa premessa.
Conoscevamo la musica, ma non le persone dietro il progetto Vaeva.
Ci siamo trovati di fronte a una vera band, che non fa musica per convenienza, che si diverte, che fa la band.
Vi presentiamo i Vaeva, ovvero Sara, Jacopo, Gheb, Edo, Bichele.
È da un’ora che ci aspettano, e dicono di aver preso probabilmente due multe venendo in macchina al
Bar Doria, la tana dei pirati, la backroom di Milano.
Dicono non essere espertissimi della viabilità meneghina, hanno 20 anni e vengono dalla Brianza,
le multe possono solo che aumentare i loro punti esperienza.
Bardo:
Oggi nella musica e non solo tutti vogliono diventare virali. Voi lo siete diventati.
Come si fa a diventare virali?Potremmo definire i Vaeva come la band pioniera della viralità in Italia?
Jacopo:
Noi dall’inizio quando avevamo una formazione diversa (io+Edo+Gheb) facevamo i video nella sala prova del paese…
Sara:
a pagamento.
Jacopo:
Esatto, a pagamento.
Ci siamo ripresi mentre suonavamo Smells Like Teen Spirit.
L’abbiamo messo su TikTok e su Instagram, e su TikTok è andato pure bene, una roba devastante, tremenda, faceva schifo,l’abbiamo messa senza nemmeno riascoltarla.
Sara:
Quando abbiamo raggiunto la formazione definitiva, abbiamo cambiato il nome del progetto (da
The LakeshoreaVaeva)
e quindi l’abbiamo modificato in tutti i profili social, il che è stato pure un azzardo.
Secondo me in questi 2 anni avremmo sì o no smesso di postare per due settimane in totale.L’andare virali, diciamolo, va ovviamente a culo.
Ciò che è essenziale è la costanza.
Quando hai il profilo nuovo Instagram ti spinge un po’ di più, ma smettere e poi riprendere di continuo è una strategia che non paga.
In ogni caso, non bisogna fasciarsi la testa se un contenuto non va virale.
Anche noi abbiamo alti e bassi.
Ci raccontano di uno dei loro contenuti di punta:
la rivisitazione della sigla pubblicitaria la mucca fa mu-mu.
Jacopo:
Possiamo dire che siamo stati i pionieri di certi video amatoriali.
Sara:
Siamo i pionieri del grandangolo.
Al che citano Favij.
Bardo:
A proposito di Favij, raccontateci a chi vi ispirate del mondo youtube.
Edo:
Jacopo:
I nati negli ‘80 leggevano Jack Frusciante è uscito dal gruppo,
noi del 2000 guardavamo Favij.
Gheb:
Favij, ma solo su Happy Wheels.
Edo:
E anche Yotobi.
Gheb:
Da piccolo guardavo anche Gabby.
Jacopo:
Ci siamo ispirati molto al periodo d’oro di youtube, ovvero il 2016,
l’editing dei primi nostri video è quello.
Siamo profondamente legati a quella generazione di youtuber.
Il 2026 è il nuovo 2016.
Bardo:
Però possiamo dire che YouTube non è morto come piattaforma.
Bichele:
È morto YouTube Italia.
Non esistono più i grandi creator di quegli anni, e quelli storici non fanno più i numeri che facevano prima.
Bichele interviene poche volte, ma quando lo fa apre squarci di verità nel
Velo di Mayacalato sul mondo.
Gheb:
Ormai per fare numeri su YouTube devi avere dietro una produzione della madonna.
Bichele:
O diventi punto di riferimento per una nicchia molto specifica oppure serve una produzione importante a supporto.
Sara:
Una volta la soglia dell’attenzione era molto più alta.
Ora guardarsi un video che dura 10 minuti sembra follia.
Gheb:
Feega una volta erano lenti.
Al che i Vaeva notano il foglio delle domande,
e una di queste suscita la loro curiosità.Ma ogni cosa ha il suo tempo.
La prossima non sarà quella.
Bardo:
Parliamo di cover.
Doveste suonare una cover nelSottosopra(Stranger Things)
come ha fatto Eddie nella quarta stagione (Master of Puppets – Metallica),
quale suonereste?
Jacopo:
Running Up That Hill, l’abbiamo già suonata e ci veniva molto bene.
Sara:
Era bellissima, ma ora ce la siamo dimenticata.
Come cover comunque a me piace un sacco Are You Gonna Be My Girl.
Anche se adesso abbiamo inserito nel repertorio canzoni italiane, come La collina dei ciliegi di Battisti.
Bardo:
Com’è essere passati da inediti in inglese (
done) a inediti in italiano (Preda dei venti)?
Sara:
A un certo punto ci siamo accorti che la gente cantava i nostri brani in inglese biascicando però le parole.
Siamo perciò passati ai testi in italiano, e ora mi trovo molto meglio a scrivere nella mia lingua.
Jacopo:
La svolta c’è stata quando abbiamo suonato con Camilla dei Ros che ci ha detto:“raga dovete cantare in italiano”
e ci siamo gasati un botto.

B (Michi):
Cover in inglese, canzoni in italiano, nome in singalese.
Bardo:
Noi pensavamo invece che
Vaevafosse presa dalla lingua svedese,
in cui Vaeva = guaio (secondo Google Traduttore).
Qual è il guaio più grosso che avete combinato?
Edo:
Pisciare sotto il palco di un cantante famoso.
Jacopo:
Molto bravo.
F!X!T:
Il cantante o Edo?
Jacopo:
Edo ha dimostrato una grande tecnica di torsione testicolare.
Edo:
Ma in realtà ero dritto, bro.
Sara:
Comunque Vaeva significa lago in singalese.
Al che invitiamo Edo a leggere la domanda fatidica,
quella snitchata poco prima.
Edo:
Portereste mai una cover italiana di
We Are Charlie Kirk?
Sara:
Sarebbe molto bello.
Jacopo:
Portiamola al Mi Ami (se ci chiamano).
Edo:
Ci può stare, l’hanno fatta in mille salse.
Per il meme si può fare.
Sara:
Solo se andremo al Mi Ami.
Bardo:
Facciamo una promessa per
Mi Ami 2026:
se i Vaeva ci andranno, avranno l’obbligo morale di portare sul palco
la cover diWe Are Charlie Kirk, che ne dite?
Gheb:
Noi siamo Carlo Chirchio e portiamo la fiamma.
Sara, Edo, Jacopo:
Andata.Accettiamo la scommessa.
Al che per premiare i Vaeva offriamo l’aperitivo e loro digievolvono.
Nel mentre Edo va a fareallenamento in bagnoper la prossima grande pisciata.
Gheb:
Comunque piscia ovunque.
Jacopo:
Poi abbiamo l’altro che caga ovunque.
Gheb:
Vi mostro la mia mappa della merda se volete.
Al che ci mostra dal cellulare una mappetta che geolocalizza
tutti i luoghi/esercizi pubblici in cui ha defecato.Notiamo che sono tutti in Italia, a parte uno situato a nord della Germania.
Bichele:
Comunque ho comprato un IA box che traduce simultaneamente le conversazioni,
se ti può interessare per trascrivere le interviste.
Bardo:
Funziona bene?
Bichele:
Non l’ho neanche tolto dalla scatola.

Bardo:
Cos’è per voi la Brianza?
Bichele:
La Brianza è il non-luogo per eccellenza.
Non è Milano, non è Lecco, non è la Valle di Asso.
Edo:
La Brianza non esiste realmente. È troppo ampio come concetto.
Sara:
Non si capisce mai fino a dove arriva.
Gheb:
Brianza è avere a nord il sacro e a sud il profano.
Non c’è ovviamente altro da aggiungere.
Bardo:
In
Etciùhai sognato di essere presidente, ma quale presidente?
Sara:
Non l’ho sognato io ahah. Mi è stata imposta questa frase.
Bichele:
La legge delle rime.
Sara:
No dai, l’abbiamo scritta con Diorama.
Parte una digressione sui migliori presidenti dell’ultimo secolo.
Gheb:
Presidente della FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee).
Edo:
Gheddafi.
Capiamo che c’è il clima per chiedere se i Vaeva suonerebbero mai con LUI,
nella suavilla in Brianza.
Edo:
Quando è morto eravamo a Arcore e noi stavamo giocando a freccette con la stampa del suo volto.
Gheb:
Io suonerei a Arcore per 1 milione.
Sara:
Sì ma voglio alloggio, rimborso spese e cena.
Gheb:
Rinuncio al milione e voglio la cena come la mangia(va) lui.
Edo:
Il padre della mia ex era stra fissato con LUI.
Produceva i braccialetti del Milan e li portava da LUI e LUI era stra gasato per questa cosa,hanno pure fatto una collab insieme.
Al che il buon Edo ci mostra le mutande dell’Inter.

Jacopo:
È stato LUI a inventare la viralità.
È tutto vero.
Arrivano i Bomba Fragola.
Bardo:
Preda dei ventigioca sull’ambiguità tra venti intesi come i vent’anni
e venti come correnti d’aria.
Dove vi porta il soffio del vento ai vostri vent’anni?
Siete voi prede o pensate di poter controllare in qualche modo il vostro futuro?
Sara:
Siamo tutti prede, sia dei venti che dei vent’anni.
Il titolo è ispirato alla canzone La Collina dei ciliegi di Battisti:“Non temere tu non sarai preda dei venti.”
Nel 2025 abbiamo compiuto vent’anni, siamo del 2005.
Per noi questo disco è una specie di capsula del tempo
perché vorremmo ascoltarlo nuovamente tra 10 anni e capire cos’è cambiato.
Riguardo al controllo, al futuro,
ci sono cose che si possono controllare e altre per cui saremo sempre delle prede.
Jacopo:
Ognuno può decidere se sentirsi preda o meno.

Edo:
Possiamo anche dare un significato alternativo al titolo del disco,
ovvero essere prede degli anni ‘20.
Bardo:
Fino a prova contraria siete una band,
ma quanto è diventato difficile essere una band nel mercato musicale attuale?
I gruppi sono poco valorizzati secondo voi rispetto a progetti solisti?
È possibile mettere fine a questa disparità?
Bichele:
Il giorno in cui moriranno i telefoni verticali e sarà possibile avere 5 persone dietro uno schermo,
questa disparità finirà.
Avevamo detto che dalla bocca Bichele escono soltanto verità.
La soluzione è l’orizzontalità.
Sarà laMotorolaa salvare la band con degli archeofuturisti telefoni orizzontali.
Bardo:
In
C’era il temporaleparlate di giovinezza, di errori di gioventù.
Cos’erano per voi quei temporali?
Sara:
Abbiamo scritto questa canzone tra la fine delle superiori e l’università.
Era un periodo di forte cambiamento, io personalmente ero un po’ in panico.
Il temporale rappresenta una sensazione di tensione, ansia.
Era anche il periodo in cui cominciavamo a fare le prime date serie.
Jacopo:
Compagni di classe che ti prendono per il culo o lo zio che ti chiede “Come va il complessino?”
Edo:
Ok la band, ma la figa? (altra cit)
Sara:
I temporali erano quelle 2000 cose da dover decidere in quel periodo.
Sarebbe stato bello tornare al periodo dell’asilo,
dovemangiavamo, giocavamo, dormivamo e basta,
e quando c’era il temporale potevi stare sotto la pioggia a ballare.
Bichele:
Alcuni di noi avevano iniziato a fare gli educatori all’asilo,
insegnavamo musica. Ma poi c’era sempre lo stesso problema:
mangiato, dormito, giocato, ma la figa?
Gheb:
Stacchiamo l’asilo dalla figa.
Bardo:
Cosa studiate?
Sara:
Io sono al secondo anno di sociologia.
Bichele:
Io al primo di scienze naturali.
Jacopo:
Io ho fatto un giorno di conservatorio. Ho dato la rinuncia agli studi,
ancora mi devono rispondere.
Bardo:
In
Bricioleparlate di televisione, di società malata.
Ma di che malattia si tratta? Qual è la cura?
Gheb:
Oggi ho guardato un video di 55 minuti (e poi dicono che noi giovani abbiamo il disturbo dell’attenzione)
sulla propaganda del Pentagono attraverso i film sul Vietnam.
La televisione è uno degli strumenti di propaganda più forti che ci sia.
Nei film i campi di concentramento vietnamiti vengono dipinti come luoghi di sicurezza,
ma dentro ci moriva gente di malnutrizione e di altre malattie.
Benigni è stato liberato dagli Americani? No: Auschwitz è stata liberata dai russi.La televisione è causa e specchio della società malata.
Sara:
E la cura?
Gheb:
La cura è YouTube.
Edo:
La tv è spinta da una sola visione.
Nei social, nonostante la marea di cazzate, hai più punti di vista.
Bichele:
Se scaricate Ground News potete scegliere le notizie in base al vostro orientamento politico.
Edo:
Bricioleè una canzone outrospettiva.
In ogni caso, la cura è essere sé stessi.
Edo ci racconta poi che deve partire per la Moldavia per un viaggio d’amore.
Edo:
Io sono nato in Moldavia, a Frosinone.
E ora torno in vacanza in Moldavia, con una mia amica che ha la mia stessa storia.
Bichele:
In realtà tutti i moldavi nascono a Frosinone.
Bardo:
Hai mai letto
Educazione Siberiana?
Edo:
No.
Bardo:
È un romanzo di Nicolai Lilin che parla della Transnistria.
Edo:
Ah, bello. Si dice che in Transnistria i Russi nascondano le armi
perché è una terra di confine non lontana dalla Romania,
oltre che essere un territorio separatista.
Edo O’Moldavo.
È il momento dell’ultima domanda.
Bardo:
Secondo voi Dio esiste e se esiste dove abita?
Gheb:
Bardo:
Cosa c’è oltre il Portale di Nether?
Jacopo:
Avevamo creato un server Minecraft, un mondo bellissimo italico-medievale.
Ispirato da un tutorial ho fatto unportale dentro il tronco di un ciliegio,
ero gasatissimo, erano le 4 di notte, dovevo pensare a una frase per l’ingresso del portale,
e lì è nato il titolo dell’EP, da La Collina dei ciliegi.
Non non temere
Tu non sarai preda dei venti
Ma perché non mi dai la tua mano perché?
Potremmo correre sulla collina
E fra i ciliegi veder la mattina (e il giorno)
E dando un calcio ad un sasso
Residuo d’inferno e farlo rotolar giù, giù, giù
E dal sasso residuo d’inferno nasce il Portale di Nether,
e dopo il Nether c’èPreda dei venti.
Jacopo:
Ho chiesto al moderatore del server se fosse un bel titolo
e il giorno dopo l’ho proposto al resto dei Vaeva.
Bichele:
I Vaeva non hanno un autore, hanno un moderatore.
E dal
Portale di Netherè tutto.
I Vaeva vengono da un mondo virtuale da loro stessi creato,
chi dalla Brianza, chi dalla Moldavia, chi da Frosinone.
In comune hanno un fuoco che brucia dentro.
E con i Vaeva torneranno a ardere le band?
