In arrivo una limitazione della libertà online?

In arrivo una limitazione della libertà online?
Lettura boomer
Schizoanalisi delle ultime psyop.

Se è vero che qualcosa sta accadendo in Medio Oriente – e abbiamo i nostri ragionevoli dubbi al riguardo – è anche vero che da noi, qui, nella bella e isterica Italia, sta montando su qualcosa che in fin dei conti ci aspettavamo.

Non mi riferisco di certo alle conferenze di Thiel all’ombra del Colosseo o alla milionesima prova del caso Garlasco, o all’ennesimo leak degli Epstein’s Files, prontamente coperto dal rombo di un jet sopra Teheran.

Parlo di qualcosa che in Italia non si vedeva da un pezzo e che, onestamente, un po’ mancava a tutti.

IL TERRORISMO

Tutto è iniziato il 30 Marzo. In quel di Perugia – capoluogo della regione in cui nemmeno i tordi si degnano di fare qualcosa – uno studente di 17 anni è stato arrestato per aver “progettato” un attentato ad un liceo artistico in Abruzzo – il perché dell’Abruzzo? Per gli arrosticini ovviamente! Non c’è nessun altro motivo valido per andarci. La polizia postale l’ha pizzicato con svariati video, foto e meme di Pepe di cattivo gusto, che riguardavano, in particolare, alcune figure emblematiche in una certa terrordestra internettiana: Brenton Tarrant, fautore degli attentati di Christchurch, a danno di una moschea e di un centro islamico di Linwood, in Nuova Zelanda, e Anders Behring Breivik, che, nel 2011, aveva fatto strage di musulmani e laburisti a Oslo e Utoya.

Assieme al ragazzino, di cui oltre a questi proclami sappiamo ben poco, sono stati indagati altri sette minori, tutti per essersi fatti partecipi, in un modo o nell’altro, di chat Telegram compromettenti, ritrovo di sincerissimi democratici.

Tali indagini e arresti fanno seguito al sacrificio col botto di una coppia di anarchici, che il 20 Marzo sono stati trovati a brandelli in un cumulo di mattoni marci esploso nel Parco degli Acquedotti, a Roma. I due, forse con troppo DHC in endovena, sono andati a giocare a briscola con Gaetano Bresci dopo aver tentato la costruzione di un ordigno artigianale, il quale, come il bombarolo di Fabrizio De André, piuttosto che buttar giù un ministero ha decretato la trasvolata celeste dei due disgraziati.

Quello che dona un po’ di torpore alle tiepide acque italiche non sono tanto i gesti, presunti e non, di anarchici, terroristi – ponendo per assurdo che in Italia ve ne siano davvero e non sia, invece, pieno di gente che distribuisce volantini ingialliti in giacca e cravatta – e chi per loro. L’attenzione mediatica, piuttosto, è quello che ci fa drizzare le orecchie come un gatto alla vista di una gazza ladra.

Ma non è finita qui.

Chi, come il sottoscritto, bazzica qua e là su Instagram, tra uno spezzone di un anime e un edit su colui che non può essere nominato, avrà fatto sicuramente conoscenza di Nature_Pilled. Un simpatico amico dei boschi, i cui meme ed estratti dalle opere dello Zio Ted hanno sempre saputo farci sorridere nel caldo capitalista della nostra repubblica.

Ebbene, il 3 Aprile il Nostro camminatore agreste è stato arrestato a Roma, alla Sapienza, università alla quale era regolarmente iscritto. I capi d’accusa? Terrorismo, detenzione di materiale illecito e propaganda atta ad incentivare azioni simili a quelle di Kaczynski. Un nuovo Unabomber italiano, a detta dei giornali, che subito si sono fiondati sul venticinquenne teramese come un’orda di avvoltoi su un cinghiale stecchito a bordo strada.

Tralasciando i legami che tali atti eversivi sembrano avere con l’Abruzzo – che la rivoluzione riparta dall’Abruzzo, o pastori, miei pastori! – sembra quasi che, galvanizzati dal risultato del referendum sulla responsabilità della casta magistrale, i nostri giudici di quartiere abbiano deciso di dare la caccia non tanto agli squadristi di provincia, ovvero ai più arditi tra gli arditi (meglio conosciuti come “maranza”), ma ai pirateschi abitanti degli oceani virtuali!

“A MORTE GLI OTAKU!” si legge sui muri del gran tribunale di Palermo. “A MORTE I NERD!” su quelli di Roma. La realtà boomeriana si è finalmente accorta dell’esistenza internet, e sta correndo a dargli battaglia.

Ma non finisce qui. Giusto qualche tempo fa, il 22 Aprile, 15 giovani, sparsi per tutta Italia, sono stati perquisiti nelle loro case perché legati a una temibilissima chat di Telegram, “Chat Terza Posizione”, alla cui guida era un giovane diciannovenne di Pavia, ora agli arresti domiciliari. Nel suo antro maligno (la sua cameretta) è stato persino ritrovato un armamentario da guerra, che ha fatto raggelare il sangue di Caramba e Magistrati: due petardi e una maschera.

Tali interventi, preventivi o paranoici che siano, come già detto all’inizio, non ci stupiscono più di tanto. Sappiamo tutti cos’è internet ad oggi, nel bene e nel male, e soprattutto quanto sia diventato una dimensione quasi sacra per chiunque voglia trovare anche solo un minimo di opposizione o distanziamento dall'isterismo bonario moderno.

Quello che fa rima nelle nostre teste è però il clima che negli ultimi tempi si è venuto a creare intorno a queste libere repubbliche virtuali: un qualcosa di incontrollabile, da temere, in cui l’illegalità la fa da padrone e a cui ogni buona nazione democratica deve rispondere con il vigore necessario.

Ed è qui che entrano in gioco i nostri amici britannici. Da sempre appassionato di fish and chips – e pollo al curry, provare per credere – il Regno Unito si è fatto conoscere in Europa per le sue misure draconiane, sicuramente tra le più restrittive, in ambito di sicurezza “democratica”. Ad oggi, nella libera terra dei Coburgo-Gotha, un commento su Facebook o una qualche lettera di troppo su Telegram possono costare persino anni di carcere. Simile cosa s’è vista anche in Germania, dove poco tempo fa si girava la notizia di un qualche divieto di affitto ai sostenitori di AFD e di idee “poco consone alla tolleranza e al fabbisogno della società multiculturale”.

Quanto manca prima che misure simili vengano applicate in Italia? Sembra un po’ la solita solfa, insomma. Solo che questa volta non ci si è voluti limitare alle voci stridulanti in piazza sul pericolo fascistah e chi per lui. Qualcosa è accaduto?! Potrebbe essere tutto un gran buco nell’acqua, un susseguirsi di coincidenze a dir poco divertenti. Ma non si può non vedere come l’azione dei due anarchici in primis sia stata presa quale scusante per una stretta su tali ambienti che, diciamocelo, molto spesso, sono più fumo che arrosto.

Rimane il vocìo animoso di una generazione cresciuta a pane, Adventure Time e internet oscuro fin dall’età di otto anni, che trovandosi davanti alle inesorabili responsabilità della vita – lavoro, tasse e così via – e una libertà tra le più splendide e variegate della storia umana – letteralmente: preti ortodossi che pregano Stalin, ragazze anime della Vandea e un quantitativo impressionante di piedi – sta mostrando un certo interesse per una riscoperta di questioni bollate come proibite, e una sete di conoscenza e di attività mentale che trovano paragone solo nella figura d’una titanica macchina delle meraviglie di Teslache era un Chud, ricordiamolo.

Che siano simili azioni l’inizio di una controrivoluzione ai danni di internet? Che Thiel e compagnia abbiano già previsto tutto e stiano mettendo in atto il loro piano? O è solamente l’afflato delle paranoie boomer, scattate non appena il mondo incartapecorito dei vecchi si è reso conto del fallimento delle proprie idee dorate e della loro prossima messa in discarica, tra i rifiuti della Storia?

Forse un po’ di tutto messo assieme. Giocare su questo è come dedicarsi a una partita di Black Jack da ubriachi con Yakub e il buon vecchio Saddam. Ma il bello di tutta la faccenda sta proprio qui, nel poter spaziare ancora di più con le possibilità più improbabili, sguazzare in questo amplesso di schizoteorie, complotti, mezze verità e falsi allarmi che non sono altro che la matrice di nuovo grande illuminismo Oscuro.

Cosa fare dunque? Divertirci!

AVANTI, canaglie da quattro Bitcoin! Lo spettacolo è appena iniziato! A noi l’onore di continuare a danzare!

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