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KURT CAZ: IL TURISTA SUPREMATISTA

KURT CAZ: IL TURISTA SUPREMATISTA
Lettura boomer
Da Chud Esploratore a Evropeo paranoico. Il viaggio non guarisce niente, anzi peggiora tutto.

« ”Viaggiare apre la mente”. È la bugia più venduta del XXI secolo, il mantra ripetuto dagli amici con molto tempo libero e il dogma dei ricchi annoiati. “Conoscere culture diverse.” “Aprirsi al mondo.” “Crescere come persona.” “Riscoprire se stessi.” Tutte immense cazzate. Viaggiare è la droga preferita del narcisismo liberale…»

Era un weekend di Gennaio, Piazza Verdi, Bologna. Odore d’erba e gente seduta per terra. Passai 30 minuti a chiacchierare con una ragazza che mi ammorbò dolcemente la minchia su una malsana teoria secondo cui viaggiare era una roba imperialista o qualcosa del genere. Non la stavo realmente ascoltando, speravo soltanto finisse il prima possibile. Non poteva aver ragione lei, con quella giacca con le toppe e i pantaloni comprati su Vinted. Era impossibile.

Passano i giorni, io quella squinternata e la sua teoria fricchettona me l’ero bellamente dimenticata.

Apro YouTube e vedo una thumbnail incredibile, clicco immediatamente.

Il miglior road trip movie di sempre, 28 minuti che volano, avevo trovato il profeta oscuro di quella malata abitudine che chiamiamo viaggiare.

Il creatore di quel capolavoro è Kurt Caz, un travel vlogger che conta quasi 4 milioni di iscritti, famoso soprattutto per i lunghi video in cui frequenta quartieri pericolosi, molte volte accompagnato da una bella figa autoctona che sbatteva in copertina per invogliare ad aprire il video. Non un travel vlogger qualsiasi, ma un personaggio sopra le righe: alto, piazzato, biondo, con gli occhi azzurri. In base al luogo in cui si trova dice di venire dal Sudafrica o dalla Germania. Un tipo simpatico e cazzuto, non ha paura di niente. Esattamente il mio prototipo di avventuriero: nessuna menata filosofica e banale retorica sul significato di viaggiare o sui valori che ti lasciano le persone che incontri durante il cammino. Tutto questo non lo rende uno stoico, ma semplicemente molto più umano e vero.

https://www.youtube.com/watch?v=d1S2qRypcxA&t=919s

Mi divoro ogni suo singolo video, ma non mi basta: lo inizio a seguire anche su Instagram per rimanere aggiornato.

Mi tornò in mente la fricchettona e sorrisi al pensiero che era in torto marcio, ovviamente.

I giorni passano e il mio neo-idolo Kurt comincia a postare delle storie ambigue… Endorsement ad AfD, repost di video di immigrati che cagano in treno, “Remigration”, “Save Europe”. Stento a crederci… Che stai passando Kurt?! Hai visto qualche edit di troppo?

Poi, durante l’estate, arriva la ciliegina sulla torta: video a Roma con Simone Carabella. Il contenuto lo potete immaginare: riprese a senzatetto e tossici, denuncia sul degrado della città e mini-caccia ai borseggiatori nella metro.

*Per chi non dovesse conoscere Carabella, diciamo che è un Cicalone di serie B, ma io gli voglio bene solo per questa perla:

M’HADDATONAPIZZAAAAAA!!!!!! M’HADDATONAPIZZAAAAAAA!!!!!!

Che è successo al mio amato Kurt? Il viaggiatore curioso si era trasformato in un moralista paranoico. Il ragazzo che parlava con i venditori ambulanti nel terzo mondo si è messo a filmare immigrati in Europa, lo sguardo aperto si è trasformato in un mirino. Non è possibile…

Il mondo di Kurt da un video all’altro è diventato una distopia multiculturale, e lui in un folle slancio patriottico ha deciso di diventarne il testimone. In questo passaggio dall’esotico all’Occidente decadente si è consumata la mutazione genetica del mio travel vlogger preferito… Ogni suo video deve confermare l’idea di base che l’Occidente è sotto assedio, che la diversità è pericolosa.

Kurt Caz era diventato un TURISTA SUPREMATISTA. Una categoria fresca fresca di creazione, ce ne sono a decine e fanno tutti la stessa cosa: filmano il cadavere dell’Occidente nei vicoli di ogni capitale europea. Ogni video è un safari urbano. I neri sono le iene. I musulmani i leoni. Gli zingheri gli avvoltoi. E lui, il turista suprematista, alto un metro e novanta, occhi azzurri, mascella squadrata è il grande bianco cacciatore (l’Evropeo di cui il Duce de Berti parlava in Proiettili Anno I Volume II: è finita l’Occidente è caduto).

chud

“Guarda questo schifo che l’Europa si è fatta entrare in casa.”

E funziona benissimo. Perché il Turista Suprematista è l’unico turismo che non delude mai. Il cripto-nomade scopre che a Dubai costa tutto il doppio. La white girl spirituale scopre che lo sciamano di Bali le ha venduto funghi allucinogeni pacco. Ma il Turista Suprematista? Lui trova esattamente quello che cercava, il degrado. Non c’è rischio di delusione.

Così come il Turista Suprematista torna a casa sempre soddisfatto, il Chud ha visto la sua profezia realizzata, al mio pessimismo non c’è soluzione, la generalizzazione è il mio posto sicuro e mi tocca ascoltare e dare ragione alla fricchettona. Aveva ragione lei, l’ha sempre avuta.

Perché dietro ogni selfie sorridente in Tanzania, dietro un tramonto balinese, dietro la foto in cui una ragazza stringe la manina a una scimmia addestrata a suon di bastonate, c’è una ansia di conquista e di dominio. Un colonialismo travestito da amore universale, perché l’amore, in fondo, è sempre più fotogenico quando l’altro è povero.

Viaggiare non apre nessuna cazzo di mente. Avevi ragione Sofia.

E chi pensavo fosse diverso è anche peggio, Kurt mi hai tradito, ma mi hai rivelato la verità.

Non c’è nessun amor di patria nei suoi video (che poi, la sua patria, qual è?). La sua è solo pornografia del pericolo: camminare nei quartieri “malfamati”, filmare il disagiato, trasformare la miseria in un format.

Un Brumotti ariano? Un Valerio Staffelli mattonista? No.

Brumotti e compagnia cantante crede di fare del bene, ci mette il moralismo, punta il ditino e fra uno stacchetto delle veline e il Gabibbo ti spiega che la droga è morte e non bisogna parcheggiare sul posto dei disabili. Un’insopportabile retorica del “decoro”. Caz invece no: Caz è il superamento terminale del moralismo Brumottiano ovvero la sua evoluzione metastatica.

Kurt ti mette la mano sulla spalla e ti dice che non c’è più nulla da fare.

È una versione nichilista dell’occidentale in rovina. Guarda l’Occidente come guardi un coniglietto investito al bordo della strada il sabato notte.

Kurt Caz ha meditato in 30 Paesi e raggiunto l’illuminazione del cazzo, quella che basta andare in stazione per avere.

Ha visto la povertà vera in Asia e in Africa, e l’ha usata per odiare i poveri qui.

La conclusione è amara e tremendamente drastica, il viaggio non illumina nulla. Amplifica il razzismo che già avevi.

Scusami Sofia. Avevi ragione tu.

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