Guerra Igiene Mentale

Guerra Igiene Mentale
Conosco cinque ragazzi, e vogliono tutti andare in guerra. Non per l'Ucraina, ma per avere uno scopo nella vita.

Conosco cinque ragazzi, sono tutti quello che nel mondo moderno potremo dire essere: privilegiati. Sono tutti e cinque desiderosi di andare in guerra, nemmeno per salvare un’eventuale nazione, o per servire la propria patria: sono desiderosi di combattere, di sfregiarsi, di farsi del male, di avere uno scopo.

Da quando la guerra è diventata, ai nostri occhi, così puttana?

Da quando se vuoi avere quel momento di felice insonnia febbrile devi farti caricare su un traghetto per Mariupol?

Qui non si parla di nessuna guerra, dico conflitto uomo contro uomo. Si parla esclusivamente di pace, continuando però a iniettare il mercato di produzione, di armi o di medicine che sia.

Dov’è l’igiene mentale? La sola medicina capace di liberarci dall’incubo paranoico della pace?

Putin dichiara guerra all’Ucraina, a sto giro seriamente. Le truppe raggiungono Kiev, accerchiano la capitale, l’Occidente è in crisi, la politica è spaccata, il Regime Europeo è agli sgoccioli.

Impone sanzioni contro l’Armata Russa, Rossa, le Repubbliche separatiste.

Ci serviva!

Riportare alla realtà il paese, Italia e Europa, dopo il massacro psicologico di sorbirsi per tre anni solo informazioni sul COVID. Noi di Blast aspettiamo l’escalation mentale!

I liberali impazziti, chi penserà al mercato quando cadranno le bombe? L’economia europea in ginocchio dopo aver fatto un embargo alla Madre Russia, alla Cina Futurista e ai paesi più matti del millennio. L’Occidente è caduto ieri, oggi ne raccogliamo le ceneri per metterle nel sepolcro, e buttarci sopra terra, tasse, morti sul lavoro, la polizia che pesta i manifestanti, il Green Pass e altre belle democrazie.

Siamo rimasti troppo tempo assopiti, troppo tempo a pensare alle nuove dosi, al consumo, all’estasi pensosa di vaccini, decreti e dall’illusione di democrazia liberale. Ora siamo in Guerra, e la Guerra sarà il nostro psicofarmaco.

Non fidatevi dello Stato Liberale, mente, ha già perso, farà di tutto per dire che sta vincendo contro l’entropia.

La politica è morta, lasciamo parlare le armi.

E siamo di nuovo in armi per te! Fottuta Violenza!

Conosco cinque ragazzi. Vivono una vita vuota, come molti di noi (e per quelli che dicono che la loro vita è completa, un po’ di empatia!) e senza uno scopo ben preciso, se non scopare, mangiare e tornare ad accoppiarsi. La mano regge il pene ma non regge la spada. Svegliare l’uomo moderno sulla guerra (alle donne ci penserà l’Anonima Milanese) è come prendere e spararsi contropelo a una palla, poi tentare di fare un figlio. Un completo inutile suicidio.

Un uomo, molto spesso elogiato dalla destra un po’ col braccino teso, aveva detto che la guerra oggi è una totale vittoria della meccanica, e che l’uomo è diventato un subordinato alla macchina. Un lavoratore, un arbeiter.

E che la Prima Guerra Mondiale, da cui è uscito con quattordici ferite e una Pour le Mérite (cosa che oggi nessuno può nemmeno pensare di fare, figuriamoci i cazzomosci dell’alt right), è stata la Madre della Guerra Meccanica, contro le guerre precedenti, combattute ancora da esseri umani e non da ingranaggi.

Dopotutto: quando la nazione che ci governa ha il 70% della popolazione obesa o in sovrappeso, premere i bottoni per sganciare le bombe diventa così semplice e comodo. Vero signor Biden?

Secondo me se le donassi una spada se la infilerebbe nel braccio, pensando sia tutt’altra lama.

Noi di Blast diciamo: basata la guerra.

Io, nel mio uso sacro della matrice di Blast, dico: sì, ma premere bottoni e comandare droni non è basato, è solo assoggettamento al macchinario, è lui a compiere l’atto eroico.

Dove sono le cariche di cavalleria? Dov’è il suono dei cannoni? Dov’è il duello ad arma bianca?

Dov’è la guerra, sola igiene mentale del mondo? Dove sono le memorie distrutte e lo spargimento di sangue?

Ho cinque amici, uno di loro fa sport, uno guarda anime, uno fa video su Youtube, uno è un agente immobiliare, uno canta trap. Tutti e cinque, facciamo sei (me compreso), siamo qui oggi per dire chiara la nostra intenzione di scendere in campo attivamente e dichiarare una jihad, una vera guerra sacra, alla superstizione del pacifismo.

L’ipocrisia liberale, di sinistra e di destra, è sotto gli occhi di tutti, non serve nemmeno svelarla. D’un tratto ecco che la guerra diventa il nuovo COVID, d’un tratto ecco che ogni paese ostile è guerrafondaio e noi rimaniamo col il pene tra le mani, non col il fucile alla ricerca di uno scopo.

E in questi momenti duri, difficili per la sanità mentale, vorrei un rinnovato futurismo. Un ardito con la lama tra le labbra e la granata in pugno, pronto a far saltare la corteccia frontale del nostro cervello gettando la bomba verso la stupida, quanto pagliaccesca, ipocrisia pacifista e liberandoci dal male, dal vero male che è la mancanza di uno scopo certo, di un fine.

L’equazione è semplice: vai in guerra, o muori o torni. In ogni caso hai fatto un’esperienza.

E noi desideriamo questa esperienza, più di ogni altra cosa.

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