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RESURREZIONE MACCHINICA

RESURREZIONE MACCHINICA
Lettura boomer
La resurrezione è possibile solo grazie alla fusione con la macchina?

Neuralink non ci spaventa

Anche nell’epoca del dominio della tecnica, nel momento in cui i dispositivi elettronici ci sottopongono al controllo quasi totale, l’uomo non cambia, ma resta sempre lo stesso.

I vincoli dell’acciaio non possono trattenere lo spirito e l’anelito verso l’infinito continua a farsi sentire, anche quando l’ibridazione con le macchine sembra essere dietro l’angolo. Neuralink non ci spaventa. Un chip nel cervello può essere la prova definitiva che la mente non è riducibile alla materia, la sfida all’ultimo sangue contro il riduzionismo non deve spaventare, almeno finché ci sarà qualcuno disposto a combatterla e non omologarsi.

Ma questi temi, prima ancora che dalle fabbriche USA, emergono dalla realtà quotidiana. No, non da i tuoi genitori boomer che ti dicono: “stai attento a non guardare i video degli animaletti con l’IA, fanno male e l’ho visto in TV!”, ma proprio da quei meme che consumiamo ogni giorno.

Oggi non affrontiamo l’Italian Brainrot (di quello stiamo ricostruendo tutta la lore), ma un altro fenomeno: George Droyd!

Motore a Fentanyl, coscienza memetica

Il negrosso più importante oltreoceano degli ultimi anni (dopo Kanye West), infatti torna dall’aldià grazie ad un’ibridazione con la macchina ed è alimentato da un motore al Fentanyl.

Lasciando da parte il merito del contenuto (che vuole dire che Floyd non è morto per colpa delle guardie, ma perché era un drogato) e la lore che ha generato, quello che oggi, a Pasqua, vogliamo analizzare è la struttura della sua resurrezione.

Gli automi hanno una storia lunga, che parte dall’antica grecia, e se all’inizio la loro funzione era solo quella di imitare il corpo umano, oggi vediamo che il punto è superare quest’imitazione promuovendo una fusione attiva e un potenziamento.

Per questo lo scan di Fentanyl di George Droyd è così accurato e le sue azioni sono ancora più caricaturali, perché ogni fibra del suo corpo è potenziata da NiggalinkAI – e può permettersi questa tecnologia di altissimo livello grazie ai proventi del memecoin $FLOYDAI.

La volontà di superare i nostri limiti non ci ha mai lasciato, anzi, è acuita e sublimata dalla tecnologia che abbiamo a portata di mano. Questo è un passo diverso dall’eliminazione della morte, perché è il ritorno dall’aldilà grazie alla macchina con la preservazione parziale del corpo:

la resurrezione macchinica.

Ma George Droyd non è l’unico esempio, da noi in Italia c’è Cyberlusconi. Forse sarebbe opportuno parlare anche di Ramy Droid, ma la sua lore non è molto sviluppata e vi consigliamo di rivedere il poco che c’è.

Cyberlusconi è tornato, per portare a termine l’operazione: distruggere la RAI e prendere il controllo completo del paese. Non solo, il cavaliere resta pur sempre un grande imprenditore e ha fiutato nuove opportunità nell’investimento sui Cyberluscoin, la sua italica e personale memecoin – altro che Fabrizio Corona!

Quello su cui concentrarsi è come si sia passati da fantascienza in cui la coscienza poteva essere ridotta a codice binario, all’irriducibilità di questa al corpo e quindi, come unica soluzione per essere vivi, la preservazione di entrambi (anche se modificati).

Il corpo è centrale, lo stato nella filosofia dell’ultimo secolo, ma se ci fermiamo all’integrità inviolabile del corpo siamo già vecchi, putrescenti, intrappolati nell’archeologia del pensiero.

Il focus ora si sposta o, meglio, deve spostarsi. Il corpo come piattaforma, ma una piattaforma da trascendere, da hackerare fino al midollo, non da venerare come un idolo intoccabile dentro una teca. La resurrezione macchinica di George Droyd e di Cyberlusconi è solo l’antipasto, ci attende qualcosa di molto più grandioso.

Decrescita? 💀 No, grazie

Noi non vogliamo il transumanesimo-soft, quello che ti mette il chip sottopelle per pagare il caffè o ti fa l’upgrade del braccio bionico. Quella è roba per chi non ha immaginazione, per NPC senza monologo interiore che mancano di spirito creativo, noi siamo faustiani.

Noi vogliamo il sovrumanismo, vogliamo riscrivere il codice sorgente. Si tratta di prendere il controllo del nostro destino genetico, smettere di essere passeggeri sballottati dalla lotteria biologica e dalle pressioni ambientali o, peggio, dalle derive disgeniche mascherate da progresso sociale.

Noi vogliamo la volontà di potenza Nietzschana applicata al DNA, la riaffermazione di una spinta vitale che punta al miglioramento, all’auto-superamento, non alla conservazione imbalsamata dello status quo o, Dio ce ne scampi, alla decrescita felice.

La resurrezione definitiva

La resurrezione macchinica è la via che percorriamo ora, ma se guardiamo all’esempio perfetto, guardiamo a Cristo.

Lui risorge senza macchine, Lui mostra e indica l’unica via della pienezza umana, che è la vita eterna. Il suo corpo risorto, che passa i muri e porta i segni gloriosi delle piaghe, è il vero scandalo e il vero paradosso: la pienezza umana e divina che trascende i limiti senza negare la carne.

La resurrezione macchinica è la via che ci appare praticabile ora, spinti dalla volontà di superamento e dal livello tencico. Ma solo Cristo salva in pienezza, perché è Lui il modello definitivo per arrivare a quel sogno che ci anima: giocare nel grande gioco della vita, finalmente, in modalità creativa.

Amor fati, ma un fato che ci scegliamo noi. Perché se l’unico che è tornato dalla morte è Cristo, noi possiamo provare a scegliere di non morire mai.

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