Tony Pitony

La verità dietro la maschera

Tony Pitony
Lettura boomer
I nostri radar hanno captato un segnale inquietante, l'intera Nazione è in pericolo. Il Blast è costretto a svelare la verità dietro Tony Pitony.

“Tony Pitony è di chi lo accoglie” (Rockit)

“Uno spettro si aggira per la musica italiana: Tony Pitony” (Rockol)

“Tony Pitony è la salvezza della musica italiana” (Lostmediaitalia)

Sono questi alcuni dei titoli che compaiono in maniera ricorrente sui nostri feed.

Tony Pitony è acclamato da tutta la critica musicale italiana, e non solo, Tony Pitony è acclamato da tutto l’apparato culturale italiano. Ma noi di Blast ci chiediamo se dietro la figura ormai mitologica di Tony ci sia dell’altro, un filo nascosto dietro la narrazione iper attualizzata, che ha come unica vera finalità quella di seguire un trend, ovvero IL fenomeno culturale-artistico del momento nell’italiosfera.

Noi di Blast vogliamo scovare il pattern.

Ricordiamoci che tra giugno e luglio 2025 la pagina instagram di Tony Pitony segnava circa 7k follower, mentre ora supera i 200k. L’exploit, senza dubbio, c’è stato, e non dubitiamo di certo del merito dell’artista siracusano, che in tempi non sospetti abbiamo citato nel nostro tributo al Gabibbo.

Ma il compito che in quanto tecnopirati dobbiamo assolvere, anche se potrebbe già essere troppo tardi, è quello di trasmettervi il segnale che contiene la verità su Tony Pitony, prima che lo faccia qualcun altro, per poi manipolarlo. La navicella Blast è accesa, il suo radar è attivato, pronto a catturare quel segnale prima che lo facciano le Istituzioni, il Potere, o ben peggio, il Music Business, che è ancora più spietato.

È un dettaglio a venirci in aiuto, un indizio che lo stesso Tony ha lasciato durante un’intervista. Tony Pitony afferma che l’ironia è il suo radar. Bravo Tony, il nostro radar è invece il trollerismo, ovvero l’ironia alla sua massima potenza memetica, e per questo capteremo il segnale, scoveremo il pattern, eccolo:

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Chiaramente decifrare il segnale è un’operazione complessa, tutt’altro che immediata.

E mentre alcune zòstili altamente specializzati completano il processo di traduzione, noi connettiamo i punti.

Tony Pitony nasce NEL 2067, sì, il titolo del primo disco che si ascolta (caga) soltanto la nicchia, coloro che probabilmente si sono sentiti traditi dal successo del loro piccolo Tony ormai troppo grande, troppo discusso, troppo sulla bocca di tutti. Sì, Nel 2067 c’era anche Jerry Canaglia, il suo ex-socio noto nella scena rap-trash, noto ai cultori del genere. Nel 2067 è un disco che ha un’intenzione completamente differente dal successivo, che infatti si intitola TONYPITONY, perché è nel secondo album che il nostro Tony (il Nostro) si presenta in quanto tale. Torniamo a 2067, il prequel da cui tutto avrebbe avuto inizio se il Nostro fosse una serie tv, come Gomorra Le Origini. C’è un dettaglio in 2067 che potrà sembrarvi scontato, banale, irrilevante. La traccia di apertura è un brano che racconta la gara vinta nel ‘96 dal Nostro contro gli altri spermatozoi per venire al mondo, la prima infanzia attaccato alle tette della mamma succhiate più del pelato di Brrrrrrazzers, la pubertà, il cazzo duro eccetera eccetera, insomma, ascoltatevela.

From 1996 to 2067 motherfuckers

Sembra la classica traccia di apertura che usano i rapper per fare show-up, manifestarsi, presentando il curriculum vitae, ma non è questo il punto. Di Intro ci interessano i primi secondi, il sample immancabile per il genere, sì, il dettaglio banale. Quel sample (probabilmente in un’altra tonalità per non avere problemi con la giustizia musicale) è un estratto della sigla di Beautiful, la soap opera regina, per anni prodotto di punta della rete televisiva privata italiana per eccellenza: Mediaset.

Eh, ma quel sample è un chiaro riferimento al decennio in cui è nato Tony, è una citazione pop di quel momento storico, non c’è nessun significato nascosto.

Così direbbe chi non ha notato il pattern.

Nel 2023 esce Striscia, successo indiscutibile, nonché primo brano dell’album successivo, quello famoso, quello tanto discusso, che critici musicali, content creator, intellettuali contemporanei hanno elogiato orgogliosi fino a sentirsi fieri di essere italiani, poiché connazionali del Nostro.
Sì, Striscia, il Gabibbo, Beautiful, dunque Mediaset, dunque chi?

Il processo di traduzione del segnale è stato portato a termine. È giunto perciò il momento di svelare la verità sul Nostro, su ciò che rappresenta, sul suo ruolo e destino storico.

Decifriamo il segnale.

Italiani, italiane, Italiosfera, è il momento.

Tony, I’m your father.

firmato Silvio Berlusconi

Esatto, Tony Pitony è un figlio mai riconosciuto di Silvio Berlusconi.

Quest’ultimo non hai mai nascosto il suo più grande sogno politico, ovvero quello di unire l’Italia non soltanto concettualmente, ma anche materialmente: il ponte sullo stretto. Un progetto di tale portata, che è stato per ben tre legislature una priorità per il governo del Berlusca (2001, 2005, 2009), non si può concepire, almeno a livello mediatico, in poco tempo, specialmente da chi con la comunicazione ha fondato un impero.

Ma per vendere un sogno bisogna prima di tutto conoscere i principali acquirenti, nonché i diretti interessanti, perciò non si esclude, tra un avviso di garanzia e l’altro, il passaggio di chi questi sogni (non) ha realizzato in terra sicula nel ’96 (anno di nascita del nostro Tony). Va da sé che l’incolumità del nascituro andava preservata e di conseguenza il grande segreto che vi stiamo raccontando tenuto nascosto, così il piccolo Tony è cresciuto lontano dai riflettori fino a questo momento, perché dietro la maschera del Nostro si nasconde uno degli eredi delle famiglie più ricche e potenti d’Italia. E ora che lui stesso è celebre per meriti artistici, è giunto il momento di fare luce sulla verità dietro la maschera.

Ora, noi crediamo che il Nostro non abbia mai ricevuto questo messaggio, che sia probabilmente inconsapevole del proprio destino storico.

Ma c’è un problema più grave: potremmo non essere gli unici a aver captato il segnale, e dunque, a conoscere la verità.

Il punto è che noi vogliamo davvero bene al Nostro, e soprattutto vogliamo il suo bene, intento d’animo che però non è condiviso da chi vuole fare propria questa verità, mantenendola occulta, strumentalizzandola per i propri fini. Vi chiederete perciò di chi stiamo parlando. Non faremo nomi, perché di nomi non si tratta, bensì di un intero sistema, chiamato Music Business, esattamente in inglese perché ha il suo nucleo operativo a Milano, città in cui la prima lingua è l’inglese parlato a stracazzo.

Il Music Business è direttamente affiliato a determinate correnti politiche, alla sinistra liberale, quella dei circoli ARCI, quella sinistra che è più di destra della destra.

Chi è ai vertici del Music Business, che è di fatto un’istituzione politica, ha compreso quanto l’attuale momento storico sorrida al ritorno al potere di una forza politica più a destra, e perciò cerca di moderarla e conquistare così il favore popolare.

Pensateci bene, un mese fa l’ormai FED italiano per eccellenza, ovvero Fabrizio Corona, ha preannunciato il ritorno in politica di Marina Berlusconi (che a questo punto possiamo già dire essere la sorellastra del Nostro). Corona, sotto mandato americano, ha fornito l’assist alla sua amica Giorgia per preparare le contromisure contro i suoi prossimi avversari politici, il centrodestra moderato di cui ora faranno parte Draghi, Letta, la Berlusca e compagnia bella, il Music Business (la sinistra liberale) non vogliono e non possono essere tagliati fuori dalla nuova spartizione di potere. Ecco che il Nostro gioca un ruolo fondamentale, in quanto rappresenta l’unica via affinché ciò non accada nel panorama culturale.

Avere Tony Pitony dalla propria parte significa evitare una nuova sconfitta nella prossima battaglia politica.

Non vado a lavorare
Tuo padre è senatore

Così, quello che fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile ora è diventato normalità. Il Music Business ha bisogno ora più che mai del suo soldato migliore, del suo nuovo eroe, di qualcuno che ci metta la faccia, che dica le cose più scomode in modo ironico, perché chi trama nascosto dietro il Sistema vuole che quelle cose vengano dette e altre, realmente scomode, non arrivino al grande pubblico.

La fan di Taylor Swift più magra pesa 240

Qualcuno in maniera legittima potrebbe chiedere allora che ruolo abbia avuto la trap in tutto questo. Sì, la trap italiana, con i suoi testi politicamente scorretti, i riferimenti alla criminalità, la sua intrinseca misoginia.

Non esistono le lesbiche
Ma solo donne deluse

Non lo avete ancora capito?

La trap è giovane, troppo giovane e estrema per il sistema che la teme. La trap è caotica, le giovani generazioni sono disilluse, hanno già superato il concetto tradizionale di politica. I giovani vecchi (millennial) invece sono i pesci che possono abboccare, e Tony non è altro che un’esca. I millennial vanno a votare perché sono orgogliosi, perché pensano di poter un giorno cambiare le cose, ma fintantoché quel giorno non arriverà (e probabilmente non arriverà mai), beh, non resta che credere di essere dalla parte giusta, di votare la parte giusta.

Se non puoi battere il nemico, portalo dalla tua parte.

Lo spostamento del sentimento popolare a destra e l’appoggio americano ad una visione di FdI come nuova DC spaventa il sistema culturale, che si regge sulle illusioni dei millenial.

Spostiamo i giovani vecchi soltanto un po’ più a destra, soltanto quel poco che basta e per un momento, ma se perdiamo l’attimo per noi sarà fatale.

Ogni sistema che punta alla propria sopravvivenza è portato per sua natura e per necessità a compromettersi, a contraddirsi, a nascondere. E il sistema di cui stiamo parlando, nel momento del cambio di paradigma, mostra il suo volto più conservatore, per conservare il suo stesso potere.
Chi ascolta, e soprattutto mema, la trap, l’ha già capito.

Tony è stato scelto dal sistema perché ha un nome importante, perché è del Sud (più della Calabria), sa essere ironico e divertente senza toccare certi temi, senza mettere in discussione lo status quo. Dopo questo disco, anche Tony sarebbe stato pronto a risvegliare le coscienze, alzando l’asticella, ma l’hanno intercettato prima del grande passo. La finestra di Overton si è spostata a destra e per evitare danni e capovolgimenti estremi è stato reso accettabile il Berlusconismo, con Mediaset, puttane e coca (ovvero la nuova sinistra dal punto di vista del centro americano-meloniano); è chiaro che questa accettazione moderata è fatta dal Music Business per mantenere il suo potere e dire al popolino di accontentarsi,senza tentare un reale cambiamento.

Tony, se ci sei, trasmettici un segnale. Ti porteremo in salvo fin quando le acque non si saranno calmate. Mentre i giovani vecchi che fino a paio di anni fa tremavano al momento di scrivere un plurale maschile ora cantano a squarciagola le cose più sporche e schifose, qualcuno è pronto a nasconderti la verità, o peggio, a utilizzarla per i propri subdoli fini. Lo stanno già facendo Tony. Fuggi finché sei in tempo. Tu sei il figlio di Berlusconi. Tony Berluscony! Ora lo sai Tony, la verità è nelle tue mani. Usala e non farti usare.
In fondo l’hai detto anche tu.

Io non ho più inibizione
Non ho più paura
Il che mi mette tanta paura

Non temere, noi siamo davvero con te.
Blast

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