I cameragni del Blast hanno scritto un pezzo sul rossobrunismo. Quale è il problema? Uno solo, ma essenziale, diciamolo subito: non hanno accompagnato il post con il jingle musichetta “Ennesima vittoria del rossobrunismo”.
Questa mancanza volontaria,cercata, voluta, ci ha prodotto un profondo dolore e sgomento principalmente per un fatto: perché ancora non avete colto l’importanza dei memu? Ignorate ancora l’importanza dei meme musicali?
Aspettate il giorno che Repubblica.it farà il pezzo acchiappa clic spiegandone l’origine per usarli?
Il fatto che non esistano ancora è un’inezia: li abbiamo appena svelati con la scusa di questa risposta. Come volete pensare di comunicare nel mondo contemporaneo? I meme grafici erano l’evoluzione degli emoticon, forse, e i MeMu sono l’evoluzione del jingle. E pretendiamo vengano usati da voi. Soprattutto questo. Punto.
Vogliamo di nuovo far capitare la solita storia? Anni a dire che il rossobrunismo non esiste, è un’invenzione giornalistica, e poi decretarne la fine, farne il funerale, ma solo dopo che l’Accademia della Crusca ha inserito il termine non so in quale enciclopedia. Ma non era un fantasma che si aggirava per la cybereuropa? Come ha fatto a morire ora?
Nella primavera del 2019, in un mondo ancora pre mascherine, a Los Angeles e Hollywood si svolgono delle nutrite manifestazioni. I culoni americani finalmente in marcia, innalzano cartelli inequivocabili.
Free Britney!
Si chiede la liberazione di Britney Spears, per anni vittima della Bibbiano yankee, sottoposta a restrizioni e tutela legale, manco fosse un bambino nel bosco.
Come è possibile che con tredici anni di ritardo gli americani si accorgono di una teoria sviluppatasi in Italia nel 2006? Come è possibile che nell’elaborare quella schizoteoria si utilizzassero nel Paese della pasta e della mozzarella dei disegnelli grafici poi conosciuti come Meme?
Il fatto è questo: se voi disegnate un punto su un foglio di carta, dal punto di vista di quel punto, immerso con la sua completa esistenza nelle due dimensioni del piano, il foglio non esiste. Semplicemente non è visibile.
Lo stesso succede a noi, oggetti immersi in quattro dimensioni: il tempo non si vede, sappiamo che esiste e cerchiamo di capirlo, ma non possiamo vederlo, solo immaginarlo.
Che succede sul piano Politico? Siamo completamente immersi nella dimensione rossobruna. Il rossobrunismo, non solo non è in declino, ma ha completamente vinto. Anzi non ha vinto, semplicemente esiste come universo in continua espansione intorno alle nostre esistenze. Per questo è così difficile oggi parlarne, per questo per riuscire a vederne un pezzo o a ipotizzarne l’esistenza i NazBrol del Blast devono citare il rosanerismo del cameragno Calenda.
Ma non scambiate un mezzo per misurare l’universo con l’Universo.
Prendete Land Nick.
Il Nick Land ha un problema, anzi due.
Il principale è lo stesso denunciato nel film Idiocracy, lo avete visto? Il protagonista, per anni congelato, si risveglia in un mondo di idioti rimbambiti da cazzate e reel. Appena prova a parlare, costoro lo deridono: “parli come un frocio!”.
Ecco questo è il primo problema di Land Nick, ma senza essere finito nel congelatore.
L’altro problema è che ha incontrato Satana. Il basato lo sa: Satana fa schifo e Cristo è Re. Puoi amare Odino, Krisna, il cosmo, ma questa cosa non cambia: Cristo è Re. Basato. Ma Nick Land è americano e questo non lo sa (infatti Nick Land è inglese ndr). Incontra Satana e capisce che non è il bene. Capisce che ha similitudini con il capitalismo, ma va?
E che fa? Visto che bisogna accelerare e poi dai, in fondo sto capitalismo va bene per forza, allora Satana insomma cerchiamo di capirlo: vuole sempre il male, ma produce il bene. Volete fare la fine di questi qua? Volete fare i prometeici?
No, allora mettete i jingle corretti intanto.
Non costringeteci a fare come Deleuze e Guattari: un libro intero per mandare Edipo al macero e poi finire dicendo, vabe’ Freud non ha torto, è colpa del capitalismo, l’unica salvezza è diventare rossobruni.
Capiamo voler ribellarvi a noi, vostri anziani nonni del web, non riconosciuti, bistrattati, costringendoci a leggere questi articoli scritti con trenta font colorati diversi, simili ai volantini del centro estetico sotto casa.
Ma il mondo borghese è sepolto ormai, dovete farvene una ragione.
Siamo nell’epoca del rossobrunismo, palese. Se la morte di Kennedy e il suicidio di Marilyn indicano l’entrata nella società dello spettacolo e annunciano l’arrivo della post modernità, la crisi di Britney Spears indica l’inizio dell’era digitale, del piano rossobruno del mondo. Chiunque oggi parli, parla nazbol, l’unico scontro può essere fra una delle 88 sfumature di rossobruno. Quindi Calenda? Sieg, avete ragione, parla rossobruno. Salis? Parla rossobruno. Orban e Sanchez? Von Der Layen? DDL antirisate? Vietato scopare? Anche Mattarella è praticamente un incel incastonato nella dimensione rossobruna.
Ma occhio, i nostri nemici ancora cercano qualche colpo. Provano ad appropriarsi di concetti e piani: nell’ultimo film di propaganda Usa, quello dei Peaky Blinders, una banda di mafiosi, stupratori, assassini capeggiati dagli zingari e amici (((loro))) si scontrano con lo Stato Nazionalsocialista.
Dove volete che si posizionerebbe naturalmente la anziana casalinga di Voghera senza l’intervento di Land Nick a dirgli che Satana è come il birraio di Adam Smith? Eppure Calenda è li, col cappello dei Peaky Blinders, con gli Ultras antistato che vogliono RIFORMARE LA GIUSTIZIA, opposti nel derby a quelli che la COSTITUZIONE È MIA E ME LA GESTISCO IO.
Insomma che fare? La mia battaglia è una. Dio è con noi fino alla vittoria. Il rossobrunismo è inevitabile, ma ha bisogno anche di voi, perché finché esisteranno loro “Loro”, “LORO” è chiaro?!? qualcuno cercherà l’inganno.
Avete parlato di tramonto del rossobrunismo.
Avete ragione.
Diciamolo con un altro cameragno, Testa Matta. Il grande Meriggio del rossobrunismo ha tolto le ombre, ha reso ogni pensiero palese e chiaro, ha illuminato ogni cosa con i suoi raggi verticali. E ora arriva la sera, armata di aperitivismo e tramontismo. Non ci resta che far girare la ruota:
“Io amo coloro che non sanno vivere se non tramontando, poiché essi sono coloro che passano oltre”.