Viaggio nell’Italia Irredenta - Dell'altra sponda Adriatica

Viaggio nell’Italia Irredenta - Dell'altra sponda Adriatica
Il viaggio alla ricerca delle terre istriane inizia dalle colline del centro storico di Trieste, dove la mattina si respira un’aria pulita e severa tipica della MittelEuropa a immagine funzionale tedesca.

Dopo un agile Capo, il caffè macchiato triestino, consumato in fretta al bancone di un bar dell’ENI, mi ritrovo catapultato alla frontiera slovena direzione Capodistria.

Capo d'Istria

La cittadina, dall’aria e dal passato veneziano, è pulita e ben preservata, a detta degli abitanti del posto durante il periodo comunista iugoslavo, vi si sono adoperati molto per mantenere lo splendore di queste piazze e questi campanili, che sormontano le chiese della Serenissima. I paesaggi ricordano un’Italia del secolo scorso, precedente al boom economico e industriale, la natura si è piacevolmente preservata inserita in strade statali semi desertiche dal manto stradale uniforme di fattura molle su cui si corre, con il piede sull’acceleratore sempre pesante e presente. 

Piazza Tito - Piazza del Duomo

Viaggiando, una delle prime cose che piacevolmente si nota, è il bilinguismo dei cartelli, ad ogni svolta stradale, in ogni via e ogni piazza viene riportato il nome italiano, quello postumo comunista e in seguito quello attuale sloveno. Il tasso di criminalità statisticamente riportato è così basso in queste zone, che la polizia è quasi superflua, risulta più usuale incontrare un cane randagio per le vie a veloce percorrenza che un agente in divisa.  L'alternarsi di alture rocciose a sbalzo sul mare, curve dolci e al contempo mozzafiato a capofitto nella laguna istria-slovena dalla quale sconfino presto, senza accorgermene, nella Croazia veneziana quest'ultime mi lasciano il senso di una Dolce Vita tutta italiana.

Macchina in Croazia

Questo fattore sociale ha lasciato spazio a tutta la mia frenesia italiana di correre in auto, raddoppiando spesse volte i limiti di velocità, e sfidando le capacità di tenuta degli pneumatici nei viraggi delle strade istriane, senza temere nessun tipo di sanzione o persecuzione dalle autorità. In Questo paese si respira una forte libertà e leggerezza, sia per via della natura sconfinata e predominante, che per la sparutezza di imposizioni, regolazioni del traffico e legge in carne ossa. Tutto ciò alleggerisce le mie restrizioni apprese da civilizzazione del primo mondo, ed è con grande soddisfazione che getto i resti dei miei spuntini giù dal finestrino mirando il ciglio della strada.  

Senza sentire nessun senso di colpa.

Lungo la strada è il fascino dei piccoli paesi a richiamare uno stop obbligato, luoghi in cui l’occupazione principale è la pesca di orate e branzini del Mare Adriatico, dove i sorrisi sono sinceri sia sulla costa Slovena e altrettanto su quella Croata, un posto dove tutti parlano una lingua comune: l’italiano.
Il retaggio culturale che si respira è legato più recentemente alle dominazioni veneziane e in un passato remoto-sbianchettato di ciò che fu la costa Istria-Dalmazia intrisa dei resti dell’epoca romana, alcuni perfettamente conservati come lo sono l’Arena di Pola o il palazzo di Diocleziano a Spalato.
Questi monumenti riportano un metrico esempio dell’importanza che aveva questa terra per l’Impero Romano, tanto da dare i Natali a uno dei suoi imperatori e considerare questo luogo degno di essere provincia italiana. 

Arena di Pola

A conferma del legame millenario vi è la cultura culinaria che si identifica in una italo-mediterranea, le pietanze offerte sono a mia grande sorpresa piatti di pasta ai frutti di mare, pizze e cotolette alla milanese venduti come specialità locali.

A tali dichiarazioni sulle origini della loro gastronomia, rimasi sempre allibito all’ascolto.

Gelateria a Fiume

Di prima mattina mi svegliai a Fiume, i nomi italiani dei locali nella via dei negozi, e sul porticciolo non lasciano alcun dubbio sull’identità di una terra che si sente ancora legata all’Italia. La colazione all’italiana era dunque necessità vitale per dare seguito al mio viaggio, con grande sorpresa rinvengo che i vari Caffè hanno un’unica funzione qui, servire bevande. Nessun pezzo dolce, nessun alimento.

Radio Rijeka - Fiume

La mia prima interlocuzione con il gestore di un Caffè fiumano è spudoratamente in lingua italiana, ponendosi come monoglottico italiano con grande desiderio di testare le loro capacità linguistiche. Quest’uomo di mezza età mi risponde in un italiano corretto anche se imbarazzato dal disuso che probabilmente fa della lingua; gli chiedo gentilmente se fosse possibile un cappuccino, e lui con un grande sorriso risponde:

Cappuccino è Croato!

Alchè resto un attimo interdetto; mi diletta comunque venire a conoscenza della loro visione del mondo distorta. I popoli istriani spesso e volentieri confondono tradizioni antecedenti come fossero di invenzione e tradizione locale.

Inconsciamente mi ritrovai nel sud Italia. Le strade del centro storico fatte di pietre bianche delle montagne croate, gemelle di quelle dei villaggi pugliesi come Polignano: splendide, lucide e eleganti.

Mare Dalmazia

Quando ci si affaccia sul mare, si percepisce un lago, contornato dalle varie isole antistanti alla terraferma sulle coste. Queste protuberanze di terra rallentano il moto delle onde del mare, che risulta piatto come una tavola, probabilmente in ogni periodo dell’anno dato la conformazione stile molo del lungomare, con banchina spiovente e senza nessuna protezione di sorta sul lungomare, prima di ricadere dentro.

Sono però le donne locali ad attirare l’attenzione dei viaggiatori come me, a loro modo sempre curate con vestiti alla moda e un gusto che tende ad ostentare ciò che si ha, con abbinamenti esuberanti dei colori nel loro abbigliamento, richiamano alla mente la buona società partenopea alla moda. Schive a offrire il proprio sorriso come fossero signorine sedute in un bistrot parigino, con un make-up leggero che le valorizza e con un atteggiamento lievemente snob e giudicante.

Donne a Fiume

Ovviamente di fronte all’italico charme la ruvidità di matrice slava viene istantaneamente piallata da un sorriso sincero che coinvolge anche gli occhi, e il modo di porsi evolve in docile e amorevole donna di casa. 

Queste bellezze irredente dalla bocca di zucchero, si accompagnano generalmente a uomini che si indirizzano tutti allo stesso barbiere. Il rasoio elettrico a 2 mm. Tutti gli scalpi a vista pelle sui lati, e poco più lunghi sopra, denotano forse i lasciti della guerra negli anni ’90 e di come sia ancora vivo il ricordo, e pronto l’aspetto da soldati. Questi trascorsi compaiono nei graffiti per le strade, sui cartelli stradali con bombolette spray, richiamano con slogan la loro identità di popolo indipendente dalla Serbia, da cui si traduce per noi occidentali un senso di irrequietezza nei loro animi. 

Graffiti a Fiume

Certo è che gli spazi fra i denti e le corone delle birre stappate con la mandibola non si addicono a portare a braccetto queste donne fini e curate, le quali preferirebbero a milioni godere di ben altre mediterranee compagnie.

Resta di questo pezzo scritto un invito per chiunque lo legga ad avventurarsi tra queste zone irredente in qualsiasi stagione dell’anno, dotato di qualsiasi mezzo a motore, auto moto o camper, per scoprire le curve di queste terre a noi prossime, che riservano grandi e piacevoli sorprese, nascoste ai turisti di massa.
Tra le insenature dei villaggi di pescatori, o tra la vita mondana delle medie città di costa, dove la storia e la vita moderna si intrecciano accompagnate dal placido moto del mare, troverete dilettevoli compagnie, che offriranno un senso di grande libertà e edonismo.

Ritrovarsi su quest’altra sponda del Mare Nostrum è per noi italiani un’atavica riscoperta di noi stessi, e della semplicità della vita di cui godevano i nostri padri.

Queste righe in ultimo, sono propaganda per riconnettersi alle terre dei nostri avi.

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