8 mesi

DESIDERATE LA ROBA D'ALTRI!

L'ascesi passa per lo scippo

DESIDERATE LA ROBA D'ALTRI!
Lettura boomer
Gli angeli del Signore ti aspettano fuori dalle Poste, in motorino, incappucciati.

Oramai mesi fa, il noto conduttore televisivo giudeo-bolscevico, nonché noto parcheggiatore abusivo padovano, David Parenzo scosse l’italiosfera con una sua mirabolante tesi socio-politica: i (piccoli) furti fanno bene.

Ma che vuol dire fanno bene, e a chi? Sempre ai soliti Savi di Sion?

DIFFIDATE delle lamentose aRgOmENtaZiOni piccolo-borghesi parenziane: non c’entrano un cazzo né l’autocrazia putiniana e né tantomeno le pluto-demo-cattocrazie ebraiche egemoniche a doppio turno d’Occidente (e no, nemmeno i Savi di Sion, a dirla tutta…).

ASCOLTATE IL FRASTUONO DEL PROIETTILE!

i furti, sì, fanno bene, ma solo e soltanto per un motivo:

TI SPALANCANO LE PORTE DEL REGNO DEI CIELI.

Pensate al Buon Ladrone, non fosse stato “ladrone” non sarebbe potuto essere nemmeno “buono”; non fosse stato “ladrone” non avrebbe mai incontrato il Figlio del Dio Vivente (in quel momento morente); non fosse stato “ladrone” non sarebbe mai salito, insieme al Cristo, quello stesso giorno con Lui IN PARADISO, mica male insomma. 

IL RUBARE HA SALVATO L’ANIMA DEL BUON LADRONE

IL RUBARE È SALVIFICO

E non temete per il benessere delle povere vittime di questi furti santi; la Parola Parenziana mi è risuonata dentro per mesi, e proprio qualche giorno fa, preso dalla disperazione per essere apparentemente concorde in qualcosa con un elettore di Forza Italia, sono riuscito, per Grazia di Dio, a trovare la VERA spiegazione dietro questa intuizione insospettabilmente ELEVATA:

SE IL RUBARE È SALVIFICO, L’ESSERE DERUBATI È DIRETTAMENTE GARANZIA DI BEATITUDINE, il sogno bagnato di Calvino.

La Verità mi è giunta, come spesso mi accade, tramite la mia tanto amata letteratura della gelidissima russosfera. Ero su di un treno regionale, ero con un mio amico, ed ero diretto a Roma Tiburtina (che solo ora mi rendo conto essere un piccolo assaggio di Paradiso, data la forte presenza di buoni ladroni). Sempre come spesso mi accade, ero appunto immerso nella lettura di un improbabile ed impresentabile racconto autobiografico di un anonimo pellegrino russo del XIX secolo. È un libro che, appunto in quanto impresentabile, debbo ancora finire una volta per tutte: ho sperato in un primo momento di riuscire a inserirlo, come testo a scelta, nell’esposizione del mio esame di Letteratura Russa mesi fa, ma non s’aveva da fare ed ho optato per un più versatile Majakovskij

Del protagonista-scrittore si sa solo che era un povero disgraziato dal braccio sinistro paralizzato, e che un giorno, ascoltando attentamente un’omelia, si imbatté nelle seguenti parole:

16Siate sempre lieti, 17pregate ininterrottamente, 18in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.

1 Tessalonicesi 5: 16-18.

Il pover’uomo, tormentato come ogni scrittore che si rispetti (checché ne dica Edoardo Prati), non può limitarsi ad ascoltare, e subito si chiede:

ma che vuol dire “pregate ininterrottamente”, e soprattutto, come cazzo si fa a davvero non smettere MAI di pregare? La risposta è insospettabilmente semplice: venendo derubati, ora vedrete.

D’altronde anche il mio carissimo Evagrio Pontico andava dicendo: “Non ci è stato prescritto di lavorare, vegliare, digiunare sempre; mentre ci è stata data la legge di pregare incessantemente”

E che fai? Non lo ascolti all’Evagrione tuo? Inammissibile. 

Il pellegrino, subito, si mette in marcia.

E marcia e marcia, venendo bistrattato e ridicolizzato da tutti i поп a cui pone la fatidica domanda: “va bene tutto, ma come cazzo se fa?”. Fino a quando, sia lodato Gesù Cristo e sempre sia lodato, non incontra un pio стaрец che gli dà un semplice consiglio:

usa la Preghiera del Cuore (Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me, un peccatore), ripetila dodicimila volte al giorno.

E il pellegrino, diligentemente, inizia:

Господи Иисусе Христе, Сыне Божий, помилуй мя, грешнаго.

Господи Иисусе Христе, Сыне Божий, помилуй мя, грешнаго.

Господи Иисусе Христе, Сыне Божий, помилуй мя, грешнаго.

Господи Иисусе Христе, Сыне Божий, помилуй мя, грешнаго.

Господи Иисусе Христе, Сыне Божий, помилуй мя, грешнаго.

Господи Иисусе Христе, Сыне Божий, помилуй мя, грешнаго.

Господи Иисусе Христе, Сыне Божий, помилуй мя, грешнаго.

Господи Иисусе Христе, Сыне Божий, помилуй мя, грешнаго.

Господи Иисусе Христе, Сыне Божий, помилуй мя, грешнаго.

Presto il pellegrino giunge a fare esperienza di una pace a lui sconosciuta fino a quel momento, e inizia a pregare non più con la bocca, ma con ogni battito del suo cuore, sviluppando un ardore interno che ricorda da vicino una sorta di tapas induista.

Eppure, il vero proiettile martirizzante, e conseguentemente santificatore, lo doveva ancora colpire.

L’onore, prima ancora dell’onere, di sparare è provvidenzialmente assegnato, inutile a dirlo, a due s a n t i s s i m i ladroni.

Il povero pellegrino viene ostacolato nel suo sadhico (da “sadhu”), e in parte anche sadico (stavolta da “de Sade”), esercizio peregrinante della preghiera, infatti, da due skinhead della Siberia del tempo; i quali lo riempiono di botte, lo spogliano di tutto ciò che possedeva (una Bibbia ed una Filocalìa) e si danno alla loro ben meritata fuga verso il Regno dei Cieli.

Il pellegrino, che si era tanto autoincensato per aver raggiunto un tale livello di consapevolezza spirituale, ricade disperato negli struggimenti samsārici: va bene il digiunare, va bene il pregare, va bene il leggere Evagrio Pontico, ma come poter mai pensare di non possedere NULLA, nemmeno le cose a cui si è affezionati nella più nobile delle intenzioni?

Insomma, ma quanto è stretta ‘sta cruna dell’ago? 

Al nostro anonimo non resta che piangere per due notti e tre giorni. Decide addirittura di lasciarsi morire tra le lacrime, solo, spoglio, in un cespuglio (la vicinanza a Dio porta a istinti suicidi, ce lo insegna, primo tra tutti, il profeta Elia); fino a quando, la notte del terzo giorno, il proiettile non dà il suo frutto. 

In sogno appare lui il suo ormai defunto старец, rivelandogli la Parola-Verità, la chiave interpretativa dell’intuizione parenziana: 

Questa lezione ti aiuterà a distaccarti dalle cose terrene e a salire più agevolmente verso il cielo. Questo è stato permesso da Dio affinché tu non cada nella cupidigia spirituale. Dio vuole che il cristiano si distacchi completamente dalla propria volontà e dal proprio desiderio, rinunci a ogni passione e si rimetta interamente alla Sua volontà.

Dopo la rivelazione delLa Pravda, il calore interno del nostro pellegrino aumenta smisuratamente; perché, lo si sa, i santi bruciano, e i dannati muoiono di freddo. 

La strada è tracciata:

RUBARE È UN’AZIONE DA BODHISATTVA

ESSERE DERUBATI, UN DONO DI NOSTRO SIGNORE.

PARENZO HA RAGIONE E I COMPAGNI ZINGARI SONO LA NOSTRA SALVEZZA,

I NOSTRI PROIETTILI,

LA NOSTRA AVANGUARDIA,

ANGELI DI DIO DONATI A NOI DALLA PIETÀ CELESTE.

A VOI BLASTIDI TUTTI, GIÀ IN ODORE DI SANTITÀ, DICO:

DESIDERATE LA ROBA D’ALTRI!

PREMETE SULL’ACCELERATORE DELLA SANTITÀ E DISPENSATE MARTIRI,

IL FURTO SALVERÀ IL MONDO!

Tuttavia, prima ancora di pensare al mondo, bisogna pensare a noi stessi, alla nostra amata Italietta. È il caso, allora, di ricordare colui al quale noi dell’italiosfera (che dunque evidentemente davvero siamo “VN POPOLO DI SANTI” come inciso sul Palazzo della Civilità Italiana), dobbiamo la nostra salvezza. A lui, che ha insegnato ai ladri a elevare, ai ladroni a redimere e ai derubati a salmodiare; a lui, che fino all’ultimo momento ha difeso la via salvifica del furto dagli attacchi della terribile Babilonia:

SAN BETTINO DA HAMMAMET, RUBA PRO NOBIS 🙏🏻✝️

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